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Sono 581 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia su 9.282 tamponi processati nell’Isola. La Sicilia scende al quarto posto per nuovi contagi giornalieri in Italia lasciando così la triste prima posizione. I guariti sono 32 mentre nelle ultime 24 ore non si registrano nuove vittime e il totale dei decessi resta 6.047. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono adesso 328, 22 in più rispetto a ieri.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 106 casi, Catania 109, Ragusa 73, Agrigento 34, Caltanissetta 58, Trapani 62, Messina 67, Siracusa 72, Enna 0

L’uomo, un bracciante, denunciato dai carabinieri assieme ad altri 76 furbetti. Coinvolti anche pregiudicati, rapinatori e mafiosi

Di «furbetti» del reddito di cittadinanza sono piene le cronache, ma tra i 77 scoperti oggi e denunciati dai carabinieri del Comando provinciale di Agrigento viene fuori un caso limite. Un rumeno picchiò l’imprenditore che dopo un periodo di prova voleva assumerlo nella sua azienda agricola. Il bracciante preferiva continuare a lavorare in nero nelle campagne di Naro (Agrigento) e incassare il sostegno economico dallo Stato. E così, quando il datore di lavoro, il mese scorso, lo ha convocato per proporgli un contratto per un anno è nata una discussione, finita nel peggiore dei modi. Il rumeno è andato in escandescenza. Sono volati pugni e insulti e ora l’uomo è indagato, oltre che per truffa, anche per lesioni personali.

L’imprenditore ha denunciato l’accaduto. Per ottenere il reddito di cittadinanza è necessario presentare una domanda all’Inps, allegando un’autocertificazione che è stata falsificata nei casi smascherati tra Agrigento, Favara, Licata, Naro e Porto Empedocle. Sono bastati due mesi di indagini per scovare i «furbetti» che sono stati denunciati dai militari alle Procure di Agrigento e Sciacca. Si va da madre e figlia che hanno nascosto di lavorare in una pizzeria nel litorale agrigentino a una sfilza di pregiudicati che hanno omesso di indicare nell’autocertificazione precedenti per mafia, scippi e furti; da chi ha dimenticato di dichiarare vincite al gioco superiore a quindici mila euro a chi ha sostenuto di vivere ad Agrigento e invece risiede altrove. In totale ai 77 denunciati — ventidue stranieri e il resto agrigentini — sono stati erogati 750 mila euro. Tocca all’Inps avviare il recupero coattivo delle somme e revocare il beneficio del reddito di cittadinanza.

Corriere.it

Dopo il nuovo inferno di fuoco in Sicilia che, sicuramente continuerà ancora per qualche giorno, all’improvviso, arrivano le bombe d’acqua…… E la storia raccontata dal sottoscritto  Carmelo Barbagallo, vigile del fuoco, prima, sindacalista dell’Usb, dopo. Purtroppo, la storia è sempre la stessa: “Vigili del fuoco sempre pochi e senza mezzi adeguati”.

Prima il fuoco dopo l’acqua! Si, sarà da aspettarselo.
Il dilemma più grande è, in quei territori dove da mesi cade cene vulcanica, le caditoie, i tombini, i canali ecc….sono stati Messi in condizioni di supportare eventuali portate d’acqua eccezionali? In Sicilia, dobbiamo parlare di questo! Si chiama” prevenzione! Previsioni! Messa in sicurezza!”….. Beh, magari acquisteranno dei droni in sezione alluvionale o, come sentito ieri ” acquisteremo attrezzature tecnologiche in grado di rilevare i fumi!” In tutta la Sicilia?!?!?! Siamo su scherzi a parte? No! Siamo in Sicilia, e siamo stanchi!
“Nei giorni scorsi, proprio quando si è discusso su quanto accaduto nei territori siciliani, per gli eventi eccezionali di forte ondata di calore ed incendi dove tantissimi ettari di vegetazione sono andati in fiamme e non solo. “Ricordiamo le attività balneari e le tantissime abitazioni distrutte o parzialmente danneggiate, ma, solo per caso, I danni sono stati solo materiali e, se invece di inizio settimana, fosse stato il weekend, oggi staremo a parlare di una catastrofe, annunciata ma di catastrofe parliamo”.

Vigili del fuoco “In Sicilia pochi uomini e attrezzature non adeguate a tutti gli interventi”
“Ma torniamo ai giorni nostri. Da mesi si parla di un’estate pazza con temperature estreme e cambi improvvisi, potrebbero verificarsi?
Non con certezza ma, a pensar male si fa’peccato, e fino ad oggi ci abbiamo azzeccato! Lo dicono le previsioni meteo, sono già anticipatamente previste! Non ci inventiamo nulla! Noi chiediamo e esigiamo sicurezza! Risorse! Attrezzature! Formazione! Previsione e prevenzione!

Per tale motivo, ci domandiamo, stanno attivandosi a prevenire eventuali fenomeni temporaleschi o, acquisteranno robot per i privati che cercano eventuali punti a rischio allagamento? Chiedo per un amico ovviamente!
Noi vorremmo sbagliarci, ma svegliarsi e smetterla di prenderci in giro, sarebbe cosa buona e giusta!
Popolazione e soccorritori, meritano rispetto!
Non si può rischiare in questa maniera! Mettiamo le mani in tasca, ed investiamo sul soccorso tecnico urgente, quello vero!!!!

Un periodo buio anzi, rosso fuoco per la terra di Sicilia che deve far fronte e 250 incendi boschivi. Una situazione preoccupante che abbraccia tutte le 9 province in un settimana vissuta con i 40 gradi e anche più. Tanta gente che deve fare i conti oltre il mancato sonno delle ore notturne anche al forte caldo diurno che molto spesso sfocia in incendi.

Giorni apocalittici di roghi, con città come Catania ed Enna che devono fare i conti con persone che scappano da località in fiamme, abitazioni evacuate. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha chiesto al presidente del Consiglio, Mario Draghi, la dichiarazione dello stato di mobilitazione del servizio nazionale di Protezione Civile. –, «Ovviamente supporto da terra, dice Fabrizio Curcio – perché tutti i mezzi aerei disponibili li abbiamo inviati. Invieremo quindi squadre da altre regioni e ci sarà il raddoppio dei turni da parte dei vigili del fuoco. Le responsabilità nell’ambito di ciò che si fa contro gli incendi boschivi tuttavia sono chiare. Le norme prevedono che la lotta attiva sia di competenza delle Regioni». Il governatore siciliano intanto ha convocato per domani, al PalaRegione di Catania, un vertice con la Protezione civile per fare il punto della situazione.

La cronaca raccontano che a Polizzi Generosa per tutta la notte le fiamme hanno continuato il loro cammino, illuminando di rosso le ore notturne in un’emergenza che sembra avere una tregua nella mattinata odierna affatto terminata. Sono sette le squadre dei vigili del fuoco impegnate sino a questa mattina insieme ai mezzi aerei della forestale nelle operazioni di bonifica – spiegano dalla sala operativa del 115 – dopo i roghi registrati a Petralia Soprana, Polizzi Generosa e in una vasta area compresa tra Marineo e Santa Cristina Gela. In molti casi è stato necessario far evacuare le abitazioni, come accaduto nel quartiere Acquamara, a Petralia, dove gli stessi abitanti hanno lasciato le loro case e hanno collaborato per spegnere i roghi “adoperandosi in ogni modo – ha spiegato il sindaco Pietro Macaluso – e utilizzando trattori e mezzi di fortuna”.

Ci sono animali e animali. Il mondo animale, quello vero, è quello straordinario. Poi, in parallelo, corre un altro mondo, che originariamente sembra animale ma le sembianze dei suoi esseri sono umane.

E così questo tipo di animale dalle sembianze umane, con due braccia e due gambe, un bel giorno o una bella notte si arma di bomboletta spray di colore rosso e comincia a passare momenti gloriosi della propria vita (che altri interessi possono avere animali del genere?) imbrattando la marna bianca di uno dei posti più belli della Sicilia: Punta Bianca.

Di questo scempio si sono accorti alcuni bagnanti presenti nella zona che hanno subito avvertito i Carabinieri i quali, quelli della stazione del Villaggio Mosè, sono prontamente intervenuti per iniziare le indagini che possano risalire gli animali a due gambe e due braccia che hanno compiuto il vile gesto.

L’unica speranza che rimane, adesso, è che i militari dell’Arma possano risalire a questi animali come già hanno fatto in passato quando altri simili degli animali odierni avevano imbrattato la marna lasciando scritte con uno spray di un altro colore.

 

 

 

“Come sempre avviene, quando c’è qualcosa che non va, è ahimè, in Sicilia questo accade troppo spesso, il presidente della Regione Musumeci chiama sempre in causa gli altri: il caldo anomalo, i piromani, perfino i cittadini che non hanno realizzato i viali tagliafuoco. Ma la Regione cosa ha fatto? Le sue responsabilità sono enormi, lo stesso capo della Protezione Civile, Curcio, gli ha ricordato che le norme prevedono che la lotta attiva agli incendi sia di competenza delle Regioni, e la lotta attiva non è solo spegnimento, ma anche sorveglianza, avvistamento. Ebbene, in questo ambito cosa ha fatto la Regione? Non stiamo parlando di eventi improvvisi e inattesi, qui la pianificazione è inesistente. A giugno ci hanno fatto vedere una macchina organizzativa che non c’è,con tanto di droni ed effetti speciali. Ma gli incendi, purtroppo, non si spengono con le chiacchiere”.

La Sais Trasporti annuncia che la Corte d’Appello di Palermo, Sezione Lavoro, ha ribaltato altre tre sentenze con le quali il Tribunale del Lavoro di Agrigento ha reintegrato 3 autisti della Tua – Trasporti urbani Agrigento, licenziati dall’azienda. Adesso, riconoscendo come fondate le ragioni dei licenziamenti disposti dall’azienda, sono complessivamente 5 i licenziamenti confermati dalla Corte di Appello di Palermo. Peraltro, per le illecite condotte contestate agli autisti, il Tribunale penale di Agrigento ha appena disposto il rinvio a giudizio degli stessi.

«Apprendo di danneggiamenti che ignoti hanno arrecato alla abitazione di Caltagirone del procuratore di Siracusa, Sabrina Gambino. Le indagini in corso devono ancora chiarire i contorni dell’episodio ma, in ogni caso, sono certo che nulla e nessuno potrà fermare l’operato del procuratore alla quale esprimo vicinanza».

Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

Sono mesi che, al fianco dei sindaci, delle comunità locali e dei rappresentanti dei forestali, chiediamo di attivare un adeguato piano di prevenzione e di controllo del territorio, ma i nostri appelli sono stati del tutto ignorati dal governo Musumeci”.

Lo dice Giuseppe Lupo, capogruppo PD all’Ars che ricorda come già in occasione dell’esame della finanziaria regionale il PD aveva denunciato che la scelta di utilizzare fondi europei non era compatibile con i tempi d’avvio della campagna antincendio boschivo. Lupo ricorda inoltre che, anche ad aprile, il PD è intervento nel corso di una mobilitazione delle rappresentanze sindacali del comparto forestale per chiedere un adeguato piano operativo di manutenzione dei boschi e di prevenzione degli incendi.

“In diversi casi i roghi sono conseguenza di vere e proprie azioni criminali – dice Lupo – ma il governo Musumeci ha pesanti responsabilità di fronte al disastro di questi giorni, per ciò che si poteva fare e non è stato fatto. Mi riferisco innanzitutto al mancato potenziamento di uomini e mezzi nell’azione di prevenzione, controllo e contrasto dei rischi di incendi, così come alla verifica sulla realizzazione di viali tagliafuoco. Adesso è necessario accertare eventuali responsabilità di questi ritardi, così come è indispensabile una azione decisa da parte delle autorità competenti per individuare gli autori dei roghi.  Ma serve anche la collaborazione e l’impegno da parte dei cittadini e delle amministrazioni locali: chi è a conoscenza, denunci i piromani – conclude Lupo – ed i Comuni si costituiscano parte civile nei processi che li vedranno coinvolti”.

Dopo l’accordo siglato Aica e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, c’è soddisfazione da parte dei rappresentanti dei lavoratori.  Scampato il pericolo di una interruzione del servizio, esso dal 2 di agosto verrà gestito dalla nuova Azienda Consortile dei Comuni Agrigentini.” Il servizio non subirà alcuna interruzione e i lavoratori attualmente in forza alla Gestione Commissariale transitano alle stesse condizioni precedenti nella nuova Società senza soluzione di continuità, prossimamente attraverso un tavolo tecnico permanente, previsto dall’accordo, si procederà alla convergenza verso l’applicazione di un solo contratto collettivo di lavoro”, scrivono i sindacati in una nota stampa.

Sindacati che esprimono soddisfazione per il mantenimento degli impegni assunti da Aica e Ati. “L’accordo premia i sacrifici e lo spirito di abnegazione delle maestranze che hanno sempre tenuto un atteggiamento consono al servizio sociale e vitale cui assolvono, in particolar modo durante questo grave periodo di pandemia”, rimarcano i sindacati. Adesso bisogna “collaborare al massimo per il raggiungimento degli obbiettivi aziendali, quali l’ottimizzazione del servizio, il rifacimento di reti e impianti, la distribuzione 24 ore su 24 tutte attività che convergono verso una gestione efficiente, efficace ed economica”.

Ricordano anche che i vertici dell’AICA “si sono impegnati ad approfondire le problematiche inerenti il personale in forza a tempo determinato e i collaboratori”.

Evidenziano “che negl’ultimi anni non si sono realizzati gli investimenti necessari seppur in presenza di ingenti disponibilità finanziarie provenienti dall’Unione Europea. Sarà necessario vigilare affinché non si verifiche per l’ennesima volta che in Provincia di Agrigento non arrivino e si spendano le risorse previste dal PNRR”. Ecco, allora, che Cgil, Cisl e Uil invitano le forze politiche e istituzionali “a spendersi per migliorare le condizioni di vita della provincia, contribuendo alla risoluzione delle problematiche burocratiche e ai ritardi che frenano gli investimenti”.

Ma c’è anche l’appello agli utenti. “Il Servizio Idrico Integrato ha un costo e tutti debbono contribuire con il pagamento delle bollette, al fine di arrivare a una diminuzione delle tariffe”.