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Si è svolta al Tribunale di Agrigento innanzi al giudice per le udienze preliminari, Micaela Raimondo, un’udienza nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Waterloo”, che ruota intorno alla società per azioni Girgenti Acque, gestore unico del servizio idrico nella provincia di Agrigento, già destinataria di una interdittiva antimafia nel novembre del 2018, poi dichiarata fallita. Hanno chiesto di costituirsi parte civile l’associazione “A testa Alta”, la Curatela Fallimentare “Girgenti acque”, il Ministero della Difesa per conto dei Carabinieri, il Ministero degli Interni per il coinvolgimento dell’ex prefetto di Agrigento Nicola Diomede tra gli imputati, l’Arpa Sicilia, “Civiesse srl”, il Comune di Sciacca, l’Aica, l’Ati Agrigento e Parnet. Prossima udienza l’8 settembre.

Il sindaco di Agrigento Franco Miccichè informa i cittadini che per problemi alla piattaforma della ditta Traina Srl, la raccolta della plastica delle utenze domestiche, prevista per venerdì 22 luglio non sarà effettuata.
Il servizio di raccolta della plastica riprenderà, secondo il consueto calendario, martedì 26.

Il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, ha ribadito l’efficacia dell’ordinanza che regola gli orari di chiusura dei locali pubblici e le emissioni sonore. Dunque, i locali pubblici chiudono alle ore 2 da domenica a giovedì. Alle ore 3 venerdì, sabato e prefestivi. Il volume della musica in spazio esterno non deve superare i 70 decibel fino alle ore 22, e i 60 decibel dalle 22 fino all’orario di chiusura. In aree prevalentemente residenziali, il limite è di 55 db fino alle ore 22, e di 45 db dopo le ore 22. Lunedì, martedì, mercoledì, giovedì e domenica vi è l’obbligo di ridurre congruamente il volume dalle ore 23, il venerdì dalle ore 24, il sabato e i prefestivi dalle ore 00:30, ma nelle località non balneari dalle 24. Si intendono balneari le zone: San Leone, Cannatello, Zingarello e Maddalusa. E’ ammesso continuare le emissioni musicali sino a 30 minuti dopo i limiti esclusivamente con sottofondo musicale rigorosamente basso, al solo fine di intrattenere il pubblico, senza arrecare disturbo al riposo delle persone. Il karaoke non può durare oltre le ore 24.

In una nota inviata tra gli altri al sottosegretario di Stato, Carlo Sibilia, al prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, il segretario provinciale della UilPa Vigili del fuoco di Agrigento, Antonello Di Malta, denuncia un aumento di casi tumorali tra i vigili del fuoco che operano nella più grande delle Pelagie.
“Infomato e sollecitato da vari colleghi e familiari di colleghi deceduti che prestano ed hanno prestato servizio presso il distaccamento Vigili del fuoco di Lampedusa – scrive Di Malta – non si può più tacere anche perché oltre ai casi di cancro si segnalano anche problemi cardiovascolari. E’ fondamentale sottolineare per novizia di informazione che dal 1986 al 1998 presso il sedime aeroportuale e, precisamente a circa 400 metri dalla attuale sede di servizio aeroportuale VVF di Lampedusa, era attivo un radar installato a seguito dell’attacco missilistico libico del 1986, il 1º novembre dello stesso anno la 134ª Squadriglia dell’Aeronautica Militare fu dotata del Sistema AN-FPS-8. Proprio in quel periodo in cui era operativo il radar sopracitato, si assisteva a un considerevole numero di eventi anomali quali ad esempio le interruzioni delle comunicazioni telefoniche, allo spegnimento della televisione posta al centralino, ed altre varie anomalie che venivano definite come interferenze elettromagnetiche. Proprio in quel periodo il personale accusava molto spesso forti emicranie ricorrendo frequentemente a elevati dosi di novalgina, oltre disturbi legati alla salute con sintomi che sono scomparsi all’atto stesso in cui il Radar è stato smantellato. Risultano alla segretarie del sindacato analoghi casi al personale di altri enti che operano e operavano all’interno del sedime e nelle strutture aeroportuali di Lampedusa. Per quanto sopra si chiede di voler mettere in atto delle verifiche di carattere medico amministrativo attraverso un’indagine epidemiologica che il caso richiede. Il tutto è fondamentale al fine di accertare eventuali correlazioni tra le patologie sofferte dal personale in servizio e in quiescenza, alla conclamata presenza del Radar”.

Ad Agrigento nella frazione di Giardina Gallotti è stato inaugurato il Centro polivalente. In proposito l’assessore con delega ai Quartieri, Marco Vullo, afferma: “Il sindaco Miccichè e la giunta sono stati da subito a lavoro per superare i divari tra centro citttadino e frazioni, per uno sviluppo omogeneo e coeso della città. Si tratta di una struttura non solo sportiva ma anche di incontro sociale ed educativo, che coinvolgerà le famiglie, la chiesa, le associazioni e soprattutto i bambini. Ringrazio per la collaborazione il collega assessore ai Lavori pubblici, Principato, e l’Ufficio tecnico comunale”.

A Calamonaci, in provincia di Agrigento, una lettera con minacce di morte è stata recapitata al sindaco Pino Spinelli, 50 anni. Il plico, non affrancato, è stato trovato da un impiegato comunale innanzi all’ingresso del Municipio. Spinelli ha subito consegnato la busta ai Carabinieri. La Procura della Repubblica di Sciacca ha avviato un’inchiesta. Spinelli, che lavora come infermiere all’ospedale di Ribera, è al primo mandato da sindaco, che scadrà nel 2023.

Il pubblico ministero di Termini Imerese, Giacomo Barbara, ha chiesto la pena dell’ergastolo a carico di Pietro Morreale, 20 anni, imputato di avere ucciso la fidanzata Roberta Siragusa, 17 anni, la notte tra il 23 e il 24 gennaio del 2021. Lui ha consentito il ritrovamento del corpo della ragazza parzialmente carbonizzato dalle fiamme. E sostiene che lei si sia suicidata. Il pubblico ministero ha affermato: “Morreale era all’interno dell’automobile con Roberta. Lui era a guidare l’automobile fino al campo sportivo. Lui era a trascinare il corpo in fiamme di Roberta e a nasconderlo in un dislivello scosceso. Lui era a spostare l’automobile e a tentare di telefonare ad altri amici mentre il corpo di Roberta era ancora in fiamme. Lui era ad allontanarsi dal campo sportivo a bordo della sua auto, lasciando il corpo bruciato e senza vita di Roberta nascosto nel dislivello scosceso. Dobbiamo quindi chiederci: è stato lui a dare fuoco a Roberta dopo averla colpita più volte alla testa? Non vi sono dubbi che la morte di Roberta Siragusa sia un omicidio e non un suicidio”.

E’ stata finalmente approvata la legge sul fenomeno del randagismo in Sicilia, che si propone di risolvere il problema dei cani abbandonati nell’Isola. Una legge dal valore storico per la Sicilia che assume rilevanza nazionale. In una regione nella quale il triste fenomeno del randagismo assume numeri impressionanti.

E’ il commento dell’onorevole di “Prima L’Italia” e Presidente della Commissione di Verifica e Monitoraggio delle Leggi all’Ars Carmelo Pullara.

L’Assemblea Regionale Siciliana -scrive Pullara- ha dato l’ok definitivo alla legge sul fenomeno del randagismo. Prevista l’identificazione dei cani attraverso l’istituzione di un’anagrafe regionale. Le norme approvate, inoltre, istituiscono l’obbligo di registrazione in una banca dati contestuale alla microchippatura e il divieto assoluto di ingresso per i cani padronali provenienti da altre regioni e non identificati. Prevista inoltre -spiega Pullara-una netta distinzione tra rifugio e ricovero.

I cani saranno sterilizzati e curati nei rifugi pubblici o privati convenzionati, gli unici dotati di ambulatorio, e poi trasferiti nel più breve tempo possibile nei ricoveri o nei parco-ricoveri in attesa di essere adottati se non possono essere reimmessi in territorio.

Esprimo soddisfazione per l’approvazione di questa norma a cui ho sempre tenuto particolarmente, non solo perchè  componente della Commissione speciale d’inchiesta sul fenomeno del randagismo in Sicilia ma anche perché ho dei cani in casa, dei meticci trovatelli, che sono parte della mia famiglia. Una norma fortemente voluta dal sottoscritto tant’è che in passato ho chiesto più volte l’intervento del governo regionale su un ‘attività di indagine per evidenziare le difformità riscontrate nell’affidamento del servizio di custodia e mantenimento dei cani.

Si tratta di un disegno di legge – conclude Pullara- tanto atteso dalla Sicilia e dai suoi abitanti e che siamo certi darà conforto ad un fenomeno che in Sicilia ha numeri impressionanti e la sua approvazione è un passo avanti di civiltà .

A Palermo la Polizia ha arrestato ai domiciliari, con divieto di svolgere attività per un anno, tre rappresentanti di società di pulizie e due responsabili di centri di accoglienza. Sarebbero responsabili di sfruttamento di immigrate nigeriane ospiti. Le donne sarebbero state rese schiave, tra ricatti e turni di lavoro massacranti di 10-12 ore al giorno per 400 euro mensili. I cinque risponderanno ai magistrati di associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e allo sfruttamento lavorativo, nonché truffa ed estorsione. Le nigeriane avrebbero svolto mansioni di badanti e addette alle pulizie in alcuni esercizi ricettivi di Palermo e di Castelvetrano. Riscontrati contratti di lavoro in nero, orari di lavoro dichiarati nettamente inferiori a quelli effettivamente svolti, mancato versamento dei contributi previdenziali, minacce di licenziamento o di allontanamento dai centri d’accoglienza in caso di denuncie.

Anziani vessati, picchiati, legati e sedati: sei misure cautelari eseguite dalla Guardia di Finanza a Palermo alla Comunità alloggio “Il Giardino delle Strelizie”.

A Palermo la Guardia di Finanza ha eseguito sei misure cautelari a carico del titolare della Comunità alloggio “Il Giardino delle Strelizie” in viale Lazio, e di cinque operatori. Gli si contesta il reato di maltrattamenti aggravati. Al titolare, Valerio Alagna, 36 anni, è stato imposto il divieto di esercizio di attività imprenditoriale in strutture assistenziali o case di riposo per anziani per un anno. Per gli operatori assistenziali Gaetana Montalto, 49 anni, Maria Lo Iacono, 59 anni, Patrizia La Mattina, 55 anni, Antonina Militello, 42 anni, e Vincenzo Cascino, 54 anni, è scattato il divieto di prestazione di attività professionale in strutture assistenziali o case di riposo per anziani per un anno. L’inchiesta, intitolata “Giardino oscuro”, è stata avviata a seguito della segnalazione di un ospite della Comunità. Sarebbero numerosi gli episodi di vessazioni, angherie e violenze fisiche, tra schiaffi, pugni e strattonamenti, e poi offese e minacce finanche di morte. Dalle indagini è emerso inoltre che gli operatori erano soliti legare gli anziani per ore, somministrandogli, inoltre, farmaci in misura superiore rispetto alle prescrizioni mediche per sedarli. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale nell’ordinanza cautelare tra l’altro ha scritto: “Le continue offese, le umiliazioni, le minacce, le percosse, le ingiurie poste in essere nei confronti degli ospiti della struttura assistenziale, integrano il delitto di maltrattamenti, potendo certamente tali atti, per la loro intensità e abitualità, essere fonte di disagio continuo per le persone offese”. E il colonnello Gianluca Angelini, comandante del Nucleo di polizia economico – finanziaria di Palermo, commenta: “Ancora una volta emerge la necessità di assicurare tutela e protezione per i nostri anziani, soggetti fragili e indifesi, che hanno il diritto di essere curati e accuditi all’interno di strutture in grado di assicurare una qualità di vita dignitosa, fronteggiando adeguatamente le esigenze di coloro che sono bisognevoli di assistenza. La Guardia di Finanza, quale polizia economico – finanziaria a forte vocazione sociale, continuerà incessantemente a tutelare gli operatori economici onesti e le fasce più deboli ed esposte a rischio della popolazione”.