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Il consigliere comunale di Agrigento, Pasquale Spataro, ha inoltrato la proposta di inserire il punto della gestione della pandemia coronavirus in città nell’ordine del giorno della prossima seduta di sala Sollano. Lo stesso Spataro spiega: “Si rende necessario avviare un confronto all’interno della massima istituzione cittadina, nell’esclusivo interesse della salute pubblica, tenuto conto dell’immobilismo palesato dall’Amministrazione rispetto al continuo avanzamento del contagio nel nostro territorio. Il sindaco, su cui grava la responsabilità in materia, ci dica in Aula cosa ha fatto, ma soprattutto cosa non ha fatto, e la linea che intende adottare per porre un freno alla trasmissione dei contagi. Sarà importante capire anche se le forze politiche, presenti a Palazzo dei Giganti, riterranno di avallare o meno una strategia che fino ad oggi, carte e numeri alla mano, ci sta trascinando inesorabilmente verso la zona rossa”.

A Palermo, nel quartiere Zen, si è scatenata una sparatoria. A seguito delle indagini, la Squadra Mobile, su disposizione della Procura, ha eseguito il provvedimento del fermo quale indiziato di delitto a carico dei fratelli Letterio e Pietro Maranzano. E’ accaduto che Giuseppe e Antonino Colombo, padre e figlio, sarebbero stati convocati ad un appuntamento. Prima sarebbero stati aggrediti a botte e poi sono stati sparati i colpi di pistola che li hanno raggiunti alla caviglia e alla spalla. Sono andati in ospedale e il padre è stato operato per estrarre il proiettile. A Villa Sofia si è presentato anche Letterio Maranzano con una ferita da taglio alla nuca.

L’Etna non si placa e continua a dare spettacolo: lo ha fatto, per la sedicesima volta dal 16 febbraio scorso, con un’intensa e prolungata attività parossistica cominciata dopo le 23 di ieri dal cratere di Sud-Est con fontana di lava, trabocchi lavici e l’emissione di una nube eruttiva alta circa 6 chilometri. La cenere, sospinta dal vento, è caduta in direzione Sud-Sud-Est e anche a Catania provocando la chiusura di un settore dello spazio aereo e della pista dell’aeroporto perché contaminata.

Nello scalo è in corso l’attività di pulizia e bonifica. Da bocche del vulcano emergono due colate: una ben alimentata in direzione Valle del Bove che ha raggiunto una quota tra i 1.900 e 1.800 m circa, ed un’altra meno alimentata in direzione sud che si attesta in area sommitale. Dalle osservazioni dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-Osservatorio etneo emerge che continua l’attività esplosiva al Cratere di Sud Est. A partire dalle 3:30 l’ampiezza media del tremore vulcanico è in decremento, pur mantenendosi ancora su valori alti. Numero e ampiezza degli eventi infrasonici rimangono elevati. Permangono le deboli variazioni osservabili sui segnali delle stazioni tilt. Nessuna variazione significativa rilevabile dalla rete Gnss.

La sostituto procuratore di Agrigento, Gloria Andreoli, ha impugnato innanzi alla Corte d’Appello la sentenza emessa il 31 gennaio del 2019 dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, di “non luogo a procedere” a favore dell’attuale sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino, imputato di falso in atto pubblico, abuso d’ufficio e omissione di atti di ufficio perché avrebbe disatteso il protocollo, stipulato dal suo predecessore Pasquale Amato con la Procura di Agrigento, per la demolizione degli immobili abusivi nel territorio comunale.

La Guardia di Finanza del Comando provinciale di Messina ha confiscato beni per un valore di oltre 10 milioni di euro a Domenico La Valle, 61 anni, imprenditore ritenuto dagli investigatori elemento di spicco del clan Trovato del quartiere Mangialupi di Messina. Nei suoi confronti è scattata anche la sorveglianza speciale per la durata di cinque anni. Le indagini sono state disposte dalla Procura antimafia di Messina. Diversi collaboratori di giustizia hanno indicato La Valle quale punto di riferimento del clan nella gestione delle bische clandestine e nella distribuzione dei videopoker.

Porto Empedocle sempre più vicina alla soglia della zona rossa che si attesta sui 25 casi ogni 10 mila abitanti.
Il numero dei contagi da coronavirus sale, altri 4 casi portano gli attuali positivi a 35, ma si attendono gli esiti di altri tamponi a cui molti cittadini si sono sottoposti.

A confermare questa realtà la sindaca Ida Carmina, in un post su Facebook:

“Oggi si è registrato in ulteriore incremento di casi quattro casi nuovi sono stati notificati ufficialmente dall’Asp di Agrigento che portano a 35 i casi di persone ufficialmente positive a Porto Empedocle.  Ma a questi vanno aggiunti quei casi di persone risultate positivi al test rapido in attesa di effettuare il test molecolare o comunque in attesa di responso. E’ quindi presumibile che a breve il numero dei contagiati possa raggiungere la quarantina di casi e considerati i limiti di legge ( 25 casi ogni 10 mila abitanti ) mi induce a ritenere che  continuando con questo trend potremmo  rientrare in zona rossa. Alcuni dei contagiati in attesa di molecolare con molto senso civico mi hanno comunicato il loro status e lo hanno reso pubblico su fb. E di questo li ringrazio. Perché ciò consentirà a tutti coloro che pensassero di aver avuto contatti con queste persone di poter adottare i provvedimenti conseguenziali, ed in ogni caso di assumere atteggiamenti ispirati alla massima prudenza. Molta preoccupazione si registra nei genitori per i figli che frequentano la scuola.  Non fatevi  prendere dal panico.  Io monitorerò la situazione e non esiterò ad adottare i provvedimenti necessari per la salvaguardia di tutti. Se ci dovessero essere situazioni particolari non esitate a contattarmi. In ogni caso , è un momento in cui si esige la massima partecipazione e la corresponsabilità,  utilizzando il principio di prudenza. Perché  questa guerra la potremo vincere solo Insieme , consapevoli che dai nostri comportamenti individuali dipende il destino di tutti. E’ il momento della massima attenzione e  della massima prudenza Coraggio . Dopo ogni notte anche la più buona, seguirà sempre l’alba. Arriviamoci insieme.”

Il deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Giovanni Di Caro, annuncia che in finanziaria è stato approvato un contributo al Comune di Siculiana a ristoro dell’accoglienza dei migranti. Lo stesso Di Caro spiega: “Siamo riusciti ad ottenere 250mila euro quale ristoro per il Comune agrigentino di Siculiana che da anni ospita una comunità per i migranti che è stata peraltro convertita in questi mesi a centro per migranti affetti da covid. Si tratta di una cifra non eccessiva ma che costituisce certamente un supporto concreto ad un Comune che vive dei disagi”.

I deputati regionali Giusi Savarino e Roberto Di Mauro annunciano che in finanziaria è stato approvato un articolo che stanzia 1 milione di euro per il recupero del centro storico di Agrigento. In proposito gli stessi Di Mauro e Savarino affermano: “Agrigento ha i soldi e la possibilità non solo di aggiornare il Piano Particolareggiato Attuativo, ma anche di avviare lavori e progetti di recupero sociale, culturale, funzionale ed ambientale per il centro storico. Grazie all’assist legislativo e finanziario da parte della Regione, la città di Agrigento può davvero rifare ‘il look’ al suo centro storico. Siamo certi che non si farà scappare questa opportunità e che porterà a casa questo storico risultato. Noi abbiamo fatto la nostra parte, adesso la palla passa al Comune di Agrigento. Questa sinergia e gioco di squadra sono la strada per raggiungere obiettivi importanti”.

Ad un uomo di 29 anni, straniero, giunto all’aeroporto di Punta Raisi a Palermo e adesso ricoverato all’ospedale di Agrigento, sarebbero state riscontrate più varianti al coronavirus, con frammenti genetici sudafricana e brasiliana. Si tratta, in particolare, di tre varianti rarissime già scoperte in altri Paesi, ma non in Italia, e una mai osservata su scala mondiale. I quattro ceppi sono stati già isolati la settimana scorsa a Palermo dal Centro regionale qualità laboratori. Nel frattempo è appena intervenuta la conferma del sequenziamento molecolare.

Il presidente della Regione ancora al cospetto del ministero del Sud. Musumeci: “Non abbiamo nessuna informazione sul Recovery Fund”.

Il ministero del Sud, retto da Mara Carfagna, ha organizzato in video-conferenza un altro incontro con le Regioni sulla spesa dei fondi del Next Generation Ue. Ed il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, non ha nascosto irritazione per la mancanza di informazioni provenienti dal Governo. Le sue parole: “Non abbiamo notizia dei fondi del Recovery Fund. E’ tutto deciso all’interno dei palazzi romani. E’ una bella pretesa quella di conoscere meglio di noi le esigenze dei nostri territori o quella di affidare a Rete ferrovie italiane o Anas le nostre infrastrutture. Si tratta di due pachidermi che in Sicilia tengono cantieri aperti da 15 anni”. E poi Musumeci ha provocatoriamente lanciato il guanto della sfida, ed ha aggiunto: “Se mi date 10 miliardi per le infrastrutture, e procedure veloci per spenderli in tre anni, io ho tutto l’interesse ad investire perchè vivo di consensi e non ho vinto un concorso. Devo rendere conto all’opinione pubblica. E per fare tutto ciò – ha sottolineato – è necessaria una sburocratizzazione delle procedure”. Il ministro a Infrastrutture e Trasporti, Enrico Giovannini, ha appena dichiarato che il ponte sullo Stretto di Messina è fuori dal Recovery Plan. E Nello Musumeci, al cospetto del ministero del Sud, ha replicato così: “La realizzazione del ponte sullo Stretto rappresenta una svolta fondamentale per il futuro della Sicilia. E’ un capriccio per noi siciliani avere il ponte? O invece è una necessità fin troppo evidente. Ancora si discute con la commissione tecnica se fare un ponte o un tunnel quando in altre parti del mondo un ponte si realizza in due anni e noi discutiamo da cento”. Poi, sulla criminalità organizzata come zavorra del Sud e, in particolare della Sicilia, a danno degli investimenti pubblici e privati e dello sviluppo, il presidente ha ridimensionato il problema ed ha affermato: “Smettiamola con il luogo comune della legalità nel Sud. Andava bene dieci o venti anni fa. Oggi il fattore legalità e criminalità nel Mezzogiorno d’Italia, che c’è ed è presente, non può essere più considerato una diseconomia se paragonato alla paurosa carenza di infrastrutture e se paragonato alle procedure burocratiche che da Bruxelles e a Roma non sono concepite per accelerare la spesa pubblica ma per frenarla, per creare diffidenza”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)