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Si è insediato a capo dell’Università di Palermo il nuovo Rettore per i prossimi sei anni, Massimo Midiri, accolto, nel corso di un’apposita cerimonia nell’aula magna dello Steri, dall’ex Rettore, Fabrizio Micari. Midiri, 59 anni, docente ordinario di Radiologia, all’atto dell’insediamento, tra l’altro, ha affermato: “Trasparenza, merito, democrazia, e coinvolgimento impronteranno la mia azione. Condividerò con la Consulta dei pro-rettori decisioni e strategie. Trovo un Ateneo in ottima salute, che ha non solo raccolto ma pure vinto molte sfide: 18 milioni di euro di utile dopo un periodo di pesanti affanni finanziari, 43mila iscritti, e borse di ricerca raddoppiate. Dobbiamo insistere nel creare un Ateneo studente-centrico, fermo restando il forte impegno finanziario e progettuale sulla ricerca. L’Italia è già in coda alle classifiche dei giovani laureati, e la Sicilia è in grave affanno. E’ vero che abbiamo aumentato gli iscritti e abbiamo retto molti colpi anche grazie alle sedi distaccate di Agrigento, Trapani e Caltanissetta, ma dobbiamo essere attrattivi e vicini coniugando la didattica a distanza senza diventare un’anonima università telematica. Solo così attrarremo iscritti e, soprattutto, rallenteremo l’esodo verso le università del centro-nord e del resto d’Europa”.

Incidente stradale mortale lungo la Palermo – Catania, nei pressi dello svincolo per Villabate. Per cause in corso di accertamento, un Furgone Iveco si è ribaltato. E’ morto il conducente: Silvestre Costa, 56 anni, di Palermo. Altre due persone, a bordo del mezzo, hanno subito ferite e sono state soccorso al Policlinico. Non sono in gravi condizioni. Sul posto sono intervenuti Anas, 118 e Polizia Stradale.

I Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari a Realmonte un commerciante di 45 anni e un disoccupato di 24 anni, indagati dei reati di detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio. Il commerciante è stato sorpreso, nel corso di una perquisizione domiciliare, in possesso di 8,5 grammi di cocaina e di 5mila euro in contanti, verosimilmente provento dell’attività di spaccio. A casa del giovane di 24 anni sono stati rinvenuti e sequestrati 10 grammi di cocaina, 15 grammi di hashish, un bilancino di precisione e 545 euro in contanti.

Nel corso della riunione della Direzione regionale di Diventerà Bellissima, è stato scelto e approvato il nuovo logo del movimento. Oltre all’ok al nuovo simbolo, è stata proposta la candidatura di Alessandro Aricó a sindaco di Palermo. In un documento diffuso dalla stessa Direzione si legge: “Alla designazione di Aricò arriviamo con la consapevolezza che se è vero che il centrodestra non può (e non deve) dividersi, è altrettanto vero che a quell’appuntamento arriviamo ponendo all’attenzione di tutti la credibilità delle nostre persone migliori. Inizieremo a discuterne venerdì 5 novembre, quando è in programma il vertice del centrodestra a palazzo dei Normanni, e contribuiremo alla discussione, tenuto conto che certamente non potrà che essere la prima di più occasioni. E siamo certi sia anzitutto aperta solo alle forze della coalizione di governo per poi, eventualmente, allargarsi successivamente, col consenso di tutti. Siamo convinti, inoltre, che la scelta del candidato sindaco a Palermo sia un impegno che la coalizione deve assumere come prioritario perché vincere nella quinta città d’Italia e restituirla a un’azione di buongoverno è un messaggio all’Italia intera. Così come è stato e sarà per l’elezione del presidente Musumeci, grazie alla quale dalla Sicilia arriverà un messaggio di unità, legalità e concretezza, come una classe dirigente siciliana che nei diversi partiti può a buona ragione ritenersi un punto di riferimento”.

I medici hanno relazionato: Antonello Montante impossibilitato ad essere presente in Aula a Caltanissetta. La Corte d’Appello aggiorna il processo a dicembre.

La Corte d’Appello di Caltanissetta, presieduta dal giudice Andreina Occhipinti – impegnata nel processo di secondo grado in abbreviato a carico di Antonello Montante e altri quattro imputati che hanno scelto anche loro il rito alternativo – a fronte dell’assenza di Montante in Aula, ha atteso dall’ospedale “Mauriziano Umberto primo” di Torino, dove Montante è in cura, una dettagliata relazione sulla patologia che affligge l’ex presidente di ConfIndustria Sicilia. Ebbene, adesso i medici hanno relazionato. Il responso medico dell’Azienda sanitaria di Torino è che Antonello Montante, a causa del suo stato di salute, è impossibilitato a presenziare alle udienze. Ecco perché il dibattimento nell’aula bunker del carcere di Calanissetta è stato ancora una volta rinviato: perché, così come l’istruttoria dibattimentale nel processo d’Appello è stata riavviata, allo stesso modo occorre che la si concluda. E per concluderla bisogna concludere il contro-esame di Montante da parte dell’avvocato Giuseppe Dacquì, difensore dell’ex comandante provinciale della Guardia di Finanza di Caltanissetta ed Enna, e già capocentro della Direzione investigativa antimafia nissena, il colonnello Gianfranco Ardizzone. E si prospetta che tale stallo si protragga ancora altre settimane, perché, come relazionato dai medici, le precarie condizioni di Montante non sarebbero risolvibili a breve termine. Ecco perché, perdurando tale situazione, forse si ricorrerà allo strumento della video-conferenza, ovvero l’avvocato Giuseppe Dacquì, presente in Aula a Caltanissetta, contro-esaminerà Montante collegato in video-conferenza da Torino. Al momento la presidente della Corte d’Appello, Andreina Occhipinti, ha aggiornato il tutto ai primi giorni di dicembre, e se Montante sarà ancora assente allora si deciderà come procedere per superare l’ostacolo. L’imprenditore di Serradifalco durante il processo di primo grado, che si è concluso il 10 maggio del 2019 con la sua condanna, non si è mai presentato al cospetto del Tribunale di Caltanissetta presieduto dal giudice Graziella Luparello. “Assente perché depresso” – ha sostenuto la difesa di Montante, che ha invocato l’annullamento del processo di primo grado proprio perché la depressione avrebbe reso Montante incapace a partecipare coscientemente al giudizio. Poi, invece, in occasione del processo d’Appello, Antonello Montante ha impugnato la spada e sollevato lo scudo, e nell’aprile scorso ha chiesto e ottenuto di essere interrogato in Aula. E così poi è stato. E il suo difensore, l’avvocato Carlo Taormina, scrisse su Facebook: “Antonello Montante ha chiesto di poter vuotare il sacco e di essere sottoposto all’interrogatorio del procuratore generale, delle parti civili e dei suoi difensori. Intende ristabilire la verità e l’onestà di 12 anni della sua vita impegnata nel combattere la mafia imprenditoriale in ambito locale e nazionale, anche al fine di indicare i comportamenti della magistratura e delle istituzioni che lo hanno sollecitato e sostenuto nella meritoria opera anticriminale compiuta all’insegna di ConfIndustria Nazionale di cui era il delegato per la legalità”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)