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Arrestato dagli agenti del commissariato di Canicattì, guidati dal vicequestore Cesare Castelli, 38enne del posto per aver violento la libertà vigilata, risultando spesso assente ai controlli e mantenendo assidue frequentazioni con soggetti pregiudicati. Dopo le formalità di rito l’uomo veniva accompagnato presso la Casa Circondariale – Sez. Casa di Lavoro – di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) per l’espiazione della misura di sicurezza detentiva.

Un esodo senza fine. Circa 400 migranti sono giunti nelle ultime cinque ore a Lampedusa, sempre più assediata e sempre più arrabbiata. Ormai, gli sbarchi si susseguono senza sosta, il Centro di accoglienza non riesce a svuotarsi che già risulta pieno.

“In un momento di pandemia come questo – dice Attilio Lucia, responsabile locale della Lega – lo spettacolo a cui assistiamo ogni giorno non è più tollerabile. Tra l’altro, noi lampedusani siamo stati abbandonati dalle istituzioni nell’ambito della Sanità. Nei giorni scorsi l’onorevole Minardo è uscito fuori denunciando che stanno accadendo delle cose gravi: non c’è un ginecologo h24, non c’è logopedista. La Sanità fa acqua da tutte le parti. Siamo disperati, non ci possono trattare in questo modo. Lampedusa non deve essere solo terra di accoglienza, anche noi paghiamo le tasse ed abbiamo diritto ad una sanità giusta”.

Quindici operatori ecologici delle imprese Icos ed Ecoin, in servizio nel cantiere di Porto Empedocle, sono stati assolti dall’imputazione di essersi astenuti arbitrariamente dal lavoro durante una vertenza per il ritardo nel pagamento dei loro stipendi. L’ipotesi di reato risale allo scorso 2015, quando i lavoratori incrociarono le braccia nei giorni compresi tra l’1 e il 5 dicembre. Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, ha emesso la sentenza nei confronti dei 15 dipendenti della Icos e della Ecoin, disponendone l’assoluzione “perché il fatto non sussiste”. Gli operatori ecologici sono stati difesi dagli avvocati Serena Gramaglia, Alessandro Marchica, Giovanni Trupia, Antonella Arcieri e Daniela Posante.

La Guardia di Finanza di Sciacca, su richiesta della Procura e su delega del Tribunale saccense, ha eseguito il decreto di sequestro preventivo di un vasto complesso industriale, di oltre 19mila metri quadri, a Ribera, preposto all’estrazione dell’olio dalle sanse e alla raffinazione di olii ad uso alimentare. E ciò per gravi violazioni penalmente rilevanti alla vigente normativa in materia ambientale. Gli accertamenti effettuati all’interno del sito industriale, in collaborazione con l’Arpa protezione ambiente, hanno rivelato l’inefficace contenimento delle emissioni diffuse dei gas in atmosfera, poi il mancato smaltimento delle ceneri derivanti dalla combustione, e lo scarico delle acque reflue industriali in un affluente del fiume Magazzolo, senza il preventivo trattamento di depurazione chimico-fisico e biologico. Inoltre, è stato accertato che gli impianti industriali dello stabilimento, attivo dai primi anni ‘80, non sono stati adeguati alle stringenti modifiche normative in materia ambientale intervenute negli ultimi 40 anni. Oltre ad altre numerose violazioni della normativa ambientale sono state contestate al responsabile dell’azienda, nella veste di “datore di lavoro”, altrettanto gravi e numerosi inadempimenti alla normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

A Canicattì è accaduto che molti anziani prenotati per la somministrazione della prima dose di vaccino anticovid presso l’ospedale Barone Lombardo, si sono recati sul posto ma dopo aver fatto regolarmente la fina, hanno trovato la porta chiusa e sono dovuti tornare a casa senza averlo ricevuto.

Sono stati poi i loro familiari a testimoniare l’episodio: “Siamo arrivati alle 9:30 e c’erano già i nomi sistemare fuori per i turni ma era tutto chiuso a chiave. E nessuno del personale ha saputo spiegarci il motivo.”

Il commissario straordinario dell’Asp di Agrigento, Zappia ha parlato di “difetto di comunicazione e ha porto le scuse circa l’accaduto: “Mi auguro che non accada più, domani mattina chiederò spiegazioni, devo capire cosa è accaduto. Perché abbiamo creato questo disagio a queste persone anziane. Chiedere scusa è il minimo che possiamo fare. Abbiamo sbagliato noi. Farò una telefonata di scuse e poi, per venire incontro a questi anziani, non i faremo più venire per fare il vaccino ma lo faremo a domicilio. Per cercare di limitare a loro il disagio, mi spiace davvero per ciò che è accaduto”.

A Raffadali i Carabinieri della locale stazione hanno sorpreso due giovani, di 28 e 25 anni, a bordo di un’automobile, in possesso di due dosi di cocaina in quantità tale da non giustificare l’arresto in flagranza né una denuncia a piede libero. I due sono stati invece segnalati alla Prefettura come assuntori di stupefacenti. La droga è stata sequestrata. Al conducente dell’auto è stata ritirata la patente.

Che botta a Palma di Montechiaro. Il sindaco, Stefano Castellino, ha comunicato che in città ci sono dieci nuovi positivi al Covid 19 a fronte di 4 guariti.
“Continua ad aumentare purtroppo il numero dei positivi – dice il primo cittadino -Dall’ultimo aggiornamento avvenuto il 21 febbraio scorso, abbiamo avuto 10 nuovi positivi. Non mi rimane che invitare, nuovamente, la cittadinanza a tenere alta la guardia, di uscire solo per necessità, di rispettare i divieti, i distanziamenti e di usare i dispositivi di protezione. Si ricorda che sono sempre vietate, malgrado in zona gialla, gli assembramenti, le riunioni, le feste di ogni genere, sia pubbliche che private. Rispettiamo tutti i divieti e le raccomandazioni previsti sia dai DPCM, che dalle Ordinanze del Presidente della Regione Siciliana e del sottoscritto”.

Nonostante gli ammonimenti e le ordinanze anti-covid, il fine settimana ad Agrigento, a San Leone, è stato ancora una volta caratterizzato da tanta folla e assembramenti. In proposito il sindaco Franco Miccichè ha affermato: “Seguo con apprensione la situazione di San Leone. Nonostante le ordinanze e l’appello alla popolazione, vedo che nessuno ha compreso le motivazioni dei provvedimenti anti-contagio che avevamo preso. Abbiamo emesso le ordinanze restrittive, abbiamo multato e chiuso i locali. Ma non basta. La gente, con questi comportamenti, ci costringe a fare ancora di più. Sono amareggiato dalle speculazioni di chi sfrutta la situazione. Non ci sono gli strumenti per disperdere le migliaia di persone che si sono riversate a San Leone con i manganelli o con i gas lacrimogeni. Non voglio essere costretto ad assumere decisioni molto drastiche, che intaccherebbero purtroppo la categoria degli esercenti che invece ritengo utili per aiutarmi a gestire la prevenzione sanitaria”.