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Il Movimento Etico Siciliano nei panni del suo Garante  Antonio Cipriano, esprime indignazione affermando di essersi insieme alla maggioranza del Popolo Siciliano “scassato i cabbasisi” e si chiede cosa ha da sbraitare oggi  l’opposizione quando invece era  maggioranza e nulla ha saputo fare; hanno saputo solo resuscitare i morti politici che all’epoca della loro maggioranza erano minoranza .
Come allora nessuna opposizione ha saputo fare,  nemmeno ha saputo fare  nulla attraverso la loro maggioranza. Questo continua a gratificarci nella convinzione del  nostro motto : “qualsiasi politico nazionale inseguirai niente per il sud farà mai”.
Per questo chiediamo le dimissioni di tutti i parlamentari, sia di maggioranza che di opposizione per gestione approssimativa della macchina governativa sul piano politico , per manifesta incapacità di amministrare il bene comune sia sul piano etico, che della trasparenza che della democrazia partecipativa; ma soprattutto oltre tante altre gravità  chiederemo ciò anche per quanto hanno dimostrato  lo stesso governo e le intere camere parlamentari e cioè un caos/ disastro totale con i fatti odierni a pochi giorni dall’inizio delle scuole .
Cominceremo a rivolgerci a tutte quelle istituzioni giuridiche e costituzionali che potranno prendere di petto la situazione.
Nel frattempo il Movimento Etico Siciliano appellandosi al Corpo Docente Scolastico ed a tutti gli ATA (operatori scolastici) li invita  a esprimere le proprie criticità inerenti ai problemi di qualsiasi natura legati alla scuola, così come allo stesso tempo sono invitati a presentare proposte e/o segnalazioni”.
Lo dichiara il Garante del Movimento Etico Siciliano Antonio Cipriano.

L’iniziativa, svolta con il supporto della Commissione Europea, si inserisce nel quadro della “Settimana Europea della Mobilità” (16 – 22 settembre 2020), con lo scopo di ottenere, a livello europeo, una giornata, quella del 16 settembre 2020, a zero vittime sulle strade.

Ulteriori e collaterali scopi di della campagna ROADPOL “SAPETYDAYS” sono quelli di: aumentare la consapevolezza sociale sul fenomeno della mortalità ed incidentalità grave sulle strade europee, oggi più che mai in aumento;

richiamare l’attenzione degli utenti della strada sulla necessità di riallinearsi all’obiettivo europeo della riduzione del 50% dei numero di vittime sulle strade, ormai fuori target per il 2020 ma confermato per il 2030;

dimostrare che, con un ampio sostegno da parte della collettività, si può essere in grado di ridurre il numero delle vittime e dei feriti gravi sulle strade europee.

In occasione di tale operazione la Polizia Stradale predisporrà sull’intero territorio nazionale mirati servizi volti alla riduzione delle principali cause di incidentalità, individuabili nella elevata velocità, nel mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza, dei sistemi di ritenuta per bambini e del casco protettivo e nell’uso di telefoni cellulari alla guida (principale fonte di distrazione).

L’iniziativa si accompagnerà allo svolgimento di attività di prevenzione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini.

Tutti coloro che vorranno sostenere la campagna sono invitati a visitare la predetta pagina web ed a fare click sul tasto “pledge” (trad. impegno), tramite il quale, ciascun utente della strada, inserendo la propria email ed il proprio nome, sottoscriverà formale impegno a rispettare le regole del codice stradale nell’ottica della riduzione dell’incidentalità su tutte le strade europee.

ROADPOL è una rete di cooperazione tra le Polizie Stradali, ed opera sotto l’egida dell’Unione Europea. Nell’ambito di tale network europeo, l’Italia, attualmente ricopre la Presidenza onoraria.

L’Organizzazione intende sviluppare una cooperazione operativa tra le Polizie Stradali europee per ridurre il numero di vittime della strada e degli incidenti stradali, in adesione al Piano d’Azione Europeo 2011-2020, attraverso operazioni internazionali congiunte di contrasto delle violazioni e campagne “tematiche” in tutta Europa all’interno di specifiche aree strategiche.

L’obiettivo è quello di elevare gli standard di sicurezza stradale, armonizzando l’attività di prevenzione, informazione e controllo, anche attraverso campagne di comunicazione e operazioni congiunte i cui risultati vengono poi monitorati dal Gruppo Operativo ROADPOL.

Anche laPolizia Stradale di Agrigento aderirà all’iniziativa, da un lato predisponendo lungo le principali direttrici di traffico della Provincia mirati servizi volti al contrasto alle principali cause di incidente stradale, dall’altro con attività di sensibilizzazione sia su strada che nelle scuole, anche con la distribuzione di un pieghevole realizzato per l’iniziativa in oggetto.

I giudici della Corte di Appello di Palermo, hanno ribaltato la sentenza di primo grado emessa dal giudice del Tribunale di Agrigento, Rosanna Croce, ed hanno assolto “perché il fatto non sussiste” la ginecologa Maria Concetta Rotolo, 62 anni, e il pediatra Antonino Cutaia, 63 anni, in servizio al reparto di neonatologia dell’ospedale “San Giovanni di Dio”, finiti a processo con l’accusa di omicidio colposo, per la morte del piccolo Salvatore Aron, figlio di una giovane coppia di Licata. I due imputati sono difesi dagli avvocati Silvio Miceli e Barbara Garascia.

In primi grado inflitti 1 anno e 2 mesi di reclusione a Cutaia, 8 mesi alla Rotolo. Assoluzione per l’infermiere Giovanni Moscato, 50 anni. La tragedia è avvenuta il 17 giugno del 2011. Rotolo era accusata di non avere diagnosticato la patologia cardiaca di cui soffriva il bambino; Cutaia e Moscato erano accusati di non avere provveduto a controllare la culletta termica, se fosse regolarmente operante e funzionante.

La presa che collegava la culletta elettrica, necessaria per mantenere in vita il neonato, non sarebbe stata funzionante, e la batteria stava per scaricarsi. Quel giorno il piccolo venne trasferito più volte.
Prima all’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta per ricaricare la batteria, ma non si trovava un mezzo per proseguire il percorso. Poi il trasporto dal “San Giovanni” di Dio di Agrigento, e infine all’ospedale “San Vincenzo” di Taormina.

Complessivamente sette ore di girare in presidi ospedalieri. Il cuore del bambino cessò di battere appena arrivato nella struttura sanitaria messinese.

Leoluca Orlando resta sindaco di Palermo: è stata bocciata la mozione di sfiducia, presentata nei giorni scorsi dai consiglieri dell’opposizione e discussa oggi a Sala delle Lapidi. Presenti 39 consiglieri, favorevoli 19 (il numero dei firmatari della mozione), contrari 20. Nessun astenuto. La maggioranza ha votato compatta per il no, assente solo un consigliere. Per la sfiducia sarebbero occorsi 24 voti. La mozione era stata firmata da Lega, FI, Fdi, +Europa, Oso e da esponenti del gruppo misto. “C’è tanto da fare e nessuno meglio di me conosce i problemi di questa città – ha detto il sindaco nel suo intervento – Sono tutto tranne che stanco. Non tiro i remi in barca”.
Per Igor Gelarda (Lega), tra i firmatari della mozione, “Orlando è ostaggio della sua maggioranza che non rinuncia alle poltrone”.

Sette persone – quattro a Favara e tre, in esecuzione di altrettanti mandati europei, in Belgio – sono state arrestate, stanotte, dalla polizia di Stato e dalla police judiciare federale belga. E’ stata l’operazione, di respiro internazionale, denominata “Mosaico”. A vario titolo, sono state ritenute responsabili di duplice tentato omicidio nei confronti di Maurizio Distefano e Carmelo Nicotra, nonché di porto abusivo di armi, danneggiamento e ricettazione. Tutti reati consumatisi il 23 maggio del 2017 a Favara e provincia. Il gip, nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ha fatto propria la tesi degli inquirenti, evidenziando la qualificata probabilità di colpevolezza nei confronti dei destinatari delle misure ed ha sposato la sussistenza dell’uso del metodo mafioso.

Sono finiti in manette sette persone – quattro a Favara e tre in Belgio – ad opera della Polizia di Stato e dalla police judiciare federale belga. Si tratta di Antonino Bellavia, 48 anni; Calogero Bellavia,31 anni; Calogero Ferraro, 42 anni; Carmelo Nicotra, 38 anni; Gerlando Russotto, 31 anni; Carmelo Vardaro, 44 anni; Vincenzo Vitello, 65 anni, Michelangelo Bellavia, 32 anni. E’ stata l’operazione, di respiro internazionale, denominata “Mosaico”. A vario titolo, sono state ritenute responsabili di duplice tentato omicidio nei confronti di Maurizio Distefano e Carmelo Nicotra, nonché di porto abusivo di armi, danneggiamento e ricettazione. Tutti reati consumatisi il 23 maggio del 2017 a Favara e provincia. Il gip, nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ha fatto propria la tesi degli inquirenti, evidenziando la qualificata probabilità di colpevolezza nei confronti dei destinatari delle misure ed ha sposato la sussistenza dell’uso del metodo mafioso.
L’attività investigativa ha fatto luce sull’intera faida che dal 2015 al 2018 ha insanguinato le strade di Favara e Liegi, contando cinque omicidi e altrettanti tentati omicidi, alcuni dei quali non sono mai stati denunciati. L’inchiesta è stata coordinata dalla Dda di Palermo e dalla Procura di Liegi con l’ausilio delle agenzie Eurojust ed Europol. Per l’Italia, le indagini sono state sviluppate dal Servizio centrale operativo (Sco), dalla Squadra Mobile di Agrigento, che è coordinata dal vice questore aggiunto Giovanni Minardi, e da quella di Palermo. Per il Belgio si è invece mobilitata la police federale judiciare di Liegi. Per la prima volta nella storia, la Dda ha proposto – dopo l’introduzione di una specifica norma – la creazione, mediante Eurojust, di una Joint investigation team, ossia una squadra comune internazionale di investigazione, con competenza su tutti gli Stati partecipanti.

Un altro caso di Coronavirus nel mondo della scuola a Palermo. Si tratta di una dipendente della direzione didattica “Alessandra Siragusa” di Pallavicino, dove il dirigente scolastico e il collegio dei docenti avevano già deliberato di avviare le lezioni il 24 settembre.
La dipendente dell’istituto ha comunicato di essere risultata positiva al Covid-19 ed è così scattata la chiusura dei plessi e l’immediata sanificazione. Intanto, il flop dei test sierologici in Sicilia costringe ad una accelerazione sul piano B che prevede di introdurre a scuola i tamponi rapidi, che in pochi minuti danno l’esito evitando procedure di isolamento e panico in classe. Lo annuncia l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza in un articolo di Giacinto Pipitone sul Giornale di Sicilia: “Stiamo acquistando delle scorte di nuovi tamponi a esito rapido. Si tratta di test che riescono a fornire l’esito in pochi minuti. Ciò permette, in caso di sintomi sospetti, di evitare la procedura che prevede l’isolamento dell’alunno o del docente e la convocazione della famiglia”. Il tampone verrà fatto a scuola e, se positivo, il controllo verrà poi ripetuto con un tampone tradizionale avere la controprova del contagio. La Regione acquisterà un numero sufficiente di tamponi per garantire che ogni scuola possa fronteggiare i primi casi sospetti.

“Da Haftar stiamo subendo un atto criminale e un ricatto disgustoso. Quelli che Haftar definisce  ‘4 prigionieri’ dell’Italia e che il generale della Cirenaica considera 4 innocenti calciatori, sono in realtà 4 assassini spietati, che hanno lasciato morire 49 persone all’interno di un’imbarcazione la cui posizione è al vaglio della magistratura. La Commissione Europea intervenga urgentemente per salvare i pescatori siciliani. Il ministero della difesa del nostro Paese disponga il dispiegamento di navi militari nel mediterraneo per proteggere i nostri pescatori”.

A dichiararlo è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle che denuncia alla Commissione Europea il ricatto del generale della cirenaica di voler liberare i 18 pescatori siciliani trattenuti in Libia perché rei, a dire del califfato, di aver violato le acque internazionali in cambio della liberazione di 4 scafisti condannati a 30 anni di carcere dalla nostra magistratura come trafficanti di migranti e assassini. Oltre a rivolgersi alla Commissione, Corrao lancia un appello al ministro Guerini e chiede il dispiegamento di navi militari nel Mediterraneo “a presidio e tutela dei nostri pescatori”.

“La Commissione Europea – spiega Corrao – intervenga immediatamente, con urgenza e con tutte le sue forze a disposizione per liberare i nostri pescatori e presidiare una volta per tutte quello che è diventato uno dei posti più pericolosi del Mediterraneo per chi lavora duramente nel settore della pesca. L’Europa non scarichi per l’ennesima volta il barile sull’Italia e si prenda le sue responsabilità per tutelare i pescatori europei e per esercitare le sue funzioni di politica estera. Nel frattempo però rivolgo un appello accorato anche al Ministro Guerini che, da rappresentante del nostro Paese non può e non deve lasciare soli nostri pescatori e deve tutelarne la salute e l’incolumità” – conclude Corrao.

Settemila visitatori in sette città, grandi e piccole, ottanta luoghi aperti, le passeggiate pressoché esaurite ovunque, nonostante la domenica abbia dovuto fare i conti con il maltempo. Le Vie dei Tesori archivia il suo primo weekend registrando una buona affluenza soprattutto nella “debuttante” Bagheria e nelle tre città del Trapanese: le veterane Trapani e Marsala, tallonate dall’altra debuttante, Mazara; seguono Messina e Caltanissetta, alla loro quarta partecipazione al festival, chiude il borgo-gioiello di Sambuca, e nel terzo weekend si aggiungerà anche Naro. Certo, non possono essere i numeri degli anni scorsi – gli ingressi sono contingentati e a piccoli gruppi -, ma è un’edizione che deve fare i conti con le misure di sicurezza, con la ridotta presenza di turisti, con l’assenza degli studenti delle scuole. Un’edizione che, al contrario delle precedenti, si svolge solo sabato e domenica e non venerdì. Ma, nonostante tutto, si rinasce nella bellezza, come recita il claim di questo Festival 2020.

Nonostante i numeri contingentati – e calibrati su ogni singolo luogo -, le norme anti Covid osservate in ogni sito, l’obbligo della mascherina e la prenotazione caldamente consigliata, il lavoro preparatorio del Festival ha sortito i suoi frutti: ovunque un pubblico preparato, curioso, desideroso di riappropriarsi degli spazi. Età eterogenea, piccoli gruppi e moltissime coppie, in gran parte siciliani o tutt’al più italiani, sparuti turisti.

Ha riscosso più successo Bagheria, vera nobile debuttante: qui Le Vie dei Tesori – che quest’anno ha il supporto di UniCredit come main sponsor – ha costruito un programma che riscopre la famosa “città delle ville”: buona affluenza nei siti, e bei numeri soprattutto a Villa Cattolica, con il Museo Guttuso, e a Palazzo Butera dove si ascoltava la storia dell’affresco del Borremans; molta curiosità per i due musei-gioiello, quello dedicato all’acciuga e quindi a tutta l’arte marinara, e l’altro sul mondo del giocattolo d’antan; tutti pieni gli slot orari per la casa d’artista Oasi Blu, dove però si entrava a soli in 4 visitatori per volta.

Spostandosi sulla costa occidentale, la fa da padrona – come avviene da due anni, ed è sempre una gradita conferma – la città di Trapani dove alle visite in barca verso la Torre della Colombaia (che è sempre il sito più gettonato in assoluto), quest’anno si aggiungono i sontuosi saloni di Villa Aula; e le due passeggiate previste sono andate esaurite in poche ore. Marsala è stata forse la città che più ha sofferto il maltempo di domenica, visto che ha dovuto rinunciare sia ai voli in Piper sullo Stagnone – sono stati riprogrammati e aggiunti due slot orari, visto che sono andati sold out in poche ore -, che alle visite ai cantieri di scavo a Mozia. Il sito più amato resta sempre palazzo VII aprile con la sua terrazza mozzafiato. La tallona da vicino e insidia il podio di bronzo, la debuttante Mazara del Vallo che ha rinviato le visite al complesso Vescovile al prossimo weekend, ma che comunque ha visto i visitatori amare moltissimo la chiesa di San Francesco, aperta da pochi mesi dopo il restauro.

Hanno sofferto le due veterane Messina e Caltanissetta, quest’ultima afflitta dal maltempo per tutto il weekend: la pioggia ha scoraggiato le visite fuori porta nei bellissimi siti inediti negli immediati dintorni di Messina (l’eterno vincitore affacciato sullo Stretto è sempre Forte San Salvatore); mentre a Caltanissetta, ai luoghi all’aperto sono stati preferiti palazzi e chiese, primo fra tutti il Palazzo del Carmine con il “teatro meccanico” Regina Margherita. Chiude la lista Sambuca: nel borgo dei borghi i visitatori sono stati accolti dai sorrisi dei volontari e dalle minne di vergini, il dolce tipico del paese, mentre il luogo più amato è stato Palazzo Panitteri, tallonato da Casa Amodeo.

“Circolazione in tilt questa mattina a causa dei lavori di rifacimento del manto stradale nei tratti che saranno attraversati dalla seconda tappa del Giro d’Italia domenica 4 ottobre. Alla Regione era stata avanzata richiesta di sistemazione delle strade per il Giro originariamente previsto per maggio, se non fosse stato per l’emergenza Covid 19 e il conseguente lockdown che hanno fatto slittare tutto. I lavori sono stati avviati in questi giorni, proprio a ridosso della riapertura dell’anno scolastico, già complessa per le ragioni note a tutti di adeguamento alle norme anti-Covid.
L’alternativa sarebbe stata rinunciare a opere di manutenzione stradale per circa 850 mila euro. In questo caso, con gli uffici abbiamo valutato i pro e i contro e scelto di non far perdere alla città l’opportunità di questo finanziamento. Si tratta di un disagio limitato a qualche giorno, a fronte di lavori che garantiscono migliore viabilità e  maggiore sicurezza.  Avrebbero potuto lavorare in notturna? Probabile. Ma con costi che evidentemente non sono stati previsti e chi ne paga le conseguenze è poi la collettività. Prossimi lavori con un  finanziamento nazionale che abbiamo ottenuto riguarderanno la corsia a monte del lungomare. A poco a poco, pian piano tutte le strade saranno rimesse a posto. La città ne ha estremamente bisogno”.

Agricoltori siciliani tagliati fuori dalla grande distribuzione, alle prese con la carenza di infrastrutture, con la distorsione dei prezzi ma anche con la mancata applicazione di alcune regole nazionali ai prodotti importati dall’estero e che fanno concorrenza di fatto sleale a quelli locali. Sono alcune delle problematiche emerse nel corso di un incontro che Attiva Sicilia ha avuto con una delegazione degli Agricoltori riuniti siciliani a Caltanissetta.

“Ad esempio, la rilevazione dei prezzi del grano – spiegano i deputati regionali di Attiva Sicilia – non è affatto una questione secondaria: il sistema di rilevamento attraverso le borse merci delle Camere di Commercio è drogato dall’importazione di enormi carichi di grano canadese ed espone i coltivatori a distorsioni dei prezzi penalizzando soprattutto i coltivatori siciliani. Per questo diventa sempre più urgente l’istituzione della Cun Grano (Commissione unica nazionale) che tenga conto anche dei parametri di valutazione tossicologica, della qualità del grano a tutela dei consumatori, perché la qualità del frumento deve avere un prezzo che oggi non copre neppure i costi di produzione. La sede del Cun dovrebbe essere in Sicilia, da sempre granaio d’Italia. Serve un approccio che aggiorni il controllo dei sistemi di mercato e di tutela della salute dei cittadini in una direzione convergente”.

Altra questione è la mancata attuazione di “norme già in vigore in tutela dell’agricoltura siciliana e della salute dei consumatori, quest’ultimi sempre più interessati ad una etichettatura veritiera. Ad esempio la legislazione attuale in Italia prevede il divieto d’uso del glifosato in pre-raccolta, ma non agisce sui grani di importazione, calpestando così il principio di precauzione e che vede i prestigiosi grani locali utilizzati di fatto per la diluizione di sostanze tossiche”, affermano ancora i deputati di Attiva Sicilia.

Per quanto riguarda la grande distribuzione, “a penalizzare gli imprenditori agricoli dell’Isola è la scandalosa mancanza dei contratti di filiera nonostante gli appelli al governo regionale siano iniziati oltre un anno fa anche in commissione Attività produttive: per questo chiediamo chiarimenti e un intervento immediato”. Tra le proposte del gruppo anche quella dell’approvazione e istituzione di un circuito di compensazione di moneta complementare interna rivolta alle imprese e consumatori siciliani, oggetto di un apposito disegno di legge.

“Stesso silenzio arriva dal Ministero, per questo rivolgiamo un appello ai parlamentari e agli eurodeputati siciliani ad occuparsi del settore, che ricordiamo in Sicilia conta oltre 79 mila imprese attive, con 16 mila produttori, quasi il 10% del totale Italia”, concludono i deputati di Attiva Sicilia.