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Nell’ambito delle attività formative ricomprese nel Progetto O.K. Open Knowledge, a cui aderisce la Camera di Commercio di Agrigento, è prevista la realizzazione di due webinar di carattere divulgativo-informativo al fine di consentire la conoscenza dei contenuti del Portale “Open data Aziende confiscate” e della normativa di riferimento.

I due eventi si terranno in modalità telematica attraverso la piattaforma Zoom il 16 maggio ed il 10 giugno 2022, previa compilazione, in tutte le sue parti, della scheda di partecipazione da inviare all’indirizzo: promozione@ag.camcom.it entro il 5 maggio 2022.

I partecipanti riceveranno via mail il link per accedere alla piattaforma.

Segreteria organizzativa: promozione@ag.camcom.it
Patrizia Pennino – 0922/490231 – patrizia.pennino@ag.camco

Le  attività formative sono in particolare a PA ed Enti Locali; Nuclei dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità (ANBSC) attivi presso le Prefetture; Funzionari dell’ANBSC presso le 3 sedi territoriali site a Reggio Calabria, Palermo, Napoli; Componenti tavoli provinciali permanenti sulle aziende sequestrate e confiscate, presso le prefetture-uffici territoriali del Governo (art 41 ter Codice Antimafia); Funzionari delle Camere di commercio; Associazioni di categoria e Comitati per l’imprenditorialità; Avvocati, dottori commercialisti, amministratori giudiziari; Cooperative appartenenti al Terzo settore delle Regioni; Scuole superiori, Università (con riguardo alle facoltà economiche) e Centri di ricerca.

In particolare la fruizione delle suddette attività avverrà tramite due moduli:
il primo di carattere generale, finalizzato alla condivisione degli elementi conoscitivi di base utile per approfondire il processo di sequestro e confisca e l’impatto sulle aziende e le funzionalità del Portale “Open data aziende confiscate – Sezione pubblica

il secondo di carattere tecnico, finalizzato ad approfondire le tematiche e gli strumenti di particolare rilievo utili per il monitoraggio e la gestione delle aziende confiscate ed in particolare il ruolo e la funzionalità del Registro delle Imprese delle Camere di commercio, quale presidio di pubblicità legale e per la conoscenza sulle imprese e la metodologia di elaborazione e l’utilizzo delle analisi di bilancio delle aziende confiscate.

“Attraverso lo svolgimento di incontri, webinar e laboratori – sottolinea il Commissario straordinario della CCIAA di Agrigento Giuseppe Termine – il progetto si propone di approfondire le modalità di utilizzo dei dati presenti sul portale Open data Aziende Confiscate, finanziato con risorse dell’Asse 1 del PON “Legalità”, con l’obiettivo di favorire l’attività di gestione, monitoraggio e controllo sociale sulle aziende confiscate da parte delle istituzioni e del partenariato sociale e associativo”.

All’ospedale “Giovanni Paolo secondo” a Sciacca, il 22 luglio del 2009, un uomo ricoverato nel reparto “Chirurgia”, per una colica reno-uretale destra, è morto per choc ipo-volemico. Il 22 novembre del 2010 gli eredi del defunto hanno citato l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento innanzi al Tribunale di Sciacca rivendicando, dopo l’accertamento della responsabilità medica, un risarcimento danni da 901.800 euro. Il Tribunale ha riconosciuto un risarcimento complessivo, a favore di più familiari, di 877.751 euro. L’Azienda ha impugnato la sentenza in Appello. E i giudici di secondo grado hanno confermato la condanna inflitta dal Tribunale. Adesso l’Azienda ha presentato ricorso in Cassazione, ultimo grado di giudizio, ottenendo la sospensione dell’efficacia della sentenza d’Appello.

Un nuovo libro per lo scrittore agrigentino Roberto Pecoraro. Si intitola “Breath” ed è edito da Algra Editore. Per Pecoraro è il secondo romanzo. Il primo, “Leggera come l’abisso”, lo aveva pubblicato per Leucotea Edizioni.

Roberto Pecoraro, agrigentino doc, è nato nella città dei Templi dove ha vissuto sino al 2009 per poi trasferirsi a Milano, ma con la città natia rimane legatissimo.

“Posso garantire di averci messo tutta la cura possibile e spero di meritare la fiducia di chi lo leggerà – dichiara Pecoraro-. Vorrei ringraziare di cuore l’editore Alfio Grasso per aver creduto sin dall’inizio in questo lavoro – dichiara Pecoraro – Un ringraziamento particolare all’amico Alberto Nason per avere disegnato questa meravigliosa copertina e al carissimo Crocifisso Dentello che mi ha onorato scrivendo la quarta.”.

Così l’incipit del romanzo: “La notte stava per iniziare a ruggire tra gli alberi. Elisabetta moriva, gli occhi si spegnevano, tra le palpebre, mentre gli ultimi brandelli di luce scomparivano tra le nuvole. Il “boschetto della droga” era ormai vuoto. sconfinato. Gli sbirri l’avevano sgomberato. Gli sbirri! Il boschetto era stato l’imbocco dell’inferno, il primo foro nella notte che le si spalancava dinnanzi. Moriva sotto un cavalcavia della tangenziale, immersa nel cielo grigio di una giornata a metà tra l’inverno e la primavera. Moriva. Ridotta a un ammasso di ossa che si abbandonavano. Eppure avrebbe fatto di tutto per avere un’altra dose e non le interessava nulla della primavera, dell’aria che cambiava: non le importava nulla di morire, avrebbe voluto consumare la morte nelle vene. Sino a dissolverla. […]”

Un testo articolato e profondo come scrive in copertina l’acclamato scrittore Crocifisso Dentello.

“Un testo che mette in discussione il suo stesso statuto – scrive Dentello -: “Inventare storie, intrecciare trame” non è forse un delirio di onnipotenza? Roberto Pecoraro finge di rinnegare la letteratura mentre ne dipana il gomitolo. Il lettore viene prima sedotto da una storia di “droga, periferia, amori impossibili” e poi abbandonato nella notte delle parole. La fabula cede il passo alla voragine introspettiva di un io che scrive minato dal disincanto”.

Di fatto il green pass viene abbandonato. Le mascherine rimangono in prima linea pronte a essere indossate in caso di assembramenti, nei negozi, supermercati, ristoranti, posti di lavoro (ferme restando le decisioni delle singole aziende), stadi e arene all’aperto. Da oggi, 1 maggio, si volta pagina, un passo deciso verso la normalita’. Ecco tutte le novita’, alcune gia’ previste dal decreto del 24 marzo, altre, in particolare la proroga dell’obbligo di mascherina in alcuni contesti, inserite giovedi’ scorso nell’emendamento approvato alla Camera recepito dall’ordinanza del ministro Speranza.

AL LAVORO

Il Greenpass non dovra’ piu’ essere mostrato: chiunque, vaccinato o no, potra’ entrare. Non sono piu’ obbligatorie nemmeno le mascherine, che rimangono “fortemente raccomandate”. I datori di lavoro potranno comunque decidere di lasciare l’obbligatorieta’ dei dispositivi di protezione per i propri dipendenti. Non ci sono differenze tra pubblico e privato, ma il ministro della Pa, Renato Brunetta, ha inviato una circolare con alcune raccomandazioni: l’uso delle mascherine FFP2 e’ raccomandato, in particolare, per il personale a contatto con il pubblico sprovvisto di idonee barriere protettive, per chi e’ in fila a mensa o in altri spazi comuni, per chi condivide la stanza con personale “fragile”, negli ascensori e nei casi in cui gli spazi non possano escludere affollamenti.AL RISTORANTE

Niente Green pass, ovviamente, e nemmeno piu’ obbligo di mascherina, sia all’aperto che al chiuso. Non e’ previsto l’obbligo nemmeno per i dipendenti: anche in questo caso puo’ comunque reintrodurlo il datore di lavoro. –

Anche qui niente Green pass, e niente mascherine. Lo stesso vale per i bar, dove cade ogni distinzione tra consumazione al tavolo e seduti.

CINEMA, TEATRO E SPORT

Niente Green pass. Quanto alle mascherine, l’ordinanza pone un principio di prudenza: fino al 15 giugno si dovranno indossare negli “spettacoli aperti al pubblico che si svolgono al chiuso in sale teatrali, sale da concerto, cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali assimilati, nonche’ per gli eventi e le competizioni sportive che si svolgono al chiuso”. Gli stessi eventi, ma all’aperto (arene estive ad esempio, o gare sportive) possono essere fruiti senza mascherinE.

MUSEI E MOSTRE

Rimane l’obbligo di indossare la mascherina al chiuso, mentre nei siti culturali all’aperto non sara’ necessario.

IN ALBERGO

Niente Greenpass ne’ obbligo di mascherina negli hotel o in generale nelle strutture ricettive. Lo stesso vale per ristoranti, palestre, piscine e centri benessere degli alberghi. Nonche’ per feste e cerimonie.

MEZZI PUBBLICI

Anche qui la scelta e’ stata improntata alla prudenza, visti anche i dati epidemiologici che vedono la curva su un plateau pericolosamente alto: fino al 15 giugno mascherina obbligatoria nei mezzi a breve e a lunga percorrenza, quindi bus, tram, metropolitane, treni, navi, traghetti e aerei. Dove pero’ non sara’ piu’ obbligatorio il Greenpass. Niente mascherina, invece, per le funivie. – A SCUOLA. Nessuna novita’ rispetto a quanto gia’ stabilito il mese scorso: prorogato l’obbligo di mascherine, chirurgiche o di maggiore efficacia protettiva, fino alla conclusione dell’anno scolastico 2021-2022. –

OSPEDALI E RSA

Qui “sopravvive” il Green pass, che fino al 31 dicembre andra’ mostrato (nella versione “super”, ossia dopo il vaccino o la guarigione) per visitare parenti e amici ricoverati. Rimane anche l’obbligo di mascherina per i lavoratori, gli utenti e i visitatori delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, incluse le strutture di ospitalita’ e lungodegenza, le residenze sanitarie assistite, gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti, e comunque le strutture residenziali.

Le regole cambiano a seconda dei Paesi di destinazione ma il Green pass nella sua forma “base” continuera’ a essere necessario per l’ingresso nei Paesi dell’Ue. Lo stesso per chi arriva (o rientra) in Italia: servira’ ancora il Green pass base, ossia anche solo con tampone. Con un’altra ordinanza del ministro Speranza cade invece l’obbligo di compilare il modulo Plf (Passenger locator form).

2.817 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 23.420 tamponi processati in Sicilia. Il tasso di positività scende al 12% mentre ieri era al 14,5%. La Sicilia è oggi al settimo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 116.344 con un aumento di 1.294 casi. I guariti sono 2.346 mentre le vittime sono 12 portano il totale dei decessi a 10.599. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 848, in terapia intensiva sono 46.

Questi i dati nei Comuni capoluogo: Palermo 735 casi, Catania 693, Messina 962, Siracusa 295, Trapani 311, Ragusa 202, Caltanissetta 160, Agrigento 269, Enna 25.

Divieto di dimora nel territorio di Agrigento per un giovane 34enne agrigentino accusato di continui litigi e minacce nei confronti di una 55enne, sua vicina di casa al Villaggio Mosè.

Il provvedimento è stato disposto dal Gip del Tribunale di Agrigento, su richiesta della Procura della Repubblica. Secondo l’accusa, il 34enne avrebbe violato il divieto di avvicinamento alla vicina di casa. Il tutto sarebbe nato dopo che il giovane avrebbe sparato con una pistola ad aria compressa contro la macchina della vicina, danneggiandola in alcuni punti.

A notificare la misura sono stati i poliziotti della sezione “Volanti” della Questura di Agrigento.

“Gli appelli di Cascio e Lagalla non ci lasciano indifferenti. La presenza della nostra coalizione politica è tesa a dare un buongoverno alla città di Palermo e ai suoi cittadini. Non nascondiamo le difficoltà che emergono dalle contrapposizioni in atto che possono essere ripensate solo attraverso un percorso lineare e chiaro. Ci incontreremo nelle prossime ore per fare una proposta che possa tenere conto delle ragioni che uniscono anziché quelle che dividono”.

 Lo scrivono in una nota i rappresentanti dei partiti di centrodestra che sostengono la candidatura a sindaco di Palermo di Francesco Cascio.

SEAP DALLI CARDILLO ARAGONA – RIZZOTTI DESIGN CATANIA 2 – 3
(20-25, 27-29, 25-20, 25-18, 7-15)
Porto Empedocle: Derby spettacolare tra la Seap Dalli Cardillo Aragona e la Rizzotti Design Catania al PalaMoncada. Alla fine è stato necessario il tie-break per assegnare la vittoria, che probabilmente non servirà a nessuna delle due formazioni per salvare la categoria. L’Aragona cercava i tre punti per continuare a sperare nella salvezza ed invece ha dovuto cedere due punti alle etnee, apparse più concentrate e determinate in alcuni fondamentali, come battuta e muro. La squadra di casa ha pagato a caro prezzo una settimana di allenamenti a ranghi ridotti a causa di un virus intestinale che ha messo ko tante atlete. Nonostante la cattiva condizione fisica delle giocatrici, la Seap Dalli Cardillo Aragona ha lottato e alla fine ha sfiorato la clamorosa vittoria. Coach Giangrossi si affida inizialmente a Caracuta, Stival, Negri, Cometti, Dzakovic e Zech con Vittorio libero. Il Catania risponde con Bridi, Alessia Conti, Catania, Bertone, Bulaich e Bordignon con Michela Conti libero.
Inizio di derby nel segno dell’equilibrio con Aragona che è avanti 8-7 per poi subire il sorpasso decisivo delle ospiti: 16-14 e 21-18. Il Catania domina a muro e Aragona cede di 5 punti: 25-20.
La squadra di Chiappafreddo continua a giocare bene anche nel secondo set, grazie ad un perfetto gioco di squadra: 8-6 e 16-14. La Seap Dalli Cardillo Aragona prova a rimontare, ma si ferma costantemente più bello: 21-19. Le padrone di casa annullano due palle set e si va ai vantaggi. La Rizzotti Design annulla una palla set alle avversarie (26-26). Poi è il Catania a chiudere il set al quinto tentativo: 27-29.
La Seap Dalli Cardillo Aragona tira fuori l’orgoglio e gioca tutta un’altra pallavolo. Il terzo set è dominato dal sestetto di casa: 8-6, 16-13 e 21-15. Tutto funziona a meraviglia in casa Aragona e Catania crolla sotto i colpi di Zech e Dzakovic: 25-20.
Derby riaperto e ancora più bello e avvincente. La squadra di coach Giangrossi continua a martellare le avversarie anche nel quarto set, complice un vistoso calo fisico della Rizzotti Design Catania. C’è tanta Aragona per Catania che soccombe: 8-6, 16-12 e 21-16. Il tie-break diventa realtà e la rimonta è completata grazie ad un corposo dispendio di energie fisiche e mentali: 25-18.
Il quinto set è a senso unico con il Catania che scappa a vincerlo senza difficoltà. Aragona paga a caro prezzo la stanchezza e subisce un passivo pesante: 0-5, 3-10 e 5-12. Il set finisce in fretta ed è festa Catania 7-15.
La Seap Dalli Cardillo Aragona conquista un punto e sale a quota 27, mentre il Catania con due punti va a 26.