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La Regione Siciliana agisce con estremo scrupolo nell’esclusivo obiettivo di fronteggiare la crescita dei contagi da Covid-19 e consentire a chi lo necessita di essere curato in maniera appropriata. Non c’è nessuna circolare “svuota ospedali”, come sostenuto da qualcuno, poiché le dimissioni dei pazienti dai reparti per essere curati a domicilio vengono effettuate secondo criteri definiti dall’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi regionali e riportati nel parere del Comitato Tecnico Scientifico regionale. Piuttosto la Regione sta adottando un criterio di precauzione nel riportare le disponibilità di posti letto ai parametri di marzo, non per sfuggire alle restrizioni imposte dai “colori” ma per fronteggiare le richieste di ricoveri, visti i comportamenti sociali poco attenti al rispetto delle regole di prevenzione e l’alto numero di turisti che affollano l’Isola.
Lo precisa l’assessorato regionale alla Salute.

Pugno duro dell’Ordine dei medici di Siracusa che sospende 49 iscritti non vaccinati, dopo aver ricevuto gli elenchi dall’Asp e aver fatto i dovuti accertamenti. “Il medico che può e non si vaccina è un pessimo esempio per la società. Le regole si rispettano, così come le indicazioni della comunità scientifica accreditata”, dice il presidente dell’Ordine siciliano, Anselmo Madeddu.

Lo stop durerà fino al 31 dicembre per chi non si sottoporrà a immunizzazione nel frattempo. «Le regole si rispettano, così come le indicazioni della comunità scientifica accreditata, altrimenti è meglio cambiare mestiere. Vaccinarsi non è solo un atto di attenzione per la propria salute, ma anche un dovere civico e una necessaria tutela che ogni medico deve garantire ai propri pazienti e assistiti», continua il presidente dall’Ordine di Siracusa. L’iniziativa ha preso origine dal decreto legge che ha affidato alle Asp il compito di accertare le inosservanze e di comunicarle all’Ordine. Nel caso della provincia di Siracusa l’Asp ha trasmesso all’Ordine un elenco iniziale di 153 medici non vaccinati. Dopo gli accertamenti è stato possibile escludere dall’elenco tutti cloro che si erano ne frattempo vaccinati o avevano ottenuto le esenzioni previste dalla legge.

La sospensione dell’Ordine durerà fino al 31 dicembre, eccetto che per coloro i quali nel frattempo si dovessero vaccinare, e comporta il divieto di lavorare a qualsiasi titolo, sia come medico dipendente che come libero professionista.

Ad Agrigento una donna di 47 anni si è rivolta all’Ufficio denunce della Questura perché ha subito dei furti dalla propria carta Poste Pay. La carta è stata bloccata, e la Polizia ha trasmesso la denuncia ai colleghi della Polizia Postale di Palermo. Dalla carta della donna sono stati effettuati circa 10 prelievi da poco più di 1 euro ciascuno, probabilmente al fine di diluire i furti affinchè lei non se ne accorgesse.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, in corsa per la riconferma, lancia un appello alla coalizione di centrodestra contro eventuali iniziative divisive.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha appena lanciato sul tavolo politico della coalizione del centrodestra alla Regione Siciliana la candidatura di un presidente della Regione leghista. Per tale ragione, probabilmente, si comprende adesso perché la Lega in Sicilia non ha partecipato alle riunioni della maggioranza all’Assemblea che si sono svolte prima che Musumeci nel maggio scorso annunciasse pubblicamente la sua candidatura alla riconferma a Palazzo d’Orleans. Tali incontri consultivi sono stati snobbati anche dagli Autonomisti, che hanno giustificato la loro assenza ritenendo prematuro l’argomento. Forza Italia, dopo un primo velato assenso, ha frenato e adesso osserva alla finestra, in compagnia di Fratelli d’Italia. A fronte di tutto ciò, Nello Musumeci rilancia l’appello alla compattezza tra i partiti che gli sono a fianco, e afferma: “Ogni partito ha le sue ambizioni, ma spero non si vorrà lavorare per dividere la coalizione. Oggi si discute praticamente solo nel nostro campo, ed è già un successo, perché vuol dire che il centrodestra, durante il mio governo, ha riconquistato la centralità politica che aveva perso nel decennio precedente”. E poi, in riferimento alle attività di governo, Musumeci aggiunge: “La mia ambizione, in questo momento, è provare a raddoppiare la spesa dei fondi europei prevista dal rendiconto annuale, per dare ossigeno al nostro sistema produttivo, in un momento di difficile crisi. E’ un obiettivo a portata di mano perché al 31 agosto avremo quasi già raggiunto il target fissato per dicembre”. Poi il presidente della Regione ribadisce la sua disponibilità al confronto con gli alleati, ma pone alcuni paletti, così: “Sono una persona dialogante, paziente e lavoro senza sosta 18 ore al giorno. Ma non c’è da attendere un anno per sapere quello che ho già dichiarato da mesi: per dividere il tempo della semina da quello del raccolto servono motivazioni ben più forti delle legittime ambizioni di una forza politica. Di certo, nessuno si affezioni all’idea di poter proseguire questo stucchevole dibattito, mentre a Palermo c’è un governo impegnato a superare uno dei momenti più difficili della nostra storia recente”.

E poi, tirando la coperta dalla sua parte, Nello Musumeci conclude: “Nel 2017, prima delle elezioni regionali, per tutti gli osservatori il centrodestra in Sicilia era fuori partita, e la Sicilia sembrava procedere verso il primo governo di Regione del Movimento 5 Stelle in Italia. Così non è stato, anche grazie alla credibilità di chi allora ha consentito un risultato al quale molti non credevano. La riprova è arrivata pochi mesi dopo, con le elezioni nazionali, quando i siciliani hanno espresso un consenso al Movimento 5 Stelle pari al 50%, segno che il sentimento di allora era certamente orientato verso i pentastellati. Oggi, invece, apprezzo che nel nostro campo si discuta la ritrovata centralità del centrodestra durante il mio governo”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

La Regione Siciliana stanzia sei milioni di euro di finanziamenti a piccole e medie imprese per lo sviluppo di progetti formativi per la ricollocazione e la riqualificazione dei lavoratori. 
Al fine di contrastare gli effetti economici negativi causati dal Covid-19, il governo nazionale ha istituito il Fondo nuove competenze (Fnc), con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di nuove competenze per la ricollocazione dei lavoratori. L’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale ha quindi pubblicato l’Avviso n. 43/2021, con il quale finanzia le attività formative proposte dalle imprese che abbiano presentato istanza a valere sull’Avviso del Fnc e che abbiano stipulato accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro entro il 30 giugno 2021, finalizzandolo all’aggiornamento delle competenze. Tali accordi collettivi devono individuare il numero dei lavoratori coinvolti nell’intervento, il numero di ore dell’orario di lavoro da destinare a percorsi formativi e i progetti finalizzati allo sviluppo delle competenze.
«Con questa azione la Regione Siciliana interviene a sostegno delle piccole e medie imprese – spiega l’assessore regionale Roberto Lagalla – finanziando percorsi formativi di riqualificazione del personale utili allo sviluppo di nuove competenze, necessarie al reinserimento o ad una positiva ricollocazione dei lavoratori. Questo Avviso si inserisce in un più ampio quadro di interventi che il governo Musumeci, in linea con il Pnrr, sta attuando per sostenere economicamente le aziende e permettere ai lavoratori di non fuoriuscire dal mercato del lavoro attraverso il miglioramento del loro profilo professionale».
Nello specifico l’Avviso della Regione finanzia i progetti di piani formativi ammessi a finanziamento del Fnc che possono essere attuati e già conclusi, al momento della presentazione dell’istanza di finanziamento, oppure in corso di attuazione o da attuare non oltre il 30 novembre 2021. Possono presentare istanza di finanziamento piccole e medie imprese con almeno una sede operativa in Sicilia e le attività formative oggetto di finanziamento possono rivolgersi ad un massimo di 50 lavoratori e devono essere erogate da enti accreditati, a livello nazionale o regionale, o da altri soggetti, anche privati, che per statuto o istituzionalmente, svolgono attività di formazione, comprese le università statali e le non statali legalmente riconosciute, gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (Cpia), gli Istituti tecnici superiori (I.T.S.), i centri di ricerca accreditati dal ministero dell’Istruzione, anche in forma organizzata in reti di partenariato territoriali o settoriali.

Il limite massimo delle ore da destinare allo sviluppo delle competenze per ogni lavoratore è pari a 250. La presentazione delle domande può avvenire a partire dalla data di pubblicazione dell’Avviso fino ad esaurimento delle risorse disponibili. La data di chiusura avverrà entro e non oltre il 30 novembre 2021.

La Procura di Caltagirone, in provincia di Catania, ha disposto il fermo, come indiziato di delitto, di una donna di 45 anni, residente a Grammichele, madre di un ragazzino di 14 anni tetraplegico il quale sarebbe deceduto perché – come ritiene il medico legale – è stato esposto per parecchie ore ai raggi solari. A lei si contesta il reato di abbandono aggravato di minorenni che, peraltro, le è stato contestato già una volta in passato. La donna ha la custodia esclusiva del 14enne, persona incapace di provvedere a se stessa per malattia di mente e di corpo. Ed ecco perché le si contesta l’aggravante. Lei, inoltre, avrebbe tentato di nascondere quanto accaduto mantenendo il corpo in casa con i climatizzatori sempre accesi. La donna è stata già trasferita nel carcere di Catania.

Sono 1.377 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore a fronte di 16.265 tamponi processati in Sicilia. L’incidenza sale al all’8,5%. La Sicilia rimane imperterrita al poco felice traguardo del primo posto in Italia per regioni contagiate mentre al secondo posto c’è la Toscana con 844 contagi. I guariti sono 376 mentre nelle ultime 24 ore si registrano 16 vittime. Sul fronte ospedaliero sono 724 i ricoverati, 23 mentre in terapia intensiva sono 83.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 290, Catania 283, Messina 81, Siracusa 141, Ragusa 124, Trapani 199, Caltanissetta 104, Agrigento 120, Enna 35.

La chiesa di San Giuseppe Artigiano si è rivelata troppo piccola per contenere tutte le persone che hanno voluto dare l’ultimo saluto a Salvatore Lupo, l’imprenditore di 45 anni ex presidente del Consiglio comunale di Favara, ucciso nel pomeriggio di Ferragosto all’interno di un bar.

In tanti hanno assistito al rito funebre sul sacrato, sia per le normative anti covid che limitano i posti in chiesa, sia perché erano proprio tante le persone presenti. Il rito funebre è stato celebrato da padre John Ukwenya, presenti i due figli di Totò Lupo, Calogero e Sofia, i fratelli Vincenzo e Rosario, i parenti e tanti amici e conoscenti. In chiesa anche la ex moglie di Lupo, Giusi Barba, che tra le lacrime ha lasciato la chiesa prima della fine del rito.

All’uscita della chiesa un lungo applauso ha salutato Salvatore Lupo, quindi il corteo funebre ha raggiunto il cimitero di Piana Traversa dove la bara è stata momentaneamente depositata all’interno della sala mortuaria per essere poi tumulata  nelle prossime ore.

siciliaonpress

Figlio e fratello di Totò Lupo chiedono “che si abbia rispetto per la vittima e che gli sia resa giustizia, per questa immane tragedia, che li ha colpiti e distrutti”.

Ecco la nota del legale di fiducia della Famiglia Lupo, avvocato  Domenico Russello: “Innanzitutto, intendono esprimere il loro ringraziamento alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria per l’incessante lavoro investigativo e d’indagine che stanno portando avanti, con la speranza che sia fatta al più presto piena luce su quanto accaduto.
I componenti della famiglia Lupo  hanno già riferito agli inquirenti tutte le notizie in loro possesso, che possano essere utili per le indagini, e aspettano fiduciosi che la giustizia faccia il suo corso.

In merito ai procedimenti penali a carico della vittima, ed ai suoi supposti “nemici”, è bene precisare che Totò Lupo è morto da incensurato, e che non esiste nessuna sentenza di condanna a suo carico. Totò Lupo ha sempre respinto ogni accusa in tutte le sedi giudiziarie, ed era fiducioso che i processi lo avrebbero scagionato da ogni responsabilità; compreso, da ultimo, la querela per appropriazione indebita, stalking e lesioni personali presentata a suo carico dall’ex moglie, che Lupo, nel corso dell’interrogatorio reso in merito presso la Tenenza dei Carabinieri di Favara, aveva totalmente contestato e bollata come calunniosa, fornendo, anche in quella circostanza, la prova della sua innocenza e della falsità dell’accusa.
Totò Lupo non ha mai toccato con un dito né l’ex moglie né il suocero. Riguardo ai supposti “nemici”, si tratta a ben vedere, quanto all’inchiesta così detta “stipendi spezzati”, di ex dipendenti della cooperativa SUAMI, di cui aveva dismesso da anni ogni carica gestionale e di socio.
Gli ex dipendenti vantano presunti crediti, ancora tutti da accertare e per di più nei confronti della cooperativa.
I maltrattamenti cui si fa riferimento, invece, nell’inchiesta cosi detta “catene spezzate”, si tratta di ex ospiti disabili verso i quali Lupo era accusato di reato omissivo e non commissivo, ossia non di avere commesso i presunti abusi, ma solo di non avere vigilato e impedito che altri li commettessero. Ma egli ha sempre respinto ogni accusa. Si dice, inoltre, che gestiva diverse società e alcuni B&B. Si precisa che da diversi anni non gestiva alcuna società, e viveva con i proventi di un solo B&B residenziale.

In merito agli esiti dell’autopsia, intanto, questi si potranno conoscere solamente dopo il deposito della relazione del consulente incaricato dal P.M. titolare dell’indagine.

Quattro migranti sono riusciti, ancora una volta, a scappare dal centro di sorveglianza sanitaria anti-Covid “Villa Sikania” a Siculiana. Due sono stati già rintracciati lungo la statale 115, dai carabinieri che, immediatamente, sono riusciti ad individuare i fuggitivi.

Per altri gli altri due (si tratta di minorenni non accompagnati che erano in stato di sorveglianza sanitaria anti-Covid), che mancano all’appello, sono in corso le ricerche da parte delle forze di polizia.