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Gli Ordini dei medici di Sicilia istituiscono un gruppo di lavoro permanente sulla medicina di Genere per promuovere un nuovo approccio di medicina che, tenendo conto delle differenze di sesso, garantisca una reale appropriatezza nella prevenzione, la diagnosi e la cura delle persone.

“Non si tratta di una specialità ‘femminile’ – sottolineano i nove presidenti Omceo – ma di un approccio corretto di medicina sempre più personalizzata, a misura di uomo e di donna. Un orientamento che dovrebbe essere insegnato e praticato da tutti i professionisti, soprattutto dai giovani medici”.

“Le differenze biologiche, ambientali e socio-culturali legate al genere sono determinanti sull’evoluzione delle malattie – proseguono i presidenti – eppure il più delle volte sono trascurate. Anche il Covid ci ha insegnato che è necessario sopperire ad una ‘insufficienza’ della scienza medica concentrata ancora su evidenze che arrivano da studi condotti solo su una popolazione maschile”.

“Il team di studio – spiegano – svilupperà un piano formativo e informativo indirizzato all’interdisciplinarietà e all’approfondimento delle variabili legate al genere per mobilitare i medici del territorio verso una coscienza culturale di una medicina su misura. L’obiettivo è costruire una rete di specialisti che acquisiscano competenza sui processi fisiopatologici che intervengono rispetto al sesso, fino all’applicazione clinica”.

Il progetto è già partito con un questionario che gli Ordini hanno inviato agli iscritti per valutare il grado di consapevolezza sul tema.

Il gruppo di lavoro è coordinato dal consigliere dell’Omceo Silvia Radosti, medico di medicina generale. Fanno parte del team: i nove presidenti degli Omceo di Sicilia; Giuseppina Campisi, direttore del Dipartimento di Chirurgia oncologica del policlinico P. Giaccone di Palermo); Carolina Vicari, dirigente medico dell’Arnas Civico di Palermo; Antonia Matina, dirigente medico del policlinico P. Giaccone; Giuseppina Dino, dirigente medico Inail;  Mirella Milioto, dermatologa pediatra.

A Niscemi si sono celebrati oggi i funerali di Cristoforo D’Amico, 75 anni, vittima di un tragico incidente avvenuto domenica. Spinto dalla sua grande passione per il volo libero, aveva acquistato un deltaplano di ultima generazione. Un volo, quello di domenica, pomeriggio, che è risultato fatale. Si era recato nel quartiere Sante Croci con il suo nuovo deltaplano ai comandi del quale si è poi alzato in volo. Non è ancora chiara la causa dell’incidente. La zona Sud della città, quella di Sante Croci è particolarmente adatta per il volo libero, poiché essendo esposta alle correnti ascensionali lungo il pendio, consente il decollo di deltaplani e parapendii.

Tra le possibili cause dell’incidente un malore o una spinta eccessiva determinata dal vento durante una virata. D’Amico ha perso il controllo ed è precipitato in contrada Canalicchio, schiantandosi frontalmente contro una grossa pietra posta lateralmente a un antico bevaio asciutto, sul ciglio della strada. Il primo a giungere sul posto è stato un agricoltore, che ha subito dato l’allarme. D’Amico era privo di sensi e sanguinava dal volto. La macchina dei soccorsi è scattata nell’immediatezza. Sul posto, poco dopo, sono arrivati i carabinieri del comando stazione di Niscemi e un’ambulanza del 118. A causa della gravità delle condizioni cliniche del deltaplanista è stato chiesto l’intervento dell’elisoccorso, ma all’arrivo del velivolo, purtroppo, il cuore di Cristoforo D’Amico aveva già smesso di battere.

Sul corpo del deltaplanista è stata eseguita un’ispezione medico legale e domenica sera la salma è stata consegnata ai familiari.

Non solo passione per il volo. La vittima era nota anche per la sua sensibilità e l’amore per gli animali. Dava rifugio ai cani randagi dei quali spesso era solito prendersi cura, assicurando un tetto, cibo e acqua.

“Ho appreso con soddisfazione che ieri la Giunta Musumeci con delibera ha dato esecuzione alla norma che porta la mia firma – essendone stata ideatrice – e che ho fortemente voluto in Finanziaria, circa l’individuazione di una task force di 300 professionisti a supporto di Regione e soprattutto Comuni. Ci voleva la strigliata del Governo nazionale affinché si accelerasse la procedura. Mi auguro a questo punto che non si perda ulteriore tempo. Ecco perché spero che, essendo da adesso in poi solo atti gestionali, il Dipartimento regionale alla funzione pubblica – sulla scorta del suo omonimo nazionale – utilizzi gli stessi strumenti del Formez, ovvero un portale al quale possono accedere e candidarsi tutti i professionisti, senza concorsoni o farraginosa burocrazia. C’è urgenza di procedure semplici, snelle e trasparenti. Questo è quello che mi aspetto. Questo è ciò di cui i Comuni hanno bisogno. Sono felice di essere stata ancora una volta al fianco delle amministrazioni comunali, comprendendo i loro bisogni. Vigileremo sulla celerità delle procedure e sulle convenzioni con i Comuni”. Lo afferma la deputata regionale di Forza Italia, Bernardette Grasso, prima firmataria della norma sostenuta dal presidente della commissione bilancio, Riccardo Savona e da altri gruppi parlamentari.

“Mi dispiace sono per un dato – conclude la Parlamentare. La mia norma prevedeva anche l’assunzione di dirigenti che avrebbero consentito agli uffici tecnici degli Enti Locali di firmare atti. Purtroppo in Aula il testo ha subito cambiamenti, riducendo le figure richieste a quelle di funzionari. Certamente servono anche loro nell’ottica di una rigenerazione amministrativa, ma servono anche i dirigenti con potere di firma, che si facciano carico delle responsabilità per non perdere il treno con l’Europa. Possiamo ancora recuperare. Proporrò all’Ars una correzione alla norma su tale versante”.

Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento effettuerà nuovi interventi di adeguamento antisismico e funzionale in tre istituti scolastici di sua competenza. Grazie al finanziamento ottenuto con decreto n. 271/2021 del Ministero dell’Istruzione (linea di finanziamento Next Generation dell’Unione Europea) è stato infatti possibile procedere all’aggiudicazione di questi importanti servizi di ingegneria, propedeutici al successivo affidamento dei lavori per oltre 10.400.000,00 euro ottenuti con lo stesso finanziamento.

“Grazie alla professionalità dello staff tecnico del Libero Consorzio è stato possibile accedere ai finanziamenti dell’UE – afferma il Commissario Straordinario dr. Vincenzo Raffo – che consentiranno, una volta completato l’iter di progettazione, di espletare successivamente le gare d’appalto per l’esecuzione di questi importanti lavori. Il Libero Consorzio di Agrigento presta la massima attenzione alle esigenze di sicurezza degli istituti scolastici di sua competenza, come dimostrato dai numerosi interventi effettuati negli ultimi mesi”.

L’Ufficio Gare ha aggiudicato la procedura aperta per l’affidamento del servizio di progettazione di fattibilità tecnico economica, definitiva ed esecutiva, e di coordinamento della sicurezza per i seguenti istituti:

 

  • Liceo Fazello di Sciacca al raggruppamento temporaneo di professionisti ENGINEERING GROUP SRL (Mandataria e Avvalente); ACALE SRL (Mandante e Avvalente); SETTANTA7 Studio associato (Mandante) con sede ad Enna, che ha ottenuto 100 punti (somma delle offerte tecnica ed economica) per un importo contrattuale complessivo di 159.455,72 euro più Iva e oneri previdenziali;

 

  • Liceo Scientifico Leonardo di Agrigento al raggruppamento temporaneo di imprese RPA SRL (Capogruppo/Mandataria) – RGM SRL (Mandante) con sede a Perugia, punteggio 94,365 per un importo contrattuale di 244.586,80 più Iva e oneri previdenziali;

 

– I.I.,S.S. Foderà di Agrigento (corpo palestra) alla RTI ENGINEERING GROUP SRL (Mandataria e Avvalente); ACALE SRL (Mandante e Avvalente); SETTANTA7 Studio associato (Mandante) con sede ad Enna, che ha ottenuto 100 punti per un importo contrattuale di 57.410,47 euro.

“Perso il finanziamento di 100 mila euro per la Biblioteca Sociale di Villaseta? Il progetto sembra finito in buco nero,  eppure si sarebbe già dovuto avviare da tempo. Chi o che cosa lo sta bloccando? Per questa ragione con i consiglieri Spataro Bruccoleri, Hamel e Bongiovi, chiederò chiarimenti al prossimo question time in Consiglio comunale. Vogliamo sapere quali siano le ragioni per cui il progetto non sia ancora stato realizzato; quali iniziative ha adottato finora l’Amministrazione per accelerare l’avvio del progetto; quali attività abbiano posto in essere in questi 12 mesi gli uffici per avviare il progetto e per superare gli eventuali problemi di attuazione. Ma soprattutto vogliamo sapere quale sia lo stato del finanziamento, quali i termini imposti entro cui avviare il progetto, pena la revoca del finanziamento; o di riferire, qualora si siano verificati i presupposti per la perdita del finanziamento, quali siano le ragioni che hanno indotto a questa scelta, privando il quartiere e la città della biblioteca sociale e di tutto ciò che, secondo il progetto, potrebbe rappresentare per la comunità. Il progetto della Biblioteca sociale è rivolto principalmente alle persone in situazione di disagio, ai bambini, e alla comunità tutta, quale offerta formativa costante per il quartiere. Sono previsti laboratori di gaming educativo, di illustrazione e fumetto, di fotografia e videomaking; di co-progettazione di attività culturali, uno sportello di consulenza per l’autoimprenditorialità e l’imprenditoria giovanile; laboratori di scambio culturale con le comunità straniere; percorsi di sensibilizzazione e prevenzione e laboratori socio-educativi. Ma da quando per il biennio 2018-2019 la Fondazione CON IL SUD in collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani ha promosso il bando è trascorso tanto tempo. Erano stati selezionati 11 progetti in tutta Italia e di questi due soli in Sicilia, uno ad Agrigento, finanziato per 97.812,69 euro; Agrigento ha concorso, in collaborazione con il Comune di Agrigento durante l’Amministrazione Firetto, con un partenariato promotore composto dall’AICS, dall’associazione di promozione sociale Tierra, Techo, Trabajo; dall’associazione onlus “Volontari di Strada”; dall’UEPE, in collaborazione con l’I.C. “Salvatore Quasimodo”; il CPIA di Agrigento, l’USSM e  la testata GameCompass. A chiusura di mandato, l’amministrazione aveva tutto pronto. Cercheremo di capire che cosa è successo e perché tutte le cose belle che erano pronte a partire si stiano inesorabilmente arenando”.

Lo dichiara il consigliere comunale Lillo Firetto.

Cinquecento visitatori circa hanno risposto con entusiasmo in provincia di Agrigento alla decima edizione delle “Giornate FAI d’Autunno”, la manifestazione nazionale del FAI- Fondo Ambiente Italiano che si è conclusa domenica scorsa.

Tanti, dunque, i visitatori a Racalmuto, Porto Empedocle ed al Giardino della Kolymbethra, che da ogni angolo della Sicilia hanno festeggiato la bellezza e che con grande senso civico hanno deciso di sostenere con generosità la missione della Delegazione Fai di Agrigento: la promozione e la cura del Patrimonio storico, artistico, paesaggistico ed ambientale, come ha sottolineato il Capo delegazione FAI Agrigento, Giuseppe Taibi, che nel suo intervento ha ringraziato la Delegazione, le Istituzioni e le associazioni che hanno collaborato, in particolare i Giovani del FAI, guidati da Ruben Russo, che hanno organizzato le visite e accolto centinaia di visitatori in un magico weekend d’autunno: “Esprimo soddisfazione per il successo della due giorni, è stata una grande festa per tutti. È importante ritornare nelle piazze, incontrare i cittadini, uscire dalla paura e riaprirci alla bellezza. Ed i cittadini hanno risposto con grande entusiasmo, sia i locali, sia quelli che sono venuti da tutta la Sicilia. È andato tutto bene, sia alla Kolymbethra, ma anche a Porto Empedocle dove il percorso street art e letteratura, legato ad Empedocle, Pirandello e Camilleri,  è stato molto apprezzato. Grande partecipazione del mondo della scuola – afferma  Taibi-  che ha particolarmente apprezzato questo linguaggio innovativo della Street Art come mezzo di nuova cittadinanza attiva e di recupero dell’identità e della cultura locale. A Racalmuto è stato molto apprezzato l’itinerario legato a Sciascia che ha avvicinato tanti visitatori che, grazie anche alle iniziative legate ai 100 anni dalla nascita dello scrittore, hanno potuto godere di eventi collaterali di particolare livello come, per esempio, la mostra di Giuseppe Agnello al Castello Chiaramontano, oppure la mostra al Teatro Regina Margherita e quella fotografica, alla Casa dello Scirocco di Gaetano Savatteri, dei fotografi Leone, Pitrone e Scianna. Dunque, grande partecipazione e successo e per questo, ancora una volta, ringrazio il FAI Giovani, protagonista di questa iniziativa, tutti i Delegati, le Istituzioni e tutte le associazioni che hanno collaborato. Mi piace aggiungere, infine, che l’evento Strett Art e letteratura è stato apprezzato anche a livello nazionale ed il buon successo di queste giornate ci spinge a valutare di riproporre il percorso anche per le Giornate FAI per le Scuole in programma a fine novembre, per favorire la conoscenze e l’ educazione dei giovani verso temi importanti come la valorizzazione del patrimoni storico artistico e paesaggistico e l’ambiente che è la nostra mission nei confronti dei giovani”.

Protagonisti, dunque, i Giovani del FAI, così Ruben Russo:  “Siamo soddisfatti per questo ritorno alla quasi normalità che ha portato un grande risultato a questa decima edizione. Quattro siti aperti al pubblico, 500 visitatori circa ed alunni di diversi Istituti scolastici. La formula che abbiamo voluto adottare è stata quella di collaborare con le associazioni del territorio, in particolare con la ProLoco e l’agenzia viaggi Regalpetra, e Food & Beverage di Racalmuto e l’associazione Mariterra di Porto Empedocle. Abbiamo unito le forze ed i risultati sono stati molto più grandi delle aspettative, ma,  soprattutto c’è stata una varietà nell’offerta. I ragazzi del FAI sono soddisfatti per essere riusciti a coniugare l’arte contemporanea con la storia del territorio. Ci possiamo ritenere soddisfatti – ha concluso Russo – anche per la racconta fondi; molte persone, infatti, avevano prenotato online dando un contributo direttamente sul portale, altri hanno apprezzato le visite ed hanno offerto con generosità”.

Fondamentale, infine, la partecipazione delle scuole, come sottolinea la delegata FAI  scuola, Anna Rita Gangarossa: “Il bilancio che possiamo tracciare è assolutamente positivo – afferma la Dirigente scolastica – I beni prescelti dai giovani e dalla delegazione hanno avuto il vivo consenso della cittadinanza, come dimostra la massiccia presenza di visitatori. Anche le scuole coinvolte hanno accolto con fervore ed entusiasmo l’invito a partecipare alle Giornate, sia in qualità di visitatori che di Apprendisti Ciceroni, segno che c’è un forte bisogno di ritorno alla normalità  e voglia di tornare a vivere e gustare i luoghi all’aperto. I ragazzi hanno avuto la possibilità di fare esperienza di cittadinanza attiva di svolgere compiti di realtà di educazione civica,  di attuare i principi fondamentali dell’art. 9 della Costituzione, ovvero promuovere lo sviluppo della cultura, la tutela del paesaggio, il patrimonio storico ed artistico della Nazione. In qualità di delegata FAI scuola di Agrigento sento il dovere e piacere di ringraziare, oltre i giovani del FAI ed i volontari di Mariterra di Porto Empedocle, gli alunni, i docenti ed i genitori che in questo weekend hanno animato la due giorni, rendendo le Città di Pirandello, Sciascia e Camilleri vive, colorate e dove si respirava forte l’aria di cultura e di rispetto per l’ambiente. Siamo forti e motivati per far partire le Giornate FAI Scuola che si svolgeranno a fine novembre” ha concluso Anna Gangarossa.

Appuntamento adesso a fine novembre per le Giornate FAI per le Scuole.

Su un giovane paziente di 42 anni, presso l’Unità Operativa Complessa di Chirurgia dell’Ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli, diretta dal dott. Cosimo Callari, per la prima volta è stato eseguito con successo un intervento di asportazione di tumore del colon con metastasi peritoneali (carcinosi peritoneale).

Ogni anno in Italia la carcinosi peritoneale, colpisce circa 25.000 persone con un significativo peggioramento sia della prognosi sia della qualità della vita dei pazienti. La chemioterapia classica in tali situazioni non offre, una reale capacità di contenimento della crescita tumorale.

Il delicato intervento è stato realizzato dal dott. Dario Di Miceli, responsabile dell’unità operativa di chirurgia oncologica e dal dott. Guido Martorana, responsabile dell’unità operativa di chirurgia laparoscopica avanzata.  Al paziente è stato asportato il tumore recidivo e la membrana dell’addome (peritoneo). Durante l’intervento è stata effettuata un’infusione intraoperatoria  di chemioterapico ad alta temperatura (HIPEC). Si tratta di una tecnica che prevede l’impiego dei farmaci chemioterapici direttamente in cavità addominale là dove il tumore si localizza attraverso un “avaggio” ad alta temperatura (41-42 gradi). Il paziente è stato dimesso dopo sette giorni di degenza in buone condizioni generali.

Il successo dell’intervento – dichiara il dottore Cosimo Callari – è frutto della collaborazione del lavoro di equipe, in modo particolare con l’unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione diretta dal dott. Luciano Calderone e con l’unità operativa complessa di Oncologia diretta dal dott.  Nicolò Borsellino “. 

L’intervento svolto per la prima volta all’Ospedale Buccheri La Ferla è il risultato di un nuovo modello organizzativo iniziato e portato avanti dal dott. Cosimo Callari. Nell’ultimo anno sono stati effettuati circa 90 interventi di chirurgia oncologica prevalentemente tumori del colon e del retto e circa 100 interventi di chirurgia bariatrica. Inoltre, afferisce alla chirurgia  l’unità operativa di urologia, da qualche mese diretta dal dott. Antonio Lupo che ha implemento il numero di interventi per la rimozione del tumore sul rene e sulla vescica utilizzando la tecnica laparoscopica.

Il nostro sforzo organizzativo – dichiara il dott. Santi Mauro Gioè, direttore sanitario dell’Ospedale –  ha fatto registrare un progressivo efficientamento che ha comportato una diminuzione delle giornate medie di degenza dei ricoveri. Ciò ha permesso di svolgere a parità di posti letto non solo attività chirurgica proveniente da pronto soccorso ma di dedicare spazio ad alta complessità contribuendo ad evitare la mobilità sanitaria dei nostri pazienti verso altre regioni”.

Nel corso del 2015 l’ARNAS Civico di Palermo, allora guidata dal Direttore Generale Giovanni Migliore, nell’ambito dei lavori di completamento dell’edificio noto come Nuovo Oncologico (padiglione destinato ad ospitare in un unico stabile svariati reparti destinati alla cura dei tumori), disponeva lo spostamento del reparto di medicina nucleare all’interno del seminterrato del nuovo edificio.
In particolare, si disponeva lo spostamento di una Gamma Camera, strumento indispensabile per l’attività diagnosi dei tumori nel campo della medicina nucleare, del valore di 352.000.00 euro.
Tuttavia, proprio a seguito del trasferimento della macchina l’impresa incaricata dell’esecuzione dei lavori falliva, con la conseguenza che i lavori non erano più ultimati.
Pertanto la Procura presso la Corte dei conti invitava a dedurre il dott. Migliore, allora direttore Generale, unitamente al direttore sanitario (dott.ssa Rosalia Muré), il direttore amministrativo (dott. Vincenzo Barone), nonché il Dirigente Responsabile del Servizio Tecnico.
Il dott. Migliore, difeso dagli avv.ti Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, rappresentava che il fallimento dell’impresa incaricata dell’esecuzione dei lavori costituiva un evento imprevisto ed imprevedibile, con conseguente insussistenza di qualsiasi responsabilità a suo carico per l’evento occorso. Anche gli altri invitati a dedurre rappresentavano le proprie considerazioni.
 Tuttavia, la Procura non prendeva in considerazione tali difese e notificava un atto di citazione convenendo comunque in giudizio tutti i vertici dell’Azienda.
Si costituiva in giudizio il dott. Migliore, rappresentato dagli avv.ti Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, rappresentando che l’azione erariale era prescritta, e che non poteva essere imputato ai dirigenti un evento imprevedibile come il fallimento della ditta incaricata dell’esecuzione dei lavori.
Inoltre, gli avv.ti Rubino e Valenza rappresentavano che nel momento in cui si dispose lo spostamento delle attrezzature non vi era alcun elemento dal quale si potesse prevedere il successivo fallimento dell’impresa esecutrice dei lavori, e che se tale spostamento non fosse stato disposto vi sarebbero state comunque delle contestazioni a carico della Dirigenza, che pertanto aveva operato correttamente ed in assenza di alternative. Si costituivano in giudizio anche i dott.ri Barone e Bono, difesi dall’avv. Giuseppe Ribaudo. L’udienza si svolgeva in data 20 luglio 2021.
In data odierna è stata depositata la sentenza con cui la Corte dei conti ha assolto i dirigenti da ogni addebito, confermando che la mancata esecuzione dei lavori non è imputabile ai convenuti in quanto è dovuta al fallimento dell’impresa appaltatrice, che costituiva un evento imprevisto ed imprevedibile.
Inoltre, il Giudice contabile ha chiarito che nel momento in cui fu adottata la decisione di disporre il trasferimento delle attrezzature i dirigenti non avevano alcuna alternativa, in quanto si trattava di un atto dovuto ai fini del sollecito completamento dei lavori. Pertanto, l’azione è stata dichiarata infondata e l’ARNAS Civico è stata condannata a rifondere ai convenuti le spese legali relative al giudizio.

264 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 19.282 tamponi processati. L’incidenza scende all’ 1,4% ieri era al 2,4%. L’isola è al quarto posto per contagi giornalieri, mentre gli attuali positivi sono 6.847 con una diminuzione di 697 casi. I guariti sono 948 mentre si registrano altre 13 vittime che portano il totale dei decessi a 6.955. La Regione comunica che sono vittime dei giorni scorsi. Sul fronte ospedaliero sono adesso 303 ricoverati, mentre in terapia intensiva sono 48.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 14 casi, Catania 118, Messina 38, Siracusa 34, Ragusa 5, Trapani 16, Caltanissetta 10, Agrigento 12, Enna, 17.

“Se ne va un pezzo di storia di Agrigento”.

Maurizio Contarini, 52 anni, soprannominato il “marchesino” in quanto appartenente ad una storica famiglia agrigentina alla quale è dedicato anche un cortile in pieno centro storico. Per questo Maurizio era stato etichettato come il “Marchesino” di Agrigento.

La causa della morte è riconducibile ad un infarto che lo ha colpito nel sonno. Stroncato all’istante.

Maurizio era anche nipote dell’avvocato di un altro pezzo importante della città di Agrigento: l’avvocato Diego Galluzzo.