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2.960 nuovi casi di Covid19 a fronte di 16.285 tamponi processati ieri in Sicilia. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 2.878. Il tasso di positività scende al 17,2%, il giorno precedente era al 17,6%.

I guariti sono 1.749, mentre le vittime sono 5, e portano il totale dei decessi a 11.106. Gli attuali positivi sono 49.112, con un incremento di 1.952 casi. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 585, in terapia intensiva sono 21.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 1.142, Catania 930, Messina 488, Siracusa 331, Trapani 159, Ragusa 264, Caltanissetta 116, Agrigento 216, Enna 60.

Si è concluso l’interrogatorio di garanzia a carico di Martina Patti davanti al gip etneo che dovrà decidere sulla convalida del fermo.

Martina Patti, durante l’interrogatorio di garanzia ha confermato le dichiarazioni già rese in un primo momento. La donna ha ribadito di aver ucciso la figlia, Elena di 5 anni, nel luogo ove il corpicino è stato rinvenuto, molti sono stati i non ricordo sulla dinamica della vicenda.

Il legale della donna, l’avvocato Gabriele Celesti, uscendo dal carcere di Catania ha dichiarato: “Non posso aggiungere dettagli di nessun tipo. I punti oscuri saranno oggetto di approfondimento investigativo anche alla luce delle dichiarazioni che sono state fatte”.

Il gip si è riservato la decisione sia sulla convalida del fermo sia sull’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti della donna per i reati di omicidio premeditato pluriaggravato e occultamento di cadavere. Decisione che dovrà essere depositata entro domani.

Mentre la difesa della donna si prepara a chiedere una perizia psichiatrica, gli inquirenti sono in attesa degli esiti degli esami tecnici e autoptici che saranno eseguiti nel pomeriggio di oggi.

Nel consueto appuntamento settimanale, il Commissario all’Asp di Agrigento Mario Zappia fa il punto sui nuovi casi Covid registrati. La situazione non è certo allegra, i casi stanno aumentando a dismisura e adesso “la situazione – come sostiene lo stesso Zappia – è preoccupante”.

Zappia continua: “Si tratta di un trend provinciale – spiega – che segue l’andamento regionale e nazionale. Ma la cosa certa è che c’è un considerevole aumento di ricoveri e non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia. Infatti le avvisaglie, che inizialmente pensavamo fossero solo paure infondate, si sono poi concretizzate. I pronto soccorso di Palermo e non hanno posti letto perché riconvertiti. Stessa cosa avviene da noi: in provincia di Agrigento, nell’ultima settimana, abbiamo 10 persone ricoverate in più all’ospedale di Ribera e questo ci fa capire che dobbiamo tornare ad usare la mascherina anche se non è più obbligatoria ma solo raccomandata. Facciamo almeno questo”.

Poi uno sguardo alle vaccinazioni: “Dopo il minimo storico toccato la scorsa settimana – anche negli ultimi giorni ci siamo sempre attestati a livelli bassissimi. Vi dico solo che in questo momento le due nuove varianti sono sempre più diffuse e contagiose: vanno a colpire tutti, ma soprattutto chi non ha completato vaccinazione o non è vaccinato o chi ha altre patologie. Dobbiamo usare tutte le precauzioni dovute per rispettare le persone più fragili. In alcuni casi, come dimostrato dagli ultimi decessi dei giorni scorsi, il virus porta in terapia intensiva. Non vogliamo enfatizzare il problema ma è doveroso dire che siamo preoccupati”.

Zappia ha fatto anche riferimento alle difficoltà dei pronto soccorso, soprattutto negli ospedali di Agrigento e Canicattì: “C’è una grave carenza di medici – ha detto – e la situazione non tende a migliorare, almeno per il momento. Abbiamo bandito un concorso per reclutare nuove forze ma non si è presentato nessuno. Per questo motivo abbiamo chiesto a tutti i primari di partecipare per fronteggiare l’emergenza. Non sono contenti ma si sono comunque messi a disposizione”.

I giudici della prima sezione penale della Corte di Appello di Palermo, confermando il verdetto di primo grado del giudice del tribunale Ivana Vassallo, hanno condannato a quattro anni di reclusione Giuseppe Tuzzolino, collaboratore di giustizia poi sconfessato da alcune inchieste che lo hanno bollato come “falso pentito”, per aver calunniato il suo ex legale, l’avvocato Salvatore Pennica.

Tuzzolino rispondeva del reato di calunnia e, in particolare, di essersi inventato brogli commessi dal suo ex legale Salvatore Pennica, accusato falsamente di avere custodito su suo incarico, nel 2013, supporti informatici contenenti rivelazioni “scottanti” su politica, malaffare e corruzione a tutti i livelli. Pennica, che si e’ costituito parte civile ed e’ assistito dall’avvocato Francesco Mirabile, si vide arrivare la squadra mobile e la Dda nelle sue abitazioni e nel suo studio a caccia dei supporti informatici mai trovati perche’, sostiene l’accusa, neppure esistevano. Quel momento fu solo l’inizio della mancata carriera di collaboratore di giustizia di Tuzzolino, che, negli anni successivi, porto’ la Dda di Palermo a New York in un lussuoso albergo a caccia di un fantomatico hard disk contenente, addirittura, foto recentissime di Matteo Messina Denaro. Politici, funzionari, magistrati, professionisti: la lista delle persone accusate da Tuzzolino, prima che si accertasse che si trattava di invenzioni di sana pianta, riempi’ migliaia di pagine di verbali.

Tuzzolino, difeso dall’avvocato Menallo, otto anni fa fu sottoposto a fermo nell’ambito di un’indagine che ipotizzava una complessa truffa nel rilascio delle licenze edilizie a Palma. In seguito ammise le sue responsabilita’ e fece consistenti rivelazioni, fino all’improvviso declino con l’arresto nel 2017, a cui ha fatto seguito una condanna definitiva per calunnia e una serie infinita di processi per accuse analoghe.

Nella tarda mattinata di oggi è divampato un incendio lungo il costone del viale della Vittoria adiacente alla  Via Crispi.

Una grossa nube di fumo era visibile da lontano; Le alte fiamme alimentate dalle sterpaglie in poco tempo si è esteso su una larga area.

 

 

Quello della FIPE-Confcommercio Agrigento vuole essere un richiamo alla collaborazione per cercare di prevenire un fenomeno che preoccupa sempre di più, soprattutto durante la bella stagione: una movida che spesso sfocia in pericolo e degrado. La federazione dei pubblici esercizi chiede più controlli sulla vendita di alcolici ai minorenni.

“In riferimento ai minorenni, quella che è la sensibilizzazione deve partire anche dai bar, dai locali e dai supermercati – dice il presidente provinciale Fipe, Gabriella Cucchiara- che hanno divieti specifici sulla vendita di alcolici. Devono essere responsabili su cosa vendono e soprattutto a chi vendono. Giovani, famiglie, commercianti e istituzioni pubbliche impegniamoci per rendere la città più sicura e al contempo quanto più accogliente possibile, nell’assoluto interesse della nostra comunità e degli ospiti, soprattutto nella fascia più giovane”. Cucchiara ricorda che “ai sensi del codice penale la vendita di alcolici ai minorenni in Italia è vietata e costituisce reato. In base a quanto stabilito dalla legge non è il minore che compra una bevanda alcolica ad essere punito, ma la persona che gliela vende . E’ chiaro che il dettame normativo, nella sua chiarezza, semplicità e importanza viene spesso disatteso, provocando un danno a volte irreparabile fra i più giovani. Come rappresentante provinciale dei pubblici esercizi aderenti a Confcommercio, – dichiara Gabriella Cucchiara – rappresento l’urgente esigenza di una serie di interventi e di un rafforzamento dei controlli, soprattutto in alcune zone della città, come ad esempio San Leone, dove la vendita di alcolici fuori controllo, soprattutto ma non solo, da parte di abusivi e causa di diversi danni”. Ciò che si chiede è di contrastare la vendita di alcolici, totalmente illegale soprattutto se a danno dei minori. Inoltre, quello dell’abusivismo è un fenomeno della vendita di alcol oltre che da condannare è da reprimere per il duplice danno che provoca. La vendita abusiva causa una spiacevolissima concorrenza sleale a danno di imprenditori seri e onesti, da tutelare, ma al contempo crea danno alla salute degli avventori e su tutti ai minorenni, da difendere. A tutte le istituzioni deputate ai controlli sul territorio si chiede di applicare ogni misura sanzionatoria possibile in caso di vendita di alcolici a minorenni arrivando anche alla revoca della licenza e di contrastare con ogni mezzo il fenomeno dell’abusivismo, tutte pratiche che portano inesorabilmente all’abuso di alcol e che poi sfocia in situazioni violente e pericolose, ancor di più se interessa i nostri giovani. “La libertà di divertirsi- afferma ancora Cucchiara- non può divenire il pretesto per eccessi, abusi o violenze che nulla hanno a che fare con il divertimento ed è indispensabile che tutti mantengano comportamenti responsabili e rispettosi delle regole e della vita sociale.” FIPE-Confcommercio rinnova l’appello all’Amministrazione Comunale “affinché vengano predisposti servizi straordinari di prevenzione, sicurezza e controllo del territorio, con particolare attenzione alle aree che si caratterizzano per la capacità di attrarre avventori, soprattutto nelle ore serali.”

Dopo le numerose passerelle elettorali mi auguro che l’assessore Razza trovi il tempo per dedicarsi alla sanità siciliana sempre più in difficoltà.

Sono le parole dell’onorevole di “Prima l’Italia”, Vice presidente della commissione sanità e Presidente della commissione di verifica e monitoraggio delle leggi all’Ars Carmelo Pullara

Invero, – spiega Pullara – la fotografia dell’attuale realtà sanitaria in Sicilia appare sempre più triste e sbiadita perchè evidenzia infinite criticità dalle liste di attesa, alla prevenzione da “chi l’ha visto”, passando per ospedali che sembrano più cantieri edili tipo “Lego”, monta e smonta, che strutture costruite con una visione, finendo con direzioni aziendali che si trovano a dover decidere tra il far quadrare i conti e l’assicurare una sanità decorosa nelle province di interesse, considerando che i pronto soccorso sembrano da terzo mondo. In questo quadro desolato ci sono i neo precari appesi ad un filo con il rischio di interrompere il rapporto lavorativo dall’oggi al domani e in attesa di continue proroghe, con una ricaduta lavorativa da un lato e assistenziale dall’altra.

In particolare, ricordo all’assessore Razza che il prossimo 30 giugno, per come previsto nell’atto di indirizzo del marzo scorso, andranno a scadere i rapporti di lavoro con il personale addetto alle USCA.

Inoltre ad oggi, – prosegue Pullara – quasi tutte le Aziende sanitarie hanno prorogato il personale tecnico amministrativo e non sanitario al 30 giugno 2022 piuttosto che al 31 dicembre 2022. Ciò è dovuto al fatto che l’atto di indirizzo, del marzo 2022, ha scaricato sulle direzioni aziendali l’intera responsabilità degli eventuali atti di proroga.

Chiedo all’assessore Razza che si attivi, immediatamente, da un lato autorizzando i direttori generali a prorogare almeno fino al 31 dicembre tutto il personale addetto alle USCA, che ricordo a me stesso trattasi di personale medico e sanitario. In aggiunta provveda a dare giusto impulso alle direzioni aziendali per prorogare, fino al 31 dicembre 2022, il personale tecnico amministrativo e non sanitario, in maniera uniforme su tutto il territorio regionale, dimostrando almeno una volta di avere una sanità unica in Sicilia che già sconta un grande gap con la sanità del nord.

Quanto sopra, – conclude Pullara -anche alla luce delle previsioni di cui all’articolo 13, comma 91 della recente legge finanziaria regionale del 14 maggio 2022, che prevede percorsi di stabilizzazione per il suddetto personale,  evitando così, nelle more della valutazione di costituzionalità da parte del governo nazionale, da un lato, la perdita di una chance lavorativa importante per gli interessati, dall’altra, la perdita di personale già formato dalle Aziende sanitarie.

È tutto pronto alla stazione centrale di Porto Empedocle per il “Porte Aperte” del 19 giugno 2022. A partire dalle ore 10:00, l’area verrà aperta ai visitatori. Sarà la prima volta dopo l’emergenza pandemica e dopo i lavori che hanno interessato la linea ferroviaria dei Templi.

All’interno sarà possibile visitare la mostra fotografica “Com’eravamo”, con decine di scatti relativi al passato delle ferrovie siciliane, al fascino dei primi anni in cui l’isola ha preso confidenza con le linee ferrate. Alcune delle quali oggi non ci sono più e di cui, anche in ottica futura, è bene rilanciarne la memoria e l’immagine.

Alle 11:00, spazio alla presentazione del libro “Continuare a sognare” di Pino Chillemi, in cui si parlerà della personale esperienza dell’autore nel mondo delle ferrovie. Un libro che è stato presentato già in tutta la Sicilia e che ha riscosso un ottimo successo.

L’area ferroviaria resterà aperta fino alle 14:00. Vi aspettiamo per vivere di nuovo tutti insieme l’area ferroviaria, in attesa dei prossimi eventi e dei prossimi progetti che interesseranno Porto Empedocle Centrale e non solo!

Torna il pesce fresco nelle pescherie e nelle tavole dei saccensi e dei siciliani. Dopo l’ennesimo confronto romano con il Ministero delle Politiche Agricole e in particolare con il sottosegretario con delega alla Pesca Francesco Battistoni, le associazioni di categoria hanno manifestato moderato ottimismo e convinto gli armatori a riprendere il mare.

Ma non ci sono stati impegni concreti, anche se si è preso atto di un interesse da parte del governo nazionale nel risolvere una situazione di evidente criticità che riguarda l’importante comparto produttivo a causa del rincaro del gasolio.

A Roma c’erano anche i saccensi Calogero Bono e Vincenzo Marinello in rappresentanza delle cooperative di pesca di Sciacca, accompagnate dall’assessore regionale Toni Scilla. La categoria ha ripreso l’attività, ma se non ci saranno azioni concrete in tema di aumento di credito d’imposta o provvedimenti straordinari dell’Ue come un fermo biologico straordinario, la protesta riprenderà presto.

I legali difensori degli imputati, gli avvocati Salvatore Maurizio Buggea e Silvio Miceli, hanno chiesto al giudice una perizia per accertare le cause dell’incidente nell’ambito dell’inchiesta per la morte del ventottenne agrigentino Massimo Aliseo, operaio della “Medical Gas Criogenici”, deceduto dopo l’esplosione di una bombola, il 2 gennaio 2019, nell’azienda che si trova alla zona industriale di contrada “San Benedetto”.

Il Gup del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, deciderà nell’udienza fissata per il 14 luglio.

Il pubblico ministero Chiara Bisso ha chiesto il rinvio a giudizio di Corrado Di Salvo, 58 anni, di Agrigento, Nicolò Falzone, 49 anni, di Porto Empedocle, e Giuseppe Campione, 37 anni, di Agrigento. Di Salvo e Falzone sono accusati di omicidio colposo, e numerose violazioni della normativa in materia di sicurezza sul luogo di lavoro, mentre Campione solo di favoreggiamento personale.