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12.949 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 50.910 tamponi processati in Sicilia. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 12.425. Il tasso di positivita’ scende al 25% ieri era 27%. L’isola e’ al quarto posto per contagi fra le regioni. Gli attuali positivi sono 111.777 con un aumento di 12.226 casi. I guariti sono 708 mentre le vittime sono 15 e portano il totale dei decessi a 7.682. Sul fronte ospedaliero sono 1.261 ricoverati, con 74 casi in piu’ rispetto a ieri; in terapia intensiva sono 138, 1 caso in piu’ rispetto a ieri.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 2.510 casi, Catania 2.265, Messina 1.845, Siracusa 1.397, Trapani 952, Ragusa 1.106, Caltanissetta 1.345, Agrigento 1.268, Enna, 261.

Cambia sede da domani, lunedì 10 gennaio, il drive in per l’effettuazione dei tamponi per la diagnosi dell’infezione da covid-19 attualmente allocato preso il vecchio ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Dall’area sita in via Giovanni XXIII il servizio si trasferisce nella zona industriale ASI presso la piazza Trinacria prospiciente gli uffici dell’AICA-Girgenti Acque. La decisione di spostare il drive in fuori dal centro cittadino scaturisce dal forte aumento di contagi registrato in questo periodo e dall’esigenza correlata di ottimizzare il servizio senza arrecare disguidi nella circolazione dei veicoli presso la zona dell’ex ospedale oltreché dalla necessità di utilizzare spazi più ampi per agevolare le operazioni.

Angela Roberto ( presidente Archeoclub D’Italia Agrigento che oggi è ritornata sul luogo): “La Scala dei Turchi è ritornata già al suo antico splendore grazie all’immediatezza della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento e della Regione Sicilia!”

 “La Scala dei Turchi è già ritornata al suo splendore grazie all’intervento immediato della Regione Sicilia e della Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento che ringraziamo. Il Soprintendente Arch. Michele Benfari, con il suo staff tecnico è prontamente intervenuto sia nel riconoscere la sostanza imbrattante che nella rimozione della stessa. Ha partecipato egli stesso sia come tecnico , sia nominando un altro tecnico specializzato nel trattamento delle pietre, Corrado Capraro. Ringraziamo i numerosi volontari intervenuti: giovani del comune di Porto Empedocle e Realmonte, Servizio Civile di Realmonte, Comune di Realmonte che hanno fatto risplendere la Marna bianca! La Sicilia ha dato un grande esempio e dunque ringraziamo le istituzioni che con immediatezza, nell’arco di poche ore hanno garantito il ritorno allo splendore della Scala dei Turchi, sito amato nel Mondo. Speriamo che i colpevoli vengano individuati al più presto”. Lo ha affermato Angela Roberto, Presidente di Archeoclub D’Italia sede di Agrigento.

Voglio ringraziare pubblicamente tutti i volontari che con il loro lavoro hanno riportato la Scala dei Turchi al sua originario splendore – afferma il commissario provinciale di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano – proporrò al Sindaco di Realmonte il conferimento di un encomio solenne a tutti gli autori di questo atto meritorio.

La Sicilia è fatta di tanta brava gente che ama la propria terra, spero che le testate giornalistiche diano il giusto risalto al gesto nobile di questi ragazzi che consentirà, a noi agrigentini ed alle migliaia di turisti che visitano questo sito ogni anno, di ammirare nuovamente la maestosità di una bellezza paesaggistica che non ha eguali al mondo”.

“L’Asp di Agrigento dovrebbe organizzare le somministrazioni dei vaccini dei bambini dai 5 agli 11 anni in locali diversi da quelli ospedalieri per non intasare le attività sanitarie e per non creare rischiosi assembramenti fra le corsie”. Così il parlamentare regionale del Movimento Cinque Stelle Giovanni Di Caro dopo l’avvio flop dell’open day vaccinale rivolto agli alunni di scuola primaria e che ha creato il caos all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. “Ritengo inappropriata la scelta – aggiunge Di Caro – di somministrare i vaccini in quell’ala del nosocomio di contrada Consolida che non è idonea neanche a garantire dei percorsi sicuri per i bambini e i loro accompagnatori. Inoltre – dice ancora il parlamentare regionale – non è ammissibile gravare ulteriormente sul sacrificio dei pochi medici e infermieri del San Giovanni di Dio. Sarebbe opportuno organizzare le vaccinazioni pediatriche – conclude Di Caro – in spazi diversi da quelli ospedalieri anche se questo potrebbe significare un ulteriore sacrificio per il personale sanitario”.

Non solo sono coglioni, ma sono quelli della peggiore specie. Scecchi, come direbbero ad Oxford, imbecilli, malati gravi, i loro orgasmi invece di essere di ben altra natura, sono questi: gettare polvere rossa sulla Scala dei Turchi e possibilmente avere una eiaculazione.

Di più non hanno. Non possono avere, in quanto malati cronici, patologicamente ossessivi convulsivi. La loro vita è questa!

Invece di godere dinnanzi ad una bella donna, godono nel promuovere danni alle bellezze naturali. E’ così, e non ci si può far nulla. Sono maledetti dal momento in cui sono nati ed avranno una vita sempre carica di problemi perchè la loro massima espressione che li porta alla eccitazione sessuale è un pezzo di marna bianca.

Un gruppo di uomini specializzati ed un gruppo di giovani volontari da lodare hanno messo il bavaglio ai coglioni con il ripristino dei luoghi di Scala dei Turchi. E loro, magnificamente impotenti, adesso avranno cazzi amari per aspettare la prossima erezione. Dovranno crecare un altro sito da sfregiare, nell’attesa di una erezione poco edificante, momentanea, senza tanti ahi ahi ahi! Che miseri che sono!

La marna è tornata nel suo splendore. Il sindaco di Realmonte, Sabrina Lattuca, si dichiara soddisfatta dal fatto che “non ci siano stati danni permanenti. Spero vivamente, – ha detto il sindaco, – che presto l’incivile venga acciuffato e consegnato alle patrie galere. Un incivile così non può stare fuori liberamente”.

Il coglione di turno, adesso, dovrà stare intanato come un topo affinchè le autorità competenti non riusciranno a beccarlo. Ma siamo certi che in questo momento, il coglione, senza alcuna possibilità di erezione, si stia facendo addosso perchè qualcuno lo sta inseguendo.

E probabilmente lo acciufferà.

 

 

 

I poliziotti della Sezione anticrimine del Commissariato di Licata hanno eseguito 4 provvedimenti emessi dalla Autorità giudiziaria. A seguito di sentenze definitive sono state eseguite 3 misure della libertà controllata, a carico di licatesi condannati a pene di multe o ammende anche per svariate migliaia di euro (96 giorni a seguito di conversione di ammenda per una sentenza di condanna a 24.000 euro; 47 giorni a seguito di conversione di multa per sentenza di condanna a 12.000 euro, e 2 giorni a seguito di conversione di multa per sentenza di condanna a 300 euro).

Le misure prevedono diverse prescrizioni limitative della libertà quali il rientro nella abitazione nelle ore serali e notturne, con obbligo di permanenza e finanche l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. Infine, un licatese di 50 anni, a seguito di sentenza definitiva, è stato sottoposto alla detenzione domiciliare, dal Tribunale di Sorveglianza di Palermo, poiché deve scontare una pena ad 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per i reati di resistenze a Pubblico ufficiale, evasioni e minacce gravi.

Ad Agrigento momenti di paura lungo il viadotto Morandi per diversi automobilisti che, all’improvviso, si sono visti arrivare frontalmente una Jeep con a bordo un uomo e una donna  in evidente senso di marcia sbagliato.

L’uomo, forse per errore, ha imboccato la bretella che porta in via Dante contromano rischiando di provocare un incidente.

Sono stati gli altri automobilisti a tentare di bloccarlo e segnalargli l’errore. Lo stesso, dopo averlo capito, ha cambiato il senso di marcia e ha proseguito normalmente la corsa.

Un conto svuotato in soli venti minuti, ecco la nuova truffa online che minaccia i risparmi della gente. Qualcuno con i dati della carta bancomat, ha attivato un buono postale dematerializzato, caricando la somma di 4mila euro sul conto corrente di un ventisettenne di Canicattì. Successivamente, lo stesso giorno, ha fatto due ricariche su un’altra carta prepagata, la prima di 2.945 euro, e l’altra di 2.865 euro, svuotando quasi del tutto il conto corrente di un ventisettenne canicattinese.

Il giovane subito si è accorto dell’operazione a lui sconosciuta, e dal saldo ha accertato che qualcuno gli aveva prosciugato il conto. Spariti quasi sei mila euro.

La vittima, ancora incredula, ha subito chiamato gli uffici postali per chiedere loro spiegazioni. Poi amareggiato, si è recato negli uffici del Commissariato di Canicattì, dove ha formalizzato la denuncia a carico di ignoti. I poliziotti hanno raccolto il nuovo racconto e, ancora una volta, hanno già trasmesso l’incartamento ai loro colleghi della polizia Postale di Palermo, affinché possano occuparsi delle indagini.

Come qualunque persona di buon senso poteva immaginare e come c’era da aspettarsi (visti i numeri in Sudafrica e negli altri Paesi Europei), la nuova ondata del COVID-19 sta mettendo in ginocchio le strutture sanitarie dell’Isola. Dopo due anni dall’inizio della Pandemia si parla ancora di emergenza e Governo nazionale e regionale si trovano spiazzati di fronte all’aumento dei casi e della conseguente ospedalizzazione. Se la sorpresa poteva essere quantomeno giustificata all’inizio, oggi è doveroso parlare di grave irresponsabilità e incapacità di chi sta gestendo l’emergenza Covid-19. Tuttavia, al di là delle responsabilità personali nei governi Draghi (sostenuto da centrodestra, M5S e PD) e Musumeci (sostenuto da centrodestra e Fratelli d’Italia), essa è figlia dell’ideologia dominante che sacrifica le vite umane sull’altare del nuovo dio incarnato: il Profitto.

Da due anni a questa parte, infatti, non si sono creati nuovi posti letto, non si sono assunti nuovi medici e infermieri (se non in minima parte e precari, ovvero licenziabili il prima possibile), non si sono diminuiti gli alunni per classi, costruiti nuovi impianti di areazione (fondamentali per evitare il contagio), non si sono aumentati i trasporti pubblici e così via. Eppure c’erano le risorse economiche e il tempo, ma queste misure precauzionali valorizzavano il Pubblico e la prevenzione, a scapito del profitto e delle misure emergenziali e quindi della possibilità di derogare a qualsiasi regola o diritto. Al contrario, si è preferito scaricare il peso delle conseguenze della Pandemia sui cittadini, colpevolizzandoli e costruendo via via nuovi capri espiatori, favorendo le condizioni di una nuova emergenza e di un nuovo stato di eccezione.

Adesso, in ritardo e solo sulla carta, l’assessore Razza annuncia 650 nuovi posti negli ospedali che in realtà non è dato sapere se si aggiungono a quelli esistenti oppure se è la solita partita di giro, dove si trasformano i già scarsi posti letto di altre patologie in posti covid-19. Un’ennesima presa in giro sulla pelle dei cittadini. Il governo siciliano al pari di quello di Roma, in questi due anni, avrebbe potuto adottare misure, con nuovi posti letto permanenti (riaprendo i tanti ospedali chiusi), l’assunzione di nuovo personale, la fine delle politiche di esternalizzazione, con mascherine fpp2 gratuite per la categorie più esposte, in grado di far fronte adeguatamente a nuove ondate pandemiche e che comunque sarebbero servite per investire sulla sanità pubblica siciliana, ma si è preferito aspettare sperando in irrealistici tempi migliori che, puntualmente, non sono arrivati.

Al contempo la sanità pubblica e medici ed infermieri in prima linea sono ormai allo stremo, dopo decenni di tagli ai posti letto, al personale e di privatizzazioni portate avanti da centrosinistra e centrodestra si continua a navigare a vista e ad immaginare che il mercato possa risolvere tutti i problemi senza la guida e la programmazione pubblica. Purtroppo, questa miopia e questa incapacità che hanno chiarissime responsabilità saranno pagate, a caro prezzo, dai cittadini siciliani e dal personale sanitario che rischiano di trovarsi, ancora una volta, davanti alla drammatica scelta di dover decidere chi salvare e chi lasciar morire a causa della scarsità di mezzi a loro disposizione.