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A Ribera i Carabinieri della locale Tenenza sono impegnati nelle indagini a seguito del ritrovamento di un foglio con frasi minacciose sul cancello d’ingresso dell’abitazione in campagna di un dipendente del Consorzio di bonifica Agrigento 3, un uomo di 57 anni. L’estate scorsa altri episodi delle stesso genere hanno investito altri dipendenti del Consorzio. Le attuali minacce sono state profferite in riferimento all’incarico di lavoro del dipendente. La Procura di Sciacca ha avviato un’inchiesta.

Il 16 luglio del 2021 è morto all’ospedale “Papardo” di Messina il meccanico di 60 anni, Mario Vincenzo Lauricella, di Canicattì, ricoverato in gravissime condizioni il precedente 30 maggio a seguito di un’aggressione e un investimento da parte del tabaccaio, anche lui di Canicattì, Luigi Lalomia, 75 anni, indagato di omicidio perché avrebbe rivolto minacce a telefono e in presenza, e poi avrebbe aggredito a colpi di bastone e investito con un Fiat Doblò il meccanico. L’ira del tabaccaio, nel frattempo arrestato, si è scatenata alla notizia che suo figlio si sarebbe sposato con la figlia del meccanico. Ebbene la Procura di Agrigento, dopo avere notificato a Lalomia l’avviso di conclusione delle indagini, ne ha chiesto il rinvio a giudizio. E adesso il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, ha accolto la richiesta. Prima udienza il prossimo 10 giugno innanzi alla prima sezione della Corte d’Assise di Agrigento presieduta da Alfonso Malato. A Luigi Lalomia è contestato anche il tentato omicidio della futura nuora che sarebbe stata investita anche lei se il padre, Lauricella, non l’avesse spintonata fuori dalla mira del Fiat Doblò.

Il presunto furto di materiale informatico su Matteo Messina Denaro alla Procura di Palermo. Chiesta l’archiviazione delle indagini. L’opposizione di Ingroia, che assiste il finanziere denunciante.

La Procura della Repubblica di Caltanissetta ha proposto al Tribunale di archiviare l’inchiesta sul “giallo” della sparizione dei dispositivi elettronici con i file d’indagine sul latitante Matteo Messina Denaro. Tale sparizione, ancora avvolta dal mistero, è stata denunciata da un militare della Guardia di Finanza, che si è opposto all’archiviazione.

Si tratta di Carlo Pulici, che per parecchi anni ha lavorato al fianco del procuratore aggiunto, Maria Teresa Principato, che a Palermo ha coordinato le ricerche del latitante. Adesso sarà il giudice per le indagini preliminari a decidere nel merito. Il fascicolo contiene la relazione di servizio di Carlo Pulici, che nel 2015 ha denunciato: “Nella stanza dell’aggiunto Principato sono spariti un computer portatile da 10 pollici e due pendrive da un giga ciascuna. Dentro vi era tutta l’attività di indagine espletata dall’ufficio, tra dichiarazioni di collaboratori di giustizia, informative su Messina Denaro e sulla rete dei suoi possibili fiancheggiatori”.

Punto. Il pubblico ministero a Caltanissetta, Simona Russo, ritiene che l’indagine sia da archiviare perché, a fronte anche del tempo trascorso dal 2015, non è stato possibile accertare né l’effettiva commissione del reato, né di individuarne eventualmente l’autore, considerando che Pulici non ha fornito alcun elemento utile, e ha dichiarato di non nutrire sospetti sul conto di alcuno. E quindi la dottoressa Russo conclude: “Il caso andrebbe chiuso in assenza di elementi concreti e idonei a ritenere sussistente quantomeno il fumus, ovvero il sospetto della commissione del reato di abuso d’ufficio.

Dunque, adesso, il finanziere Carlo Pulici si è affidato all’avvocato ed ex procuratore aggiunto a Palermo, Antonio Ingroia, che si è opposto all’archiviazione, e ha scritto: “Ritengo che la sintetica motivazione dell’archiviazione sia evidentemente fondata su un totale fraintendimento della denuncia di Carlo Pulici. La prima stranezza riguarda l’abuso d’ufficio, perché il reato denunciato è il furto e non un eventuale abuso commesso da qualche magistrato. E poi la richiesta di archiviazione sarebbe inammissibile perché il pubblico ministero avrebbe dovuto iscrivere come persona offesa anche il magistrato Maria Teresa Principato, che certamente avrebbe dovuto essere ascoltata. E poi rilevo il mancato espletamento di atti di indagine finalizzati ad assicurare le fonti di prova. Come ha ammonito la Corte europea per i diritti dell’uomo, il semplice passare del tempo può nuocere all’inchiesta, ma anche compromettere definitivamente le possibilità che questa inchiesta sia portata a termine.

Ebbene, vi sono tutta una serie di attività investigative necessarie che, nel caso di specie, non sono state poste in essere, nonostante i fatti denunciati siano di rilevante gravità. Come si è potuto non indagare sul furto nella stanza di un magistrato di atti investigativi che riguardano Messina Denaro, il latitante che tutti cercano e nessuno riesce a trovare? Nulla fa escludere che un approfondimento dell’indagine sul furto denunciato dal finanziere Pulici potrebbe aiutare a far luce sulle ragioni della mancata cattura negli anni di Matteo Messina Denaro”. In conclusione, l’avvocato Ingroia contesta che la Procura nissena si sia limitata ad ascoltare solo Pulici, e, nell’atto di opposizione all’archiviazione, chiede ai magistrati di ascoltare, oltre a Maria Teresa Principato, anche Francesco Petruzzella, che all’epoca è stato il responsabile del settore informatico della Procura di Palermo, poi il colonnello della Finanza, Francesco Mazzotta, che si occupò delle prime indagini, e l’assistente giudiziario Maria Grazia Palumbo. Anche in tal caso sarà il giudice per le indagini preliminari a decidere.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

La odierna denuncia delle organizzazioni sindacali e di categoria, rispetto agli evidenti ritardi con cui si pensa che far partire la campagna irrigua, a beneficio delle aziende agricole dalla provincia di Agrigento, denuncia, ancora una volta, l’inconsistenza più deprimente del governo Musumeci, sul tema della tutela e della valorizzazione del comparto agricolo agrigentino.

Non bastava il crollo verticale dei prezzi di vendita medi del paniere agroalimentare siciliano, che – manco a dirlo – non ha trovato alcuno strumento concreto, di tutela o di ristoro, da parte delle istituzioni di governo siciliane. Non bastava l’aumento vertiginoso dei costi di produzione, del costo del carburante, del prezzo dei concimi, che stanno mettendo letteralmente in ginocchio l’intero settore. Come se ciò non bastasse, adesso si pensa di far pagare alle nostre aziende perfino le conseguenze nefaste dei soliti tempi biblici nell’adottare misure di attivazione della campagna irrigua, indispensabili per far fronte all’ improvvisa impennata delle temperature medie, che stanno
notevolmente anticipando la stagione estiva. Tali ritardi rischiano di compromettere seriamente la prossima campagna agricola, specie per quelle produzioni per cui dare l’acqua in tempi adeguati può segnare la differenza fra una stagione fruttuosa e un’altra stagione fallimentare.

Rispetto a tutto questo il silenzio di Musumeci e soci è a dir poco assordante. Auspichiamo, quantomeno, che il governo regionale assicuri risposte in tempi brevissimi e che contestualmente inizi a prevedere e a contemplare adeguate misure di ristoro, per quei settori produttivi che, a causa di tali incongruenze, piangeranno gravissime conseguenze sul piano della tenuta economica. Anche se purtroppo l’esperienza maturata in questi anni ci lasciano ben poche speranze.

Il prossimo 4 maggio alle ore 10,00, presso i locali della Prefettura,  sarà sottoscritto tra il Prefetto, Maria Rita Cocciufa ed il Presidente provinciale ANCE – Associazione Nazionale Costruttori Edili, Carmelo Salamone  il protocollo attuativo, per la provincia di Agrigento, del Protocollo di Legalità siglato il 4 agosto 2021 tra il Ministero dell’Interno e l’Associazione Nazionale Costruttori Edili – ANCE Nazionale.

Il Protocollo è finalizzato a rafforzare la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nei contratti stipulati dalle imprese associate aderenti al Protocollo con i rispettivi fornitori di beni e servizi ed esecutori di lavori operanti nei settori di attività maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa; ciò al fine di dotare le imprese – anche nei rapporti tra soggetti privati – di regole per disciplinare la scelta responsabile dei propri fornitori e subappaltatori attraverso la preventiva verifica di iscrizione degli stessi nelle “white list” e nell’Anagrafe antimafia degli esecutori.

Con il protocollo vengono, altresì, stabilite le modalità di accreditamento, accesso ed utilizzo degli utenti al Sistema Informativo per la richiesta di rilascio della documentazione antimafia e definite le Linee Guida per l’adesione delle imprese al citato Protocollo di Legalità.

Sono, inoltre, previste attività di supporto, promozione, sensibilizzazione ed approfondimento al fine di diffondere la cultura della legalità ed aumentare la   trasparenza   nel settore edilizio che, in questo periodo, risulta favorito da bonus fiscali e dall’avvio dei cantieri pubblici previsti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza.

All’incontro parteciperanno i Rappresentanti delle Forze di Polizia e della Direzione Investigativa Antimafia ed il Direttore provinciale ANCE, Francesco Mossuto.

 

“A seguito delle interlocuzioni tra i candidati a sindaco per la città di Palermo Francesco Cascio, Roberto Lagalla e Totò Lentini, unitamente alle forze politiche del centro destra che li sostengono, è stato deciso di comune accordo di dare vita ad un incontro che si terrà domani alle ore 12,30 per trovare, con spirito unitario, una sintesi ed addivenire ad una unica candidatura a sindaco”.

Via alle prove scritte per gli 88 funzionari da assumere per il ricambio generazionale della Regione Siciliana.

Fissata per il 17 maggio la procedura di selezione con la prova scritta per il primo dei sei profili a concorso, ovvero i 22 funzionari amministrativi, categoria D.

La prova scritta del concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento a tempo indeterminato, per 22 unità di personale a tempo pieno ed indeterminato, si svolgerà il giorno 17 maggio, in due sessioni giornaliere, con convocazione dei candidati alle ore 10 (sessione mattino) e alle ore 15 (sessione pomeriggio) nelle tre sedi: a Palermo, nella Tendostruttura di Via Giuseppe Lanza di Scalea, per tutti i candidati residenti nelle province di Palermo, Agrigento e Trapani; a Catania, al Palaghiaccio di Viale Kennedy per i candidati residenti nelle province di Catania e Messina; e a Siracusa, nel Centro Fiera del Sud di Viale Epipoli per i candidati che risiedono nelle province di Siracusa, Enna, Caltanissetta, Ragusa e nelle altre regioni italiane o paesi esteri.

1.204 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 9.124 tamponi processati in Sicilia. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 2.871. Il tasso di positività sale al 13,1% (era al 12%). La Sicilia è al sesto posto per contagi. Gli attuali positivi sono 116.343 con il decremento di un caso. I guariti sono 1.374 mentre le vittime sono 6 eportano il totale dei decessi a 10.605. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 850, in terapia intensiva sono 46.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 334 casi, Catania 264, Messina 283, Siracusa 62, Trapani 149, Ragusa 75, Caltanissetta 90, Agrigento 269, Enna 16.

La segreteria regionale del Movimento politico dei consumatori italiani ha nominato l’attuale vice presidente provinciale del Codacons di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, coordinatore provinciale del Movimento diretto dal leader nazionale Francesco Tanasi. Il segretario regionale, Lucio Leanza, afferma: “La nomina scaturisce dall’impegno di Di Rosa nella tutela dei consumatori. E’ un impegno che si esplica da anni tramite iniziative politiche intraprese nella provincia di Agrigento”.

Un vile atto da parte di ignoti ha evidenziato l’antisportività che ha colpito la sede dell’Interclub Angelo e Massimo Moratti a Favara.
Ignoti vandali e imbecilli, hanno intriso di sigillante la serratura della porta dei locali del Club.
“Un atto incivile e vandalico da parte di alcuni soggetti della nostra comunità favarese – si legge in un messaggio del direttivo – Il nostro indirizzo è sempre stato ricco di valori sportivi e rispetto per la fede altrui, siamo rammaricati ma la nostra missione di Club come organizzazione dedita al sostegno dei nostri colori sociali e della solidarietà per la comunità favarese continueranno ad essere il nostro faro”.