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A Favara quattro persone sono state arrestate dai Carabinieri perché coinvolte in una violenta rissa tra di loro. I quattro, su disposizione dell’autorità giudiziaria, sono adesso a piede libero, denunciati per rissa e resistenza a pubblico ufficiale. Due dei quattro saranno giudicati per direttissima, ed a loro carico è stato disposto l’obbligo di firma tre volte a settimana per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, un mano ignota, al momento, ha danneggiato graffiandola in più parti l’automobile, una berlina, di un funzionario regionale cinquantenne, ed ha forzato l’avvio di un ciclomotore, forse per tentare il furto, del figlio dello stesso funzionario. Indagini sono in corso ad opera della Polizia, a lavoro per accertare se si sia trattato di un atto intimidatorio o vandalico.

Ed a Favara, in via Mulino, ha subito un incendio l’automobile, una Mercedes classe C, di un pensionato di 70 anni. Sul posto hanno lavorato i Vigili del fuoco e i Carabinieri. Indagini in corso.

La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa, ed è pertanto definitiva la condanna a 6 anni di reclusione a carico di un uomo di Porto Empedocle, di 60 anni, ex gestore di una palestra in provincia, arrestato il 17 aprile del 2014 dalla Polizia perché ha abusato di una bimba di 8 anni, nipote della sua ex compagna, che lo ha denunciato aggiungendo anche di essere stata più volte picchiata da lui. L’empedoclino sconterà 4 anni e 6 mesi di carcere avendo già scontato un periodo di carcerazione preventiva.

Ultimatum dell’assessore Falcone: “Lavori ultimati sulla 640 Agrigento – Caltanissetta entro il 30 aprile o rescissione contratto”. L’intervento sulla 121 Palermo – Agrigento.

Il patto per il Sud e per la Sicilia di Matteo Renzi, poi i sopralluoghi del premier Conte con il ministro Toninelli e poi del vice ministro Giancarlo Cancelleri, poi il monitoraggio da parte di un gruppo di tecnici e l’azione legale annunciata dal presidente Musumeci, e adesso le speranze del recovery fund di Mario Draghi. A fronte di tutto ciò l’Agrigento – Caltanissetta statale 640 e la Palermo – Agrigento statale 121 giacciono ancora incompiute. L’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Marco Falcone, si è arrabbiato e minaccia la rescissione dei contratti con le imprese che si sono aggiudicate i relativi appalti. Falcone tuona così: “Sul completamento della strada statale 640 Caltanissetta – Agrigento, nonostante una linea di credito lunga ormai due anni da parte del Governo Musumeci, non si registrano i passi avanti pattuiti. Di fronte ai molteplici impegni disattesi, la strada della rescissione del contratto con la Cmc di Ravenna diventa sempre più concreta poiché unico modo per tutelare gli interessi della Sicilia e imprimere una svolta a un cantiere ancora esanime. Abbiamo concordato con l’amministratore delegato dell’Anas, Massimo Simonini, la data del 30 aprile come ultimo giorno utile per tirare le somme: se l’opera rimarrà ancora nella stasi, Anas avvierà la rescissione del contratto così come richiesto dal Governo Musumeci”. Punto. Anzi no. L’assessore Falcone aggiunge: “Il ritmo dei lavori attuali sostenuto dall’impresa Cmc di Ravenna è inammissibile e sicuramente non possiamo tollerare tutto questo. I lavori sono stati avviati nel 2008 ed ancora sono da completare quelli che sono i tre lotti più importanti, e cioè la galleria “Sant’Elia-Caltanissetta nord”, il viadotto “San Giuliano” che deve essere abbattuto e rifatto ex novo con una sola campata, ed infine il raccordo previsto nella valle dell’Imera che collegherà l’autostrada Palermo-Catania con la stessa 640. Queste sono opere che da sole valgono 90 milioni di euro e che richiedono un certo tempo per essere definite: dal 2019 siamo sostanzialmente fermi e l’opera è ancora là. Il raddoppio della 640 doveva essere completato entro il settembre del 2018, ed ora la prossima data per il completamento dell’opera è slittata per la fine dell’anno 2020. Ma i lavori vanno a rilento, e c’è una altro aspetto grave che non va dimenticato, e riguarda quello dell’utilizzo di 450 milioni di euro che ci sono stati dati dall’Unione europea, e che dovranno essere restituiti se l’opera non sarà completata entro i termini stabiliti”. E sulla 121? E Falcone risponde: “Ci siamo poi concentrati sulla strada statale 121 Agrigento – Palermo, opera più volte definita dalla stampa come l’esempio più lampante della lentezza delle grandi opere in Sicilia e al Sud. Purtroppo, in termini di produzione, non sta pagando la scelta di dividere l’opera a sette affidatari. Anche su questo cantiere strategico, abbiamo chiesto all’Anas di lavorare per alzare i ritmi, spingendo le imprese a portare in campo il necessario numero di uomini e mezzi a lavoro. Nei prossimi giorni saremo in sopralluogo sui cantieri della strada statale 121”.

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

“Metto a disposizione della Sanità regionale la mia ‘Clinica Hermes’ a Castelvetrano per poter vaccinare tutti e il primo possibile”. Lo dice l’imprenditrice antiracket Elena Ferraro, che oggi ha formalizzato ufficialmente, con una lettera inviata all’Asp Trapani, la disponibilità della sua clinica a rientrare tra i luoghi dove poter somministrare il vaccino.

“Sono pronta a contribuire al potenziamento quantitativo della somministrazione dei vaccini in maniera totalmente gratuita e invito tutte le strutture private convenzionate dell’isola a fare lo stesso. Abbiamo locali idonei, medici e professionalità a disposizione e dobbiamo dedicare una parte del nostro tempo per effettuare i vaccini e aiutare così il sistema sanitario regionale. Penso sia un dovere civile”.

Nel 2013 Elena Ferraro fece arrestare Mario Messina Denaro (cugino del superlatitante Matteo), perché era andato a trovarla per chiederle alcune «cortesie» con lo scopo di riciclare denaro

595 i nuovi positivi al Covid19 su 22.842 tamponi processati, con una incidenza di positivi del 2,6%, lo stesso tasso di ieri

La  Sicilia è decima nel contagio giornaliero di oggi.

Le vittime sono state 18 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 4.272.

Il numero degli attuali positivi è 14.202, con decremento di 1.197 casi rispetto a ieri.

I guariti sono 1.774.

Negli ospedali i ricoverati sono 777, 12 in meno rispetto a ieri, quelli in terapia intensiva 112, otto in meno.

I nuovi contagi per province:

Palermo 295

Catania 106

Messina 44

Siracusa 44

Trapani 14

Ragusa 30

Caltanissetta 25

Agrigento 36

Enna 1

 

A Sambuca di Sicilia è stato restituito al suo antico splendore l’ex Convento dei Cappuccini. Infatti, volge al termine l’intervento di recupero finanziato dall’assessorato alle infrastrutture e da destinare a struttura riabilitativa ed a favore di soggetti affetti da disturbo autistico. Il progetto è stato redatto su richiesta dell’associazione Oasi Cana e attuato dal Comune di Sambuca. Il sindaco Leo Ciaccio commenta: “Complimenti ai progettisti, all’impresa, agli uffici comunali e all’associazione Oasi Cana che con la loro professionalità permetteranno al nostro territorio di godere di servizi importantissimi in un luogo speciale.”

Due catanesi, di 26 e 20 anni, hanno tentato di introdurre quattro telefoni cellulari all’interno del carcere di Siracusa utilizzando i droni ma sono stati scoperti dalla polizia a Siracusa. Gli agenti della Squadra Mobile nei pressi della Casa Circondariale di Siracusa hanno notato un’automobile Smart introdursi in una strada sterrata, parallela alle mura carcerarie e, insospettiti, hanno deciso di seguirla. I due sono stati osservati armeggianti attorno ad un drone di grosse dimensioni sulla pancia del quale sono stati collocati, confezionati, ben quattro telefoni cellulari, ciascuno munito di scheda telefonica prepagata. Il dispositivo avrebbe consentito di sganciare i cellulari con un impulso radiocomandato dai due soggetti. I due, pertanto, sono stati denunciati per il tentativo di introdurre all’interno del carcere il drone e i telefoni cellulari che sono stati sequestrati per gli accertamenti e gli approfondimenti di rito.

I poliziotti della Squadra mobile di Siracusa, insieme ai colleghi della Calabria, su delega della Procura di Catania, hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di Sabir Abdalla Ahmed, sudanese di 26 anni, ritenuto responsabile di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e alla tratta degli esseri umani. L’immigrato dal Sudan è stato arrestato nel Cara di Isola di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone. Lo straniero è giunto in Italia lo scorso febbraio, dopo essere stato soccorso in mare insieme a numerosi altri migranti a bordo di una nave appartenente ad una Ong attraccata poi al porto commerciale di Augusta. Le indagini avviate al momento dello sbarco, ma anche la testimonianza di alcuni migranti che hanno raccontato le gravi violenze subite in Libia nei campi in cui sono mantenuti in attesa di partire per l’Europa, hanno consentito agli investigatori di svelare il ruolo ricoperto dall’indagato in seno all’organizzazione criminale capeggiata da trafficanti libici.

L’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, ha annunciato che “le vaccinazioni dei servizi essenziali sono appena iniziate, e quindi tutte le categorie maggiormente esposte dovranno essere comprese, ed è compresa anche quella dei giornalisti”. Soddisfatta l’Unci (l’Unione cronisti) Sicilia, che ha sollecitato tale decisione e che commenta: “Apprendiamo con piacere dall’assessore alla Salute della Regione siciliana, Ruggero Razza, che anche la categoria dei giornalisti sarà inserita tra quelle essenziali da vaccinare contro il covid”. Ed Assostampa Catania, tramite il segretario Orazio Aleppo, aggiunge: “I giornalisti hanno svolto e continuano a svolgere un servizio pubblico essenziale nella gestione dell’emergenza sanitaria in atto. E’ una categoria esposta quotidianamente al rischio contagio, con innumerevoli casi registrati e purtroppo anche decessi, per garantire ai cittadini il diritto ad essere informati correttamente, e che per questo è giusto salvaguardare”.