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Durante i primi 10 giorni di novembre il maltempo ha continuato a flagellare la Sicilia in particolare la provincia di Agrigento colpendo duramente insediamenti agricoli e turistici, nei comuni di Sciacca, Agrigento, Palma di Montechiaro Ravanusa, Campobello di Licata, Canicattì e Licata.
Sono le parole del deputato della Lega on. Carmelo Pullara.
Nella giornata di ieri – spiega Pullara – soprattutto su Licata e Sciacca si è abbattuto un tornado marino che ha colpito duramente le marinerie, gli insediamenti produttivi e di cantieristica che sono presenti limitrofi alle banchine della costa.
Danni indigenti che stanno mettendo in ginocchio i comparti produttivi più importanti per l’economia della nostra provincia e delle nostre città. Sono in atto, in questo momento, le verifiche sul territorio per stabilire a quanto ammontano i danni che dalle prime stime saranno sicuramente ingenti.
E’ a tal proposito – prosegue il deputato – ho fatto un’integrazione all’ordine del giorno che ho presentato ieri in aula, e che oggi è stato approvato, che impegna il governo regionale ad adottare tutte le misure utili e immediate, a tutti i livelli istituzionali, a favore della popolazione residente nei territori che hanno subito i maggiori danni, includendo in via prioritaria la dichiarazione dello stato di calamità naturale per consentire un immediato intervento di carattere logistico e finanziario per assicurare il ripristino dello status quo e per il ristoro dei danni subiti a favore degli insediamenti agricoli e turistici, delle marinerie, degli insediamenti produttivi ittici e di cantieristica, oltre ad un contributo sulle spese per gli interventi urgenti volti a  fronteggiare l’emergenza.
Vigilerò – conclude Pullara – affinchè i nostri comparti produttivi ed i relativi lavoratori con le loro famiglie non siano lasciati soli ed abbandonati soprattutto in questo momento nel quale si sta provando a rialzarsi dopo gli effetti devastanti causati dalla pandemia.

501 i nuovi casi di Covid19 registrati in Sicilia a fronte di 26.376 tamponi processati. L’incidenza resta all’1,9%. L’isola è all’ottavo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 9.734, i  guariti sono 385 mentre si registrano 9 vittime che portano il totale dei decessi a 7.125. Sul fronte ospedaliero sono adesso 388 ricoverati, in terapia intensiva sono 43.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 74 casi, Catania 153, Messina 133, Siracusa 42, Ragusa 21, Trapani 35, Caltanissetta 11, Agrigento 30, Enna, 16.

“Sono già trascorsi 9 giorni dal crollo dell’abitazione sita nel centro storico tra la via Garufo e la via Gallina, ma tutto rimane invariato!!

  • A confermarlo sono i consiglieri Hamel e Bongiovì – che continuano –

“I residenti del quartiere tutti, ma soprattutto le due famiglie sfollate residenti nelle unità immobiliari adiacenti, sono allarmati, stremati, e manifestato timori per la propria incolumità e paventano ulteriori possibili crolli.

Come si evince dalle foto fatte in date odierna, durante il sopralluogo con i residenti, possiamo notare una messa in sicurezza molto precaria e poco efficiente. Manca un’adeguata delimitazione con barriere fisse e segnali di messa in sicurezza. E questo grava sulla vita di tutti i passanti!!

Il Comune deve immediatamente provvedere a tutelare queste famiglie e deve loro deve spiegazioni plausibili ed imminenti, del tipo:

Quali sono stati gli interventi operati dal Comune per la messa in sicurezza dei luoghi??

Sono stati rispettati tutti i protocolli di messa in sicurezza??

Il Comune intende attivare interventi sostitutivi in danno ai proprietari??”

Ed inoltre – concludono i consiglieri Hamel e Bongiovì –

“Per come ci riferiscono i cittadini residenti nelle unità immobiliari sgomberate, perchè alla data attuale non è stato notificato alcun atto formale o ordinanza di sgombero??

Solo verbalmente, e quindi per propria incolumità, ancora oggi sono ospiti nelle rispettive famiglie, ma quando potranno ritornare nella totale sicurezza nelle proprie abitazioni??

Confidiamo sempre, nel senso di responsabilità dell’amministrazione tutta, e ci auguriamo che al più presto queste famiglie possano ricevere le dovute spiegazioni.

Una delegazione, composta da 30 sindaci della provincia di Agrigento, è stata ricevuta, stamattina, dal prefetto Maria Rita Cocciufa per affrontare le gravissime criticità finanziarie e organizzative che stanno vivendo i Comuni siciliani e per chiedere provvedimenti normativi urgenti e risolutivi  idonei a sostenere i comuni, che a causa di una grave crisi strutturale e di sistema, non sono in grado di approvare i bilanci.

In base base agli ultimi dati pubblicati dall’Assessorato regionale delle Autonomie Locali, infatti, solamente 152 Comuni su 391 hanno approvato il Bilancio di previsione 2021-2023 e appena 74 Comuni il Consuntivo 2020.

“Dopo il voto in Commissione Bilancio e quello di ieri sera in Aula, non posso che essere soddisfatto dell’esito dei lavori. Con equità abbiamo garantito in maniera trasversale, gli impegni assunti. Penso a Sicilia digitale, con lo sblocco dei pagamenti per dipendenti e lavoratori interinali fino a chiusura d’anno. Gli IACP potranno realizzare progetti costruttivi per l’edilizia residenziale. Per i consorzi di bonifica e forestali sono stati previsti 30 milioni di euro per garantire gli stipendi fino alla fine dell’anno – per il Consorzio di bonifica di Palermo è stato sanato un contenzioso che durava da 30 anni.  Per il personale in seno a Sas sono stati destinati 1,1 milioni di euro per gli stipendi e tredicesima dei dipendenti. All’IRCAC è stata prolungata la durata degli ammortamenti per garantire le agevolazioni agli aventi diritto. Abbiamo pensato anche alla missione Speranza e Carità di Biagio Conte, a cui sono stati destinati 50 mila euro per l’importante opera che svolge in ambito sociale.

È stato aggiunto 1 milione per i custodi dei musei siciliani, a tutto vantaggio della rotazione del personale anche nel periodo festivo. Garantiti gli emolumenti per i lavoratori ex Keller, a vantaggio di una maggiore vigilanza stradale. Sono stati destinati 700 mila euro per le cooperative taxi siciliane, riconoscendo loro un essenziale servizio pubblico. Abbiamo evitato il taglio di oltre 10 milioni ai Comuni, permettendo loro di chiudere i bilanci. Abbiamo ottenuto la copertura finanziaria per il sussidio al personale ex Pip di Emergenza Palermo e garantito una tantum di mille euro ai lavoratori Asu. Ritengo pertanto che sia l’esito dei lavori in II Commissione che quelli in Aula riflettano un lavoro di serietà, a garanzia sia del pubblico impiego, che di categorie spesso ai margini, a cui è stato destinato un ristoro che deve trasformarsi in opportunità”.

Lo afferma in una nota il deputato regionale di Forza Italia, Riccardo Savona, Presidente della Commissione Bilancio all’Ars.  

Prosegue senza soluzione di continuità la fornitura attrezzature, arredi e dispositivi sanitari nei pronto soccorso dei cinque presìdi ospedalieri della provincia di Agrigento. Dopo le carrozzine, consegnate nei giorni scorsi, è adesso la volta delle barelle ospedaliere che, progressivamente, stanno potenziando la dotazione di presìdi sanitari nelle aree di emergenza-urgenza dei nosocomi ASP. L’azione di ammodernamento delle attrezzature esistenti è resa possibile dalla recente aggiudicazione di una procedura negoziata in più lotti, grazie alla quale sono in consegna  diverse tipologie di barelle (10 a cucchiaio, 26 da trasporto, 14 per degenza ad altezza variabile, 5 bariatriche e 5 per emergenza), 47 carrozzine (42 standard e 5 bariatriche), 160 collari cervicali e 22 nuove sedute per le stanze d’attesa per un investimento complessivo, deliberato dalla Direzione strategica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento, di oltre centoventicinquemila euro.

“Non c’è alcun dubbio, la chiusura dei centri vaccinali ospedalieri decisa da Razza è l’ennesima scelta sbagliata di questo governo del nulla. Se l’intento dell’assessore era anche quello di risparmiare, poteva andare a rivedere le spese degli hub, che costano tantissimo e in proporzione rendono molto, ma molto meno delle strutture che il governo vuole chiudere”.

Lo affermano i deputati del M5S  Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca, componenti della commissione Salute dell’Ars

“Ancora una volta – dicono i deputati – davanti ad un bivio, come spessissimo gli accade, il governo Musumeci sceglie di imboccare la strada sbagliata,tra l’altro generando notevole confusione in un momento  in cui  sono necessarie disposizioni univoche e chiare. Sarebbe stato molto più opportuno  se il solerte assessore alla Salute  avesse fatto qualcosa sul fronte delle vaccinazioni di prossimità, cioè quelle che dovrebbero fare medici di famiglia e pediatri di base, dove si registra l’immobilismo più totale”-

“A Razza – aggiungono i parlamentari 5 stelle – ricordiamo che  i centri vaccinali ospedalieri sono i soli che garantiscono una discreta sicurezza per le cosiddette vaccinazioni protette, che non possono essere fatte negli hub, in quanto non affiancati da una rianimazione”.

“Ci auguriamo – concludono – che Razza torni sui propri passi,magari pensando ad una rivisitazione dell’organizzazione dei mega hub, i cui costi sono veramente notevoli e dove potrebbero essere individuate parecchie  spese da tagliare senza incidere negativamente sulla campagna vaccinale”.

“Le discariche sono piene, al presidente Musumeci non resta che ammettere il fallimento e dichiarare lo stato di emergenza”: lo dichiarano i deputati regionali del Movimento 5 Stelle, Giampiero Trizzino, Stefania Campo e Stefano Zito (componenti della commissione Ambiente e Territorio) insieme ai colleghi Nuccio di Paola e Ketty Damante. I deputati sottolineano come “l’unica strategia del governo regionale è quella di portare i rifiuti all’estero, dopo aver trascorso quattro anni senza programmi, senza progetti e senza aver costruito nuovi impianti per lo smaltimento. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e a pagarne le spese sono i territori, con montagne di rifiuti che restano abbandonate nelle città. Critica la situazione in alcune discariche pubbliche, già sature, che non possono sobbarcarsi il carico aggiuntivo delle altre province. Tra queste Enna o peggio ancora Gela: qui, in contrada Timpazzo, sono già stati superati i livelli di contaminazione. Lo ha certificato l’Arpa, che ha anche inviato gli atti alla magistratura. In questo scenario – proseguono i deputati – il presidente della Regione chiede ai gestori delle discariche ulteriori sforzi per ricevere i rifiuti, ma sa benissimo che l’unica soluzione rimasta è spedirli all’estero, con costi aggiuntivi per le casse pubbliche. Intanto, in questo modo il problema non si risolve mai, piuttosto si aggrava e le soluzioni vengono ancora una volta rinviate al futuro. È il frutto di una politica che ha abbandonato i palazzi degli assessorati. La gestione dei rifiuti, così come altre, viene governata dai dirigenti, costretti a gestire l’emergenza, in mancanza di alcuna visione politica”, concludono i deputati.

È arrivata stamani la nota dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Sezione per i Beni Architettonici e Storico-Artistici, prot. 14226 del 18 novembre 2021, con la quale viene comunicato al Sindaco di Canicattì la mancata autorizzazione alle opere progettate per l’ampliamento dello stadio “Carlotta Bordonaro”.

L’Assessorato ha di fatto ribadito i motivi ostativi ritenendo “irrilevanti” le osservazioni trasmesse dall’Ufficio Tecnico Comunale in data 4 novembre u.s.

Alla luce del diniego al progetto di ampliamento, il sindaco Vincenzo Corbo e la sua Giunta comunale si impegnano a trovare soluzioni sul piano tecnico e amministrativo per la ristrutturazione del Campo sportivo, l’ampliamento e la collocazione dell’erba sintetica al fine di omologarlo alle categorie calcistiche superiori rispetto all’attuale.

L’Amministrazione comunale di Canicattì intende adoperarsi per adeguare questa struttura e consegnarla al più presto agli sportivi, ai ragazzi, alle famiglie e alla città, ritenendo di riqualificare così il decoro del centro urbano

Come si ricorderà, a conclusione della complessa vicenda processuale relativa alla realizzazione dell’impianto di distribuzione di carburanti dei fratelli F.e G. Micalizzi, in via Verona, il Comune di Sciacca era stato condannato, dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, al risarcimento del danno da questi subìto per il mancato rilascio della concessione edilizia necessaria per la realizzazione del suddetto impianto, oltre al pagamento delle spese legali. Somme che, tuttavia, l’Amministrazione non provvedeva a liquidare, costringendo i fratelli Micalizzi a ricorrere nuovamente dinanzi al giudice amministrativo, assistiti sempre dagli Avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia.
Giudizio, quest’ultimo, che si concludeva con una seconda condanna del Comune di Sciacca – oggi commissariato fino a maggio 2022, a seguito della mancata approvazione del bilancio 2019 – al pagamento sia dell’importo liquidato in sentenza a titolo di risarcimento del danno sia delle spese processuali, con rinvio all’udienza tenutasi lo scorso 10 novembre per la prosecuzione del giudizio.
Nelle more,  il Comune di Sciacca ha provveduto a dare integrale esecuzione al giudicato, liquidando l’importo dovuto a titolo di risarcimento e per le spese di lite.
Il C.G.A., pertanto, all’udienza del 10 novembre, su istanza presentata dagli avv.ti Rubino e Impiduglia, ha  dichiarato la cessazione della materia del contendere.
Con la medesima pronuncia, inoltre, il C.G.A. ha condannato l’Amministrazione, in applicazione del principio di soccombenza virtuale, al pagamento delle spese del giudizio di ottemperanza e alla refusione del rimborso del contributo unificato versato dai ricorrenti, avendo il Comune ottemperato al giudicato solo in seguito alla proposizione del giudizio di ottemperanza.