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Partita difficile per i “Giganti” che nonostante gli oltre 1000 tifosi allo stadio Esseneto non va oltre lo 0-0 nella gara di andata dei playoff nazionali validi per la promozione in Serie D.
Mister Terranova non è riuscito a trovare la chiave giusta per scardinare la difesa della squadra molisana che ha dominato nel primo tempo, costringendo i biancazzurri ad una difesa serrata. Ora capitan Cipolla e compagni dovranno dare il tutto e per tutto nella gara di ritorno di giorno 5 giugno al “Maria Lancellotta”.

A distanza di oltre due settimane dall’incontro in Prefettura tra la Cisl FP e la governance dell’Asp per affrontare le innumerevoli criticità riscontrate in questi anni, il sindacato torna a chiedere attenzione sui lavoratori, riscontrando il sostanziale immobilismo dell’azienda sanitaria provinciale.
“Nonostante tutte le rassicurazioni sull’esecutività degli accordi decentrati, che si disse sarebbero stati rispettati entro e non oltre il mese di maggio nulla è stato mantenuto – dice il coordinatore della Sanità pubblica e privata Alessandro Farruggia -, ledendo ancora una volta i diritti e la dignità dei dipendenti e degli utenti del servizio sanitario. Accordi firmati ben 3 anni fa, se guardiamo a quelli per la mobilità interna, le progressioni economiche orizzontali e la prerogativa delle progressioni verticali., che oggi vengono totalmente ignorati. Oltre a questo – continua Farruggia – rappresentiamo ancora una volta le gravi carenze di organico all’interno delle Unità operative dei diversi presidi ospedalieri e nelle diverse realtà amministrative e tecniche. Una condizione che pregiudica significativamente il servizio prestato nei pronto soccorso dei diversi presidi, i reparti di urgenza ed emergenza, le aree tecniche sanitarie e quindi i livelli minimi assistenziali, nonostante lo sforzo compiuto dai lavoratori”.
Il sindacato torna a lanciare un appello rispetto il rischio di un potenziale collasso del sistema sanitario e chiede un intervento a tutti gli organi istituzionali.
“Dinnanzi a questo stato di cose – scrive ancora Farruggia – vogliamo e avere risposte certe da chi ha le competenze: rappresentanti politici, vertici dell’Assessorato Regionale, organismi di controllo. Vogliamo inoltre sensibilizzare anche tutta la comunità provinciale e le associazioni della tutela del malato perché collaborino e siano parti integranti in questa battaglia per rivendicare il diritto alla salute”.
La Segretaria Cisl FP di Agrigento, prendendo atto della notizia oggi diffusa dell’avvio delle procedure di stabilizzazione del personale, nel ritenere ancora critica la situazione annuncia che  continuerà a monitorare la situazione, a difesa dei lavoratori e degli utenti.

Aumentano gli sbarchi di migranti a Lampedusa, tornano a riempirsi i centri di accoglienza e ricominciano le fughe dalle strutture adibite ad ospitare gli extracomunitari.

27 migranti sono quest’oggi scappati dall’ex albergo Villa Sikania di Siciliana, inducendo le forze dell’ordine ad attivare in maniera immediata le ricerche nel tentativo di rintracciarli.

Il disappunto di Fratelli d’Italia: “La notizia della fuga di 27 migranti dal centro di accoglienza di Siculiana è gravissima dichiarano il commissario provinciale, Calogero Pisano, ed il responsabile del Dipartimento Sicurezza, Legalità e Immigrazione, Giancarlo Granata – questo governo, nonostante la pandemia di COVID, nonostante il recente rischio vaiolo, continua a lasciare i porti spalancati, non difendendo i propri confini, permettendo a chiunque di entrare in maniera incontrollata in Italia, mettendo, così, a rischio la salute dei propri cittadini.

Dall’inizio dell’anno ad oggi, sulle coste lampedusane sono approdati migliaia di migranti – continuano Pisano e Granata –un numero di gran lunga maggiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

L’hotspot di Lampedusa, prima dei trasferimenti delle ultime ore, era in una condizione di emergenza preoccupante, soprattutto dal punto di vista igienico sanitario, stante che al suo interno, a fronte di una capienza di circa 250 posti, c’erano più di 1.100 persone.

Fratelli d’Italia concludono Calogero Pisano e Giancarlo Granata è oggi l’unico partito che si oppone alla furia immigrazionista di questo Esecutivo e della sua maggioranza”.

Prima il Ministero della Famiglia che ha revocato il provvedimento di finanziamento al Comune di Agrigento destinato alle famiglie meno abbienti, (anche se il Comune ha scritto dicendo che tutte le procedure effettuate erano corrette) adesso la Corte dei Conti la quale, in modo perentorio, ha chiesto ai funzionari che si sono occupati degli aspetti burocratici sui Suv la restituzione della somma complessiva di 120 mila euro.

Da sottolineare come la Corte dei Conte ha scritto direttamente ai due funzionari e non al Comune agrigentino.

 

 

A Naro, in provincia di Agrigento, esiste una realtà che porta il nome di San Calogero. Si tratta di una Rsa, una vera a propria rappresentazione degli insegnamenti di Don Guanella.

Abbiamo realizzato uno speciale e siamo entrati dentro la struttura. Un vero e proprio fiore all’occhiello che rende onore a tutta la provincia agrigentina. Ecco la voce dei protagonisti.

di Claudia Badalamenti e Lelio Castaldo

 

I vertici nazionali e regionali dell’Udc riuniti a Palermo domenica 29 maggio in occasione della presentazione della lista dei candidati al Consiglio comunale ed alle rispettive circoscrizioni alle prossime amministrative in programma il 12 giugno 2022. Grande affluenza e partecipazione di cittadini al convegno organizzato dal partito centrista nella splendida cornice del Kalta Tennis Club di via Beato Angelico nel capoluogo siciliano. All’evento hanno presenziato il Segretario Nazionale dell’Udc Onorevole Lorenzo Cesa, il Senatore Antonio De Poli, Maria Fida Moro, già Senatrice e primogenita dell’ex Presidente del Consiglio dei Ministri, tra i fondatori e leader storici della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, unitamente al leader dell’Udc Sicilia, Onorevole Decio Terrana, aCoordinatore Nazionale delle Politiche per il Mezzogiorno e assessore regionale alle Attività Produttive, Onorevole Mimmo Turano, avice Segretario regionale Elio Ficarra ed al Coordinatore cittadino a Palermo, Andrea Aiello.
Tra i relatori anche l’assessore regionale all’Energia e Servizi di Pubblica Utilità in quota Udc, Daniela Baglieri,  Eleonora Lo Curto in qualità di deputata regionale e Presidente del gruppo centrista all Ars, Giovanni Bulla vice presidente del gruppo parlamentare del partito all’Ars e Deputato Questore.
All’incontro di Stati generali e direttivo dello scudocrociato con elettori ed operatori dell’informazione ha partecipato anche il Professore Roberto Lagalla, candidato sindaco di Palermo 2022 indicato e sostenuto dall’Udc e dall’intera coalizione di centrodestra.
 
Di seguito un estratto delle dichiarazioni rilasciate da alte cariche ed esponenti dell’Udcnel corso della manifestazione. 
Onorevole Lorenzo Cesa –  “Siamo orgogliosi di avere un nostro uomo candidato alla guida di questa città, c’è bisogno di una svolta e penso che il profilo di Roberto Lagalla rappresenti e garantisca tutto questo sotto ogni punto di vista. Ci auguriamo che la lista dell’Udc, che è composta da uomini e donne di ogni categoria sociale e professionale, possa dare un contributo importante nei prossimi cinque anni all’insegna della concretezza, della responsabilità e della serietà. Un apporto fatto di cose tangibili, poiché c’è molto da fare in questa splendida città che versa in stato di abbandono. Una certa classe politica sta strumentalizzando molto il tema dell’antimafia come se appartenesse solamente a qualcuno, ma è un patrimonio di tutti noi. Probabilmente lo stanno facendo per coprire le responsabilità del malgoverno della giunta di sinistra di questa città. Noi auspichiamo che nei prossimi anni riusciremo a dare delle risposte serie concrete ai problemi sociali dei cittadini, c’è una questione di solitudine, degrado e di manutenzione della città. Durante il tragitto che mi ha condotto qui ho visto tanta immondizia accatastata per le strade. Ci sono tante questioni che vanno approfondite, migliorate e risolte, per elevare la qualità della vita della gente, questi sono i temi della campagna elettorale, non altri argomenti che appartengono a tutti noi. Qui non c’è nessuno che non contrasta concretamente mafia e criminalità. Mi auguro che il lavoro diplomatico e di mediazione volto al raggiungimento dell’unità in seno alla coalizione di centrodestra in Sicilia,  svolto di concerto con gli esponenti regionali del partito, sia di esempio a livello nazionale. Sto lavorando affinché la stessa compattezza il centrodestra la consolidi su scala nazionale, poiché a marzo dovremmo affrontare le elezioni politiche, un appuntamento che spero veda la nostra coalizione prevalere e governare il Paese con le idee chiare, lavorerò e mi impegnerò per questo”.

1.371 nuovi casi di Covid19 in Sicilia a fronte di 11.653 tamponi processati. Ieri i nuovi positivi erano 1.727. Il tasso di positività sale all’11,7%, ieri era all’11,3%. Lo riporta il bollettino del Ministero della Salute di domenica 29 maggio.

I guariti sono 2.077, mentre le vittime sono 1, e portano il totale dei decessi a 10.925. Gli attuali positivi sono 73.173, con una diminuzione di 396 casi. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 550, in terapia intensiva sono 22.

Questi i dati nei Comuni capoluogo: Palermo 422, Catania 456, Messina 137, Siracusa 205, Trapani 101, Ragusa 138, Caltanissetta 87, Agrigento 119, Enna 17.

Sono stati tutti rintracciati i migranti, ospiti del centro d’accoglienza Villa Sikania di Siculiana, che erano riusciti ad allontanarsi dalla struttura. A comporre il gruppo dei 27 che erano scappati per la maggior parte erano donne. Praticamente in massa, senza quindi dividersi in piccoli gruppi, lungo la strada statale 115, i migranti si stavano dirigendo verso Montallegro. Per recuperare il gruppo e’ intervenuto, oltre alle pattuglie di polizia e carabinieri, il pullmino della stesso centro d’accoglienza che ha riportato indietro i fuggitivi.

Nel frattempo da Lampedusa 649 i Migranti ieri sono stati trasferiti, a piccoli gruppi, dall’hotspot di contrada Imbriacola alla nave quarantena Azzurra che aveva attraccato a Cala Pisana. Per oggi pomeriggio – su disposizione della Prefettura di Agrigento, che opera d’intesa con il Viminale, – la polizia scortera’, sempre a piccoli gruppi, altri 245 ospiti della struttura di prima accoglienza che verranno imbarcati sulla nave quarantena Aurelia. Dopo il tour de force di trasferimenti di ieri, all’hotspot, al momento, vi sono 474 persone e in serata, dopo i preventivati imbarchi sulla nave Aurelia, ne dovrebbero rimanere 229.

Deve compiere ancora un anno e l’AICA, il gestore pubblico del 33 Comuni (su 43) del servizio idrico integrato nella nostra provincia , rischia il clamoroso (e prevedibile) flop. AICA nasce dopo il fallimento della Girgenti Acque successivo all’interdittiva prefettizia.

Il Consiglio di Amministrazione della “consortile” (la forma giuridica scelta dai sindaci e la più problematica e rischiosa per le casse comunali) è foriero di comportamenti inusuali. Più che Cda sembra un riungo sul quale i componenti si sono scambiati colpi e  reciproche richieste di dimissioni.

L’AICA è ad un passo del flop e su di essa grava non solo la grave carenza di risorse economiche, ma c’è il rischio di una escalation di una «guerra» interna. Guerra che si appalesa leggendo le carte pubblicate sul sito istituzionale della società consortile perché portati in discussione proprio durante l’assemblea dei sindaci.

Si parla di un rapporto conflittuale sussistente all’interno dell’organismo. Ad evidenziarlo è il presidente dell’assemblea stessa e sindaco del piccolo Comune di Grotte, che continua: “Tale situazione di criticità – è scritto nel verbale- è confermata dalla richiesta di revoca inoltrata dal presidente del Cda, Castaldi, nei confronti del consigliere De Gregoriis, per un asserito anomalo atteggiamento assunto da quest’ultimo.

Provvidenza ritiene doveroso rappresentare tale circostanza ai colleghi sindaci, poiché la situazione è ritenuta grave e di conseguenza degna di una maggiore e più approfondita valutazione.

L’assemblea dei sindaci accusa lamenta nei confronti del consiglio una carenza di informazioni, con scelte strategiche del Cda che mal si conciliano con gli atti di indirizzo espressi dalla stessa assemblea dei primi cittadini agrigentini.

Il  presidente Gerlandino Castaldi spiega come la nota con la quale è stato segnalato al presidente dell’assemblea l’anomalo atteggiamento del consigliere De Gregoriis è stata inviata con lo scopo di fotografare la complessa situazione presente all’interno del Cda.

A sua volta, De Gregoris replica e invita il presidente Alfonso Provvidenza ad avviare un procedimento disciplinare qualora il presidente Castaldi non dovesse ammettere di avere esagerato, perché la nota inviata risulta priva di presupposti.

Insomma, è scoppiata la guerra totale. Lo scontro però è tutt’altro che superato ed è da immaginare che la pace sia lontana. Anzi, aumenta la  preoccupazione e la tensione dei sindaci rispetto alla tensione.

Tensioni che lievitano nelle imminenti scelte che Aica dovrà assumere per la sopravvivenza della società, ma soprattutto del servizio che essa è chiamata ad offrire ai cittadini sempre più delusi, spettatori di un servizio pessimo.

E in tale contesto c’è la mina della difficoltà nell’affrontare le numerose sfide che attendono il servizio idrico, a cominciare dal pagamento di stipendi e salati al personale e al pagamento dei fornitori.

Qualcuno ha gettato del liquido corrosivo sull’autovettura, una Volkswagen Tiguan, che era posteggiata in via Papa Luciani, ad Agrigento. La sostanza ha devastato, e in più punti, la carrozzeria della vettura di proprietà di un disoccupato, trentaduenne, di Agrigento.

Non si tratta di un raid vandalico qualunque. Sembra non esserci alcun dubbio su quello che ha tutte le caratteristiche del danneggiamento mirato. Lo stesso proprietario della vettura ha formalizzato la denuncia a carico di ignoti. Gli agenti della sezione Volanti hanno acquisito il racconto del giovane, e hanno avviato le indagini.

Come primo passaggio dell’attività investigativa avrebbero verificato se, in zona o nelle immediate vicinanze, vi fossero o meno presenti degli impianti di videosorveglianza. Telecamere i cui filmati potrebbero subito portare all’identificazione dell’autore del danneggiamento.