Maggio 2022 - Pagina 39 di 58 - Sicilia 24h
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Lo scorso 26 aprile il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha rinviato a giudizio tre imputati nell’ambito dell’inchiesta intitolata “Stipendi spezzati”, ruotante intorno alla restituzione al datore di lavoro, sotto minaccia del licenziamento, di metà della busta paga da parte dei dipendenti di una cooperativa di Licata che gestisce delle comunità per disabili psichici. I rinviati a giudizio sono Maria Barba, 39 anni, di Favara, dirigente ex facto ed ex moglie di Salvatore Lupo, già amministratore della cooperativa e poi vittima di omicidio il giorno di Ferragosto del 2021. E poi Rosa Sferrazza, 70 anni, di Favara, e Caterina Federico, 38 anni, di Licata, dirigente. Prima udienza il 30 giugno. Il giudice ha altresì accolto l’istanza avanzata dall’avvocato Angelo Farruggia disponendo il sequestro conservativo dei beni immobili di Maria Barba, pari a 405 mila euro, a favore della parti civili costituitesi in giudizio. Ebbene adesso anche il Tribunale del Riesame, presieduto da Wilma Mazzara, ha confermato il sequestro conservativo dei beni nei confronti di Maria Barba. Sono stati 8 degli ex dipendenti della cooperativa costituiti parte civile, a garanzia dell’obbligazioni civili di risarcimento del danno, quantificato in oltre 430mila euro, a chiedere tramite il proprio difensore, l’avvocato Angelo Farruggia, il sequestro di numerosi immobili di proprietà di Barba.

Ad Agrigento, a San Leone, ignoti malviventi hanno forzato una finestra, sono entrati dentro un’abitazione in una traversa lungo Viale delle Dune, e hanno rubato un televisore, alcuni oggetti in argento, e materiale vario di poco valore. La proprietaria, un medico di 57 anni, assente durante il periodo in cui è stato commesso il furto, ovvero tra il 4 e l’8 maggio, ha sporto denuncia ai Carabinieri della Stazione del Villaggio Mosè. Indagini sono in corso.

I Carabinieri della Compagnia di Canicattì hanno notificato un avviso di garanzia ad un commerciante di 35 anni di Racalmuto, indagato per il danneggiamento, seguito da incendio, di ben 6 automobili tra Racalmuto e Grotte, la notte del 13 aprile scorso. Già durante il sopralluogo, i militari delle Stazioni di Racalmuto e Grotte, supportati dai colleghi di Canicattì, hanno raccolto diverse tracce legate al presunto responsabile. Poi gli investigatori dell’Arma, coordinati dalla Procura di Agrigento, hanno acquisito ulteriori elementi di prova, anche nel corso della perquisizione domiciliare a carico dell’indagato, durante la quale sono stati sequestrati computer e telefonini. Ignoto è al momento il movente del gesto.

Dopo le assoluzioni in Corte d’Appello in abbreviato, la Procura di Agrigento propone 6 condanne e 6 assoluzioni al processo ordinario “Duty Free”. I dettagli.

Il 10 dicembre del 2015 Andrea Maggioni è stato il magistrato in servizio alla Procura della Repubblica di Agrigento che ha firmato, poi controfirmati dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Francesco Provenzano, gli ordini di arresto eseguiti dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Duty Free”, dall’ inglese “liberi dal dazio”, quindi nel caso specifico ‘esentati dal pagamento’, ‘affrancati dagli oneri fiscali’. Le indagini, intraprese nel 2013, sono ruotate intorno a presunti episodi di corruzione e di falso perpetrati nell’ambito dell’Agenzia delle Entrate. 15 sono state complessivamente le misure cautelari : 4 in carcere, 7 ai domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico, 2 con obbligo di presentazione ai Carabinieri, e 2 con il divieto temporaneo di esercizio della professione medica. E un’altra decina di persone sono state indagate a piede libero. Ebbene adesso 12 imputati sono sotto processo ordinario, e il pubblico ministero, Maria Cifalinò, a conclusione della requisitoria, ha ritenuto non riscontrati alcuni capi d’imputazione, e per altri ha proposto, alla sezione penale del Tribunale presieduta da Wilma Mazzara, la condanna a 2 anni e 10 mesi di reclusione a carico di Antonio Vetro, 53 anni, di Favara, consulente del lavoro. Poi 2 anni e 8 mesi per Giuseppe Cumbo, 69 anni, di Agrigento. Poi 1 anno per Filippo Ciaravella, 69 anni, di Agrigento. Poi 1 anno e 6 mesi per Giuseppe Castronovo, 62 anni, di Favara. E 1 anno e 2 mesi ciascuno per i medici Giovanni Crapanzano, 73 anni, di Favara, e Santo Pitruzzella, 71 anni, anche lui di Favara, imputati solo di avere firmato certificati medici presunti non veritieri. Per gli altri sei imputati, la dottoressa Cifalinò ha chiesto l’assoluzione, in parte nel merito, e in altra parte per prescrizione. Si tratta dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Tascarella, 68 anni, di Agrigento, Piera Callea, 56 anni, di Favara, e Angelo Pagliarello, 64 anni, di Campobello di Licata. E poi Salvatore La Porta, 47 anni, di Porto Empedocle, socio e amministratore della MetalMeccanica agrigentina. E poi i ristoratori favaresi Giuseppe Costanza, 37 anni, e il padre Salvatore, 71 anni, ai quali sono state contestate delle false attestazioni per alcuni rimborsi. Nel frattempo altri imputati sono stati giudicati in abbreviato in primo e in secondo grado. E sono stati assolti l’imprenditore agrigentino Marco Campione, e poi Michele Daina, dipendente di Girgenti Acque, e poi Aurelio Bruno e Francesco Caci, funzionari dell’Agenzia delle Entrate. Poi, l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento, Pasquale Leto, e sua figlia Francesca Leto, assunta a Girgenti Acque. E poi i dirigenti dell’Agenzia delle entrate, Tonino Migliaccio e Maria Lombardo.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento recluta sei nuovi dirigenti medici neonatologi. Andranno a potenziare le Unità operative complesse di neonatologia degli ospedali di Agrigento, Licata, Sciacca e Canicattì. Nel dettaglio, due professionisti saranno destinati al “Barone Lombardo”, due al “San Giacomo D’Altopasso”, uno al “Giovanni Paolo II” ed uno al “San Giovanni di Dio”. Le procedure concorsuali sono già state ultimate e dopo la sottoscrizione dei contratti i nuovi dirigenti medici saranno immediatamente operativi.

I Carabinieri del NOR della Compagnia di Canicattì hanno notificato l’avviso di garanzia ad un pregiudicato di Racalmuto, indagato per il danneggiamento seguito da incendio di 6 automobili.

Fu una notte di fuoco quella del 13 aprile scorso, quando tra Racalmuto e Grotte, all’improvviso ed in rapida sequenza, le fiamme avvolsero alcune automobili parcheggiate in strada.

Già durante il sopralluogo, i Carabinieri delle Stazioni di Racalmuto e Grotte, supportati da quelli dell’Aliquota Operativa del NOR della Compagnia di Canicattì, raccolsero alcune tracce lasciate dall’autore, identificato nel corso di una rapida indagine che stamane ha acquisito ulteriori elementi grazie alla perquisizione dell’abitazione del presunto responsabile, disposta dalla Procura della Repubblica di Agrigento.

È  stato un momento di confronto tra le altre eccellenze italiane del turismo sostenibile, enogastronomico ed esperienziale con la prestigiosa Università Federico II per “rilanciare – come ha dichiarato l’ex ministro e docente universitario, Alfonso Pecoraro Scanio –  una grande trasformazione eco-digital e un turismo che sia sostenibile ma con una grande capacità di innovazione”.
I presenti si sono dati appuntamento per una serie di iniziative nel Mezzogiorno, alcune delle quali si svolgeranno in Sicilia e molto probabilmente ad Agrigento.
“Arte, natura e cibo – Turismo culturale ed enogastronomico sostenibile” è stato il tema approfondito durante il  meeting che si è svolto stamattina all’NH Panorama della città partenopea con il contributo, tra gli altri, dei sindaci di Procida, Capitale italiana della Cultura 2022, di Matera, già Capitale europea della Cultura 2019, di Agrigento, Francesco Miccichè, che è anche presidente della DMO Distretto Turistico Valle dei Templi, e dell’amministratore della DMO, Fabrizio La Gaipa.
Durante l’incontro, promosso dal Corso di Laurea sperimentale ad orientamento professionale in “Hospitality Management” del  Dipartimento di Economia dell’Università Federico II di Napoli, sono state proiettate alcune delle immagini più suggestive del territorio della Costa del Mito: mare, archeologia, arte, paesaggio, ma anche alcune delle eccellenze della nostra produzione agricola e agroalimentare. Nel corso del suo intervento, il sindaco e presidente del Distretto, ha anche annunciato la candidatura di Agrigento a Capitale Italiana della Cultura per il 2025

“Sono più di 110mila i rifugiati ucraini in fuga dalla guerra giunti in Italia. Di questi quasi 40mila sono minorenni e, purtroppo, tra questi c’è una fetta di bambini non accompagnati. Le destinazioni principali dei profughi sono ovviamente le grandi città, ma sono tantissimi i comuni medi e piccoli che stanno mettendo in campo uno sforzo importante per l’accoglienza e l’assistenza a chi fugge dal conflitto. Il Movimento 5 Stelle è al fianco di tutte queste città, dei loro amministratori e dei cittadini con misure e risorse concrete. Con l’approvazione di un emendamento del M5S al Decreto Tagliaprezzi, è stato istituito il Fondo per l’accoglienza e l’assistenza dei minori ucraini non accompagnati, con una dotazione di quasi 60 milioni. Soldi che si vanno ad aggiungere ad altre risorse destinate ai centri di accoglienza e a enti e associazioni impegnate nella macchina dell’accoglienza. Continuiamo su questa strada, supportando chi è impegnato nell’assistenza a chi fugge dalla guerra, nella speranza che le armi tacciano al più presto e i profughi possano fare ritorno in un Paese pacificato e libero”.
Così la senatrice Nunzia Catalfo, coordinatrice del comitato per le politiche del lavoro del Movimento 5 Stelle.

A parlare è l’avvocato Annalisa Petitto che si è interessata del grave problema accaduto all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta. Ecco cosa dichiara: “Dalle 14:30 di ieri, lunedì 9 maggio, a causa dello straripamento dei servizi igienici delle aree limitrofe al blocco operatorio, sono stati sospesi tutti gli interventi chirurgici in emergenza, urgenza e ordinari all’ospedale Sant’Elia. Non si conoscono le tempistiche sul ripristino dell’uso delle sale operatorie ed è stato diramato un ordine interno di dirottamento delle emergenze ad altri ospedali.

Nel 2022 non è tollerabile che si fermino 8 sale operatorie per una pioggia e soprattutto che la cittadinanza non sappia ufficialmente i tempi per il ripristino. Questa città è stanca di una gestione pessima e fallimentare. La collettività pretende chiarezza. I malati non devono essere dirottati altrove: il diritto alla salute deve essere garantito sempre e nell’ospedale della propria città.

Quale consigliere comunale, nell’interesse esclusivo dei miei concittadini, diffido i vertici ASP ad adoperarsi con urgenza e a comunicare pubblicamente i tempi entro cui saranno garantiti tutti gli interventi chirurgici siano essi di emergenza, urgenza ed ordinari”.

3.763 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 21.832 tamponi processati in Sicilia. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 1.227. Il tasso di positività sale al 17,2% ieri era al 11,4%. La Sicilia è al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 102.763 con un decremento di 11.040 casi. I guariti sono 14.979 mentre le vittime sono 17 portando il totale dei decessi a 10.722. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 740, 23, in terapia intensiva sono 34.

Questi i dati nei Comuni capoluogo: Palermo 787 casi, Catania 805, Messina 436, Siracusa 468, Trapani 368, Ragusa 296, Caltanissetta 261, Agrigento 455, Enna 80.