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Se segnava il Catania, la sua voce scuoteva lo studio e tutti aspettavano di sentire chi avesse segnato, dalla sua voce.
Stefania Sberna, giornalista e speaker radiofonica è scomparsa oggi, all’età di 54 anni, per un male incurabile. Lei che con quel timbro inconfondibile per trent’anni aveva annunciato le formazioni e i gol del Catania e per tutti era “The Voice”.

Dal 1990 fino a qualche settimana fa, Stefania è stata al suo posto, nella cabina del Massimino adibita allo speaker. Per lei quel posto era un  motivo di orgoglio. I tifosi l’amavano, ma ad stimarla erano anche presidenti, giocatori, dirigenti la consideravano una di famiglia, quasi un portafortuna.

Ma Stefania Sberna è stata anche giornalista, opinionista tv in tante emittenti: da Telecolor a Sestarete, da ReiTv a Video Mediterraneo. I suoi erano commenti frutto di passione e di grande competenza. Lei, che in mondo tutto al maschile era tenuta profondamente in considerazione, mostrando quel suo immancabile sorriso.

 

L’Asp di Agrigento, oggi, ha comunicato al sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino, altri 4 nuovi positivi. Ma la cosa più importante è che sono stati effettuati 120 tamponi.
“Tutto in pochissimi giorni e siamo in attesa degli esiti – dice il primo cittadino – Ringrazio il Commissario dell’Asp, Mario Zappia e tutto il personale dell’Asp, in particolare quello delle USCA, per il preziosissimo ed incessante lavoro in questa terribile pandemia. Ai miei concittadini, ribadisco, ancora una volta di rimanere a casa visto che abbiamo raggiunto i 91 casi positivi in città. Bisogna rispettare la zona rossa. Non riesco a digerire che c’è qualcuno che ancora dimostra irresponsabilità e mancanza di rispetto per se e per chi gli sta attorno. Si esce di casa, soltanto, per necessità”.

Sono proseguiti nei giorni scorsi i servizi di vigilanza e controllo nell’intero territorio provinciale, con particolare riguardo al Capoluogo e ai tre Comuni dichiarati “zone rosse”, finalizzati al rispetto delle norme anticovid. “L’aumento  del numero dei  contagi in tutto il territorio provinciale – dice il Prefetto, Maria Rita Cocciufa-conferma la necessità di continuare nella capillare azione preventiva e di controllo svolta dalle Forze dell’Ordine, dai militari dell’Esercito impegnati nell’operazione “strade sicure” e dalle Polizie locali, ma al contempo si deve  contare in modo imprescindibile sul comportamento corretto e responsabile  da parte dei cittadini in quella che si auspica   possa   essere   l’ultima   fase   prima   di   un   miglioramento   della   situazione epidemiologica che avverrà con l’aumento del numero delle persone sottoposte a vaccino”. Ecco i risultati dell’attività svolta dalla Polizia di Stato, dall’Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza nelle giornate dal 16 al 21 marzo: sono state controllate 2912 persone ed elevate n.23 sanzioni; le attività commerciali oggetto di verifica sono state 1070, elevate 10 sanzioni   e disposta la chiusura di 2 attività.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha firmato l’ordinanza che istituisce quattro nuove “zone rosse” in Sicilia. Si tratta di Ribera, in provincia di Agrigento; Serradifalco, in provincia di Caltanissetta; Trabia, nel Palermitano e di Santa Maria di Licodia, in provincia di Catania.

L’ordinanza entrerà in vigore giovedì 25 marzo e sarà valida fino al 6 aprile compreso. Il provvedimento, che prevede anche la chiusura delle scuole, è stato richiesto dai sindaci delle quattro città e si è reso necessario a causa di un repentino aumento dei contagi da Coronavirus registrati negli ultimi giorni, certificato dalle rispettive Asp.

751 nuovi positivi al Covid19su 24.979 tamponi processati, con una incidenza di positivi di poco superiore al 3.0%, in diminuzione rispetto a ieri.

La Sicilia resta nona per numero di contagi giornalieri.

Le vittime sono state 20 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 4.471.

Il numero degli attuali positivi è di 16.489 con 129 casi meno rispetto a ieri;

i guariti sono 860.

Negli ospedali i ricoverati sono 935, 29 in più rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 121, due in meno.

I nuovi contagi per province:

Palermo  280

Catania 186

Messina 48,

Siracusa 47

Trapani 43

Ragusa 14

Caltanissetta 30

Agrigento 57

Enna 46

Nel corso di un incontro sul tema “La voce della scuola” che aveva per oggetto la questione della stabilizzazione dei precari storici e andato in diretta su un importante socialmedia, la Confasi Scuola, tramite il responsabile provinciale del dipartimento Francesco Tulone, ha ribadito la ” necessita di procedere in tempi brevi alle assunzioni definitive di questo personale che in tanti anni di sacrifici e dedizione ha permesso il normale svolgimento attività didattiche“. Durante il confronto, coordinato da  Diego Palma, sempre la Confasi ha chiesto agli esponenti politici presenti all’iniziativa, i senatori Pittoni, Verducci, Nencini e Zinzi di ” far proprie le sollecitazioni venute dal sindacato e di darne seguito  in quanto i costi nella scuola  relativamente agli organici del personale  e all’edilizia, rappresentano un investimento per il presente ed il futuro. È necessario inoltre  procedere ad una  riforma della governace e della progressione lavorativa in ambito scolastico”. Per la  Confasi, ancora , “oggi non è il momento di programmare concorsi soprattutto in questo periodo pandemico. Per portare in cattedra a settembre il maggior numero di docenti servono strumenti legislativi straordinari, una stabilizzazione per titoli, servizio e competenza”. “Urge infine, – conclude la Confasi- impegnare risorse  anche sul sostegno, strumento indispensabile per una scuola inclusiva.  Successivamente, a regime, si dovrà trovare una nuova forma di reclutamento per l’insegnamento a scuola di ogni ordine e grado. È giunto anche il momento di considerare infatti una fascia d’età diversa, ad esempio 3-18 anni, per la scuola dell’obbligo”.

Controlli a tappeto su tutto il territorio da parte dei carabinieri della compagnia di Canicattì, atti a scongiurare assembramenti e comportamenti non rispettosi della normativa anticovid.
In merito a questi servizi di controllo, malgrado le sanzioni, i militari dell’arma sono dovuti intervenire in un pub a Castrofilippo dove 7 persone stavano brindando durante un aperitivo, sanzionando gli avventori con 400 euro di multa ciascuno. Situazione analoga in un bar di Aragona, dove due persone erano tranquillamente sedute a pranzare. 400 euro di multa a testa e bar chiuso per 5 giorni.

Massimo rigore nei controlli ad opera dei carabinieri che proseguiranno con solerzia anche nei prossimi giorni con il loro operato

 

Gli operatori dello spettacolo sono tornati stamane a protestare in piazza Indipendenza a Palermo per chiedere alla Regione provvedimenti e ristori dopo un anno di disagi e mancata occupazione a causa della pandemia.
Il settore arrivato ormai allo stremo chiede maggiore attenzione da parte del governo nazionale e regionale.

“E’ giunta l’ora di avere un riconoscimento dalle istituzioni per quello che siamo e cosa facciamo – ha detto il presidente di Fedas Regione Sicilia, Roberto Fontana – attraverso questa manifestazione vogliamo denunciare a viva voce che non abbiamo più forza di far sopravvivere le aziende che con sacrificio e dedizione abbiamo costruito e mantenuto in piedi. Molti di noi non riescono più a pagare gli affitti, non sappiamo come aiutare le famiglie dei nostri dipendenti e tantomeno quelle nostre. Non riusciamo a pagare più i nostri fornitori, siamo arrivati a mettere in vendita pure le nostre attrezzature per poter sopperire ai beni di prima necessita e sopravvivenza”. Molti sono rimasti fuori dai ristori. “Lo Stato e la Regione hanno messo tanti fondi in gioco per aiutare il comparto come teatri pubblici e privati, organizzatori, associazioni – ha aggiunto Fontana – forse pensando di aiutare anche l’indotto, ma così non è stato. Non è stato per le aziende ma non è stato neanche per i tecnici, i free lance, gli attori, i ballerini, i musicisti e tutti quei lavoratori che regolarmente pagano le tasse e fanno parte di un’unica famiglia”.
Tra le richieste il contributo a fondo perduto pari al 50% per le aziende che noleggiano attrezzature tecniche e tecnologiche che vanno incontro a problemi di obsolescenza; sostegno totale per il pagamento degli affitti degli immobili in uso alle aziende, sulle utenze, sulle polizze assicurative, sulle tasse di circolazione e tasse governative, sui trasporti fino a marzo 2022; contributo a fondo perduto relativa al calo di fatturato e quindi sui mancati incassi come fatto con il decreto ristori regionale

Nonostante le difficoltà legate alla pandemia, prosegue il processo di formazione e conclusione del percorso di studi al Polo Universitario di Agrigento, permettendo così a molti studenti di raggiungere il traguardo della laurea. Infatti, dopo le ultime sessioni di laurea in Giurisprudenza e Servizio Sociale, domani, mercoledì 24 marzo, alle ore 16:30, al Consorzio universitario di Agrigento, anche alcuni studenti di Architettura discuteranno la tesi. Il Presidente del Consorzio, Nenè Mangiacavallo, ed il professor Gianfranco Tuzzolino, saranno presenti alla sessione di laurea per un saluto ai laureandi, e per sottolineare l’impegno del Consorzio e dell’Università di Palermo a sostegno del territorio agrigentino.

La Scala dei Turchi a Realmonte, almeno in alcune sue porzioni, è di proprietà di un privato cittadino e non un bene pubblico. Così hanno relazionato i periti nominati dal Tribunale di Agrigento, ovvero il geologo Pasquale Mastrosimone e l’ingegnere Gabriele Freni, nell’ambito dell’incidente probatorio proposto dalla Procura di Agrigento. Il privato cittadino è Ferdinando Sciabbarrà, 73 anni, che vanta un titolo di possesso su alcune porzioni catastali del sito. Nel frattempo lo stesso Sciabbarrà è stato inquisito dalla Procura di Agrigento per le ipotesi di reato di occupazione di demanio pubblico, invasione di area del demanio, omesso collocamento di cartelli di pericolo, violazione del codice dei beni culturali e danneggiamento al patrimonio archeologico. L’inchiesta è coordinata dal procuratore capo Luigi Patronaggio e dal sostituto Gloria Andreoli. Sciabbarrà è difeso dagli avvocati Giuseppe Scozzari e Salvatore Palillo.