Home / 2021 / Ottobre (Pagina 56)

A Palermo un provvedimento di sequestro di beni del valore complessivo di circa 500 mila euro è stato eseguito dai Carabinieri a carico di Francesco Di Marco, 37 anni. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione. Tra i beni sequestrati (perché secondo gli investigatori sarebbero frutto di attività illecite) vi sono: un’impresa individuale di lavorazione di marmi con sede a Palermo (compresi i beni aziendali), un appezzamento di terreno agricolo a Palermo e cinque rapporti bancari. Di Marco è stato condannato in primo e secondo grado a 6 anni e 6 mesi di reclusione, ed è ritenuto contiguo alla famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù.

La Guardia di Finanza ha eseguito a Catania un nuovo sequestro a carico dell’imprenditore, Nino Pulvirenti, ex patron del Catania calcio, dopo il sequestro delle quote societarie di Finaria e di altri beni eseguito lo scorso agosto. Adesso sono state sequestrate disponibilità finanziarie, quote societarie e 12 immobili situati nelle province di Catania e Messina. Il sequestro ammonta a complessivi 4 milioni di euro ed è collegato all’indagine su presunti omessi versamenti fiscali da parte della Meridi (società attiva con diversi marchi nella distribuzione alimentare organizzata), con riferimento agli anni 2017 e 2018. Il sequestro colpisce Nino Pulvirenti in quanto considerato dagli investigatori come amministratore di fatto di Meridi, che negli anni 2017 e 2018 non avrebbe versato entro il termine previsto ritenute Irpef dovute relative ai periodi d’imposta 2017 e 2018 per un ammontare complessivo pari a 4 milioni e 50mila euro.

A Marsala, in provincia di Trapani, è sfociata in tragedia una rissa avvenuta la scorsa notte nei pressi di una pizzeria. Luigi Loria, 28 anni, è morto dopo essere stato ferito con una coltellata. Loria è deceduto al Pronto soccorso dell’ospedale “Paolo Borsellino”. Sono state arrestate dalla Polizia cinque persone, due italiani e tre cittadini di nazionalità romena. Dei cinque, due sono accusati di concorso in omicidio, mentre uno di loro è indagato con l’accusa di avere sferrato la coltellata rivelatasi fatale.

Sono 199 le persone indagate dalla Procura di Marsala per un’ipotesi di maxi-truffa all’Inps che nell’arco di sei anni (dal 2012 al 2018) avrebbe procurato all’Ente di assistenza e previdenza un danno di oltre 676 mila euro. Si tratta di somme erogate a titolo di indennità di disoccupazione sulla base di assunzioni, secondo l’accusa “fittizie”, di oltre 200 lavoratori, in maggior parte tunisini, molti dei quali residenti a Mazara del Vallo, che sarebbe l’epicentro della truffa, e poi altri a Marsala, Petrosino, Campobello di Mazara, Ribera, Sciacca e anche in centri del nord Italia. Alle persone coinvolte nell’inchiesta, condotta dai Carabinieri, è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, un atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Le ipotesi di reato a vario titolo contestate sono la truffa in concorso e il falso ideologico.

Ad Agrigento, a San Leone, in via Senatore Canonica, una pensionata di 80 anni è morta all’interno della propria abitazione. Si ritiene che sia stata vittima delle esalazioni di fumo sprigionate da un incendio verosimilmente provocato da un corto circuito. Non si è esclude che lei, nel trambusto, sia caduta sbattendo la testa a terra. Sul posto inutile si è rivelato l’intervento del 118. Accertamenti sono in corso da parte dei Vigili del fuoco e dei Carabinieri.

Sulla recente ondata di maltempo che ha colpito, in modo particolare, alcuni comuni delle aree interne del territorio agrigentino, trasmetto il testo della lettera che il Cartello Sociale della Provincia di Agrigento, i Sindaci ed i contadini e le famiglie di Alessandria della Rocca, Santo Stefano Quisquina, Bivona, Cianciana, Casteltermini, Lucca Sicula, il Commissario Straordinario di San Biagio Platani hanno indirizzato ai Presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera dei Deputati, della Regione Siciliana ed al Ministro dell’Agricoltura.

ll.mi Sig.ri Presidenti

della Repubblica, del Senato, della Camera dei Deputati, della Regione Siciliana e Sig. Ministro dell’Agricoltura,

ci rivolgiamo a Voi a nome dei contadini e delle famiglie dei paesi sotto indicati che a causa di una disastrosa e terribile grandinata hanno perso i frutti di un intero anno di duro lavoro e anche del prossimo anno, perché gli ulivi danno frutto ad anno alterno.

La zona interessata dalla straordinaria ondata di maltempo vive solo ed esclusivamente dei frutti della terra e i sacrifici per lavorare la terra sono davvero pesanti e non sempre compensano i sacrifici fatti.

I pochi giovani che sono rimasti non sanno più cosa fare ora che anche la natura si è ribellata e sembra avere spento la speranza di non lasciare la propria terra.

Invochiamo con il cuore che gronda lacrime di sangue un aiuto concreto che permetta di affrontare il presente e l’immediato futuro. Sicuri di una vostra pronta risposta Vi invitiamo a recarvi sul posto, anche in futuro, per gustare la prelibatezza dei nostri prodotti  che anche grazie al vostro aiuto speriamo di  riavere disponibili in abbondanza.

Grazie di cuore per quanto farete.

Ieri a Licata, la Polizia di Stato denunciava un settantasettenne licatese per violazioni in materia di armi.

Il personale del Commissariato della Sezione Anticrimine dovendo dare esecuzione ad una ordinanza dell’Ufficio di Sorveglianza di Agrigento nei confronti dell’uomo per l’applicazione della misura della Libertà controllata  per la durata di giorni 32 in conversione di una pena pecuniaria di euro 8.000,00 di ammenda, per reati in materia edilizia, si recava nell’abitazione di U.P.

L’uomo, titolare di porto di fucile per uso sportivo scaduto di validità, detentore di un fucile sovrapposto cal. 12 marca, di  una pistola cal. 9×21 di nr. 50 cartucce cal. 9×21 tutti regolarmente denunciati, veniva trovato in possesso di nr. 15 cartucce cal. 9×21 custodite all’interno di un armadio detenute illegalmente. Pertanto l’uomo veniva denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento per i reati di omessa custodia di armi e munizioni e omessa denuncia di acquisto di munizioni. Le 15 cartucce venivano poste sotto sequestro, e le altre armi e munizioni venivano acquisite.

Ad Agrigento, all’ospedale “San Giovanni di Dio”, si è svolta un’altra sessione chirurgica del programma socio-sanitario “Benessere Uomo”, che prevede, fra le altre iniziative, degli interventi di chirurgia andrologica e protesica, a cura dei chirurghi urologi, professor Michele Ruoppolo, Direttore della Unità Operativa di Urologia ed Andrologia, e il professor Gabriele Antonini dell’Università La Sapienza di Roma.

“Arroganza e sicumera del governo Musumeci sono un pericolo per la Sicilia. Avevamo chiesto di non procedere al voto parlamentare sull’approvazione del rendiconto 2019 e di attendere il giudizio della Corte dei Conti.
Il governo regionale ha, invece, scelto la prova di forza. Da cui oggi miseramente esce sconfitto, aumentando preoccupazioni e paura per lo stato finanziario del bilancio regionale.
La sensazione è di avere al timone della Regione una squadra improvvisata, pasticciona e presuntuosa”.
Lo dichiarano i deputati Valentina Palmeri e Claudio Fava.

I Consiglieri Comunali dei gruppi Partito Democratico e Raffadali Cambia ed il circolo PD della locale sezione “C. Sessa” di Raffadali, si oppongono fermamente alla scelta dell’amministrazione comunale di Raffadali di privatizzare il Cimitero Comunale.
“Dopo le fallimentari esternalizzazioni del servizio idrico, della raccolta dei rifiuti solidi urbani e del servizio di riscossione dei tributi locali, che hanno avuto una rilevante incidenza per le tasche dei cittadini, L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE HA APPROVATO LA PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI CIMITERIALI”

“Il Sindaco e la sua maggioranza nella seduta del Consiglio Comunale di Lunedì 20 Settembre c.a., hanno votato l’affidamento dei servizi cimiteriali a privati, che hanno il solo ed unico scopo di realizzare sostanziosi profitti”.

“Tale scelta è stata giustificata come la soluzione migliore per porre fine all’incuria in cui oggi si trova il cimitero comunale”.

“Ci chiediamo, chi ha gestito i servizi cimiteriali negli ultimi anni”?

Il gruppo di opposizione si è opposto nella predetta seduta a tale scelta, ritenendo la gestione pubblica, la migliore soluzione per l’espletamento di un servizio pubblico essenziale.

Le forze politiche di opposizione ed i loro rappresentanti, si impegnano a contrastare nelle sedi opportune, l’esternalizzazione dei servizi comunali.