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Il consigliere comunale di Porto Empedocle, e candidato sindaco, Rino Lattuca, annuncia di avere scritto una lettera all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, e di avere chiesto di inserire gli operatori ecologici tra le categorie a rischio, da vaccinare con urgenza. Lattuca afferma: “Le società operanti nel settore della raccolta urbana dei rifiuti stanno adottando tutte le misure impartite dal Governo e predisposte al contenimento del contagio dal virus, con ingenti spese economiche a loro carico. Il Governo Regionale non può non considerare a rischio gli operatori ecologici per l’importanza del ruolo rivestito, ovvero addetti in prima linea al mantenimento degli standard sanitari dei territori”.

Nove società del valore di 30 milioni di euro, riconducibili all’ex deputato regionale Raffaele ‘Pippo’ Nicotra, 64 anni, sono state poste in amministrazione giudiziaria per un anno dalla sezione misure di prevenzione del tribunale diCatania. Riguardano aziende direttamente o indirettamente, in quanto intestate a suoi strettissimi congiunti, che operano nel settore del commercio al dettaglio e all’ingrosso di prodotti alimentari, e della compravendita di immobili. Nicotra attualmente è ristretto agli arresti domiciliari a seguito di una condanna in primo grado a 7 anni e 4 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. La gestione delle strutture imprenditoriali di Nicotra è sospettata dagli inquirenti di “essere stata orientata al fine di agevolare la famiglia di Cosa nostra etnea Santapaola-Ercolano”. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri.

A Santo Stefano di Quisquina, in presenza del Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, il generale Rosario Castello, e del Comandante Provinciale Carabinieri di Agrigento, il colonnello Vittorio Stingo, si è svolta una sobria cerimonia di inaugurazione della locale Caserma dei Carabinieri. La manifestazione si è svolta con limitato numero di Autorità locali presenti, tra cui il prefetto Maria Rita Cocciufa, in aderenza con le restrizioni normative vigenti per l’emergenza pandemica in atto. Tra l’altro, è stata consegnata la Bandiera nazionale dal sindaco, Franco Cacciatore, al Comandante della Stazione Carabinieri di Santo Stefano Quisquina, è stato benedetto il vessillo dal Cappellano Militare dell’Arma dei Carabinieri, don Salvatore Falzone, e poi si è proceduto all’Alzabandiera. A seguire, il taglio del nastro ha suggellato l’inaugurazione dei locali della Stazione, visitati dalle Autorità presenti.

Il Pistacchio di Raffadali è ufficialmente DOP, ovvero con denominazione di origine protetta. Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del Regolamento numero 474 del 2021, il Pistacchio di Raffadali è stato infatti iscritto nel registro delle denominazioni di origine protetta e delle indicazioni geografiche protette. Il comitato promotore della Dop, composto da Calogero Frenda (Presidente), Salvatore Gazziano, Carmelo Bruno e Franco Nocera, esprime soddisfazione per il risultato raggiunto e afferma: “La Dop rappresenterà un nuovo elemento di sviluppo e di crescita dei territori coinvolti. Ci adopereremo da subito per mettere in campo tutte le azioni per la promozione e la tutela del nostro prodotto”.

Ad Agrigento, dopo 1.500 giorni dalla chiusura al traffico, l’Anas ha iniziato i lavori sui due piloni più ammalorati del ponte Morandi. Dal video diffuso dall’associazione “MareAmico”, le cui denunce hanno determinato la chiusura del ponte ed un’inchiesta conoscitiva della Procura, risulta evidente il grave stato di deterioramento in cui versa tale importante infrastruttura viaria: ferri arrugginiti, calcinacci cadenti e grossi buchi nelle pareti esterne. Il piano di recupero prevede una spesa superiore ai 30 milioni di euro.

Il velista agrigentino, Andrea Barbera, parteciperà alla regata d’altura “Garmin Roma Per 2”, in partenza il prossimo 10 aprile. In proposito, domani, mercoledì 24 marzo, ad Agrigento, a San Leone, in presenza anche del sindaco, Franco Miccichè, si svolgerà una conferenza stampa alle ore 10 al pontile del Club Nautico Punta Piccola presso il molo di levante, lato Aquaselz.

Ad Agrigento, al palazzo Filippini, si è insediata la Consulta del Turismo, organo consultivo e propositivo nell’ambito della spesa, vincolata nel settore turistico, dei fondi derivanti dal pagamento della tassa di soggiorno. Al momento il Comune dispone di 2 milioni e 314mila euro. Il sindaco, Franco Miccichè, ha commentato: “Questo periodo di lockdown deve servire per elaborare idee e per pianificare una volta per tutte la stagione turistica.” Sono parte della consulta, l’assessore comunale, Francesco Picarella, i consiglieri comunali Angelo Vaccarello e Carmelo Cantone, l’associazione TTT Aps (Gaetano Di Ballo), Confcommercio Agrigento (Giovanna Sciacca), il Distretto Turistico Valle dei Templi (Fabrizio La Gaipa), Conflavoro Pmi (Vincenzo Agrò), Pro Loco Agrigento (Christian Vassallo), Cna Confederazione nazionale artigianato (Claudio Spoto), Associazione culturale dilettantistica VisitAgrigento (Marcello Mira), Associazione Immagina Aps (Angelo Licata), Associazione Tante Case Tante Idee (Domenico Vecchio), Associazione Abba (Settimio Vinti), Consorzio Turistico Valle dei Templi (Emanuele Farruggia) e associazione Fiavet Sicilia (Calogero Bellavia).

La pandemia coronavirus, Musumeci: “La Sicilia non è in zona d’emergenza e siamo tra i primi in Italia per percentuale di vaccinazioni sulla popolazione”.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, interviene nel merito della gestione della pandemia coronavirus, in Sicilia come fuori Sicilia, perché poco o nulla cambia. Infatti Musumeci sottolinea che non vi sono differenze di approccio, prevenzione e cura, e afferma: “Con il covid abbiamo imparato a rivedere quali sono le necessità del territorio. La sanità, non solo in Sicilia ma in tutto il mondo, ha dovuto fare i conti con una programmazione che debba tenere in grande considerazione le malattie infettive”. E poi, nell’ambito dell’attivazione delle terapie intensive, Musumeci prospetta: “La terapia intensiva già da anni in Sicilia era carente, e per questo noi avevamo lanciato un grido d’allarme con il piano regionale della salute. Alla fine di questa estate la struttura sanitaria regionale si sarà dotata di nuovi reparti, di nuovi posti letto in terapia intensiva e sub intensiva, ma anche di centri specializzati per la riabilitazione respiratoria. E’ un segno evidente che abbiamo imparato la lezione che sulla sanità, per raggiungere obiettivi concreti, non si risparmia ma si lotta contro gli sprechi. E’ un atto dovuto che noi stiamo compiendo”. E poi, in riferimento alle zone rosse, Nello Musumeci ha spiegato: “Le zone rosse non si pensano, si decidono nel tempo di qualche ora, non si pianificano. Se il numero dei contagi è particolarmente alto, e arriva la conferma da parte del Dipartimento prevenzione dell’Azienda sanitaria e la richiesta non vincolante dei sindaci, quel Comune viene dichiarato zona rossa. Ciò diventa una necessità per evitare che il contagio possa dilagare, e resta sempre una scelta sofferta”. E poi, ancora, a proposito dell’eventuale transito della Sicilia in zona rossa, il presidente della Regione frena e rassicura così: “Oggi la Sicilia, nonostante l’aumento dei contagi nell’ultima settimana, non può considerarsi in zona di emergenza. La Sicilia ha oggi numeri che ci pongono in testa tra le regioni italiane per la percentuale di vaccinazioni sulla popolazione. Se arrivassero, come sembra debbano arrivare i primi di aprile, le quantità di dosi che abbiamo chiesto e che ci sono state promesse, io sono convinto che entro il mese di settembre potremmo immunizzare la stragrande maggioranza di siciliani”.

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Altri provvedimenti del Tribunale del Riesame nell’ambito dell’inchiesta antimafia nell’Agrigentino cosiddetta “Xydi”. Il Riesame ha sostituito la misura cautelare degli arresti domiciliari con l’obbligo di dimora ad Agrigento e di firma negli uffici di Polizia al poliziotto Giuseppe D’Andrea, 49 anni, di Agrigento, assistente capo in servizio al Commissariato di Canicattì, indagato di accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto di ufficio. Confermate invece le misure cautelari dell’arresto in carcere a carico di Calogero Di Caro, 74 anni, di Canicattì, presunto nuovo capo del mandamento canicattinese, e del presunto stiddaro Pietro Fazio, 48 anni, di Canicattì.