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A Raffadali, in contrada Sant’Anna, i Carabinieri della Compagnia di Agrigento hanno arrestato un pensionato di 76 anni, C C sono le iniziali del nome, emigrato appena rientrato dal Belgio, perché ha appiccato il fuoco a delle sterpaglie in un proprio appezzamento di terreno, e le fiamme si sono rapidamente propagate. All’autorità giudiziaria, che lo ha posto ai domiciliari, risponderà di incendio doloso. Il tempestivo intervento dei Vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento ha scongiurato danni maggiori.

di Giuseppe Recca

“Stiamo avendo dei problemi, chiediamo scusa agli utenti della provincia di Agrigento, ma siamo al lavoro da appena 20 giorni e stiamo affrontando criticità che ci sono sempre state”.

L’Azienda Idrica Comuni Agrigentini non intende assistere impotente alle numerose critiche che arrivano un po’ da tutta la provincia dove in piena estate l’approvvigionamento idrico è carente con turni di erogazione che si allungano e con centinaia di guasti alla rete che i Comuni cercano di riparare con enormi difficoltà. “Non possiamo fare altro che scusarci con i cittadini – dice il presidente dell’assemblea Aica Alfonso Provvidenza – stiamo affrontando tutta una serie di problematiche che sono operative e finanziarie. Voglio ricordare che tutti abbiamo voluto l’acqua pubblica e che un ente pubblico opera in modo diverso rispetto ad un privato. Dobbiamo rispettare le regole di un’azienda pubblica, ovvero norme e regolamenti per fare affidamenti pubblici nel rispetto della legge”.

Attraverso il presidente dell’assemblea, la nuova società consortile chiede in sostanza ai cittadini di avere pazienza, di dare fiducia ai Comuni che stanno affrontando questo nuovo corso e che in questi giorni si sono trovati di fronte prima di tutto l’ostacolo finanziario, la mancanza di liquidità e il ritardo nell’erogazione del contributo regionale di 10 milioni di euro varato alla fine di luglio con apposita legge dall’Ars. Il sistema del servizio idrico in provincia era in crisi e continua ad esserlo. Ma l’Aica non accetta le critiche di chi oggi dice che con il precedente gestore le cose forse andavano meglio. “Forse – dice ancora il rappresentante della società – tutti hanno già dimenticato che siamo partiti da una difficilissima situazione oggettiva. Abbiamo ereditato una gestione da parte di una società che ha ricevuto una interdittiva antimafia ed è stata interessata da una dichiarazione di fallimento. I problemi di acqua c’erano anche negli altri anni, nelle altre estati. Oggi abbiamo la necessità di stare uniti in difesa di un’azienda che è pubblica, che è dei cittadini. Tutti insieme dobbiamo risolvere i problemi ed avere pazienza, i disservizi di oggi non li abbiamo creato noi”.

Provvidenza ci mette la faccia e confida anche nel lavoro del consiglio di amministrazione formato da tre esperti che in queste settimane preferiscono stare in silenzio e dedicarsi al difficile avvio del nuovo soggetto giuridico. I cittadini si chiedono quando la nuova gestione entrerà a regime, quando l’acqua verrà erogata con una certa regolarità: “Non appena avremo le risorse finanziarie disponibili – conclude – dal primo di settembre dovremmo cominciare a fare gli interventi di manutenzione ordinaria”.

A Palermo, come già pubblicato, incombe l’emergenza “Cimitero dei Rotoli”, dove quasi 1000 bare giacciono non sepolte ovunque, a fronte della non disponibilità dei campi di inumazione e del forno crematorio. Ebbene, adesso, il sindaco, Leoluca Orlando, che nel frattempo ha organizzato il trasferimento delle bare nell’altro cimitero comunale di Palermo, il Sant’Orsola, punta il dito contro il Consiglio comunale, reo di non avere ancora approvato il Piano delle opere pubbliche, depositato da 10 mesi, contenente anche le opere necessarie al Cimitero dei Rotoli.

Nella zona delle isole Eolie, in provincia di Messina, nottetempo è stata registrata una scossa di terremoto. Solo paura ma nessun danno. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, la scossa, registrata alle ore 3.35, è stata di magnitudo 3.2. L’epicentro è stato localizzato a 22 chilometri di profondità a nord di Stromboli a una distanza di 87 chilometri da Messina e 91 da Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro.

Era ricoverato al Covid hospital di Ribera da alcuni giorni, attaccato dal coronavirus. Non era vaccinato. Purtroppo non ce l’ha fatta.

Luigi Bartolomeo, 60 anni di Raffadali, stimato dipendente del Comune di Agrigento, settore Ecologia, fa salire a 291 il numero delle vittime da quando è iniziata la pandemia.

La notizia si è immediatamente diffusa nel centro agrigentino ed ha suscitato molto scalpore perchè Bartolomeo era noto a tutti come una persona mite e assolutamente perbene.

 

 

Gli agenti del commissariato di polizia di Licata, coordinati dal vice questore Cesare Castelli, la notte scorsa sono intervenuti in una pizzeria del centro dove un uomo, evidentemente in stato confusionale, e seminudo, era appena entrato con un coltello in mano (di complessivi 40 centimetri), seminando il panico tra i presenti.

Non senza difficoltà i poliziotti sono riusciti a bloccarlo ed a disarmarlo. Hanno, quindi, avvertito gli operatori del 118 che hanno trasferito l’uomo in ospedale perchè ricevesse le cure del caso.

Successivamente il licatese è stato condotto al commissariato dove è stato denunciato a piede libero per porto abusivo di coltello. L’arma, ovviamente, è stata sequestrata.

di Filippo Cardinale

“La nostra provincia nella settimana di Ferragosto, insieme a Caltanissetta e Ragusa, è stata tra le peggiori in Sicilia per numeri di positivi e anche per il numero di ricoverati”. Bastano solo queste poche parole pronunciate dal commissario straordinario dell’Asp di Agrigento, Mario Zappia, per dipingere pienamente l’amarezza derivante da una situazione epidemiologica che porta la nostra provincia tra le più critiche in Sicilia. Un contesto che descrive non solo la superficialità con cui si affronta l’epidemia, convinti che il virus sia andato in ferie in occasione della stagione estiva, ma anche l’incoscienza a non vaccinarsi. Una incoscienza che mette a repentaglio la propria salute e, specialmente, quella degli altri. Insomma, l’egoismo domina calpestando anti agrigentini che hanno ritenuto assolvere al proprio dovere vaccinandosi. “Vaccinarsi contro il Covid è un atto d’amore per sé e per il prossimo”, ha detto Papa Francesco.

Il risultato è che attualmente positivi al 18 agosto sono 1.799 (in data 19 sono aumentati fino a 1.860). Il famoso “pachiderma” ingrossa con la felicità del virus che facile ospitalità e poca resistenza da parte di chi ancora ignora (o vuole ignorare) l’efficacia del vaccino. Negli ultimi 18 giorni (data del grafico) si è passati da 1.230 positivi a 1.799; non solo contagi aumentati ma anche i ricoveri. Sempre negli ultimo 18 giorni, i ricoveri sono aumentati da 36 a 60. Insomma, è stato profuso ogni impegno per deliziare il virus che saltella gioioso da soggetto a soggetto. Specie grazie all’allentamento della guardia, agli assembramenti, alle feste, alla gioia di essere “liberi tutti” come se la pandemia fosse finita.

Ad allarmare è anche il dato dei vaccini che ha subito un crollo tanto che gli hub sono vuoti. “L’hub di Sciacca in un giorno ha somministrato 24 dosi”. Dato negativo che fa il paio con il dato provinciale: 300 dosi in un giorno. La delusione di Zappia è evidente: “E’ inutile che ci sforziamo di mettere in campo risorse importanti se poi la gente non si fa vaccinare”, chiosa Zappia.

Basta dare uno sguardo al seguente grafico: il calo delle somministrazioni è evidente. Ma non perché la quasi totalità della popolazione ha concluso il ciclo vaccinale, ma perché c’è ancora una grossa fetta di popolazione che ritiene non utile vaccinarsi. E’ il caso di ricordare che nonostante il caldo, il virus circola e ha aumentato i contagi. Significa che non è andato in ferie.

L’aumento dei contagi, il calo delle vaccinazioni, è una combinazione che ha prodotto l’aumento di ricoveri. Dall’1 agosto al 18, sono passati da 31 a 62. Bingo! C’è stato il raddoppio. L’aumento di ricoveri ha portato alla saturazione dei posti letto l’ospedale Covid Fratelli Parlapiano di Ribera con la conseguente necessità di riaprire reparti Covid al Giovanni Paolo II di Sciacca e al San Giovanni di Dio di Agrigento. Basta evidenziare che al San Giovanni di Dio ci sono 29 posti letto occupati su 30 disponibili in medicina Covid. Oppure che al Fratelli Parlapiano, in medicina Covid sono occupati 14 posti letto su 30 disponibili, in rianimazione sono occupati 7 posti letto su 10 disponibili. Sempre al Fratelli Parlapiano, in sub intensiva, sono occupati 8 posti letto di 10 disponibili. “La situazione è al limite dell’attenzione” rimarca Zappia e “aumentare i posti letto comporta disagi per l’utenza non Covid”.

“La vaccinazione è l’unico modo per non permettere al virus di evolversi clinicamente in modo grave”, ricorda Zappia. “Stiamo seguendo anche la scia tracciata dall’Assessorato regionale alla Salute e cioè di coinvolgere tutto il mondo medico nella rete delle vaccinazioni per consentire anche una somministrazione di prossimità”.

“Ci sono 7 Comuni agrigentini che sono abbondantemente sotto il 70% della vaccinazione. “Siamo sul limite per entrare nella zona gialla, ma con il rischio anche di raggiungere quella arancione, con tutto quello che comporta”.

Da oggi 20 al 25 agosto il CEFPAS, Centro per la Formazione Permanente e l’aggiornamento del personale del Servizio Sanitario, approda, per la prima volta, al Meeting di Rimini con uno spazio importante all’interno dell’area espositiva della Regione Siciliana perché il CEFPAS, rappresenta un modello virtuoso su scala nazionale.

Il “Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini” è un’importante manifestazione nel panorama degli eventi umanistici che si svolgono in Italia e in Europa,  ricca di tavole rotonde, confronti e iniziative culturali, sociali e scientifiche.

Il CEFPAS presenterà la propria offerta formativa, le attività del Cemedis (Centro Mediterraneo di simulazione ) e della Struttura tecnica di Progettazione, che attraverso la nuova metodologia BIM (Building Information modeling) punterà a una significativa operazione di restyling dell’intero campus CEFPAS.  In particolare, nello spazio assegnato a Rimini sarà allestita un’area di simulazione e ci saranno dei momenti di dimostrazioni ed esercitazione pratica sulla Rianimazione cardiopolmonare e si proietteranno i Render del nuovo assetto del Centro e le fasi di lavorazione dei progetti in BIM.

Il CEMEDIS un ‘esperienza  unica nel Sud-Italia dispone delle più avanzate tecnologie disponendo di simulatori ad alta fedeltà di pazienti adulti, pediatrici e ostetrici collegati ad un impianto che consente la registrazione e la revisione delle procedure messe in opera dai partecipanti nel corso della simulazione. Le sale regia e le sale per le esercitazioni pratiche completano la dotazione del CEMEDIS.

“La vetrina del Meeting di Rimini – conclude il Direttore del Centro l’Ing. Roberto Sanfilippo – rappresenta un momento positivo e di respiro per una Sicilia che cambia, si rinnova e si mette a passo con i tempi in una sfida sempre votata alla crescita generale dei servizi sanitari .”