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Un Assistente Capo Coordinatore del Corpo di Polizia Penitenziaria, di 56 anni, originario di Sambuca di Sicilia e da molti anni in servizio nella Casa circondariale di Pagliarelli a Palermo, si è suicidato. Così annuncia il sindacato di categoria Sappe, che, tramite il segretario generale, Donato Capece, dichiara: “E’ una notizia agghiacciante, che sconvolge tutti noi: dall’inizio dell’anno è il terzo suicidio che contiamo nelle fila del Corpo di Polizia Penitenziaria, uno dei quattro Corpi di Polizia dello Stato italiano”.

Onorevole Di Caro, Favara è sommersa dai rifiuti e non è la prima volta che accade. Quali sono le cause?

“Guardi lei dice che non è la prima volta che accade io aggiungo che Favara oggi è, purtroppo, a un passo dalla zona rossa e l’unica città della provincia di Agrigento invasa dai rifiuti. Le altre città non navigano nell’oro eppure cercano di garantire, tra mille problemi, un servizio essenziale e fondamentale in piena pandemia covid-19.

Il governo regionale poi, con a capo il Presidente Musumeci, ha avuto 4 anni e addirittura poteri speciali per mettere a regime il sistema dei rifiuti e gli impianti obsoleti. Cosa ha fatto in questi 4 anni? Nulla di nulla. È anche per questo che oggi ci troviamo in una situazione del genere. Ora addirittura tirano fuori dal cilindro la soluzione degli inceneritori, con tempi di realizzazione decennali, o quella di spedire i rifiuti all’estero con i fondi europei. Due follie che non risolvono l’emergenza”.

Quindi assolve l’amministrazione comunale della sua città?

“Assolutamente no. Gli operatori ecologici non riescono a ricevere puntualmente il loro stipendio mensile e giustamente manifestano il loro disagio incrociando le braccia.

Il Comune ha il dovere di riscuotere la tassa sui rifiuti e attraverso questa finanziare il servizio di raccolta e smaltimento compresi gli stipendi per gli operatori ecologici.

In questo, chi amministra il Comune di Favara ha ampiamente dimostrato di non essere in grado di garantire il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, di contrastare l’evasione e di garantire un servizio equo e dignitoso per tutti i cittadini.

Peraltro devo dire che la pandemia ha peggiorato di poco la situazione, prima del covid-19 l’emergenza rifiuti a Favara era quasi un appuntamento mensile”.

La sindaca Alba ha accennato a un fondo perequativo e che farà ricorso all’art.191 per risolvere l’emergenza rifiuti. Potrebbe spiegarci meglio di cosa si tratta?

“Andiamo con ordine. Il famigerato “fondo perequativo” è contenuto nell’articolo 11 della finanziaria regionale 2020 e non ha nulla a che vedere col pagamento degli stipendi agli operatori ecologici. La quota di riparto per Favara è di 1.281.661,52 euro ma si tratta di un fondo concesso solo in caso di esenzione o riduzione dei tributi locali a favore degli operatori economici in crisi pandemica. Mesi fa ho chiesto formalmente al presidente della regione un’anticipazione, solo per Favara, ma a quanto pare non è possibile.

In merito all’art.191, stiamo parlando del codice dell’ambiente che in situazioni di eccezionale ed urgente necessità di tutela della salute pubblica, consente al sindaco il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti. Quindi l’idea sarebbe quella di trovare altre ditte disposte a pulire la città. Ma la domanda è: con quali soldi paghi le nuove ditte visto che non puoi pagare gli stipendi degli operatori ecologici delle ditte già aggiudicatarie del servizio?”

 Quindi siamo in un vicolo cieco. Quali potrebbero essere le soluzioni per uscirne?

 “Ho più volte sollecitato il governo regionale a fare qualcosa di straordinario e urgente per il Comune di Favara. Ma finora le mie richieste sono rimaste inascoltate da Musumeci e i suoi. Piuttosto mi chiedo perché il comune non ha ancora emesso il saldo TARI 2020 e la prima bimestralità 2021. Se non si permette di pagare a quei pochi che vogliono farlo allora è finita.

Anni fa io ed altri proponemmo un modello nuovo di riscossione dei tributi a partire dalle notifiche. Perché non formare i tanti dipendenti precari e abilitarli alla notifica degli atti emessi dal comune? Perché non utilizzare un metodo ingiuntivo anziché perdere anni sulle cartelle esattoriali? Chi ha uno stipendio fisso e una busta paga deve essere messo nelle condizioni di pagare immediatamente e se non lo fa si può far rivalsa anche con pignoramenti tramite terzi”.

Abbiamo letto di una sua legge che istituisce un fondo di 10 milioni di euro per garantire gli stipendi degli operatori ecologici.

“In questi giorni il governo regionale sta cercando di riproporre all’Assemblea Regionale Siciliana la legge di “riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti”. La legge così com’è è un disastro annunciato ma può essere utile per cercare una soluzione al pagamento degli stipendi arretrati degli operatori ecologici. In tal senso abbiamo già depositato un emendamento secondo noi importante.

Si tratta di una soluzione rivolta ai comuni che non riescono a garantire un servizio di raccolta e smaltimento degno di un Paese civile. L’istituzione di un fondo di rotazione regionale che i comuni potranno utilizzare solo ed esclusivamente per pagare gli stipendi degli operatori ecologici. I comuni dovranno poi restituire, entro dodici mesi, le somme senza interessi una volta incassata la tassa sui rifiuti. Speriamo sia accolta favorevolmente dal governo regionale e dalla sua maggioranza”.

Le elezioni amministrative sono state rinviate a ottobre. Questo giornale seguirà molto da vicino tutta la campagna elettorale di Favara; già cominciano a uscir fuori i nomi di possibili candidati. Lei è già schierato?

 “Mi da una notizia;  chi ha detto che le elezioni amministrative sono state rinviate a ottobre 2021? Ovviamente è una battuta per dire che ancora l’assessore alle autonomie locali non ha decretato nulla, anche per dire che ci si allinea alle direttive nazionali.

Io mi schiero con la città. Favara è una città gravemente ferita, non solo a causa della pandemia e ha bisogno dell’aiuto di tutti. Nessuno può pensare agli steccati politici o alle bandierine di partito, quando incombe un secondo dissesto finanziario e le emergenze sono all’ordine del giorno. So bene che è complicato, ma è indispensabile il sostegno di tutti coloro i quali hanno a cuore le sorti di Favara, attorno ad una consapevolezza: la città si salva se ognuno è disposto a perdere qualcosa e scegliere il bene collettivo a discapito delle piccole rendite di posizione, più che legittime in condizioni di normalità. Ma Favara è una città che deve tornare ad essere straordinaria e sono convinto che sarà così se tutti prendiamo consapevolezza del nostro piccolo pezzo di responsabilità, del lavoro, l’abnegazione e l’attenzione che i favaresi meritano”.

Il recovery Fund: un’occasione da non perdere per la Sicilia. Il recovery è un’occasione per ridurre il gap con il Nord. Troppe volte in Sicilia si sono perse occasioni importanti per creare sviluppo e di conseguenza lavoro. Classi politiche inadeguate, mancanza di spirito di impresa, corruzione, mafie hanno impedito l’avvio a realizzazione di un nuovo modello di sviluppo che porti ad una decisa azione innovativa in campo sociale ed economico con l’obiettivo di uscire dalla logica dello Stato assistenziale. creando posti di lavoro.

Non vi possono essere più alibi da parte di nessuno: il Ponte sullo Stretto, i cui costi ed il cui impatto ambientale e la sicurezza sono aumentati rispetto a venti anni fa, la creazione di un hub nel Porto di Augusta per le merci provenienti dall’Africa o dall’Asia minore, la ferrovia ad alta capacità e velocità sono solo alcune delle opere necessarie per una terra, come la Sicilia, che ha tutte le caratteristiche per essere trainante per l’economia italiana ed europea. Inoltre tali opere sarebbero volano per ulteriori investimenti pubblici e privati.

Utopia? No certezze. Insieme, il nuovo partito nato il 4 ottobre del 2020 basato sulle idee espresse dalla dottrina sociale della chiesa, sulle encicliche Laudato Sii e Fratelli Tutti, lavorerà perché questa non sia l’ennesima occasione sprecata dalla politica. I siciliani hanno il diritto a non vedere andare via i propri figli

A Licata, nel quartiere Bronx, una mano ignota avrebbe appiccato il fuoco ad uno scooter di proprietà di un disoccupato di 36 anni del luogo. Le fiamme hanno coinvolto anche il prospetto di una palazzina costringendo alcune famiglie a uscire dalle proprie abitazioni a causa dell’intenso fumo sprigionato. Sono state rinvenute tracce di liquido infiammabile. Indagano i Carabinieri.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania ha convalidato l’arresto di Agatino Gemma, 50 anni, eseguito dalla Squadra Mobile per l’omicidio del pensionato Nunzio Nicotra, 80 anni, vedovo, il cui corpo con diverse coltellate è stato trovato il 7 aprile scorso nel monolocale dove ha abitato, non lontano dall’ospedale Garibaldi centro. Agatino Gemma innanzi al giudice non ha reso confessione, ma in una precedente dichiarazione al sostituto procuratore ha invece ammesso il delitto e anche il movente: la vittima non gli avrebbe restituito dei soldi che gli ha prestato. Gemma, ex agente di polizia penitenziaria, è stato già arrestato nel 2006 per il delitto di una prostituta nigeriana, anche lei ferita mortalmente con delle coltellate. E’ stato ritenuto non in grado di intendere e volere, e recluso nell’istituto penitenziario di Barcellona Pozzo di Gotto, e poi, a scadenza dei termini, è stato scarcerato.

La Corte d’Appello di Palermo ha assolto nel merito l’ex Sovrintendente ai Beni culturali di Palermo, Adele Mormino, che ha rinunciato alla prescrizione. E’ stato ribaltato il verdetto di primo grado, allorchè il Tribunale ha condannato l’imputata ad 1 anno e 4 mesi di reclusione per il reato di falso, in riferimento a presunte irregolarità nel rilascio delle autorizzazioni per la costruzione di un impianto fotovoltaico a Monreale.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, è intervenuto ancora nel merito del caso “Ruggero Razza e i dati falsi covid”, ed ha affermato: “L’assessore Razza è stato fra i migliori assessori che la Regione siciliana abbia avuto in 70 anni. Le responsabilità politiche sono del Presidente e quelle penali di chi le commette. Lasciamo lavorare i magistrati, ho grande fiducia nella magistratura. Se qualcuno ha sbagliato pagherà e se qualcuno non ha sbagliato in tanti dovranno chiedere scusa. L’assessore per un avviso di garanzia si è dimesso. E’ una grande lezione istituzionale”.

I giudici della Corte d’Assise d’Appello di Palermo hanno confermato la sentenza emessa dalla Corte d’Assise, presieduta da Alfonso Malato, il 26 giugno del 2020, e hanno condannato a 22 anni di reclusione la romena Anisoara Lupascu, 40 anni, imputata dell’omicidio, a colpi di zappa e di bastone, del bracciante, connazionale, di 37 anni Constantin Pinau, in concorso con il marito Vasile Lupascu, 46 anni, e con il loro figlio Vasile Vladut Lupascu, 21 anni, entrambi già condannati a 30 anni di carcere ciascuno a conclusione del giudizio abbreviato, con sentenza di condanna confermata il 23 novembre del 2020 dalla Corte d’Assise d’Appello.

Il giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Antonio Cucinella, ha assolto Giuseppe Camilleri, 47 anni, ex comandante della stazione dei Carabinieri di Burgio. Camilleri, difeso dagli avvocati Salvatore Pennica e Alfonso Neri, è stato ristretto due mesi agli arresti domiciliari e costretto a sette anni di sospensione dal servizio perché indagato e poi imputato di falso ideologico e truffa continuata allorchè avrebbe truffato l’Arma dei Carabinieri attestando missioni inesistenti o di durata maggiore rispetto a quelle effettivamente svolte. Il pubblico ministero, Michele Marrone, ha proposto la condanna ad 1 anno e 6 mesi di reclusione.