Home / 2020 / Giugno (Pagina 8)

Domani, domenica 28 giugno, il segretario nazionale di Forza Nuova, l’onorevole Roberto Fiore, nel corso di un tour politico in Sicilia visiterà anche la provincia di Agrigento. Alle ore 10:30 incontrerà iscritti e simpatizzanti del movimento nei locali dell’Hotel Villa Romana a Porto Empedocle. Nel corso della riunione ci si soffermerà in particolare sulla questione immigrazione e sul caso della nave per la quarantena ancorata in rada a Porto Empedocle. L’onorevole Fiore ribadirà, come obiettivo, il “blocco dell’immigrazione e l’umano rimpatrio degli immigrati”.

Il Gip del Tribunale di Agrigento ha rinviato a giudizio William La Cara, 30 anni, imputato di maltrattamenti a danno della moglie. L’uomo avrebbe mantenuto la condotta incriminata dal luglio del 2017 al marzo del 2019, non desistendo nemmeno a fronte dello stato di gravidanza della donna. Lei – come si legge nel capo d’imputazione – è stata costretta a penose condizioni di vita a causa delle continue aggressioni verbali e fisiche.

I Carabinieri della Stazione di Realmonte hanno denunciato 13 persone che si sono avventurate tra i sentieri di marna bianca della Scala dei Turchi, violando i sigilli posti a seguito del sequestro dell’area da parte della Procura di Agrigento disposto lo scorso 27 febbraio. I 13, tra alcuni turisti e altri residenti, pur avendo notato i divieti connessi al provvedimento dell’Autorità Giudiziaria, si sono introdotti nell’area posta sotto sequestro. Sono stati quindi denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento e risponderanno del reato di violazione dei sigilli. Il concorso dei Carabinieri nella vigilanza dell’importante sito naturalistico proseguirà per tutta la stagione estiva.

E’ arrivato l’ok sulle linee guida per il rientro a settembre: Regioni ed Enti Locali hanno dato il via libera alle nuove linee guida per il rientro a scuola da settembre.

“Un ottimo risultato” e “le Regioni hanno avuto un ruolo determinante nella costruzione di un Piano scuola 2020-2021 che rispondesse il più possibile alle diverse esigenze dei docenti e dei dirigenti scolastici, degli studenti e degli enti locali”. E’ il commento del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

Nella bozza del documento, scrive l’Ansa, è stato inserito un esplicito riferimento al distanziamento fisico che richiama le raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico. “Il distanziamento fisico, inteso come un metro fra le rime buccali (le bocche – ndr) degli alunni, rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione”, si legge nella bozza.

La nuova bozza del Piano sul rientro a scuola prevede l’istituzione di “Conferenze dei servizi, su iniziativa dell’Ente Locale competente, con il coinvolgimento dei dirigenti scolastici, finalizzate ad analizzare le criticità delle istituzioni scolastiche che insistono sul territorio di riferimento delle conferenze”.

“Lo scopo – si legge nella bozza – sarà quello di raccogliere le istanze provenienti dalle scuole con particolare riferimento a spazi, arredi, edilizia al fine di individuare modalità, interventi e soluzioni che tengano conto delle risorse disponibili sul territorio in risposta ai bisogni espressi”.

Grande soddisfazione” è stata espressa dal ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia.

“Un primo importante passo avanti. Ora dobbiamo continuare a lavorare insieme anche con il massimo coinvolgimento delle forze sociali”, afferma  il ministro della Salute Roberto Speranza. “È essenziale – aggiunge – investire nuove ingenti risorse per garantire la riapertura di tutte le scuole nella massima sicurezza. È un obiettivo fondamentale su cui tutto il Paese deve essere unito”.

“Non daremo l’intesa, non diremo che siamo d’accordo con le misure che saranno prese”.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la Corte d’Assise, presieduta da Alfonso Malato, ha condannato a 22 anni di reclusione la romena Anisoara Lupascu, 40 anni, imputata accusata dell’omicidio, a colpi di zappa e di bastone, del bracciante, connazionale, di 37 anni Constantin Pinau, in concorso con il marito Vasile Lupascu, 46 anni, e con il loro figlio Vasile Vladut Lupascu, 21 anni, entrambi già condannati a 30 anni di carcere ciascuno a conclusione del giudizio abbreviato.

A Porto Empedocle sono sbarcati altri 28 migranti, tutti tunisini, già ospiti a bordo, e in quarantena, della nave Moby Zaza. L’autorizzazione allo sbarco è intervenuta dopo avere appreso l’esito del doppio tampone rino-faringeo, che è risultato negativo, escludendo quindi l’infezione da covid 19.

Il gruppo dei 28, secondo quanto rassicurano gli addetti ai lavori, non è stato in contatto con i migranti soccorsi dalla Sea Watch e imbarcati domenica scorsa, e nemmeno con altre persone sbarcate in altre occasioni. Il gruppo dei 28 è stato trasferito in Puglia.

Ad Agrigento alcuni calcinacci sono caduti dal ponte della strada statale 640 Agrigento – Caltanissetta che sovrasta il Viale Emporium, tra la via Crescente e il villaggio Peruzzo. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco. In corso rilievi tecnici da parte degli organi preposti, tra cui l’Anas, al fine di riscontrare la sicurezza del ponte. Il traffico subisce, di conseguenza, dei rallentamenti per la chiusura del tratto stradale interessato.

Dalla requisitoria al processo per le stragi di Capaci e via D’Amelio emergono tratti caratteristici del boss latitante Matteo Messina Denaro espressi da Riina.


A Caltanissetta, al palazzo di giustizia, innanzi alla Corte d’Assise, il pubblico ministero, Gabriele Paci, ha proseguito la requisitoria a carico del latitante Matteo Messina Denaro, imputato perché tra i mandanti delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Il magistrato si sofferma sui rapporti tra Totò Riina e Matteo Messina Denaro, e dalle sue parole emergono alcuni tratti caratteristici del boss di Castelvetrano, ancora per alcuni, e non per altrettanti altri, a capo di Cosa Nostra siciliana. Gabriele Paci arringa così: “Durante la trattativa Totò Riina è inferocito. Si lamenta di Matteo Messina Denaro, che definisce un ragazzino che si è messo a prendere soldi, si interessa di se stesso e non delle questioni. Se ci fosse suo padre, che era un bravo cristiano che mi dava a suo figlio per farne quello che dovevo fare… E’ stato la luce dei miei occhi. Suo padre lo ha messo nelle mie mani. E io l’ho fatto buono. Mi era cresciuto sulle ginocchia. Giovanni Brusca fornisce una indicazione fondamentale. Siamo alla fine del ’92. Riina, ancora libero e latitante, gli fa una confidenza e gli dice: ‘guarda che se mi succede qualcosa, i picciotti, Giuseppe Graviano e Matteo, sanno tutto’. Il maxi processo a Palermo è l’emblema della reazione dello Stato alla mafia. Si infrange il muro dell’omertà e si condannano mafiosi importanti. Totò Riina aveva sempre garantito il buon esito dei processi. Lui aveva i suoi canali per arrivare agli aggiustamenti di questi processi e reagisce in maniera feroce quando capisce che la situazione gli è sfuggita di mano, perché gli amici hanno girato le spalle e non ci sono margini: gli dicono che non possono fare nulla per intervenire. C’è anche una partita interna che deve giocare Riina, che, avendoci messo la faccia, non può accettare la sconfitta. La sua leadership rischiava di essere messa in discussione dopo tanti anni. Si trova improvvisamente in brache di tela e ben prima della sentenza della Cassazione emessa nel gennaio del ’92 è consapevole che non c’è nulla da fare. Riina sta impazzendo e in Cosa Nostra si diffonde un sentimento assai incline al pessimismo. Siamo intorno all’ottobre del ‘91 e si è abbandonata la speranza di arrivare all’annullamento delle condanne. Il mancato aggiustamento del maxi processo diventa il momento in cui comincia la strategia per togliere di mezzo amici e nemici. Il fallimento dei tentativi di aggiustamento sono imputati innanzitutto a Giovanni Falcone”. Ancora in riferimento alle dichiarazioni di Riina su Matteo Messina Denaro è utile rileggere anche le intercettazioni di Riina in carcere, durante l’ora d’aria e le conversazioni con un compagno detenuto. E su Messina Denaro, Riina, ormai carcerato da circa 20 anni, si è espresso così: “A me dispiace dirlo, questo signor Messina Denaro, questo che fa il latitante, questo si sente di comandare, ma non si interessa di noi. Questo per prendere soldi fa i pali della luce. Ci farebbe più figura se se la mettesse in c… la luce. Se ora ci fosse suo padre, perché suo padre era un bravo cristiano, era perfetto, un orologio. Il figlio lo ha dato a me per farne quello che ne dovevo fare. E’ stato 4 o 5 anni con me, poi si è messo a fare luce e finì. A noi ci tengono in galera, però quando siamo liberi li dobbiamo ammazzare. Intanto io ho fatto il mio dovere, ma voi continuate, non dico tutti, ma qualcuno divertitevi, una fucilata nella testa di questi cornuti”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Si informa la cittadinanza che è possibile effettuare le prenotazioni per il rilascio della CIE ( Carta d’identità elettronica) sul portale del Ministero dell’Interno, anche attraverso il link riportato sulla Home page del Comune di Agrigento nelle giornate di lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle ore 11.00 e fino ad esaurimento delle disponibilità.

Si informa inoltre che la richiesta di rinnovo si può fare a partire da 180 giorni prima (sei mesi) dalla data di scadenza. Una carta di identità con scadenza superiore ai sei mesi  non sarà possibile rinnovarla.

Inoltre i  cittadini sono invitati a disdire le prenotazioni già effettuate in caso di impossibilità a rispettare il giorno e l’orario dell’appuntamento.

Per ulteriori chiarimenti chiamare il numero 0922/590506 0 scrivere all’indirizzo mail: giuseppe.pirrera@comune.agrigento.it;

La linea telefonica sarà attiva tutti i giorni della settimana dalle 9.00 alle 12.30, con esclusione di sabato e domenica.

“Come già avvenuto in altre occasioni, vogliamo formulare un plauso per l’accurato lavoro inquirente compiuto da Procura e Dia di Messina riguardo i presunti affidamenti truccati al Consorzio autostrade siciliane. Bene che i fari della magistratura restino puntati su un ente che deve lasciarsi definitivamente alle spalle le epoche di malagestione, clientele ed inefficienza. I fatti contestati da ultimo, infatti, riguardano il 2015 e sono assai risalenti rispetto al nuovo assetto della governance dell’ente voluto dal Governo Musumeci”.

Lo dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, commentando l’inchiesta “Fuori dal tunnel” della Procura di Messina. 

“Per quanto riguarda il dibattito sulle concessioni autostradali e le parole del viceministro Giancarlo Cancelleri sul Cas – prosegue Falcone – da parte nostra non vi è alcuna preclusione. Se il Governo nazionale ritiene che la revoca sia la soluzione, facciano pure, così non ci sarà più spazio per le polemiche. Non sarà certo la Regione Siciliana ad ostacolare l’intervento di Roma e le decisioni del viceministro che, certamente, saranno risolutive delle problematiche notorie e di vecchia data che affliggono il Cas”.