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Un trentaduenne aiuto cuoco, un cinquantatreenne pescatore, e un altro trentaduenne disoccupato, tutti residenti a Lampedusa, sono stati denunciati, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, dai carabinieri della Stazione isolana, e devono rispondere per l’ipotesi di reato di rissa; l’aiuto cuoco deve rispondere anche di estorsione consumata in danno del pescatore.

Nei giorni scorsi, nella centrale via Roma, è scoppiata una rissa, per motivi riconducibili ad una presunta estorsione, che ha coinvolto tre persone; i protagonisti, a parte qualche lieve escoriazione, non hanno riportato gravi ferite.

L’incidente è avvenuto ieri sera, intorno alle 21 alle porte di Giarre. Uno scontro violentissimo tra due moto causa la morte di un 55enne e il ferimento grave di un 27enne.

La vittima si chiamava Salvatore Arcidiacono, 55 anni, di Mascali. Il ferito, che si trova ricoverato all’ospedale di Acireale, è un 27enne anche esso di Mascali. Da una prima ricostruzione sembrerebbe che la vittima, che si trovava in via Finocchiaro Aprile, si stesse immettendo nella corsia di marcia in direzione di Mascali quando è sopraggiunta la moto guidata dal 27enne in direzione di Giarre.

Forse a complicare le cose la scarsa luminosità della zona, precisamente in via Finocchiaro Aprile, già teatro di altri incidenti mortali nel passato.

 

I nuovi positivi sono 1.727 su 15.168 i tamponi processati, il tasso di positività si attesta all’11,3%. E’ quanto emerge dall’ultimo bollettino diramato dal ministero della Salute. Il tasso di positività nelle ultime 24 ore quindi passa dall’11,2% % all’11,3%. Nove invece i morti comunicati oggi: 5 si riferiscono a ieri, uno al 26 maggio, uno al 25 e uno al 23. Il totale delle vittime sale a 10.924. I guariti sono 2.500, per cui gli attuali positivi diventano 73.569.

Sul fronte ospedaliero i ricoverati nei reparti ordinari sono  521. Calano i posti letto occupati in terapia intensiva sono 19 con un solo nuovo ingresso. Sono 73.029 i pazienti in isolamento domiciliare.

Questi i dati nei Comuni capoluogo: Palermo 471 casi, 554 a Catania 554, Messina 251, Siracusa 215, Agrigento 155, Trapani 167, Ragusa 136, Caltanissetta 116, Enna 34.

 

In diverse città italiane, e in Sicilia a Ragusa, Trapani e Caltanissetta, Polizia e Carabinieri, su delega della Procura di Roma, hanno effettuato delle perquisizioni nell’ambito di un’inchiesta per associazione con finalità di terrorismo internazionale. Complessivamente sono state coinvolte 29 persone, che sarebbero gravitanti nel cosiddetto “dark web”, ovvero la parte più nascosta e di difficile accesso di Internet. Nel mirino investigativo vi è un sito di propaganda dell’Isis. Ebbene, gli utenti italiani di tale sito, che avrebbero anche scaricato del materiale propagandistico, sono stati sottoposti a perquisizione oltre che a indagini personali, tra osservazioni, pedinamenti e intercettazioni. E’ emersa una costante consultazione dei contenuti e non una semplice visione casuale o estemporanea. Sono stati sequestrati numerosi device, oltre a materiale informatico, su cui proseguono gli approfondimenti delle Digos e delle articolazioni della catena anticrimine del Ros, supportati dai rispettivi uffici centrali.

Nel mese di Aprile, “muto io muto tu”, l’assessore Razza mette a bando posti per RSA, prevedendo per la presentazione dell’istanza soli 30 giorni seppur necessario, per la partecipazione, una copiosa ed articolata documentazione e criteri stringenti.

E’ il commento dell’onorevole di “Prima l’Italia” Presidente della Commissione speciale di verifica e monitoraggio delle leggi e Vice Presidente della Commissione sanità Carmelo Pullara.

Mentre da un lato – spiega Pullara -l’Assistenza Domiciliare Integrata che dovrebbe, come previsto a livello nazionale, passare da un sistema di gare ad un sistema di accreditamento rimane, dopo quasi un anno, ancora al palo avvantaggiando così sempre le poche ditte presenti sul territorio a danno del principio di libera scelta del paziente. Dall’altro assistiamo, in una sanità ospedaliera e territoriale, allo sfacelo, nonchè in piena definizione delle attività del Pnrr sulla sanità, con la creazione degli ospedali di comunità, case di comunità e centrali operative territoriali, ad una accelerazione per mettere a bando posti di RSA.

Ho chiesto apposita audizione urgente in Commissione sanità per capire se sono stati rispettati i criteri di trasparenza, imparzialità e ragionevolezza. Ma mi permetto di aggiungere anche una valutazione, che fine ha fatto l’impegno del Governatore Musumeci sulla riforma delle Ipab, enti che potrebbero tranquillamente  essere utilizzati anche come RSA?

La risposta – conclude Pullara – me la do da solo, la stessa delle tante promesse di Musumeci infrantesi sulla diversa valutazione dovuta a chissà cosa, che magari come sempre capiremo più avanti.

Un disabile agrigentino, richiedeva, tramite il proprio amministratore di sostegno, di essere ricoverato presso un’apposita comunità alloggio, con retta a carico del Comune di Agrigento.
Il Centro di Salute Mentale di Agrigento, tenuto conto della grave patologia da cui il disabile è affetto e dei relativi problemi assistenziali, esprimeva il parere favorevole all’inserimento del medesimo all’interno di una comunità alloggio.
Anche il servizio sociale di Agrigento assentiva alla richiesta del disabile, rilasciando un ulteriore parere positivo al ricovero presso una comunità alloggio del territorio agrigentino. Con la medesima nota veniva peraltro chiarito che, nel caso in oggetto, l’inserimento del disabile in una comunità alloggio appariva necessaria “al fine di garantire per lui un ambiente favorevole che risponde ai sui bisogni primari e attraverso cui promuovere lo sviluppo psico-sociale”.
Alla luce dei superiori pareri, tramite Determinazione, veniva autorizzato il ricovero del disabile presso la cooperativa sociale “Humanitas et Salus”. Tuttavia, il Responsabile dei Servizi Finanziari del Comune di Agrigento, che doveva apporre sulla succitata Determinazione il necessario visto di regolarità contabile, con una nota, esprimeva un parere non favorevole, sostenendo che il comune non avesse la disponibilità finanziaria per l’impegno di spesa derivante dal ricovero del disabile.
A questo punto, vedendosi denegato il diritto all’assistenza sanitaria, il disabile, con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, impugnava innanzi al T.A.R. di Palermo, la nota con la quale, il Responsabile dei Servizi Finanziari del Comune di Agrigento, aveva espresso il parere non favorevole di regolarità contabile. In particolare, gli Avvocati Rubino e Impiduglia, sostenevano in giudizio che l’inserimento dei disabili psichici presso le Comunità alloggio, si colloca all’interno dei c.d. Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), e pertanto, le ragioni di natura economico finanziaria, per quanto rilevanti nel nostro ordinamento, non potrebbero in alcun modo giustificare una così grave lesione del diritto alla salute.

Dunque, secondo quanto sostenuto dai succitati legali, il Comune di Agrigento non poteva rigettare la Determinazione che disponeva il ricovero del disabile, soltanto sulla scorta di motivi prettamente economici, dal momento che, sebbene i diritti sociali a prestazione siano finanziariamente condizionati, tale condizionamento non può incidere sul nucleo indefettibile del diritto alla salute fino a renderlo puramente nominale. Aderendo alle tesi sostenute dagli Avvocati Rubino ed Impiduglia, il T.A.R. di Palermo, ha accolto il ricorso di cui trattasi, ritenendo che “quando l’ente locale, accerta la sussistenza di esigenze terapeutiche indifferibili […] che rendono necessaria l’ammissione al servizio residenziale, non può opporre difficolta finanziarie alla richiesta d’inserimento”, e conseguentemente, per l’effetto dell’accoglimento, ha annullato il parere non favorevole emesso dal Responsabile dei Servizi Finanziari del Comune di Agrigento, condannando, peraltro, il medesimo Comune al pagamento in favore del ricorrente delle spese di lite, liquidate in 2.000 Euro, oltre accessori.

Tragedia questa mattina a Pietraperzia, in provincia di Enna, dove è morto il medico del pronto soccorso del Sant’Elia di Caltanissetta, Sebastiano Nocilla. Il professionista di Pietraperzia, ma residente a Caltanissetta, sarebbe morto ustionato nella sua campagna di contrada Menta. Il corpo è stato trovato intorno alle 11.45 nel suo podere. Quando gli operatori del 118 sono arrivati in ambulanza il corpo era semi-carbonizzato. Sembrerebbe che il medico stesse bruciando delle sterpaglie per ripulire il terreno. Poi la tragedia sulla quale sono in corso degli accertamenti da parte dei carabinieri. Probabilmente ha perso i sensi respirando del monossido di carbonio oppure ha avuto un malore che non gli ha lasciato scampo.
(Ansa)

«Per la prima volta – ha evidenziato Scilla – abbiamo prodotto un calendario venatorio in anticipo, rispettando largamente la data ultima del 15 giugno prevista dalla legge. Questo potrà consentire ai cacciatori di preparare in serenità la nuova stagione, nel rispetto di tutte quelle norme a tutela dei nostri territori, così come previsto dallo stesso calendario. Un’intelligente cooperazione tra il mondo venatorio e quello ambientalista può generare un modello positivo per la protezione del nostro patrimonio faunistico e ambientale».

La preapertura fissata per giovedì, primo settembre 2022, riguarderà solo alcune specie di uccelli (tortora e colombaccio) e mammiferi (coniglio selvatico). Sarà possibile cacciare la tortora anche il 3 e il 4 settembre, mentre il colombaccio e il coniglio selvatico il 3, il 4, il 10 e l’11 settembre.
L’apertura generale della caccia è programmata per domenica, 18 settembre 2022, con chiusura 30 gennaio 2023, con periodi diversi in base alle varie specie. Per tutta la durata della stagione (18 settembre 2022-30 gennaio 2023) è, invece, autorizzata la caccia al cinghiale (con alcune prescrizioni in base alla tipologia di attività), alla gazza e alla ghiandaia.

La Sicilia, unica regione in Italia, attraverso il piano faunistico venatorio, ha previsto il divieto di caccia nei siti Natura 2000, Sic (Siti di importanza comunitaria), Zsc (Zona speciale di conservazione) e Zps (Zona di protezione speciale), tranne in pochi casi in cui l’attività è consentita dal mese di ottobre.

“Siamo contenti che finalmente, dopo più di un anno e mezzo, i sindacati confederali abbiano espresso l’esigenza di un’interlocuzione con Roma sulla vertenza Asu, condividendo ciò che il Csa-Cisal chiede da tempo. Purtroppo constatiamo amaramente che, al di là delle belle
parole del Governo regionale, fino ad ora nulla è stato fatto per una vertenza che riguarda lavoratori che da vent’anni svolgono funzioni fondamentali in enti locali e privati per un sussidio di circa 593 euro, quindi al di sotto della soglia di povertà. Il tempo delle chiacchiere e dei tavoli è ampiamente scaduto, il Governo dica ai lavoratori se vuole procedere alla storicizzazione della spesa, consentendo così la stabilizzazione di tutti i 4.600 Asu, o se vuole perseverare nell’immobilismo”.

Lo dice Gianluca Cannella del sindacato Csa-Cisal.

Lo ha detto l’assessore regionale alle Autonomie locali Marco Zambuto, intervenendo stamane alla Camera di commercio a Palermo al corso di formazione organizzato dalla Federazione nazionale della stampa su “La riforma della legge 150/2000 e la nuova figura del giornalista pubblico”.

Presenti  all’incontro, tra gli altri, anche la vice segretaria vicaria della Fnsi Alessandra Costante con il direttore generale della Federazione Tommaso Daquanno, la presidente del Gruppo Uffici stampa nazionale Assunta Currà con quello regionale Vito Orlando e il segretario regionale dell’Assostampa Roberto Ginex.

L’occasione del confronto è stata la “direttiva Zambuto” sull’attività di informazione e comunicazione nella Pubblica amministrazione predisposta dal dipartimento regionale delle Autonomie locali, diretto da Margherita Rizza. La direttiva – inviata a tutti i sindaci, commissari e segretari generali di Città metropolitane, Liberi consorzi e Comuni dell’Isola – ribadisce che la norma “attribuisce all’ufficio stampa, prioritariamente, la gestione dell’informazione in collegamento con gli organi di informazione a mezzo stampa, radiofonici, televisivi e online, e che nelle amministrazioni locali di piccole dimensioni (inferiori a 10 mila abitanti), per meglio ottimizzare le loro funzioni, gli uffici stampa possono essere costituiti in forma consorziata e/o associata tra enti locali che raggruppino una popolazione residente non inferiore a 15 mila unità”. 

«Sono contento – ha aggiunto l’esponente del governo Musumeci – che la nostra direttiva, come sottolineato dagli interventi di stamane, abbia raccolto il plauso della categoria dei giornalisti e possa rappresentare un esempio positivo da esportare anche nelle altre regioni d’Italia. Oggi mettiamo un punto fermo, dando un indirizzo preciso alle amministrazioni comunali sulla differenza dei compiti dell’ufficio stampa e del portavoce. Adesso, invece, dobbiamo completare il ragionamento aperto con il rinnovo del contratto per il personale del comparto, riconoscendo il giusto ruolo anche ai giornalisti che lavorano nell’amministrazione regionale. In tal senso, il governo ha già dato un’apposita direttiva all’Aran. Siamo fiduciosi di poter fare riaprire il confronto con le organizzazioni sindacali per arrivare, nel più breve tempo possibile, al rinnovo del contratto per i dipendenti della Regione».