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Durante il fine settimana appena trascorso, personale dell’Ufficio controllo del territorio del Commissariato di Polizia di Canicattì, ha sequestrato 16 autovetture sprovviste di copertura assicurativa, sanzionando i possessori per 890 euro ciascuno, per complessivi 14mila euro circa. Le auto sono state parcheggiate in una strada pubblica, e 13 delle 16 sono appartenenti ad un rivenditore di auto usate. Inoltre, lo stesso personale di Polizia ha rinvenuto due autovetture Fiat Grande Punto, rubate entrambe a Racalmuto qualche giorno addietro. Le auto, dopo gli accertamenti della Polizia Scientifica, sono state restituite ai legittimi proprietari.

Ancora un incidente stradale mortale in Sicilia. E’ accaduto a Catania, dove ieri sera Enrico Murabito, 17 anni, è morto in viale Ulisse perché, alla guida del suo scooter 125, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo del mezzo schiantandosi contro un cordolo che costeggia il tracciato. Inutile si è rivelato l’intervento dei sanitari del 118 che hanno tentato di rianimare il giovane con l’aiuto del defibrillatore. Il ragazzo è deceduto a seguito del violento impatto. Murabito, originario di Tremestieri, era appassionato di basket e giovanissimo arbitro.

A Caltanissetta, in una zona di campagna, una festa di musica techno è stata interrotta la scorsa notte dai poliziotti che hanno sorpreso almeno cento partecipanti ad un rave party provenienti da tutta la Sicilia. A segnalare la baraonda sono stati alcuni residenti. E’ stato allestito un palco con tanto di casse e consolle, con distribuzione di alcolici. Durante il blitz sarebbe anche stata sequestrata della droga. I partecipanti, all’arrivo delle forze dell’ordine, si sono dileguati da ogni parte possibile. I denunciati sono stati 21. Presenti anche agrigentini e saccensi.

La Procura di Agrigento, tramite la sostituto procuratore Emiliana Busto che coordina l’inchiesta, ha iscritto nel registro degli indagati due persone di Favara, uno di 30 anni con precedenti specifici, ed un altro di 40 anni, presunti autori del maxi furto in un negozio di cellulari svaligiato lo scorso 9 aprile ad Agrigento, in via Atenea. I due, forzando una finestra, sarebbero irrotti nel negozio rubando oltre 5mila euro in contanti custoditi in una cassaforte, un computer di ultima generazione e quattro smartphone.

A Racalmuto si registra il primo decesso da covid-19. L’uomo è stato ricoverato nell’ospedale di Agrigento nei giorni scorsi a causa delle conseguenze provocate dal virus. La morte è stata annunciata dal sindaco di Racalmuto, Vincenzo Maniglia, che ha scritto: “La triste notizia mi è stata comunicata da un familiare. L’Amministrazione ed il Consiglio Comunale, a nome di tutta la comunità racalmutese, si stringono attorno alla famiglia per la perdita del caro congiunto”. Gli attuali positivi a Racalmuto sono 5.

Ad Agrigento è urgente avviare un serrato piano di discerbamento. La città, anche a seguito delle abbondanti piogge invernali, è letteralmente assediata dalle sterpaglie che, in alcuni casi, addirittura, impedisco il transito di pedoni e veicoli. Ad esempio, come testimoniato da alcune fotografie diffuse dai residenti, non sono più transitabili, perché coperti da cumuli di sterpaglie, un tratto della via Picone e la scala che congiunge la via Picone a via Giovanni 23esimo. Peraltro l’invasione delle sterpaglie sulla scala è potenziale causa di gravi incidenti perché percorsa anche da persone anziane, costrette a scavalcare gli ostacoli, tra rischi e pericoli. Inoltre le sterpaglie sono ricettacolo di zanzare, zecche e altri insetti che diffondono infezioni. Se le imprese appaltatrici del servizio di nettezza urbana non intendono, come negli anni precedenti, eseguire tale servizio di scerbatura, allora, come quando è stato assessore Nello Hamel, si arruolino delle squadre per compiere tale importante servizio per la cittadinanza.

Più o meno, fino ad oggi, al centro Hub del Villaggio Mosè le cose hanno funzionato. Nonostante le difficoltà, soprattutto quando ci sono stati i fine settimana da “liberi tutti” durante i quali c’è stata qualche chiacchiera, le cose sono andate per il verso giusto.

Grande lavoro da parte di tutti, senza mai dimenticare l’operato dei volontari i quali con elevatissimo spirito di abnegazione hanno contribuito a rendere meno impegnativo il lavoro che quotidianamente attendeva l’intero centro vaccinale del Villaggio Mosè.

Un lavoro che, unitamente a tutto l’apparato operativo, ha i suoi rischi come gli altri presenti ed è per questo che i volontari della Protezione Civile hanno chiesto al dirigente del servizio di essere vaccinati.

La risposta, purtroppo, è stata negativa. Il medico dirigente ha spiegato loro che in vigore c’è una direttiva nazionale che non prevede il vaccino per i volontari. Una scelta, questa, che lascia oltre a mille dubbi anche diecimila perplessità.

Ieri, il culmine di questa triste vicenda. Dopo il rifiuto del dirigente (che ribadiamo si attiene alla normativa nazionale) i volontari hanno deciso di non prestare più il loro preziosissimo contributo atto ad aiutare tutto l’apparato che coinvolge l’intero hub. Da stamattina, dunque, in attesa di tempi migliori e soprattutto in attesa di una rivisitazione della normativa vigente, i volontari sono rimasti a casa.

Forse non tutti. Sembrerebbe che, nonostante l’accordo preso ieri all’unanimità, qualcuno stamattina si sia presentato regolarmente al centro vaccinale del Villaggio Mosè.

La polemica rimane, ed è forse più pregnante di quanto possiamo immaginare.

nazionale, l’iniziativa “Plastic Free Onlus”. Oltre 15mila persone in tutta Italia hanno raccolto più di 170mila chilogrammi di plastica e rifiuti di ogni genere. In particolare, ad Agrigento città 33 partecipanti hanno raccolto 450 chili di rifiuti e 150 di ingombranti. In tal caso l’iniziativa è stata organizzata da Maria Giovanna Piro per la provincia e da Alessandro Arcuri per Agrigento città. Lo stesso Arcuri commenta: “La raccolta si è svolta in maniera ordinata e rispettando le vigenti normative anticovid. Abbiamo avuto grande partecipazione, nonostante le restrizioni, anche con volontari provenienti da Raffadali, Ravanusa, Porto Empedocle e Naro”.

La Guardia di finanza di Palermo ha eseguito quindici misure cautelari nei confronti dei componenti di un’organizzazione criminale che contrabbandava sigarette fra Napoli e Palermo. I finanzieri del gruppo, guidati dal colonnello Alessandro Coscarelli e coordinati dal sostituto procuratore Giorgia Spiri, hanno scoperto una banda che dal novembre del 2019 al maggio 2020, è riuscita a far arrivare a Palermo cinque tonnellate e mezzo di “bionde”.

Tutte di marche note senza i timbri del monopolio di Stato.
Le indagini dei militari hanno permesso di documentare 78 viaggi di andata e ritorno fra Palermo e Napoli. Tre indagati sono finiti in carcere perché ritenuti i capi della banda, ad altri sette è stata notificata la misura degli arresti domiciliari, mentre cinque hanno l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Cinque degli indagati sono napoletani e 10 palermitani. Nel corso dell’inchiesta altre tre persone sono state arrestate in flagranza mentre trasportavano le sigarette e 28 sono indagate.
I reati contestati a vario titolo sono associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di sigarette e traffico di stupefacenti. In una spedizione i finanzieri hanno trovato un chilo di hashish. Il gip di Palermo ha disposto anche il sequestro di due magazzini nella zona di Corso dei Mille-Brancaccio dove il gruppo custodiva le stecche di sigarette che poi venivano vendute dagli ambulanti abusivi nei quartieri palermitani dello Zen, a Bonagia, a Brancaccio, a Borgo Nuovo e nelle borgate marinare dell’Arenella, Acquasanta e Vergine Maria. Un traffico di tabacchi che in sette mesi ha prodotto un giro d’affari di 2,4 milioni di euro.

Un incendio, di probabile natura dolosa, è divampato ieri sera all’interno di un edificio di proprietà del Comune di Mazara del Vallo, in via Alpi (zona Miragliano), utilizzato come archivio cartaceo da parte degli Uffici. Sul posto è intervenuta una squadra di Vigili del Fuoco del distaccamento di Mazara del Vallo.

Le fiamme hanno distrutto faldoni contenenti pratiche di vari documenti. A effettuare un primo sopralluogo, quando ancora i Vigili del fuoco erano intenti a spegnere il fuoco, è stato il sindaco Salvatore Quinci con gli assessori Vincenzo Giacalone e Giacomo Mauro, insieme ai tecnici comunali.
All’interno dell’edificio, circa 8 anni fa, furono collocati diversi faldoni di documenti da conservare come archivio. Un altro immobile del Comune, l’autoparco comunale di via Rosario Ballatore, qualche settimana fa è stato preso di mira da ignoti che hanno rubato il carburante da un’automobile del Comune.