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Il presidente della Konsumer Italia Giuseppe Di Miceli ha scritto una lettera al Prefetto di Agrigento per ringraziarlo a seguito del deciso intervento che ha riportato alla normalità la raccolta dei rifiuti a Favara. Di Miceli scrive:

“Con la presente, la scrivente Associazione “Konsumer Italia” , riconosciuta dalla Regione Sicilia quale Associazione Maggiormente Rappresentativa con D.P. n. 845 del 04 dicembre 2019, rappresentata dall’Avv. Giuseppe Di Miceli nella qualità di Vice-Presidente Regionale e Coordinatore delle sedi nel territorio agrigentino, con la presente esprimiamo tutto il nostro apprezzamento per l’intervento effettuato da parte di Sua Eccellenza che sta riportando alla normalità la raccolta dei rifiuti nel territorio del Comune di Favara evitando problemi all’ordine, all’igiene e alla salute pubblica.

In cuor nostro speravamo, e lo abbiamo pure scritto nella nostra missiva di 7 giorni fa, che le parti, il Comune di Favara da un lato e le Aziende che si occupano della raccolta dei rifiuti  dall’altro, riuscissero a trovare un’intesa senza la necessità dell’intervento odierno da parte dello Stato che da buon padre di famiglia, riscontrato il perdurare del contrasto in atto, a saputo ben dirimere la controversia in parola”.

Rissa sfiorata per un soffio in Consiglio comunale a Palma di Montechiaro tra il sindaco Stefano Castellino e il consigliere comunale di opposizione Salvatore Malluzzo al culmine del dibattito sulle nomine per il Consorzio del Tre Sorgente dove alla presidenza è stata eletta, su proposta del sindaco di Palma, la cognata di quest’ultima, Jessica Vanessa Lo Giudice. Infastidito dal consigliere, il sindaco si è alzato dallo scranno per dirigersi con fare minacciosi contro lo stesso Malluzzo. L’intervento di presenti in aula ha evitato il contatto tra i due.
«Ciò che è accaduto nella seduta del Consiglio Comunale – ha detto Malluzzo – è stato uno “spettacolo” orrendo e triste: sono stati posti in essere atteggiamenti che hanno minato e messo – in seria discussione – il concetto di libertà di pensiero e tutto ciò che discende dalla civiltà democratica che appartiene alla storia della nostra nazione e che dovrebbe far prevalere il dibattito ed il confronto sano, senza offese verbali e senza tentavi di utilizzo della forza. Dico questo perché ieri, in Consiglio Comunale, durante la seduta pubblica, stavo per essere aggredito fisicamente dal sindaco Stefano Castellino durante l’intervento, che tenevo in aula, circa la questione della elezione di sua cognata a Presidente del consorzio acquedottistico “Tre Sorgenti” e rispondevo pubblicamente sulle pesanti accuse, per altro false, diffamatorie, calunniose, oltre che offese verbali, che mi sono state rivolte sempre dallo stesso».

La vicenda quasi certamente finirà in Procura sia perché sia Malluzzo che il sindaco di Palma Castellino hanno preannunciato esposti alla magistratura e sia perché alla seduta erano presenti anche rappresentanti delle forze delle forze dell’ordine che hanno redatto un rapporto su quanto accaduto.

Ryanair, la compagnia aerea numero uno in Italia, oggi 26 giugno, ha annunciato la ripresa dei collegamenti da e per l’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani Birgi, con il ripristino del volo su Bologna, operativo già dal 21 giugno. Dal 1° luglio Ryanair incrementerà ulteriormente il numero di rotte e la loro frequenza, come parte integrante dell’operativo per l’estate 2020.

«Con l’allentamento delle restrizioni negli spostamenti, la voglia di viaggiare si fa sempre più forte, come confermano i recenti dati di traffico sul nostro sito. L’Italia risulta essere tra le destinazioni turistiche più ricercate dai visitatori europei e tra gli utenti italiani tra le mete più popolari, oltre al Bel Paese, c’è sicuramente la Germania. – spiegano dalla compagnia aerea – Ryanair è lieta di ricominciare a collegare Trapani con il resto dell’Europa, permettendo a tutti i viaggiatori di trascorrere una piacevole vacanza tra spiagge incantevoli, tracce di storia e una tradizione gastronomica di tutto rispetto».

Le rotte Ryanair della Summer 2020

La ripresa dei collegamenti, oltre a sostenere l’economia e il turismo regionale da cui dipendono migliaia di posti di lavoro, offrirà anche l’opportunità di favorire i flussi di passeggeri business e leisure dall’aeroporto di Trapani verso le altre regioni italiane, e verso la Germania. L’operativo da e per l’aeroporto di Trapani include in tutto 4 rotte, di cui 3 nazionali – BolognaPisaMilano Bergamo – e 1 internazionale – Baden-Baden.* Per incentivare le partenze e contenere i costi del viaggio, l’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani Birgi ha stabilito una tariffa di soli 3.50 euro giornalieri per il parcheggio dell’automobile per tutta la stagione estiva.

Chiara Ravara – Head of International Communications di Ryanair – ha dichiarato:
Ryanair è lieta di annunciare che verranno ripristinate 4 rotte da e per l’aeroporto di Trapani, come parte integrante dell’operativo per l’estate 2020. I collegamenti con Bologna sono già operativi. Siamo fieri di poter riprendere i collegamenti per l’estate 2020 e di contribuire alla ripresa dell’economia e del turismo regionale, permettendo a parenti ed amici di ricongiungersi e a milioni di turisti, nazionali ed internazionali, di scoprire il patrimonio artistico, culturale e paesaggistico del nostro Paese e dell’Europa”.

Salvatore Ombra – presidente di Airgest, società di gestione dell’aeroporto di Trapani Birgi commenta:
“Che una compagnia aerea importante come Ryanair torni ad essere presente nel nostro aeroporto, oltre ad essere una grande soddisfazione, è di grande auspicio. Per i trapanesi, infatti, – aggiunge il numero uno dell’aeroporto di Trapani Birgi – Ryanair è legata al periodo d’oro del nostro scalo, quando a volare erano circa due milioni di passeggeri. Ci auguriamo che le relazioni commerciali con la Compagnia crescano ulteriormente e che, anche grazie a ciò, sempre più turisti possano apprezzare i nostri paesaggi naturali unici, come le Saline e i mulini, lo Stagnone, paradiso del Kitesurfing, l’isola di Mozia e le Egadi, la spiaggia bianca di San Vito Lo Capo, il borgo medievale di Erice, i nostri monumenti riconosciuti nel mondo, come il satiro danzante di Mazara del Vallo, e il nostro cibo e il nostro vino che lasciano sempre un felice ricordo in chi viene a trovarci e poi sceglie di tornare”.

Riccardo Di Stefano, palermitano, classe 1986, è stato eletto oggi dal Consiglio Nazionale con 143 voti favorevoli su un totale di 209 votanti. Entra di diritto nella squadra senior come vicepresidente di Confindustria.
 I Giovani Imprenditori rappresentano da sempre un laboratorio di innovazione, di proposta e di impegno – ha commentato Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria –. Al neo presidente Di Stefano e alla sua squadra l’augurio, in questa direzione, di essere sempre coraggiosi nelle proposte e nelle azioni per garantire e rafforzare quell’importante contributo di visione e di concretezza che serve alle nostre imprese. Una grande Paese ha bisogno di grande coraggio”.
 
Otto vicepresidenti completano la squadra di presidenza 2020 – 2023: Licia  Angeli (Confindustria Romagna), Maria Anghileri (Confindustria Lecco Sondrio), Eleonora Anselmi (Confindustria Toscana Sud – Arezzo), Mario Aprile (Confindustria Bari B.A.T.), Francesco Fumagalli (Confindustria Toscana Sud – Arezzo), Andrea Marangione (Unione Industriale Torino), Pasquale Sessa (Confindustria Salerno), Alessandro Somaschini (Confindustria Bergamo).
 
Di Stefano, nel corso del suo discorso di insediamento, ha affermato che “Il Movimento dei Giovani Imprenditori di Confindustria si fonda sull’idea di promuovere un’Italia visionaria e internazionale, come le sue imprese. Ora come non mai, noi imprenditori dobbiamo essere collettore delle migliori energie del Paese, interpreti del cambiamento per rendere l’Italia moderna, innovativa, sostenibile e inclusiva”.
 
Laurea in Giurisprudenza di Palermo e Dottorato di Ricerca in Economia civile presso l’Università LUMSA, Riccardo Di Stefano è stato Vice Presidente nazionale nella squadra del Presidente Alessio Rossi dal 2017 ad oggi, occupandosi di Education, Capitale Umano, e Formazione Interna, sviluppando progetti di formazione come GI Academy, una vera e propria scuola di managerialità, e AltaScuola per Giovani Imprenditori, dedicata alla valorizzazione dei giovani talenti imprenditoriali.
 
L’impegno nel mondo dell’education ha radici profonde nella carriera di Di Stefano, che inizia il suo percorso professionale proprio nel settore della formazione internazionale. Da qui all’attività di famiglia, Riccardo diventa membro del Consiglio di Amministrazione dell’azienda Officina Lodato S.r.l., nata nel 1957, con sede a Palermo e a Roma, nel settore dell’impiantistica civile ed industriale. È proprio grazie al confronto con il Movimento dei Giovani Imprenditori che Di Stefano decide di proseguire il proprio percorso imprenditoriale fondando la propria attività, Meditermica srl, impresa attiva nel settore delle forniture all’ingrosso di materiale termoidraulico per aziende e operatori del settore.
 
Gli incarichi di Riccardo Di Stefano nel Sistema Confindustria iniziano nel Gruppo Giovani della Territoriale di Palermo. A livello nazionale, si appassiona alla rivista del Movimento Quale Impresa, entrando a far parte del Comitato di Redazione. Nel 2017 diventa Vice Presidente nazionale del Movimento, guidato da Alessio Rossi, che ha salutato il nuovo presidente ricordando che “Giovani imprenditori si resta tutta la vita, come il nostro attuale presidente Bonomi, che viene proprio da questo percorso. Tornerò spesso, per trovare quell’energia positiva e quella voglia di migliorare che solo qui si possono trovare. A Riccardo lascio il timone di un Movimento pronto ad affrontare tutte le sfide che i prossimi anni ci metteranno davanti”.

La Polizia Provinciale ha rinvenuto e posto sotto sequestro una maxi discarica abusiva  in c/da Petrulla,”  nel  territorio comunale di Licata, nel corso di un’attenta attività di controllo del territorio.

La discarica abusiva si trova lungo la strada provinciale n. 72, al Km 5+900 a partire dall’intersezione con la Sp. n.11 “Innesto Sp. Licata-Ravanusa”,  poco sotto e a valle di un ponticello dove è stata riscontrata la presenza di un deposito incontrollato di rifiuti speciali, pericolosi e non  oltre che di rifiuti urbani.

Nell’area posta sotto sequestro gli agenti del Corpo della Polizia provinciale hanno rinvenuto le carcasse e scarti di ovini, numerosi sacchi contenenti  lana di pecora provenienti dalla tosatura di ovini, oltre che  un  recipiente in eternit, alcune bare vuote di modesta fattura (probabilmente straniere), numerosi sacchi di rifiuti solidi urbani e rifiuti in vetro e materiale plastico.

I primi rilievi eseguiti –  considerata  la presenza di rifiuti speciali provenienti da scarti da macellazione,  di carcasse di ovini, di lana proveniente dalla tosatura di ovini, oltre che ad una gran quantità  di   rifiuti urbani e  rifiuti speciali pericolosi e non  –  hanno consentito di accertare che  l’area in questione nel corso degli ultimi tempi era stata destinata a “discarica” da parte di soggetti operanti nel settore della piccola imprenditoria, dell’allevamento e della pastorizia: tale attività trova puntuale  sanzione nel reato previsto dall’art. 256, comma  2, del D.L.gs n. 152/2006. Il rinvenimento della discarica abusiva rientra nell’ambito dell’attenta attività di controllo del territorio per la prevenzione e repressione del fenomeno dell’abbandono  e del deposito incontrollato di rifiuti che è  stata oggetto di precise direttive  emanate dal Commissario Straordinario del Libero Consorzio, dott. Girolamo Alberto Di Pisa.

Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha dichiarato al Consiglio generale dell’Ance che prorogare lo split payment è ingiusto perché rappresenta un doppio svantaggio per le imprese e, quindi, è giusto abolirlo, specialmente a seguito dell’introduzione della fatturazione elettronica. E il capo politico del M5S, Vito Crimi, ha condiviso le preoccupazioni dell’Ance. Ma allora, perché il governo non torna subito indietro, prima che sia troppo tardi?

Scopriamo, infatti, che il partito anti-imprese che sta condizionando le scelte del governo del Paese sta cercando di assestare un colpo basso che potrebbe rivelarsi mortale per il sistema economico, soprattutto quello siciliano che è il più debole di tutti.

Ben prima del “lockdown” e, quindi, senza alcuna reale necessità o emergenza, il governo nazionale, di nascosto come fanno i “carbonari”, ha chiesto alla Commissione europea di autorizzare la proroga dello split payment, nonostante l’Agenzia delle Entrate abbia dimostrato con un Rapporto specifico che i risultati della fatturazione elettronica nella lotta all’evasione dell’Iva rendano ormai assolutamente inutile questo meccanismo che doveva essere a tempo, che doveva scadere lunedì prossimo e che si traduce, solo in Sicilia, in uno “scippo” annuo alle imprese di circa 250 milioni di euro, che si aggiungono ai tardati pagamenti della P.a. alle imprese per circa 800 milioni.

Ciò che è peggio è che, nella richiesta fraudolenta inviata a Bruxelles, il governo abbia spudoratamente sostenuto che i rimborsi statali dell’Iva alle imprese avvengono entro 74 giorni quando in realtà la stessa Commissione europea ha certificato che la media in Italia è di 63 settimane di ritardo, cioè 440 giorni. In più, il governo nazionale, se da un lato trattiene l’Iva dovuta alle imprese, dall’altro lato rinvia a settembre il pagamento dell’Iva che solo i terzi devono alle stesse aziende. Ciò significa che ogni attività è costretta a indebitarsi per coprire questo “scippo di Stato” e a pagare magari pure il consulente che deve obbligatoriamente certificare il credito Iva che poi eventualmente incasserà dopo più di un anno.

Dunque, il partito anti-imprese che sta condizionando il governo nazionale ha trasformato l’Iva da partita di giro a nuova tassa che, in questo momento di gravissima mancanza di liquidità, porterà una buona parte delle imprese siciliane a chiudere battenti entro settembre.

L’Ance Sicilia è al fianco dell’Ance nazionale che si batterà a Bruxelles per smascherare la manovra del governo nazionale, invita tutti i partiti che fanno parte della maggioranza ad essere coerenti con la loro dichiarata volontà di aiutare le imprese a ripartire, e chiede al governo regionale di inserire questo tema nel negoziato sui rapporti finanziari con lo Stato, immaginando forme di compensazione dei danni che questo ingiustificato prelievo sta provocando con un’unica certezza: non individua e punisce i pochi che non pagano l’Iva e colpisce le tante imprese che correttamente lo fanno da sempre.

di Francesco Mazzarella

27 giugno 1980 – 27 giugno 2020, quaranta anni senza verità, e senza alcuna pace per le vittime innocenti del Dc9 sparito nei cieli di Ustica… l’unica cosa certa è che non vi è alcuna sparizione, e che le coscienze di molti non sono pulite. L’altra certezza e che dopo quaranta anni dalla strage di Ustica, così è stata chiamata, i parenti delle vittime non hanno alcuna certezza di ciò che è accaduto!

A bordo vi erano 81 persone[1], 64 passeggeri adulti, 11 ragazzi tra i due e i dodici anni, due bambini di età inferiore ai 24 mesi e 4 uomini d’equipaggio, il volo viaggiava da Bologna a Palermo, e si perdono i contatti tre le isole di Ponza ed Ustica. Queste le uniche certezze. Poi mille illazioni, mille teorie, complotti, segreti di stato, morti non direttamente collegati, almeno 16… oggi la ricerca della verità si concentra sulla seconda scatola nera (cockpit voice recorder) in cui sembra essere registrata la parola “GUA”… pronunciata dal pilota Domenico Gatto un attimo prima di “precipitare”.

Proviamo a fare un po’ di chiarezza: l’audio della registrazione di bordo fu, dopo essere stato recuperato dal mare nel 1987, e sino al 1991 oggetto di analisi peritali che, alla fine delle indagini, dichiararono che quel pezzo di parola (GUA), con altissima probabilità è parte della parola GUARDA, come se il pilota Gatti avesse visto qualcosa all’esterno del velivolo.

“Certezze”: la parola fu detta alle ore 20.59, e dopo 1,2 secondi ci fu un improvviso blackout elettrico e poi il silenzio.

il 16 marzo 1989 il primo collegio peritale, nominato nel novembre 1984 – a quattro anni dalla tragedia – consegna al giudice istruttore Bucarelli la sua relazione. I sei periti che compongono il collegio rilasciano alla stampa una breve dichiarazione: “Tutti gli elementi a disposizione fanno concordemente ritenere che l’incidente occorso al DC9 sia stato causato da un missile esploso in prossimità della zona anteriore dell’aereo. Allo stato odierno mancano elementi sufficienti per precisarne il tipo, la provenienza e l’identità”

Il 15 maggio 1992 i generali, ai vertici dell’Aeronautica all’epoca dei fatti, sono incriminati per alto tradimento, “perché, dopo aver omesso di riferire alle Autorità politiche e a quella giudiziaria le informazioni concernenti la possibile presenza di traffico militare statunitense, la ricerca di mezzi aeronavali statunitensi a partire dal 27 giugno 1980, l’ipotesi di un’esplosione coinvolgente il velivolo e i risultati dell’analisi dei tracciati radar, abusando del proprio ufficio, fornivano alle Autorità politiche informazioni errate.”

Nell’ottobre del 2000 inizia il processo davanti alla terza sezione della Corte d’Assise di Roma contro i vertici dell’Aeronautica che nell‘aprile 2004 vengono assolti per prescrizione; si riconosce comunque che hanno omesso di riferire alle autorità politiche i risultati dell’analisi dei tracciati radar di Fiumicino/Ciampino.

Nel frattempo, la maggioranza  cancella dal nostro ordinamento il reato di alto tradimento – o meglio lo mantiene soltanto nel caso che ci sia uso della forza – e quindi all’inizio del 2006 è abbastanza scontata la successiva assoluzione in Appello, poi confermata, dalla Cassazione.

Dalle sentenze civili contro il Ministero della Difesa emerge che lo Stato non garantì le adeguate condizioni di sicurezza lungo la tratta percorsa dal Dc9, visto che, altro dato provato, vi era la presenza di caccia militari di Paesi alleati (Francia, Usa, Nato) e Libici. L’ex senatore Giovanardi insieme all’Associazione verità su Ustica continuano ad essere convinti che a far precipitare il DC9 sia stata una bomba all’interno dell’aereo, e sono fermamente convinti che non esiste alcun tracciato radar che evidenzi la presenza di altri velivoli, e che il pilota Gatti non pronunziò mai le parole “GUA”. Va tenuto conto, però, che l’aereo partì con due ore di ritardo, e che questo attentato, ad oggi, non è mai stato rivendicato da nessuno.

Di contro l’Associazione parenti di Ustica dichiara che: “sappiamo che il DC9 è stato abbattuto, sappiamo anche chi ha mentito e chi non ha permesso di fare luce sulla verità, ma non sappiamo ancora chi e perché in un momento di pace abbatté un volo di linea.”

Ad oggi anche la Procura di Roma continua ad indagare sul caso Ustica e potrebbe richiedere una nuova perizia sulla scatola nera. L’unica cosa certa in questa “sporca” faccenda e che le 81 vittime innocenti, rei di tornare a casa loro, aspettano ancora di capire come e perché sono morte, e che i loro familiari continuano ad espettare risposte da uno Stato che dovrebbe tutelarli, e che sembra non riuscire a trovare risposte di pace per il loro dolore.

 


[1] Andres Cinzia (24), Andres Luigi (32), Baiamonte Francesco (55), Bonati Paolo (16), Bonfietti Alberto (37), Bosco Alberto (41), Calderone Maria Vincenza (58), Cammarata Giuseppe (19), Campanini Arnaldo (45), Casdia Antonio (32), Cappellini Antonella (57) anni, Cerami Giovanni (34), Croce Maria Grazia (40), D’Alfonso Francesca (7), D’Alfonso Salvatore (39), D’Alfonso Sebastiano (4), Davì Michele (45), De Cicco Giuseppe Calogero (28), De Dominicis Rosa (Allieva Assistente di volo Itavia) (21), De Lisi Elvira (37), Di Natale Francesco (2), Diodato Antonella (7), Diodato Giuseppe (1), Diodato Vincenzo (10), Filippi Giacomo (47), Fontana Enzo (Copilota Itavia) (32), Fontana Vito (25), Fullone Carmela (17), Fullone Rosario (49), Gallo Vito (25), Gatti Domenico (Comandante Pilota Itavia) (44), Gherardi Guelfo (59), Greco Antonino (23), Gruber Berta (55), Guarano Andrea (37), Guardì Vincenzo (26), Guerino Giacomo (19), Guerra Graziella (27), Guzzo Rita (30), Lachina Giuseppe (58), La Rocca Gaetano (39), Licata Paolo (71), Liotta Maria Rosaria (24), Lupo Francesca (17), Lupo Giovanna (32), Manitta Giuseppe (54), Marchese Claudio (23), Marfisi Daniela (10), Marfisi Tiziana (5), Mazzel Rita Giovanna (37), Mazzel Erta Dora Erica (48), Mignani Maria Assunta (30), Molteni Annino (59), Morici Paolo (Assistente di volo Itavia) (39), Norrito Guglielmo (37), Ongari Lorenzo (23), Papi Paola (39), Parisi Alessandra (5), Parrinello Carlo (43), Parrinello Francesca (49), Pelliccioni Anna Paola (44), Pinocchio Antonella (23), Pinocchio Giovanni (13), Prestileo Gaetano (36), Riina Andrea (24), Reina Giulia (51), Ronchini Costanzo (34), Siracusa Marianna (61), Speciale Maria Elena (55), Superchi Giuliana (11), Torres Pierantonio (32), Tripiciano Giulia Maria Concetta (45), Ugolini Pierpaolo (33), Valentini Daniela (29), Valenza Giuseppe (33), Venturi Massimo (31), Volanti Marco (26), Volpe Maria (48), Zanetti Alessandro (18), Zanetti Emanuele (39), Zanetti Nicola (6).

Francesco Mazzarella

 

La Capitaneria di Porto di Porto Empedocle comunica che di comune accordo con il Comune di Porto Empedocle, non verrà rinnovata, come ogni anno l’ordinanza 24/2019 relativa alla disciplina per l’accesso dei cani nel tratto di spiaggia in località “Spiaggetta”.

Inaugurata 5 anni fa in maniera del tutto sperimentale ed unica nel suo genere in Sicilia, purtroppo sono venute a mancare le condizioni di sicurezza che ne avrebbero consentito il rinnovo.

Il Comune ha pertanto posto in essere tutte le azioni necessarie per ripristinare la sicurezza della spiaggia procedendo alla rimozione della delimitazione metallica che perimetrava gli 80 metri di spiaggia “dog friendly”, recinzioni risultate essere oramai vetuste e diventate pericolose che andavano necessariamente rimosse.

La Capitaneria di porto pertanto fa presente che non sarà più possibile accedere con i cani sulla spiaggia alle medesime condizioni dell’ordinanza oramai non più in vigore ed invita la cittadinanza al rispetto delle ordinanze balneari vigenti.

Adesso ci chiediamo e chiediamo alle autorità interessate: “Vorremmo capire meglio per quali motivi non c’è più la possibilità di poter far godere anche agli amici a quattro zampe di un pezzo di spiaggia che, tra l’altro, negli anni passati ha avuto un grande successo. 

Si legge nella nota del Comune che la delimitazione metallica che perimetrava gli 80 mt di spiaggia “dog friendly” è risultata vetusta e assai pericolosa. Bene. E perchè non si cambia? Cosa osta, per capire, rimettere una nuova perimetrazione metallica? Se è un problema di soldi, lo dicano chiaramente; si trovano subito! Se esistono altri problemi lo dicano altrettanto subito!

Ci spieghino, semmai, il Comandante Governale e la sindaca Carmina quali sono, in atto, le sicurezze che dovranno essere osservate in spiaggia. Non nascondiamo che, tra la recinzione di 80 mt per i cani e la presenza della Mobi Zazà nelle acque dove ognuno di noi quotidianamente ci si diverte a fare il bagno, mette più angoscia la presenza di quella orribile nave carica di gente ammalata e sfortunata. E in quell’ammasso di acciaio, purtroppo, regna un focolaio Covid 19 pericolosissimo per tutti noi.  

Ribadiamo: focolaio pericoloso per tutti noi.

“Ritengo giusta la richiesta dell’Ordine degli Architetti di pretendere dagli uffici comunali risposte tempestive alle istanze presentate dai liberi professionisti.

Gli architetti ricordano che esistono per legge, lo Sportello Unico dell’Edilizia e lo Sportello Unico delle Attività Produttive. Ma ci sono tanti Uffici Tecnici, veri motori pulsanti delle nostre città e dell’economia di un Paese, in grande difficoltà per mancanza di personale anche a causa dei pre-pensionamenti. Un limite che penalizza tutto il comparto dell’edilizia e delle professioni e che deve essere affrontato.

Come ho già avuto modo di dire, ritengo fondamentale il potenziamento degli uffici comunali e la valorizzazione del personale. Una volontà che ho già inserito nel mio programma elettorale e che mi impegnerà in caso di mia elezione a sindaco di questa città”.

Lo dichiara il candidato sindaco alle prossime amministrative dott. Franco Miccichè.

Ogni tanto una bella storia di onestà. E’ accaduta in pieno centro ad Agrigento questa mattina dove un giovane empedoclino, D.D.B. le sue iniziali, avrebbe trovato nei pressi di un noto istituto bancario un portafoglio con all’interno una somma di denaro pari a circa 130 euro.

Prelevato il portafoglio, il 19enne lo ha consegnato alla vicina caserma dei Carabinieri che subito hanno contattato la legittima proprietaria che ha ringraziato il giovane per il gesto civico.