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Il coordinamento di Legacoop Sicilia occidentale Agrigento – Palermo – Trapani, tramite il coordinatore Domenico Pistone, esprime preoccupazione a seguito della bocciatura dei progetti attinenti al fondo rurale e all’agricoltura irrigua, presentati dalla Regione Sicilia, bocciati e non ammessi nel bando del Piano nazionale di ripresa e resilienza. E afferma: “Si tratta certamente di un colpo per l’agricoltura siciliana, che conferma le preoccupazioni già espresse negli scorsi mesi circa il rischio che il sud e la Sicilia potessero perdere la straordinaria occasione del Pnrr. Vogliamo ancora una volta, come Legacoop, ribadire che l’Europa ha stanziato queste risorse per ridurre il divario infrastrutturale tra il nord ed il sud, e promuovere la coesione territoriale. Al di là delle responsabilità sulla qualità dei progetti riteniamo, ancora una volta, indispensabile lanciare un appello a tutte le forze politiche e sociali affinché si possa fare fronte comune al fine di consentire alla Sicilia di essere competitiva e credibile rispetto ad un’occasione straordinaria quanto irripetibile. Come Legacoop siciliana, già il prossimo giovedì 7 ottobre, attraverso la nostra iniziativa di metà mandato, vogliamo, a fronte dei rischi connessi all’eventualità che la Sicilia non sappia cogliere quest’occasione del Pnrr, confrontarci con esponenti delle Istituzioni, della politica, del sindacato e dell’economia”.

Ad Agrigento, a San Leone, ad un posto di blocco stradale, è accaduto che i Carabinieri si sono insospettiti per il comportamento anomalo di un giovane, e lo hanno sottoposto all’etilometro. Lui, di 18 anni, è risultato, alla seconda misurazione, con un tasso di alcol dello 0,90 per ogni litro di sangue. A suo carico è scattata una denuncia penale per l’ipotesi di reato di guida in stato d’ebbrezza. E la patente, appena conseguita, gli è stata ritirata. L’automobile non è stata sequestrata, perché non intestata al 18enne.

Il Tribunale di Agrigento ha disposto il rinvio a giudizio di Youssef Abid, 21 anni, immigrato dal Marocco, imputato di tentato omicidio con le aggravanti dell’avere agito per futili motivi. A Licata, nell’agosto del 2019, tra il 24 e il 25, l’africano, dopo avere litigato con un altro marocchino, sarebbe ritornato a casa, si sarebbe procurato un coltello, e avrebbe ferito il connazionale con diversi fendenti alla schiena provocandogli ferite all’emitorace. E l’indomani lo avrebbe colpito al volto con una bottiglia di vetro provocandogli vaste ferite lacero-contuse al viso. La seconda aggressione ha provocato uno sfregio permanente alla vittima. L’extracomunitario risponderà anche del reato di porto di coltello fuori dalla propria abitazione senza un giustificato motivo. Prima udienza il prossimo 26 gennaio.

I Carabinieri della stazione di Camastra hanno eseguito un mandato di arresto europeo emesso dall’autorità giudiziaria tedesca, e hanno arrestato un uomo di 34 anni, A D A sono le iniziali del nome, domiciliato a Camastra, ricercato dal dicembre scorso per rapina aggravata in concorso a danno di un’anziana, e omicidio volontario. Lui è stato riconosciuto e bloccato per le strade del paese. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito nel carcere “Pasquale Di Lorenzo” ad Agrigento.

Prossimi alla scadenza l’avviso per i termo-valorizzatori, l’ordinanza di trasferimento dei rifiuti fuori Lentini, e l’emergenza in Sicilia. Musumeci e Baglieri in affanno.

La discarica di Lentini, in provincia di Siracusa, è la più capiente d’Europa, ma è satura. Ecco perché l’assessore regionale ai Servizi primari, Daniela Baglieri, e il presidente Musumeci, hanno già dirottato tonnellate di rifiuti in altre tre discariche in Sicilia, a Motta Sant’Anastasia, a Gela e a Siculiana, nelle province di Catania, Caltanissetta e Agrigento. E ciò è stato possibile grazie ai poteri speciali che l’emergenza rifiuti, che si trascina in Sicilia da almeno venti anni, assegna al presidente della Regione quale commissario dell’emergenza che però, attenzione, ha i giorni contati, scade il prossimo 31 dicembre, ed è una spada di Damocle che grava così come la scadenza del termine di validità dell’ordinanza che ha temporaneamente risolto il problema della saturazione della discarica di Lentini. Il venir meno dell’emergenza, a meno che non sia prorogata da gennaio del 2022, non consentirà più a Musumeci di potere agire per tamponare le falle.

Ecco perché lui ha lanciato e rilanciato l’indispensabilità di costruire due termo-utilizzatori in Sicilia, “che – parole di Musumeci – insieme alla raccolta differenziata faranno sì che in qualche anno l’emergenza rifiuti sarà solo un ricordo”. Però, attenzione, al relativo avviso per i termo-valorizzatori, pubblicato lo scorso 17 giugno e rivolto ai privati, non ha manifestato nessuno, al momento, alcun interesse. Il bando è deserto, a parte otto richieste di ulteriori informazioni.

Ecco perché l’assessore Baglieri ha prorogato il termine di scadenza al prossimo 2 novembre. Il governo regionale ha pianificato due impianti, con una capacità di trattamento di 350-450 mila tonnellate l’anno ciascuno di rifiuti non differenziabili. Uno nella Sicilia occidentale, tra le province di Agrigento, Caltanissetta, Palermo e Trapani. L’altro nella Sicilia orientale, per gestire i rifiuti di Catania, Enna, Messina, Ragusa e Siracusa. E la bontà del progetto è stata appena ribadita dall’assessore Daniela Baglieri, intervenuta così: “Il futuro passa da una gestione sostenibile della mobilità e dei rifiuti, perché anche i rifiuti possono essere fonte di energia, grazie ai termo-utilizzatori”. E sulla stessa lunghezza d’onda si è sintonizzato Salvo Pogliese, sindaco di Catania, tra le città più danneggiate dallo stop alla discarica di Lentini, gestita dalla “Sicula Trasporti”.

E Pogliese spiega: “Quello che è accaduto a Catania è accaduto in altri 147 Comuni della Sicilia orientale. La chiusura della discarica di Lentini ha determinato un’emergenza anche dal punto di vista sanitario. Grazie all’ordinanza dell’assessore Baglieri, che ha distribuito i rifiuti destinati a Lentini tra Motta Sant’Anastasia, Gela e Siculiana, l’emergenza è in parte rientrata. La soluzione è però tutt’altro che definitiva. Si tratta di un provvedimento che ha durata di 60 giorni. Dobbiamo immaginare un’altra strategia che può consistere soltanto nei termo-valorizzatori, per la cui realizzazione occorrono tempi medio-lunghi. E intanto, quindi, bisogna aumentare la raccolta differenziata”- conclude. Ancora le parole di Musumeci: “I termo-valorizzatori per superare la logica delle discariche, e speriamo che entro la fine di ottobre qualcuno risponda al nostro avviso pubblico”

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Ricerca, insomma, un dottore commercialista che ha il compito professionale, ovviamente, della elaborazione della contabilità e di tutte le attività connesse. 

L’affidamento prevede un contratto biennale per 28.000 annuali. L’Aica specifica che si tratta di una manifestazione di interesse e, dunque, non è posta in essere nessuna procedura concorsuale, para-concorsuale, di gara d’appalto o procedura negoziata, non sono previste graduatorie, attribuzioni di punteggi o altre classificazioni di merito.

Bisogna essere iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti (Sezione A) da almeno 5 anni. Tra i requisiti di idoneità professionale le attività che la figura professionale deve espletare c’è anche di aver svolto nel triennio 2018-2019-2020 attività di riscossione tributi in pubbliche amministrazioni o aziende partecipate da enti pubblici. 

Proprio tale requisito pone perplessità. Parrebbe illegittimo atteso che l’attività di riscossione tributi è attività di natura imprenditoriale e come tale incompatibile con l’esercizio della professione di commercialista.

Sarebbe opportuno che l’Aica chiarisca meglio tale ipotesi di illegittimità. Anche il punto b dei requisiti fa nutrire qualche perplessità: avere svolto nel triennio 2018-2020 l’attività di consulenza contabile  fiscale nei confronti  pubbliche amministrazioni o aziende partecipate da enti pubblici. Insomma, il punto b crea dei parametri stretti escludendo una platea più vasta. Anche qui è opportuno evitare che si possa sospettare di vestiti cuciti su misura.

 

La provincia di Agrigento al centro di una rete di cooperazione internazionale per fronteggiare le problematiche inerenti le malattie infettive emergenti e transfrontaliere. Del ruolo strategico del nostro territorio nell’ambito della messa in campo di azioni condivise fra i paesi che si affacciano nell’area del bacino del Mediterraneo, si è discusso nel corso di un summit dal titolo “la cooperazione  internazionale in sanità pubblica” recentemente concluso ad Agrigento.

L’evento, organizzato dal Servizio di internazionalizzazione e ricerca sanitaria ASP, diretto da Giuseppe Vella, in collaborazione con la responsabile dell’Unità operativa formazione aziendale, Margherita Vella, ha permesso agli esperti del settore di confrontarsi e condividere le esperienze utili a fronteggiare i rischi per la salute pubblica in un’ottica integrata e sinergica. A far gli onori di casa ed illustrare quanto sia necessaria una strategia comune d’intervento in un contesto sempre più globalizzato, è stato il commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento Mario Zappia.

“L’impresa siciliana continua a mostrare vitalità e capacità di fare sistema per riuscire a competere con sempre maggiore energia”. Così il presidente di Confindustria Sicilia, Alessandro Albanese, commenta il riconoscimento dei dieci nuovi distretti produttivi che, sommati ai 13 rinnovati e riconosciuti nel luglio del 2020, fanno salire a 23 i distretti ufficialmente riconosciuti dalla Regione siciliana.

“Sostenere i distretti industriali e potenziarne la capacità di creare ricchezza e innovazione – continua Abanese – significa trasmettere nuova linfa a un modello di sviluppo locale che ha tutte le caratteristiche per affrontare e vincere la sfida del mercato globale. Non a caso, come Confindustria, abbiamo promosso sia il Distretto del marmo di Sicilia con sede a Custonaci che il Distretto Luxury hospitality per la filiera turistica, consapevoli che il futuro passa dalla sinergia tra impresa e istituzioni e che i distretti produttivi rappresentano il motore per crescere e per competere. La strada intrapresa è quella giusta e non possiamo che dare atto all’assessorato regionale delle Attività produttive di essere riuscito in breve tempo a portare a compimento le pratiche di riconoscimento. Ciò che è fondamentale adesso è non rallentare”.

Instagram, WhatsApp e Facebook sono in blocco da oltre un’ora. Impossibile accedervi o inviare messaggi. Gli hashtag#WhatsAppdown, #instagramdown e #facebookdonw, come sempre succede, sono già diventati trend topic su Twitter. Disguidi che non coinvolgono solo l’Italia: poco dopo le 18 anche da altri Paesi in Europa, come Francia, Germania o Belgio, e poi Israele e Turchia sono arrivate segnalazioni di malfunzionamento per i social network di Zuckerberg. Le tre app, dopo oltre un’ora, hanno usato Twitter per scusarsi dei problemi, affermando di essere al lavoro per risolvere quanto prima il disguido.

Avrebbe narcotizzato l’uomo col quale intratteneva una relazione per impossessarsi di 2.500 euro in contanti. I carabinieri della stazione Altarello di Baida hanno eseguito un fermo emesso dalla procura di Palermo, nei confronti di una 20enne, accusata di rapina aggravata.

I militari nel corso delle indagini avrebbero accertato che la giovane, mentre era a casa dell’amante, l’avrebbe derubato dopo averlo addormentato versando in una bibita diverse gocce di un sedativo. È stata la figlia della vittima a presentare la denuncia.
I carabinieri hanno sentito testimoni e acquisito le immagini del sistema di videosorveglianza della farmacia dove era stato comprato il farmaco. Nel corso della perquisizione in casa hanno ritrovato la confezione del farmaco che potrebbe essere stato usato. Il provvedimento di fermo è stato convalidato dal Gip, che ha disposto per la giovane gli arresti domiciliari.