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È ufficiale la partecipazione al Taormina film fest 2022 della cantautrice Claudia Rizzo e del chitarrista e arrangiatore Tom Sinatra per la 68 edizione  del prestigioso festival del cinema  per la serata  del 1 luglio. Il festival del cinema si arricchisce di musica, teatro e cultura e vede la partecipazione dei nostri artisti agrigentini Claudia Rizzo e Tom Sinatra  con brani tratti dall’album “Radici di un mare aperto” . I brani  che eseguiranno  evocano le atmosfere di una Sicilia al contempo moderna e ancestrale  tra tradizione e innovazione. Nella suggestiva cornice del Teatro Antico di Taormina la musica ci guiderà in un’atmosfera senza tempo, alla scoperta di nuove geografie attraverso luoghi non da attraversare ma che ci attraversano.

Ogni brano è un capitolo di questo viaggio: come U megghiu jocu, un inno al non lasciarsi travolgere dagli eventi e vivere con semplicità. “Questo brano – spiega l’artista – rappresenta il gioco, l’irriverenza e la vera essenza del carattere di un vero artista: la capacità di trasformare la soluzione in un enigma”; o come Malia, ballad agro-dolce e sognante; o ancora Senza sciatu, che riporta ad atmosfere gitane.

Per chi volesse partecipare alla serata potrà acquistare il biglietto per il Taormina film fest  (26 giugno-2 luglio) nel sito ufficiale entro il 26 giugno , data di apertura del festival.

Incentivare i giovani studenti agrigentini ad investire sul proprio futuro restando a lavorare o studiare nella propria terra di origine, è questo l’obbiettivo delle borse di studio “Io resto qui”, promosse dal deputato favarese Giovanni Di Caro e finanziate dal gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle all’Ars. Il dilagante fenomeno dell’emigrazione giovanile dovuta alla crisi occupazionale ha indotto i deputati a sala d’Ercole a creare nei giovani uno stimolo a restare in Sicilia. “Due anni fa – dichiara il deputato regionale Giovanni Di Caro – con il movimento Una valigia di cartone di don Antonio Garau, con l’associazione Giovani 2017 – 3P e con i ragazzi di Si Resti Arrinesci, ho preso un impegno formale sottoscrivendo un pentacolo di obiettivi che, da deputato, avrei dovuto perseguire per frenare l’esodo dei giovani siciliani. Da quell’impegno – aggiunge il parlamentare favarese – e con la collaborazione dell’organizzazione giovanile Si Resti Arrinesci, nacque il disegno di Legge Provvedimenti per il contrasto allo spopolamento e il sostegno agli emigrati, che purtroppo giace ancora nei cassetti polverosi della commissione bilancio solo perché il governo regionale, che si appresta finalmente a togliere il disturbo, l’ha avversato in tutti i modi. Non servono rivoluzioni – dice ancora Di Caro – ma azioni semplici, trasparenti e innovative; non occorrono ingenti risorse ma la razionalizzazione di idee, proposte ed esempi concreti. Abbiamo deciso così di finanziare 20 borse di studio per i maturandi di tre scuole superiori di Favara che frequentano l’istituto alberghiero Gaspare Ambrosini, il liceo Martin Luther King e l’istituto di istruzione secondaria superiore Guglielmo Marconi. Si tratta di piccoli importi, 500 euro per ogni borsa di studio, che però – conclude il deputato regionale – vogliono essere da stimolo per i nostri giovani”.

Sicilia, reddito di cittadinanza e lavoro in nero: sul totale nazionale, secondo i dati Inps, è in Sicilia quasi il 20% dei redditi di cittadinanza concessi in Italia, con 153 beneficiari su 1.000. Sopra vi è solo la Campania, con il 23% sul totale nazionale. Poi, i lavoratori in nero in Sicilia superano i 250mila, con un tasso di anomalia del 18,7%. A fronte di ciò sono danneggiate le tantissime attività produttive e dei servizi, e le imprese commerciali regolarmente iscritte presso le Camere di commercio, che subiscono la concorrenza sleale di coloro che assumono in nero, perché, non essendo sottoposti ai contributi assicurativi, a quelli fiscali e a quelli previdenziali, consentono alle loro imprese di beneficiare di un costo del lavoro molto più basso.

L’incombere della siccità, che affligge il nord Italia con il prosciugamento del Po, preoccupa anche in Sicilia, tanto che il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha convocato una riunione tecnica domani, mercoledì 22 giugno, alle ore 18, a palazzo d’Orleans a Palermo. Musumeci afferma: “La crisi idrica che allarma le regioni del Nord Italia per fortuna non presenta gli stessi valori in Sicilia. Tuttavia, dobbiamo essere pronti a qualunque evenienza. Quello che abbiamo fatto in questi cinque anni per far fronte alla penuria d’acqua, nei centri urbani e nelle campagne, non ha precedenti in termini di iniziative e di risorse stanziate”. All’incontro parteciperanno i direttori dei dipartimenti regionali dell’Ambiente, dell’Agricoltura e dell’Acqua e dei rifiuti, il segretario generale dell’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, i vertici dei due Consorzi di bonifica, il direttore della Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico e il capo della Protezione civile regionale.

di Joseph Zambito

Aperte le selezioni presso Poste Italiane per l’assunzione di addetti allo sportello. Le risorse verranno inserite in organico con contratti di lavoro a tempo determinato, full time o part time in base alle esigenze aziendali della sede scelta. La scadenza per le candidature è fissata al 26 Giugno 2022.

Profilo

L’operatore di sportello presidia le attività di promozione e vendita di prodotti/servizi di competenza, assicurando l’espletamento delle relative procedure operative e amministrative nel rispetto degli standard normativi e di qualità, fornendo informazioni alla clientela in ottica di fidelizzazione e sviluppo.

Requisiti

Possono presentare domanda di partecipazione alle procedure di selezione tutti coloro che sono in possesso dei seguenti requisiti

  • diploma di maturità quinquennale con votazione non inferiore a 70 / 100 o 42 / 60
  • idoneità psico fisica per la mansione da svolgere
  • non avere alcun impedimento ad essere assunti presso una Pubblica Amministrazione e non esserne stati licenziati in passato
  • non avere ricevuto alcuna condanna penale e non essere sotto processo per un delitto penale non colposo

Verranno inoltre valorizzati ulteriori elementi quali il possesso della laurea e/o votazione superiore a quella minima richiesta.

Sedi interessate

Le città interessate dalle assunzioni del Gruppo Poste Italiane sono le seguenti: Lodi, Monza e Brianza, Lecco, Mantova, Cremona, Pavia, Brescia, Bergamo, Como, Sondrio, Varese, Trento, Verona, Vicenza, Treviso, Belluno, Venezia, Padova, Rovigo, Pordenone, Gorizia, Udine, Piacenza, Parma, Bologna, Modena, Ferrara, Ravenna, Cesena, Forlì, Ancona, Firenze, Pistoia, Livorno, Grosseto, Arezzo, Prato, Terni, Perugia, Viterbo, Frosinone, Latina, Rieti, L’Aquila, Teramo, Chieti, Cuneo, Asti, Vercelli, Biella, Alessandria, Verbano Cusio Ossola, Savona, La Spezia, Genova e Valle d’Aosta.

Presentazione della domanda

Le candidature devono essere inviate esclusivamente in modalità telematica attraverso la sezione recruiting entro il 26 Giugno 2022.

Il comandante nazionale dei Carabinieri del Ros, Pasquale Angelosanto: “Matteo Messina Denaro non è mai stato e non è il capo di Cosa Nostra siciliana”. L’intervento.

Pasquale Angelosanto

Matteo Messina Denaro non è mai stato e non è il capo di Cosa Nostra siciliana: parola del massimo vertice operativo dei Carabinieri in Italia, ovvero il generale Pasquale Angelosanto, comandante del Raggruppamento operativo speciale, il Ros. Angelosanto, all’agenzia Ansa, spiega: “Totò Riina è stato il capo di Cosa Nostra fino alla sua morte, nel 2017, però con tutte le difficoltà dovute al 41 bis, un regime introdotto per impedire che i capimafia potessero continuare a disporre dal carcere”. Ora che sono morti è Matteo Messina Denaro il capo dei capi? E il generale risponde: “No: su questo voglio essere molto chiaro. C’è stata in un certo momento quest’idea perché la componente trapanese era stata la principale alleata della componente corleonese. Quindi con l’arresto di Riina e Provenzano qualcuno ha pensato che l’eredità fosse stata presa da lui. Ma Messina Denaro non è stato mai il capo di Cosa Nostra: è stato ed è il capo della provincia trapanese di Cosa Nostra. Ce l’ha saldamente nelle mani, ma al tempo stesso possiamo dire che c’è sofferenza anche all’interno dei mandamenti trapanesi”. Un capo criticato è anche più aggredibile? E Angelosanto ricorda: “Negli ultimi anni sono stati arrestati oltre 130 associati, ci sono stati sequestri milionari: depotenziamento della struttura militare e impoverimento dell’organizzazione. Attraverso queste due modalità di aggressione noi siamo fiduciosi di ottenere il risultato dell’arresto di Messina Denaro. Sperando che arrivi quanto prima”. E poi, in conclusione, in occasione dei 30 anni dalla morte di Falcone e Borsellino, il comandante dei Carabinieri del Ros si sofferma sulla stagione delle stragi di mafia e la reazione dello Stato e dell’opinione pubblica, e afferma: “Quel 23 maggio del ’92 ero a Castello di Cisterna, in provincia di Napoli, quando arrivò la notizia devastante per tutti noi. Era stato colpito un emblema, un magistrato che era il punto di riferimento per tutti noi investigatori. Ma dopo la reazione dello Stato fu forte: da quella morte abbiamo avuto una spinta e abbiamo decuplicato gli sforzi. Quel momento è stato uno spartiacque. Ci fu una spinta ideale e i risultati arrivarono. A settembre del ’92 riuscii ad arrestare un grande latitante dell’epoca in Campania, Carmine Alfieri, capo della camorra vesuviana. Poi ci furono i grandi arresti: a gennaio ’93 Riina, poi i capi di Cosa Nostra catanese, Santapaola e Pulvirenti, nel ’94 i fratelli Graviano, a seguire Bagarella, e ancora i fratelli Brusca. Quindi la reazione fu tangibile. Quando Cosa Nostra si è resa conto che la contrapposizione feroce con lo Stato non era stata pagante, ha cominciato a cambiare strategia. Noi riteniamo che ci sia stato un ritorno al vecchio: alla sommersione. Quando si dice che la mafia senza i grandi capi è cambiata, si registra di fatto un ritorno al passato, perché l’infiltrazione dell’economia è da sempre un obiettivo: arricchirsi, e attraverso l’arricchimento conseguire il potere sul territorio” – conclude il generale Pasquale Angelosanto. Ecco come Bernardo Provenzano intervenne affinchè Totò Riina comprendesse che la contrapposizione feroce con lo Stato non sarebbe stata pagante… “Totò, quando uno si mette contro a tutti, prima o poi se la piglia nel cu…”

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Il giudice per le udienze preliminari di Catania, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 18 anni di reclusione Daniela Agata Nicotra, 36 anni, imputata dell’omicidio di Ylenia Bonavera, 24 anni, di Messina, deceduta il 9 dicembre del 2020 all’ospedale Garibaldi a Catania. Nella sentenza il giudice ha riconosciuto all’imputata l’aggravante della relazione affettiva con la vittima. Ylenia Bonavera sarebbe morta a seguito di un’emorragia provocata da una coltellata ricevuta alle spalle che la Procura ritiene sia “stata inferta con forza e determinazione a danno della vittima nel corso di una violenta lite scaturita per ragioni sentimentali”. La Nicotra ha sostenuto la tesi della legittima difesa, spiegando di essere stata ferita da Ylenia ad un occhio dopo averla rimproverata perché ancora una volta in preda all’uso di droga e alcool. Ylenia aveva in mano una bottiglia di birra, con la quale – ha aggiunto Daniela Nicotra – avrebbe tentato di colpirla ancora. Lei ha quindi afferrato un coltello da cucina, che aveva in auto, e l’avrebbe usato per difendersi.

L’Associazione Italia Nostra sezione di Agrigento, con il patrocinio del comune di Agrigento, organizzano sulla figura di San Calogero.
Il convegno dal titolo “San Calogero tra fede, storia e tradizione” si terrà il 23 giugno alle 17.00 nell’atrio dell’ex Collegio dei Padri Filippini in via Atenea ad Agrigento.
Gli aspetti della vita del santo nero, la sua storia, il culto e la tradizione popolare saranno affrontati dal prof. Settimio Biondi e da don Vincenzo Lombino. Una conversazione a due voci con lo scopo di far conoscere meglio la figura di uno dei santi più amati dal popolo agrigentino e non solo.

Maurizio Piscopo e Antonio Zarcone sono i vincitori del XXIII° Premio Ignazio Buttitta dell’edizione 2022 con il libro sui Fratelli Li Causi.
Maurizio Piscopo e Antonio Zarcone Domenica 3 luglio alle ore 20,00 ritireranno il Primo Premio Ignazio Buttitta con il libro “Vitti ‘Na Crozza La storia e la musica dei fratelli Li Causi”.  Piscopo e  Zarcone sono attesi nella rassegna IL paese dei libri che si svolgerà nel mese di agosto a Montescaglioso in provincia di Matera.
Il Premio di Arte e Cultura Siciliana Ignazio Buttitta diretto da Lina Urso Gucciardino è arrivato alla sua XXIII edizione. Nasce come concorso letterario teso a valorizzare e diffondere la lingua e la cultura siciliana. Vi hanno partecipato oltre 500 tra poeti e scrittori con elaborati provenienti da ogni parte d’Italia e anche dall’estero. Vitti ‘Na Crozza La storia e la musica dei fratelli Li Causi, edito dalla Casa Editrice Lilit Books è un libro fortunato che è stato presentato con successo alla Fiera del libro di Roma e al Festival internazionale del libro di Torino. Franco e Totò Li Causi sono stati due grandi musicisti siciliani e internazionali che hanno reso Agrigento come Vienna capitale della musica. I due fratelli legatissimi hanno rappresentato la Sicilia in ogni parte del mondo, hanno inciso oltre duemila brani per la casa discografica Cetra di Torino. Da tempo non si parlava dei fratelli Li Causi musicisti a tutto tondo, conosciuti soprattutto per il brano Vitti ‘Na Crozza, colonna sonora del film di Pietro Germi Il Cammino della Speranza girato a Favara nel 1951, Orso d’argento al Festival di Berlino.
Con questo libro molto particolare Maurizio Piscopo e Antonio Zarcone che rappresentano la memoria storica della musica popolare in Sicilia hanno voluto testimoniare e raccontare l’appassionante storia dei fratelli Li Causi, due musicisti di Porto Empedocle, lo stesso paese di  Andrea Camilleri, riprendendo una storia ingiustamente dimenticata. Il libro contiene un raffinatissimo cd con le musiche di Franco e Totò Li Causi eseguite dal maestro Tom Sinatra, erede spirituale dei due fratelli. Nel cd hanno suonato Olga Begezza alla fisarmonica, Giuseppe Porretta al violino, Mauro Cottone al contrabbasso. Il cd si conclude con una particolare esecuzione di Vitti ‘Na Crozza cantata da Antonio Zarcone con gli arrangiamenti di Tom Sinatra. Presente anche una galleria di foto storiche fornite dai figli Davide e Franco Li Causi curate da Angelo Pitrone. Maurizio Piscopo e Antonio Zarcone  hanno raccontato la Sicilia per tutta la vita in ogni parte del mondo hanno voluto dedicare questo Premio ai Fratelli Li Causi e ai loro genitori che non hanno avuto il piacere di essere presenti nella loro lunga avventura piena di difficoltà ma anche di grandi soddisfazioni. Le foto sono di Angelo Pitrone.