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La Cisl di categoria, tramite il coordinatore agrigentino, Diego Motisi, si è rivolta al prefetto di Agrigento, ai vertici provinciale, regionale e nazionale dei Vigili del fuoco, e ha ravvisato, ancora una volta, la grave carenza di personale operativo turnista. E spiega: “In base a conteggi palesemente errati, non è stato destinato personale al Comando di Agrigento, anzi è stato addirittura certificato un esubero di 5 unità. Le sedi di terraferma (esclusa Lampedusa) tra la sede centrale Agrigento e le sedi distaccate di Sciacca, Licata, Canicattì e Santa Margherita Belice, hanno un ammanco di personale che oggi si attesta a circa 45 unità, nei vari ruoli e qualifiche operative. E fino a pochissimo tempo fa, la carenza era arrivata a 60 unità operative. Il conteggio è presto fatto: su 200 unità, mediamente manca un quarto del personale. A Roma sanno bene di cosa parliamo, perché la situazione è stata rappresentata dal Comandante provinciale, dal Prefetto di Agrigento e dalla Cisl. Ma niente è stato fatto finora, anzi, è assurdo che in piena emergenza estiva, anziché potenziare con risorse umane per compensare il vuoto di personale operativo, siano state ridotte drasticamente pure le risorse economiche riservate al Comando di Agrigento e destinate a richiami di personale in straordinario. E’ doveroso rappresentare e chiedere un urgente intervento del Prefetto di Agrigento, di tutti Sindaci della provincia agrigentina e di tutte le istituzioni, per trovare una tempestiva soluzione. Per quanto invece ci riguarda, in piena emergenza estiva, siamo costretti ad utilizzare tutte le prerogative e gli strumenti di lotta sindacale a nostra disposizione per garantire la salute e la sicurezza dei Vigili del fuoco, e il soccorso alla popolazione”.

Una delegazione della Democrazia Cristiana ha incontrato il neo sindaco di Palermo, Roberto Lagalla. Il commissario cittadino Giorgio Cipolla, insieme ai vice commissari regionali Pippo Enea e Giuseppe Alessi, e al consigliere Domenico Bonanno hanno consegnato una lista di nomi composta da professionisti e da persone dall’indubbio rigore morale affinché il sindaco possa scegliere i collaboratori. E affermano: “Abbiamo ribadito al professor Lagalla la massima collaborazione della Democrazia Cristiana e dei suoi eletti in Consiglio comunale, augurandogli un proficuo lavoro per dare a Palermo le risposte su tutti i temi lasciati irrisolti dalla precedente amministrazione. In particolare, crediamo che tra le priorità meriti la massima attenzione la ricerca di ascolto e di risposte da dare alle giovani generazioni, per rendere Palermo città di crescita e di sviluppo e non di abbandono”.

A Palma di Montechiaro il movimento “Corri Palma” esprime apprezzamento a seguito del risultato elettorale conseguito alle Amministrative del 12 giugno, con 1900 voti, 3 consiglieri eletti, e un assessore in carica, Lillo Lauricella. L’Assemblea dei tesserati al movimento, che per la prima volta ha partecipato alle elezioni con il proprio simbolo, ha eletto come segretario l’avvocato Giuseppe Fabio Cacciatore. “Corri Palma”, in prospettiva, afferma: “Ribadiamo sostegno ai progetti e ai traguardi prefissati dal sindaco Castellino. Siamo consapevoli che occorre un gioco di squadra, garantendo fiducia e inclusione. Nessuno può essere escluso dall’assunzione delle proprie responsabilità. In mancanza di ciò ci metteremo da parte”

La Procura di Palermo ha depositato agli atti dell’inchiesta altre intercettazioni a carico di Agostino Sansone e Pietro Polizzi, arrestati per scambio elettorale politico-mafioso.

Il Tribunale del Riesame si è riservato di decidere sulla richiesta di scarcerazione presentata dal costruttore mafioso Agostino Sansone, 74 anni, che ospitò Totò Riina durante la latitanza, arrestato prima delle elezioni Comunali a Palermo per scambio elettorale politico-mafioso insieme al candidato di Forza Italia al Consiglio comunale, Pietro Polizzi, 52 anni, e a un collaboratore dello stesso Sansone, Manlio Porretto. Porretto ha rinunciato al Riesame, e Polizzi non ha presentato richiesta di scarcerazione. La Procura di Palermo si è opposta alla scarcerazione di Sansone, e il titolare dell’inchiesta, Paolo Guido, ha depositato agli atti tre nuove intercettazioni. In una conversazione, che risale al 25 maggio, il boss della Noce, Giancarlo Seidita, si rivolge a Sansone per ottenere l’autorizzazione a chiedere il pizzo ad alcuni imprenditori. Sansone si informa per accertare se le vittime siano legate ad ambienti mafiosi e poi risponde ok al taglieggiamento suggerendo addirittura a Seidita di aumentare la richiesta della tangente. E ciò confermerebbe lo spessore mafioso mantenuto da Sansone, tanto da sovrintendere alle estorsioni. In un’altra conversazione intercettata, invece, Polizzi si sarebbe vantato con la madre dei suoi rapporti con il mafioso Giuseppe Mannino, indicandolo come “il 41 bis”, una espressione usata per rendere l’idea del peso mafioso dell’uomo. Infine, da altre registrazioni è emerso che Polizzi, impiegato di Riscossione Sicilia, in cambio di soldi, avrebbe annullato debiti col fisco di Sansone e che, tra l’altro, dopo aver ricevuto 1.500 euro dal costruttore, avrebbe cancellato anche una cartella esattoriale di 37mila euro destinata a Porretto.

Il ministero dell’Interno ha assegnato Porto Empedocle come porto sicuro di sbarco alla nave umanitaria Sea Watch 4, con a bordo, da oltre una settimana, 299 persone tra cui 24 donne, 3 bambini e 22 minori non accompagnati. Nel corso dei giorni sono state effettuate numerose evacuazioni sanitarie. La Ong tedesca commenta: “E’ scandaloso che alle persone sia riconosciuto il diritto a un porto sicuro solo quando sono in pericolo di vita”. Ieri, come pubblicato, la Comunità ecclesiale di Licata ha lanciato un appello per consentire l’approdo.

Il dottor Fausto Crapanzano, 42 anni, specializzato in medicina fisica e riabilitazione a Pavia, è formalmente il direttore di struttura complessa dell’Unità operativa di recupero e riabilitazione funzionale dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. L’incarico gli è stato affidato per cinque anni. Il neo-primario è stato ricevuto per la firma del contratto dal commissario dell’Azienda sanitaria, Mario Zappia, dal direttore amministrativo, Alessandro Mazzara, e dal direttore sanitario, Gaetano Mancuso.

Dopo l’incendio a danno di 10 ettari di coltivazione di grano, a Naro, in contrada Gibbesi, un altro incendio ha bruciato i campi coltivati a lenticchie a danno della cooperativa “Rosario Livatino – Libera Terra” che gestisce l’area confiscata alla mafia. Sul posto hanno lavorato i Vigili del fuoco. Indagini sono in corso ad opera dei Carabinieri. Si è indotti a ritenere che le fiamme siano state appiccate dalla stessa mano. La zona non sarebbe dotata di telecamere di video-sorveglianza.

Operazione della Guardia di Finanza palermitana: truffa aggravata sui fondi pubblici destinati all’Agricoltura. In manette numerosi funzionari degli organi di controllo e professionisti.

La Guardia di Finanza del Comando provinciale di Palermo ha sgominato una presunta “cricca” dei contributi pubblici all’agricoltura da parte dell’Unione Europea, lo Stato e la Regione Siciliana. E’ contestato il reato associativo: ecco perché “cricca”, ed ecco perché l’inchiesta è stata intitolata “Amici miei”, il celebre film. Le misure cautelari sono 22: 12 arresti ai domiciliari e 10 obblighi di presentazione alla Polizia giudiziaria. Sequestri preventivi per 2 milioni e 500mila euro, ritenuti il provento delle truffe. Nel mirino delle Fiamme Gialle funzionari pubblici e professionisti. Sarebbero stati depredati i fondi del Psr, il Programma di sviluppo rurale 2007/2013 e 2014/2020, gestito dall’Ipa, l’Ispettorato provinciale dell’agricoltura della Regione Siciliana, che valuta l’ammissibilità delle istanze di finanziamento. Alcuni funzionari pubblici dell’Ipa avrebbero favorito studi professionali, tra agronomi e ingegneri, redattori dei progetti per ottenere i contributi. Ad esempio, i funzionari avrebbero comunicato agli interessati le anomalie riscontrate nei progetti, provvedendo spesso loro stessi a modificare o sostituire i documenti, ad accogliere le istanze oltre i termini, a ritardare i controlli così da evitare l’applicazione di penali, ovvero la decadenza o la revoca dei contributi già erogati. Altrettanto spesso gli studi professionali avrebbero contraccambiato offrendo prestazioni gratis o posti di lavoro ai familiari dei funzionari infedeli, secondo un accordo corruttivo. Sarebbero 18 le pratiche incriminate. Agli arresti domiciliari sono stati ristretti: Filippo Cangialosi, 58 anni, funzionario Ipa di Palermo; Ciro Spinella, 67 anni, agronomo; Riccardo Puccio, 48 anni, ingegnere; Francesco Sclafani, 73 anni, ingegnere; Antonio Barcia, 45 anni, agronomo, tutti di Marineo. E poi i funzionari Giuseppe Salerno, 63 anni, di Gangi, Giovanni Burriesci, 58 anni, di Mezzojuso, Maria Spata, 60 anni, di Bagheria, Carlo Alfano, 63 anni, di Palermo, Giuseppe Vitale, 58 anni, di Palermo, Giuseppa Fricano, 54 anni, di Bagheria, e l’imprenditore agricolo di Santa Flavia, Giovanni Scaduto, 62 anni. Il colonnello Gianluca Angelini commenta: “La corruzione si conferma per il nostro Paese come un vero e proprio cancro da estirpare, che produce effetti devastanti per l’economia, per la concorrenza a scapito degli imprenditori rispettosi delle regole, nonché per l’accessibilità e la qualità dei servizi, ma anche danni irreparabili alla fiducia che i cittadini devono poter riporre nei confronti di chi svolge funzioni pubbliche. Fondamentale è il corretto impiego dei fondi pubblici, europei e nazionali, che in un territorio come quello siciliano possono rappresentare una reale occasione di sviluppo, un vero volano per la crescita del tessuto economico-imprenditoriale e per i connessi riflessi in termini occupazionali. Sono obiettivi che si possono raggiungere solo a condizione che i finanziamenti siano percepiti da chi ne ha effettivamente titolo e che siano utilizzati realmente per le finalità per le quali sono erogati. L’attenzione investigativa della Guardia di Finanza continuerà ad essere massima per contrastare ogni forma di interesse della criminalità economico – finanziaria, assicurando un concreto ristoro dei pubblici bilanci ai quali tutti i cittadini onesti contribuiscono”.

La prima sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Alfonso Pinto, ha emesso sentenza nell’ambito dell’inchiesta antidroga a Porto Empedocle cosiddetta “Supermarket”, condotta dai poliziotti del locale Commissariato, che hanno smantellato tre piazze dello spaccio, di hashish e cocaina, allestite in un bar, in una villetta comunale, e in una casa privata. 11 condanne e 15 assoluzioni. 6 anni e 7 mesi di reclusione per Rosario Amato; 4 anni e 3 mesi per Andrea Amato; 2 anni e 5 mesi per Emanuele Amato; 2 anni per Pietro Sacco; 3 anni per Luigi Pulsiano; 5 anni e 3 mesi per Loredana Prisma; 1 anno e 4 mesi per Federico Alaimo; 1 anno e 4 mesi per Emanuel Lombardo; 1 anno e 4 mesi per Carmelo Albanese; 1 anno e 4 mesi per Alfonso Tuttolomondo, e 2 anni per Luigi Formica.
I 15 assolti, alcuni per prescrizione, sono: Giuseppe Baio, Antonio Sorce, Francesco Di Grado, Francesco Lucchi, Gerlando Di Gerlando, Alfonso Alongi, Stefano Filippazzo, Francesco Fratacci, Ernesto Giardina, Pierluigi Aleo, Ignazio Mendola, Antonio Sacco, Giuseppe Angarussa, e Calogero Trameli.

Si è’ svolta all’interno della caserma “Antonio Mosto”, sede del Gruppo di della Guardia di finanza di Agrigento, una cerimonia militare per celebrare il 248esimo anniversario della fondazione del Corpo. Alla manifestazione hanno preso parte il prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa e le più alte cariche istituzionali della provincia. Nel corso della cerimonia è stata data lettura del messaggio augurale del Presidente della Repubblica, e del comandante generale della Guardia di finanza. La ricorrenza è stata anche l’occasione per tracciare un consuntivo dell’attività di polizia economico finanziaria svolta dai Reparti delle Fiamme gialle della provincia di Agrigento dall’uno gennaio del 2021, al 31 maggio dell’anno in corso. A fare gli onori di casa  il comandante provinciale, colonnello Rocco Lopane.
Nel corso del 2021 e dei primi 5 mesi del 2022, la Guardia di finanza di Agrigento ha eseguito oltre 4.500 interventi ispettivi e concluso 84 indagini di polizia giudiziaria per contrastare le infiltrazioni della criminalità economica e organizzata nel tessuto imprenditoriale e sociale: un impegno “a tutto campo” a tutela della famiglie e delle imprese in difficoltà e a sostegno delle prospettive di rilancio e di sviluppo del territorio.
Nell’ambito delle attività a contrasto all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali, sono stati individuati 14 soggetti totalmente sconosciuti al fisco e segnalati all’Autorità giudiziaria 37 persone fisiche responsabili di reati fiscali per violazione dell’obbligo di presentazione delle dichiarazioni fiscali, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, occultamento e distruzione della contabilità aziendale. L’attività ispettiva in materia di tutela delle entrate si è concretizzata in 163 interventi “tradizionali” (verifiche e controlli fiscali), con proposte di recupero a tassazione di materia imponibile per oltre 16 milioni di euro; 837 controlli in materia di corrispettivi telematici, di cui il 50% circa con rilievi; oltre 1.500 controlli sulla circolazione delle merci e sui prodotti sottoposti ad accise. A tutela del credito erariale scaturente dall’attività di controllo, sono state avanzate ai competenti organi proposte di sequestro di beni, anche nella forma “per equivalente”, per un valore complessivo di oltre 7,5 milioni di euro.
Nel settore a tutela del Monopolio statale del gioco e delle scommesse sono stati eseguiti 40 interventi, di cui 16 irregolari, verbalizzati 61 persone e sequestrati 24 apparecchi/terminali e congegni da divertimento e intrattenimento. Sono stati eseguiti 139 controlli in aziende in materia di rispetto della normativa sul lavoro, scoprendo 192 lavoratori irregolari o completamente “in nero”.
Nel contesto della tutela della spesa pubblica, i risultati conseguiti dai finanzieri nella provincia di Agrigento si riferiscono ai contributi che a vario titolo l’Unione Europea, lo Stato e gli Enti locali erogano a sostegno delle imprese e dei cittadini. L’azione di servizio ha portato all’individuazione di oltre 1,5 milioni di euro di contributi comunitari (Fondi strutturali)indebitamente percepiti, con la conseguente denuncia all’autorità giudiziaria competente di 10 responsabili; oltre 1 milione di euro di contributi nazionali e locali indebitamente percepiti (tra cui finanziamenti assistiti da garanzia statale e contributi a fondo perduto), con la conseguente denuncia all’autorità giudiziaria di 17 responsabili e 68 sanzioni amministrative.
Nel settore degli appalti pubblici sono state controllate erogazioni per 50 milioni di euro di cui oltre 3,5 milioni di euro oggetto di assegnazione irregolare, con la denunzia di 10 soggetti di cui 4 tratti in arresto, in tema responsabilità amministrativa, sono stati accertati danni erariali per circa 14 mln di euro, proposte per il sequestro oltre 550 mila euro e 119 soggetti denunciati.
Sulla spesa previdenziale sono stati accertati importi indebitamente percepiti per circa 750 mila euro, avanzate proposte di sequestro per circa 700 mila euro e denunciati 113 soggetti; in tema di anticorruzione, denunciati 14 soggetti, di cui 3 pubblici ufficiali; nel settore delle prestazioni sociali agevolate (tra cui il “reddito di cittadinanza”) sono stati effettuati oltre 300 controlli, di cui 258 irregolari e 239 soggetti denunciati all’Autorità giudiziaria con una frode complessiva accertata di circa 2,5 milioni di euro.
Le indagini patrimoniali contro le mafie, volte a sottrarre le risorse finanziarie (valuta e investimenti finanziari) e patrimoniali (beni mobili, immobili) illecitamente accumulati hanno consentito di avanzare proposte di sequestro per circa 15 milioni di euro. In tale ambito sono stati eseguiti accertamenti patrimoniali nei confronti di 123 persone fisiche e giuridiche. In via preventiva, su richiesta dei Prefetti sono stati svolti oltre 600 controlli in materia di certificazione antimafia volte ad autorizzare le imprese a partecipare a gare pubbliche.
Nel contrasto all’utilizzo a fini illeciti dei circuiti finanziari ed al contrasto al terrorismo internazionale, i reparti della Guardia di finanza di Agrigento hanno approfondito ed investigato oltre 150 segnalazioni per operazioni finanziarie provenienti dall’Uif della Banca d’Italaia; eseguiti 4 controlli e 1 ispezione antiriciclaggio nei confronti di professionisti e intermediari finanziari; effettuato 7 controlli nei confronti di Money Transfer, con l’identificazione di 36 soggetti che avevano effettuato operazioni finanziarie sospette con l’estero. Nel comparto dei reati fallimentari sono state accertate distrazioni di beni per oltre 9 milioni di euro, e denunciate all’Autorità giudiziaria 23 persone per reati di bancarotta fraudolenta.
Nei settori della sicurezza dei prodotti, della “lotta alla contraffazione”, e della “tutela del “made in Italy”, sono stati eseguiti 160 interventi con la denuncia di 53 persone, per i reati di contraffazione di marchi. Sono stati inoltre sequestrati circa 800.000 prodotti, falsi, contraffatti o perché ritenuti pericolosi per la salute, nonché oltre 1.500 chili di prodotti agro-alimentari non genuini.