Agrigento, picchia l’imprenditore perché vuole assumerlo: «Così perdo il reddito di cittadinanza»

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L’uomo, un bracciante, denunciato dai carabinieri assieme ad altri 76 furbetti. Coinvolti anche pregiudicati, rapinatori e mafiosi

Di «furbetti» del reddito di cittadinanza sono piene le cronache, ma tra i 77 scoperti oggi e denunciati dai carabinieri del Comando provinciale di Agrigento viene fuori un caso limite. Un rumeno picchiò l’imprenditore che dopo un periodo di prova voleva assumerlo nella sua azienda agricola. Il bracciante preferiva continuare a lavorare in nero nelle campagne di Naro (Agrigento) e incassare il sostegno economico dallo Stato. E così, quando il datore di lavoro, il mese scorso, lo ha convocato per proporgli un contratto per un anno è nata una discussione, finita nel peggiore dei modi. Il rumeno è andato in escandescenza. Sono volati pugni e insulti e ora l’uomo è indagato, oltre che per truffa, anche per lesioni personali.

L’imprenditore ha denunciato l’accaduto. Per ottenere il reddito di cittadinanza è necessario presentare una domanda all’Inps, allegando un’autocertificazione che è stata falsificata nei casi smascherati tra Agrigento, Favara, Licata, Naro e Porto Empedocle. Sono bastati due mesi di indagini per scovare i «furbetti» che sono stati denunciati dai militari alle Procure di Agrigento e Sciacca. Si va da madre e figlia che hanno nascosto di lavorare in una pizzeria nel litorale agrigentino a una sfilza di pregiudicati che hanno omesso di indicare nell’autocertificazione precedenti per mafia, scippi e furti; da chi ha dimenticato di dichiarare vincite al gioco superiore a quindici mila euro a chi ha sostenuto di vivere ad Agrigento e invece risiede altrove. In totale ai 77 denunciati — ventidue stranieri e il resto agrigentini — sono stati erogati 750 mila euro. Tocca all’Inps avviare il recupero coattivo delle somme e revocare il beneficio del reddito di cittadinanza.

Corriere.it

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