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Notte di super lavoro per i Vigili del fuoco del distaccamento di Licata, intervenuti più volte nelle vie Montesanto, Gela, Pellico, Salso, e nella zona del villaggio dei Fiori, per spegnere gli incendi appiccati ai cumuli di rifiuti, conseguenza della raccolta differenziata che stenta a decollare. In alcune zone le fiamme si sono estese ai terreni ricoperti di sterpaglia. E in un caso hanno lambito le abitazioni. L’intervento provvidenziale e tempestivo dei Vigili del fuoco ha evitato il peggio. Quasi tutti i roghi sono di natura dolosa. Piromani che a loro modo hanno voluto fare pulizia, eliminando nel peggiore dei modi, la presenza delle “montagne” di spazzatura dalle strade.  Per l’intera notte il centro cittadino, e alcune aree periferiche sono state pattugliate costantemente dalle auto di carabinieri e polizia di Stato.

“La feccia mafiosa che vuole potere e punta a servirsi della politica è un fenomeno transpartitico, non predilige la destra piuttosto che la sinistra, ma fa affari con chi si mette a disposizione. Occorre la schiena dritta per opporsi a cosa nostra. Vanno ripudiati e cancellati dalle liste coloro i quali scendono a patto con cosa nostra e grazie a Dio la magistratura e le forze dell’ordine non mollano mai la presa: a volte la politica è colpevolmente distratta. Diceva bene Paolo Borsellino quando sosteneva che mafia e politica solo due poteri che quando non si combattono, si mettono d’accordo. Abbiamo fatto uno sforzo enorme per avere liste con persone perbene, ma siamo i primi a condannare coloro i quali cercano consenso laddove invece non andrebbe chiesto ma ripudiato denunciando anche le indebite richieste”.

Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo regionale dell’Udc in alla Regione Siciliana.

“Mentre la Procura continua ad arrestare i suoi candidati genuflessi di fronte ai boss, Lagalla attacca un nostro candidato che ha apertamente sconfessato il padre arrestato per mafia.
Evidentemente il candidato della destra non conosce la differenza fra sconfessare il padre mafioso e leccare il c… ai padrini.”
Lo scrive sui social network Mariangela Di Gangi commentando l’ennesimo arresto di un candidato di Roberto Lagalla arrestato per voto di scambio politico-mafioso e dopo le parole di Roberto Lagalla che in oggi ha attaccato un candidato del centrosinistra che ha rinnegato il padre arrestato per mafia.

Ha posteggiato l’auto “attaccata” al furgone, e all’invito di spostarla, è scoppiato il parapiglia fra vicini di casa, perché il proprietario della macchina non soltanto non l’avrebbe spostata, ma ha iniziato a rispondere in malo modo, insultando e minacciando di incendiare il furgone. Il proprietario della vettura, poco dopo, ha incontrato nell’androne del condominio il figlio del vicino di casa, e lo avrebbe aggredito, sbattendolo contro il portone, e provocandogli ecchimosi e contusioni. In soccorso del ragazzo è intervenuto il fratello che è stato preso pedate, e minacciato di morte: “Se ti vedo per strada ti ammazzo”.

A riportare la calma sono stati i poliziotti del Commissariato di Canicattì. Non è tutto perché proprio l’aggressore, qualche giorno dopo, alla guida della propria auto nel vedere i vicini percorrere la stessa strada, ha invaso la corsia opposta, ritornando sulla propria solo all’ultimo momento. Un canicattinese di 44 anni, e i propri figli di 27 anni e 26 anni, temendo il peggio, si sono recati negli uffici del Commissariato cittadino, ed hanno formalizzato una denuncia a carico del vicino di casa, per le ipotesi di reato di lesioni personali, minacce e violenza privata. Denuncia che gli agenti hanno già inoltrato alla Procura di Agrigento.

Tensione alle stelle e perfino schede elettorali bruciate al porto di Sciacca dove si sono radunati un centinaio di pescatori per l’ennesima manifestazione di protesta contro il caro gasolio. I pescherecci della flotta saccense, come quelli di tutta la Sicilia, sono fermi da giorni e non intendono riprendere l’attività, nonostante l’appello rivolto loro dall’assessore regionale alla pesca Toni Scilla e nonostante gli impegni assunti nei giorni scorsi dal presidente della Regione Nello Musumeci soprattutto in merito ai contributi Covid e caro gasolio che il governo siciliano ha stanziato ma non ancora assegnato. Le conseguenze del blocco della pesca si riflettono sull’economia del territorio, oltre che colpire direttamente gli operatori locali. Per la marineria saccense non ci sono alternative. Non sono state ancora definite le modalità di svolgimento, ma la protesta andrà comunque avanti e non sembra esserci nessuna intenzione di riprendere il mare. In prima fila le tre cooperative di pesca cittadine, con i pescatori che sul lungomare Cristoforo Colombo hanno bruciato numerose schede elettorali proprio alla vigilia del turno amministrativo in programma domani. Gli armatori continuano a ripetere che con il prezzo del gasolio superiore ad un euro al litro non è più conveniente uscire per le normali battute di pesca. La richiesta è sempre la stessa, ed è rivolta principalmente al governo centrale: calmierare il prezzo del carburante e nell’attesa varare sostegni almeno sotto forma di crediti d’imposta.

Era il 14 settembre del 2012 quando Viviana Meli, 29enne, venne ricoverata in ospedale a Caltanissetta dopo un incidente stradale. La ragazza arrivò in ospedale in gravi condizioni con un femore spezzato e la lesione ad un rene che le ha causato una emorragia. Questa circostanza, secondo il giudice del tribunale di Caltanissetta Maria Vittoria Valentino, fu sottovalutata e si diede corso immediatamente all’operazione al femore.

Purtroppo dopo un ulteriore peggioramento Viviana Meli ha cessato di vivere. Scattarono le denunce e furono indagati una urologa, due ortopedici e un anestesista.

Dalle indagini emerse sembra che, come detto, non si sia data particolare importanza alla lesione del rene. Ed invece sembra che proprio la emorragia causata dalla lesione abbia provocato la morte della 29enne.

Stamattina la sentenza di primo grado: assolti gli ortopedici e l’anestesista, condanna a 1 anno e sei mesi per l’urologa Carla Cammarata.

 

I giudici della Corte di Assise di Agrigento, accogliendo l’istanza dell’avvocato Salvatore Pennica, hanno disposto la scarcerazione di Giuseppe Barba, 66 anni di Favara, accusato dell’omicidio del genero Salvatore Lupo, ex presidente del consiglio comunale ucciso all’interno di un bar a colpi di pistola nel giorno di ferragosto. Lupo sarebbe incompatibile con la detenzione carceraria a causa di alcune patologie e così finisce ai domiciliari. Il sostituto procuratore Chiara Bisso aveva espresso parere contrario al provvedimento. E intanto l’apertura del processo slitta al prossimo 1 luglio poiché il presidente della Corte di Assise risulta essere incompatibile avendo effettuato attività durante la fase preliminare di indagine.

Il movente dell’omicidio dell’ex presidente del consiglio comunale di Favara, secondo gli inquirenti, sarebbe da ricondurre ai dissidi economici fra Barba e l’ex genero, che aveva pessimi rapporti con l’ex moglie scanditi da denunce per stalking e aggressioni. Barba sarebbe stato tradito dalle immagini di un filmato, estratto dalle telecamere della video sorveglianza, che immortala la sua Fiat Panda mentre effettua un tragitto nella direzione della via IV novembre, dove e’ stato commesso l’omicidio nel tardo pomeriggio del 15 agosto. sono state trovate tracce di polvere da sparo che avrebbero confermato i sospetti tanto da fare scattare il fermo.

La polizia ha arrestato con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso il candidato al Consiglio comunale di Palermo di Fratelli d’Italia, Francesco Lombardo, e il mafioso Vincenzo Vella, boss di Brancaccio, già condannato tre volte per associazione mafiosa.

L’aspirante consigliere comunale, il 28 maggio, avrebbe incontrato il mafioso e gli avrebbe chiesto il sostegno alle elezioni di domenica prossima.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Guido. Due giorni fa per lo stesso reato erano finiti in cella un candidato al consiglio comunale di Forza Italia e un costruttore mafioso.

Lombardo è ex consigliere comunale di Villabate. Nelle elezioni di domenica si era candidato al Consiglio comunale di Palermo. Vella ha scontato due condanne definitive per associazione mafiosa. Recentemente era stato condannato a 20 anni, ma la corte d’appello un anno fa aveva annullato la sentenza per un vizio di forma: per questo era stato scarcerato ed era libero. Anche in questo caso, come è accaduto per il consigliere di Forza Italia arrestato mercoledì, decisiva è stata una intercettazione ambientale. I due si sarebbero incontrati il 28 maggio scorso e nel corso dell’incontro il politico avrebbe chiesto l’appoggio elettorale al boss.

(ANSA)

Oggi, presso la sala del Circolo Culturale Empedocleo in Agrigento, si è tenuto il VI Congresso Provinciale del SILP CGIL, (Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia). Ai lavori hanno partecipato una nutrita delegazione di poliziotti Agrigentini, fra cui anche il Segretario Regionale SILP Vito ALAGNA ed il Segretario della Camera del Lavoro della CGIL Alfonso BUSCEMI.

A seguito dei lavori congressuali è stato rieletto il Segretario Provinciale Generale uscente Salvo GRECH, in servizio presso la Questura di Agrigento, che nella sua relazione ha elencato il lavoro svolto in questi anni dal Sindacato di Polizia della CGIL, illustrando il documento congressuale nazionale, centrato sulla tematica “La Polizia al Servizio del Paese” – Dignità, Diritti e Democrazia. In questa esposizione è emersa, la criticità dettata da due anni di Pandemia anche in relazione alla carenza di organico nella provincia di Agrigento, in rapporto soprattutto al fenomeno dell’immigrazione e dei riflessi che la gestione emergenziale di tale fenomeno, ha avuto sul lavoro della Polizia in questa provincia. Punto forte della relazione, la piaga dei numerosi suicidi nelle forze dell’ordine, a seguito dello stress da lavoro correlato.

In questa occasione è stato eletto anche il nuovo direttivo provinciale, i delegati al congresso regionale e la segreteria che affiancherà il Segretario Salvo GRECH, che sarà così composta: Orazio TOMARCHIO, Francesco CURTO, Franco FAZIO, Paolo SAVARINO e Fabio FABIANO.