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Numerosi interventi sulle strade provinciali sono stati effettuati nelle giornata di ieri e oggi dal personale del Libero Consorzio Comunale di Agrigento a causa dal forte maltempo che sta interessando anche la nostra provincia.

La pioggia e il vento ieri hanno provocato la caduta di un grosso albero lungo la S.P.C. n. 4 nel territorio del comune di Menfi, dove è intervenuta prontamente una squadra del settore infrastrutture stradali che ha rimosso il pericolo.

Segnalati disagi anche sulla S.P. n. 47 dove il personale del settore Infrastrutture Stradali ha provveduto a rimuovere numerosi detriti che impedivano la normale circolazione stradale.  Effettuato un intervento in reperibilità sulla S.P. n.c. 9 a Caltabellotta a causa di uno sversamento del collettore fognario.

I mezzi e il personale del settore infrastrutture stradali sono intervenuti sulla S.P. 32 Ribera Cianciana per il fango e i detriti che si sono riversati sul manto stradale che impedivano il regolare transito. La viabilità è stata successivamente ripristinata anche se le piogge sono proseguite. In serata sono state sistemate le barriere newjersey lungo la S.P. 24 Stazione di Cammarata – Cammarata a causa di una piccola frana che ha ridotto la carreggiata in un punto del tracciato.

Questa mattina sono proseguiti gli interventi del personale stradale del Libero Consorzio in servizio sulla S.P. n. 29, sulla SP 47  e S.p. 88. Difficoltà di transito sulla S.P. 19/B dopo il  nubifragio di ieri, dove è stata collocata la segnaletica di pericolo lungo tutta la strada, in attesa del miglioramento delle condizioni climatiche.

A causa del perdurare delle sfavorevoli condizioni meteo il Libero Consorzio rinnova l’invito alla cautela per coloro che utilizzano tutte le strade provinciali, ex consortili ed ex regionali, anche a seguito dell’allerta meteo giallo in vigore fino alle 24 di oggi, rispettando rigorosamente i limiti di velocità segnalati lungo i tracciati. Anche il servizio di Protezione civile dell’Ente sta monitorando la situazione.

285 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 15.697 tamponi processati. L’incidenza scende di poco al 1,8% ieri era al 1,9%. L’Isola scende al terzo posto nei nuovi contagi giornalieri. Gli attuali positivi sono 12.372, i guariti sono 1.275 mentre si registrano altre 6 vittime che portano il totale dei decessi a 6.868. Sul fronte ospedaliero sono adesso 438 i ricoverati, mentre in terapia intensiva sono 49.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 23 casi, Catania 46, Messina 33, Siracusa 63, Ragusa 23, Trapani 34, Caltanissetta 19, Agrigento 10, Enna 34.

“Il maltempo di ieri ha, ancora una volta, messo in evidenza tutte le criticità strutturali di un territorio abbandonato e dimenticato da un governo regionale distante anni luce.

Nello specifico, oggi a lanciare un grido di dolore sono le aziende agricole dell’entroterra agrigentino e, nello specifico, della comunità di Alessandria della Rocca, che questa mattina si è svegliata con la drammatica notizia di una produzione olearia praticamente compromessa e devastata dalle piogge torrenziali di ieri.

Ci siamo immediatamente messi a lavoro insieme al circolo locale del PD ed al nostro deputato regionale Michele Catanzaro, che ha già attivato tutte le iniziative utili ed opportune a dare immediato riscontro, a quanti in assenza di segnali concreti, rischiano di vedere drammaticamente pregiudicata la produzione di un intero anno di lavoro.

Grazie all’onorevole Michele Catanzaro oggi la questione dei produttori di Alessandria della Rocca è sul tavolo della commissione parlamentare attività produttive; continueremo a seguirla finché non avremo risposte chiare e concrete.

Auspichiamo, a questo punto, che il governo regionale batta un colpo e inizi, finalmente, a occuparsi dei bisogni e dei diritti della nostra provincia!”

Lo scrive in una nota il Partito Democratico di Agrigento.

In relazione alle notizie di stampa sulle presunte inadempienze che riguardano la mancata assistenza agli studenti disabili gravi che frequentano gli Istituti superiori della provincia, si chiarisce che il Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha operato nel pieno rispetto della normativa vigente per assicurare i servizi specialistici dovuti per legge.

Il servizio di assistenza igienico-personale, purtroppo, non rientra tra le competenze dei Liberi Consorzi essendo stato trasferito alle Istituzioni scolastiche che devono erogarlo con il personale ATA allo scopo formato, come per altro, puntualmente spiegato dal Consiglio di Giustizia Amministrativa nel parere n. 251/2019 del 5 maggio 2020.

Il Settore Solidarietà Sociale del Libero Consorzio, come comunicato al servizio VII dell’Assessorato Regionale alla Famiglia, ha assicurato sin dall’inizio del nuovo anno scolastico a partire dal 16 settembre e a pieno regime dal 20 settembre l’assistenza specialistica agli studenti disabili gravi che frequentano gli Istituti Superiori di competenza di questo Ente. Inoltre il Settore competente ha partecipato alle conferenze di servizio indette dalla Commissione Parlamentare regionale e dal servizio VII dell’Assessorato alla Famiglia.

L’Ente attualmente assicura l’assistenza specialistica, unica dovuta per legge, a 226 studenti disabili gravi che frequentano gli Istituti Scolastici di competenza del Libero Consorzio secondo quanto indicato dal Decreto Assessoriale n. 81/Gab del 15 settembre 2020, che prevede l’obbligo dell’assistenza esclusivamente agli alunni disabili gravi di cui all’art. 3 comma 3 della L. 104/92.  I servizi in favore degli studenti disabili vengono erogati dall’Ente nel pieno rispetto della normativa nazionale e regionale in materia.

Per quanto riguarda i servizi integrativi e migliorativi non obbligatori, questo Ente si è prodigato a richiedere i progetti alle scuole di competenza secondo le linee guida regionali. L’Ente, al momento. non ha ricevuto la trasmissione di progetti idonei allo scopo. I pochi progetti pervenuti non rispondono ai requisiti minimi previsti dalle linee guida regionali.

Impugnata dal Governo nazionale la norma approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana che prevedeva l’erogazione di un contributo straordinario ai lavoratori della SAS che hanno prestato e prestano servizio in attività legate al funzionamento dei reparti Covid-19 e delle strutture sanitarie.
A darne notizia i deputati regionali Marianna Caronia e Carmelo Pullara  che della legge che prevede un contributo massimo di 1.000 euro per ciascun lavoratore, approvata a fine luglio erano stati i promotori.
“Dalle informazioni avute dagli uffici regionali – dichiarano – sembra che secondo il Governo nazionale i “bonus” covid possano essere dati solo a quei lavoratori che hanno un contratto collettivo nazionale: una cosa assurda che se confermata dimostrerebbe la mancata conoscenza della situazione siciliana e dell’esistenza di un contratto colellettivo regionale applicato anche al personale SAS.
Al di là di questo aspetto formale, non si può però non sottolineare l’assurdità del mancato riconoscimento del bonus a centinaia di lavoratori che hanno garantito e tutt’ora garantiscono il funzionamento dei reparti Covid-19, non in astratto ma lavorandovi giornalmente per garantirne pulizia ed efficienza.
Siamo certi, concludono Pullara e Caronia, che il Governo Regionale resisterà all’impugnativa, mantenendo la validità della legge ed erogando quindi comunque subito il bonus a questi lavoratori.”

A fine giugno la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17959/2021, ha dichiarato l’illegittimità del meccanismo di recupero delle cosiddette “partite pregresse”, ovvero i conguagli tariffari previsti dalla delibera ARERA n. 643/2013. Tale disposizione aveva dato il via a una pioggia di richieste di conguagli da parte dei gestori, che vantavano nei confronti degli utenti il recupero di somme relative ai consumi precedenti al 2011.

La delibera ARERA, in quanto provvedimento amministrativo, non può porsi in contrasto con la legge e nello specifico con l’art. 11 delle Preleggi, che dispone il principio di irretroattività della legge.

La recente sentenza smentisce tale orientamento, aprendo le porte alla richiesta di rimborso per chi ha già pagato tali conguagli ritenuti illegittimi.

Anche per coloro che hanno contenziosi aperti con i gestori si aprono spiragli positivi: questa pronuncia, infatti, influirà sull’esito del giudizio consolidando le posizioni degli utenti che avevano contestato i pagamenti.

La contestazione delle partite pregresse sulle bollette dell’acqua è una battaglia che Federconsumatori porta avanti da molto tempo: questa importante pronuncia dà ancora più forza alle nostre rivendicazioni e consentirà a molti utenti di ottenere giustizia.

Invitiamo tutti i cittadini a rivolgersi ai nostri sportelli, presenti su tutto il territorio nazionale, per ricevere assistenza nelle richieste di rimborso.

Federconsumatori aprirà confronti sul tema con le Associazioni d’impresa rappresentative del settore, con gli ATO territoriali e le autorità competenti a livello regionale.

Il periglioso percorso del servizio idrico, prosegue decisamente irto di problematiche, alcune, solo al momento superate, a proposito della copertura finanziaria a sostegno del salario dei lavoratori, ai quali va  la solidarietà delle scriventi e degli utenti. Sulla gestione di governo  della vicenda   affiora in tutta evidenza la scarsa competenza degli uffici dell’assessorato regionale agli enti locali nonché dell’assemblea regionale, che hanno prodotto un  periglioso disegno di legge incappato  sul controllo di legittimità da parte del MEF, circa la validità giuridica dello stesso.

E’ proprio sul versante degli utenti che si conferma confuso e claudicante il percorso della società nei confronti dei diritti contrattuali degli utenti del servizio.  Rimane infatti in assenza di riscontro la nota del 30.09.2021  inoltrata agli organi di governo di AICA e per conoscenza a Codesta Prefettura.

Il  cittadino\utente per AICA, sembra non spaventare come il lavoratore dipendente, in materia di qualità e modi di rivendicazione di legittimi diritti.  Ma come per i lavoratori, il cui status  è garantito ed assicurato dal vigente CCNL , ciò vale anche per gli utenti  i cui diritti sono garantiti da norme, contratti e regolamenti che valgono e vincolano  parimenti anche la società AICA, oltrechè le scriventi associazioni riconosciute dal MISE e da ARERA.

Gli impegni assunti da AICA nell’unico confronto assembleare,  non circoscritto  solamente, come si doveva, alle associazioni riconosciute da ARERA,  sono alla data della presente praticamente disattesi. Fa testo infatti,  tra le tante criticità, la bollettazione agli utenti, recante il doppio addebito del deposito cauzionale.

A conferma del controverso percorso  “ a vista” sul quale si è decisamente incamminata AICA, fa testo proprio  la dichiarazione, riportata dalle cronache, di  un autorevole componente dell’assemblea dei sindaci, il sindaco Carmelo D’Angelo di Ravanusa , in perfetta linea con le posizioni espresse dalle scriventi associazioni: AICA è tenuta a  rivolgere alla curatela fallimentare di Girgenti Acque  la richiesta di storno di ben 5 milioni di euro versati dagli utenti a titolo cauzionale sui contratti di fornitura  a suo tempo attivati.

39 i casi di positività al Covid-19 registrati ieri in provincia di Agrigento. Lo rende noto il bollettino dell’Azienda sanitaria provinciale. Non si registrano nuove vittime, un solo ricovero e 23 guarigioni,

9 le persone ricoverate in degenza ordinaria/subintensiva. Non ci sono più pazienti Covid al “San Giovanni di Dio” di Agrigento, mentre 8 sono ricoverati al “Fratelli Parlapiano” di Ribera. C’è al momento un solo ricovero in ospedali fuori provincia. Un solo paziente in terapia intensiva. Nessun paziente si trova in strutture lowcare.

Questi i dati Comune per Comune: Agrigento: 9 (dato stabile), di cui un migrante ospite di una casa d’accoglienza; Aragona: 1 (dato stabile); Bivona: 7 (stabile); Cammarata: 1 (stabile); Caltabellotta: 1 (stabile); Campobello di Licata: 9 (stabile); Canicattì: 64 (-3); Castrofilippo: 4 (stabile); Cattolica Eraclea: 3 (stabile); Favara: 10 (-5); Grotte: 4 (-1); Licata: 21 (-2); Menfi: 4 (-1); Montallegro: 2 (-2); Palma di Montechiaro: 44 (+5); Porto Empedocle: 21 (+4); Racalmuto: 2 (-2); Raffadali: 1 (stabile); Ravanusa: 7 (stabile); Realmonte: 1 (-1); Ribera: 4 (-1); Sambuca di Sicilia: 1; San Biagio Platani: 1 (stabile); San Giovanni Gemini: 4 (stabile); Sciacca: 15 (stabile); Siculiana: 7 (stabile) di cui 4 sono migranti isolati a “Villa Sikania”.

Sono “Covid free” Alessandria della Rocca, Burgio, Camastra, Casteltermini, Comitini, Cianciana, Calamonaci, Lucca Sicula, Montevago, Joppolo Giancaxio, Naro, Santo Stefano Quisquina, Santa Elisabetta, Santa Margherita di Belìce, Sant’Angelo Muxaro e Villafranca Sicula. Sono 38 (+13) i migranti attualmente in quarantena sulle navi di accoglienza in rada dell’Agrigentino.

Alessandra Melfa, 36enne  infermiera U.S.C.A. impegnata in prima linea con pazienti Covid positivi, sposata e madre di due figli ha maturato l’idea di candidarsi al consiglio comunale di Porto Empedocle, nella lista “liberi e capaci – Salvo Iacono Sindaco”  alla prossimo tornata elettorale del 10 e 11 ottobre, per dare un contributo attivo e fattivo ad un territorio  che sta vivendo un continuo peggioramento, frutto di un’amministrazione uscente, assente ad affrontare le problematiche ordinarie e straordinarie che attanagliano il territorio.

Perchè hai deciso di candidarti al consiglio comunale?

Ho deciso di candidarmi al consiglio comunale, nella lista “liberi e capaci – Salvo Iacono Sindaco”,  perchè credo nel futuro di Porto Empedocle. Oggi gli empedoclini non hanno un interlocutore, io lavoro tra la gente e mi rapporto con loro ogni istante, li ascolto, li comprendo e li conforto. Ho un obbligo morale di rappresentarli, tutti indistintamente senza nessun colore politico.  Ho un obbligo morale nei confronti della mia città, Porto Empedocle ha bisogno di essere rappresentata da persone responsabili e impegnate, io rappresento la gente comune e sono l’amplificatore della loro voce.

Porto Empedocle e’ una città carica di problemi, in caso di elezione pensate di avere la bacchetta magica per risolverli?

Dobbiamo rimboccarci le maniche, i problemi della città sono innumerevoli, partiamo da uno stato di abbandono e degrado generalizzato, passando dalla precarietà per finire al randagismo.

Il nostro obiettivo è dare un futuro ai nostri figli, per non vederli piu’ abbandonare la loro terra natia alla ricerca, in altri posti di uno status migliore. Siamo impegnati in questo nostro obiettivo e ci crediamo fortemente.

Perchè Salvo Iacono e non gli altri?

Mi rispecchio nelle idee di Salvo Iacono, persona colta e istruita. La sua caparbietà e la conoscenza del territorio fa la differenza, non ha eguali. Grazie alle sue doti si potrà puntare su uno sviluppo del turismo locale.

Salvo, conosce minuziosamente le problematiche di Porto Empedocle e solo chi le conosce in maniera così viscerale potrà risolverle.

Qual’è il messaggio che vuoi lanciare ai tuoi concittadini?

L’impegno che ci aspetta in questa tornata elettorale segnerà le sorti di Porto Empedocle per altri 5anni, non possiamo commettere altri errori “BISOGNA AVERE IL CORAGGIO DI SCEGLIERE IL NOSTRO FUTURO”:  dateci fiducia e votate Alessandra Melfa al consiglio comunale con Salvo Iacono Sindaco

Nella giornata di ieri, il Tribunale della Libertà di Palermo ha ritenuto non fondato l’appello proposto dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Agrigento, Dott. Gianluca Caputo, avverso la decisione del G.I.P. di Agrigento Dott.ssa Luisa Turco, con la quale erano state ritenute non ricorrenti le esigenze cautelari sottese all’applicazione della misura personale richiesta nei confronti di Salvatore Moncada e del Rag. Calogero Volpe, rispettivamente amministratore e direttore amministrativo della Moncada Energy Group.

Il provvedimento cautelare era stato richiesto dal Dott. Gianluca Caputo nell’ambito dell’indagine relativa ad una presunta bancarotta preferenziale, per fatti risalenti al lontano triennio 2011/2013, ipoteticamente commessa nella gestione della Moncada Solar Equipment.

Peraltro, la procedura concorsuale della Moncada Solar Equipment è stata definita con un concordato depositato dalla stessa Moncada Energy Group ed omologato dal Tribunale di Agrigento, mediante il quale tutti i creditori privilegiati sono stati soddisfatti al cento per cento; mentre, il 75 per cento dei residui crediti erano vantati, in ogni caso, da società facenti parte dello stesso Gruppo Moncada.

Con tale provvedimento quindi, il Tribunale della Libertà di Palermo ha del tutto escluso l’attualità e la concretezza delle esigenze cautelari ipotizzate dalla Procura della Repubblica di Agrigento a carico di Moncada Salvatore e Volpe Calogero.