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La Procura di Agrigento, tramite la sostituto procuratore, Elenia Manno, titolare dell’inchiesta anti-sfruttamento della prostituzione cosiddetta “Bed and babies”, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, anticamera della richiesta di rinvio a giudizio, a tre componenti di un nucleo familiare indagati di avere gestito alcune case di appuntamento nel centro storico di Agrigento, in particolare in via Saponara. Si tratta di Emanuele Pace, 66 anni, la moglie Pierina Miccichè, 52 anni, e il figlio, Vasilij Pace, 30 anni. I tre hanno adesso venti giorni di tempo per presentare contro-deduzioni a difesa.

Assolto perché il fatto non sussiste”. Con questa formula il giudice monocratico della prima sezione penale del Tribunale di Agrigento, Alfonso Pinto, ha pronunciato la sentenza che vedeva imputato un gommista di Agrigento.

All’artigiano, difeso dagli Avvocati Vincenzo Caponnetto ed Ornella Russello era stato contestato il reato di cui agli artt. 633 e 639-bis c.p., poiché “al fine di occuparlo o comunque di trarne profitto, arbitrariamente occupava suolo demaniale del Comune di Agrigento mediante l’installazione di un box metallico” adibito per l’esercizio della sua attività lavorativa.

Nel corso del processo, i difensori hanno dimostrato come il commerciante aveva installato il suo piccolo box, su suolo comunale, sin dal 1988 con tutte le autorizzazioni previste dalla legge, ivi compresa la concessione dell’utilizzazione del detto spazio, da parte del Comune di Agrigento.

Pur continuando a corrispondere negli anni, e puntualmente, la TOSAP per la detenzione dell’area in questione non si era proceduto per una mera dimenticanza al formale rinnovo degli atti autorizzativi. Una circostanza che ha reso possibile dimostrare l’atteggiamento psicologico dell’imputato in relazione agli elementi costitutivi dell’ipotesi di reato addebitatogli che hanno escluso ogni ipotesi di responsabilità penale a suo carico.

Il giudice ha così accolto le tesi difensive degli Avvocati Caponnetto e Russello, assolvendo il gommista dall’ipotesi di reato contestato perché il fatto non sussiste.

Assente il Sindaco di Agrigento ieri 11 giugno 2020, alla manifestazione indetta dal Governo Regionale e dall’ANCI Sicilia (di cui è vice presidente) contro ALITALIA e i suoi vertici.

La protesta era stata organizzata collegialmente perché, per i voli da e per Palermo/Catania, ALITALIA impone prezzi esorbitanti mortificando noi Siciliani e creando ingenti danni alle nostre economie già in sofferenza e al nostro turismo che sta vivendo un difficilissimo momento. In tanti hanno voluto mostrare disappunto verso l’inaccettabile comportamento di questa Compagnia Aerea Nazionale, alla quale noi “Italiani” versiamo milioni di euro all’anno per la sua sopravvivenza. Ed è proprio questa a fare della Sicilia un corpo estraneo all’Italia, provocando un pericoloso e dannoso isolamento.

Noi Siciliani non usiamo l’aereo per fare shopping ma per necessità di: lavoro, studio, salute. Le tariffe debbono essere sopportabili ed eque ed avere un prezzo costante. Inaccettabili i biglietti per Roma di oltre  400 Euro. I biglietti devono avere prezzi accessibili e popolari anche se vengono richiesti un giorno prima dalla partenza.

Mani Libere aderisce alla protesta e stigmatizza l’assenza del Sindaco di Agrigento che ha preferito indire una riunione della consulta sulla tassa di soggiorno(nominata oltre la fine naturale del suo mandato e cioè dopo 5 anni dal suo insediamento e solo in campagna elettorale) e che ancora una volta, dopo le frequenti assenza alle riunioni della ATI della SRR e della VOLTANO SPA, ha dimostrato che non persegue l’interesse pubblico.

Grazie all’instancabile lavoro dei dirigenti e responsabili del Dipartimento Provinciale AICS Turismo di Agrigento la Presidenza Provinciale dell’AICS di Agrigento è stata insignita del titolo di Vice Presidenza Nazionale Onoraria del settore Borghi.
“Sono grato all’assemblea nazionale – dice Petix – per la deliberazione, ma soprattutto ai dirigenti che dal 2017 gli sono stati lealmente al fianco facendo un ottimo lavoro”.
Mario Gero Taibi è stato nominato Responsabile per le Regioni Sicilia, Sardegna, Calabria e Basilicata.
Uno degli effetti economici di crisi causa covid 19  è stato il blocco dei flussi turistici, ma malgrado ciò l’Aicis Nazionale con il suo Presidente Bruno Molea, non si è persa d’animo e con l’ausilio di  Aics travel un’agenzia viaggi Tour Operator che garantirà una contrattazione professionale affidata a tecnici di lunga esperienza capeggiata dall’amministratore unico Merigo, titolare della storica agenzia Amerigo viaggi di Brescia, ha realizzato il progetto i Borghi Aics d’Italia, ovvero un ambizioso progetto nazionale con la partecipazione dei comuni d’Italia avendo caratteristiche di borgo, dove attraverso i comitati provinciali e associazioni verranno realizzati degli itinerari turistici promozionati attraverso una piattaforma a cui parteciperanno Tour Operator di fama nazionale e internazionale ed Enti e Confederazioni Internazionali. A questa pianificazione verrà  inglobato lo Slow walk, che si occuperà del turismo esperienziale religioso e culturale con il metodo camminare piano per assaporare le bellezze del territorio. Durante l’assemblea tenutasi in video conferenza per le regioni della Sicilia, Sardegna, Calabria , Basilicata è stato nominato Mario Gero Taibi già Responsabile Dipartimento turismo Aics Agrigento da anni impegnato nello sport e soprattutto nel turismo. Nella stessa giornata e stato deliberato il comitato Agrigento sede onoraria insieme al borgo di Mussomeli venuto alle cronache per l’acquisto delle case ad  un euro, l’altro borgo che ha avuto questa onorificenza è Loreto Aprutino un comune di sette mila anime dell’Abruzzo il cui responsabile sarà Renato Mariotti fondatore di un museo dove sono presenti anche i cimeli del calcio internazionalr, per un turismo sportivo.
“Sono contento di questa nomina – dice Taibi – consapevole  del lavoro immane che mi aspetta, ma forte dell’amore per la mia terra cercherò di portare ottimi risultati. Nei prossimi giorni  contatterò sia i comitati Aics provinciali ma anche l’ANCI  Sicilia per la presentazione del progetto”.
Per l’Aics agrigentina è un periodo d’oro considerato l’ingresso anche nel Cim, Confederazione italiani nel mondo, con la costituzione dei Gas, gruppo di acquisto solidale e l’imminente organizzazione dei camp estivi per bambini fino a 12 anni in diversi centri della provincia.

Finalmente la proposta di delibera, riguardante il differimento dei tributi comunali, è arrivata ai consiglieri comunali.

Alla notizia è stato dato straordinario risalto da parte di componenti della ex opposizione, oggi alla ricerca di un -improbabile- posto al sole, ma se si fosse stati in grado di comprendere gli atti ci si sarebbe accorti facilmente che c’è poco da festeggiare per chi si trova nei guai finanziari post COVID19!

Tanti altri comuni siciliani hanno già deliberato l’abbattimento e il differimento delle tasse comunali per l’emergenza COVID. La vicina scadenza del 16 Giugno, per alcune gabelle, chiedeva di deliberare molto prima di quella data e invece l’atto approderà in Consiglio solo il 15 Giugno nel pomeriggio, quando tanti utenti hanno già pagato. Il ritardo potrebbe sembrare casuale se non fosse già accaduto per la TARI, quando l’annuncio del differimento della rata, arrivato tempestivamente dopo i decreti nazionali in altri Comuni, era stato decretato dal sindaco sul filo di lana,  dopo il pagamento di tanti cittadini.

Mozioni e atti di indirizzo presentati dalla sottoscritta, su TARI e suolo pubblico, e approvati in Consiglio chiedevano, oltre al differimento, un taglio delle bollette per i mesi di chiusura alle aziende che dimostravano di non avere lavorato e quindi di non avere prodotto spazzatura.

Per il principio “di chi inquina paga” se queste aziende non hanno prodotto spazzatura per diversi mesi, non possono pagare per spazzatura che non è stata conferita e servizi di cui non si è usufruito. Dovranno pagare, con soldi che non hanno, spazzatura che non hanno prodotto.

Ad Agrigento siamo ben lontani dalla tariffa puntuale e questa amministrazione non ha mai lavorato seriamente per scovare gli evasori, la stragrande maggioranza di quelli che vanta sono stati costretti ad autodenunciarsi per  prendere i mastelli.

Intanto tutte le utenze hanno pagato, per ogni mastello, i trasponder, utili per trovare evasori e capire chi non differenzia bene, non sono mai stati utilizzati: uno spreco di denaro, uno dei tanti che abbiamo pagato con le nostre bollette.

Durante la trattazione del 15 Giugno speriamo in un ravvedimento e presenteremo emendamenti in tal senso anche per evitare possibili ricorsi e beghe legali per il Comune.

Fissata la data del 4 ottobre per le elezioni comunali gli agrigentini guardano con speranza alla potenziale fine di questa deludente e presuntuosa amministrazione.

Il Tribunale del Riesame di Caltanissetta ha parzialmente annullato l’ordinanza cautelare emessa nei confronti dell’architetto V. R. di Agrigento, arrestato ai domiciliari il 27 maggio scorso dai carabinieri con l’accusa di tentata concussione e ha applicato nei suoi confronti la sospensione dal servizio per un anno. Gli sono stati revocati gli arresti domiciliari, tornando quindi libero.
L’architetto agrigentino, nella qualità di dirigente responsabile dell’unità operativa del Genio Civile di Caltanissetta, che si occupa di edilizia, avrebbe fatto pressioni su un imprenditore per costringerlo a pagargli una tangente, dapprima di 70mila euro e poi, dopo una sorta di rinegoziazione, di 15mila. L’imprenditore prima ha registrato alcune conversazioni di nascosto, poi lo ha denunciato facendo attivare le relative intercettazioni. L’architetto, durante l’interrogatorio di convalida dell’arresto, si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Non abbiamo ancora le motivazioni del provvedimento – dice l’avvocato Walter Tesauro, uno dei suoi legali – ma, evidentemente, alla luce della sostituzione della misura è stato ritenuto che le esigenze cautelari possano essere garantite adeguatamente attraverso l’interdizione dal pubblico ufficio”.

Ad Agrigento, in piazza della Madonna della Catena, nella frazione di Villaseta, i poliziotti della Stradale hanno sorpreso un giovane alla guida di una moto privo di casco, di assicurazione e anche della patente perché mai conseguita. Lui, di 18 anni, si è scatenato in escandescenze, ha appiccato il fuoco ad un fazzolettino di carta, ha minacciato di incendiare la moto aprendo il serbatoio della benzina, e poi ha aggredito i poliziotti. E’ stato ristretto ai domiciliari. All’Autorità giudiziaria risponderà di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. Due poliziotti sono ricorsi alle cure ospedaliere con 7 giorni di prognosi ciascuno.

“Nell’autunno scorso una qualificata coalizione ha proposto la mia candidatura a sindaco di Agrigento, cosa che avevo accettato di buon grado convinto allora, come lo sono ancora, che la città avesse bisogno di un cambiamento di rotta.

Dall’inizio del lockdown legato all’emergenza Covid, tuttavia, ho preferito rimanere in silenzio poiché ero cosciente che le ripercussioni sanitarie, economiche e sociali della pandemia sarebbero state tali da rendere inopportuno non solo fare campagna elettorale, ma anche semplicemente “parlare di politica”.  Tra l’altro il mio impegno in quei giorni bui, con le visite a Porto Empedocle ai migranti che giungevano sulle nostre coste, mi hanno fatto riflettere sulla delicatezza di quei momenti.

Durante il lockdown, ci sono state voci più o meno autorevoli che ci spingevano a riflettere. Ci hanno ricordato che “siamo tutti sulla stessa barca” e che non abbiamo altra scelta rispetto a quella di remare tutti nella stessa direzione CON LA FERMA VOLONTA’ DI …CAMBIARE ROTTA.

Oggi, in un momento in cui il peggio sembra passato, non possiamo permetterci di dimenticare ciò che abbiamo vissuto come comunità e che potremmo trovarci a rivivere se il virus, che ricordiamo non ha ancora un vaccino, dovesse ripresentarsi prepotentemente nei prossimi mesi.

In ogni caso le conseguenze economiche e sociali della pandemia sono già tali che il prossimo futuro avrà bisogno di essere affrontato con serietà e autorevolezza per tentare, con la forza dell’unità, di avviare le politiche di concreta trasformazione che questo contesto storico ci richiede.

La pesante crisi che ha investito anche la nostra città, necessita di una visione progettuale lungimirante che si sviluppi attraverso una forte e convita azione sia politica che programmatica.

Il gruppo di amici che mi sorregge in questa delicata esperienza, mi richiama a pensare in grande per la nostra città.

Non è più tempo di maquillage o di slogan privi di contenuti, che Agrigento ha già avuto modo di sperimentare sulla sua pelle e per i quali ha pagato e continua a pagare… un prezzo altissimo.

Abbiamo bisogno di un Sindaco, di una guida e di una compagine di governo capaci innanzitutto di dialogare e fare squadra.

Le sfide che in autunno le città si troveranno ad affrontare sono radicalmente nuove rispetto al passato: partecipative, educative, ecologiche, economiche, bioetiche e solidali. Occorre, quindi, individuare soluzioni innovative per le emergenze, dai rifiuti e ai trasporti, sapendo che non abbiamo molte risorse e che le crescenti diseguaglianze imporranno nuovi modelli di economia circolare da applicare alla nostra comunità nell’ambito di un’idea di politica neoumanista che ponga l’Agrigentino e i suoi bisogni al centro del nostro progetto di rilancio della nostra amata comunità.

Ritengo indispensabile giungere a un’alleanza tra istituzioni, imprese, sindacati e società civile.

Sarà indispensabile pensare anche a una innovativa cooperazione

pubblico-privato, seppur con regole rigorose e trasparenti.

Occorrerà avere accanto guide politiche che sappiano dare indirizzi, esperti e tecnici disponibili a collaborare per studiare nuove soluzioni, manager per dare attuazione a progetti strategici e fare fronte alle emergenze economiche derivanti dalla crisi che investe la nostra comunità cittadina e il Paese tutto.

Invito i potenziali alleati, aldilà degli steccati ideologici, a superare le logiche stantie di una geografia partitica ancorata a impostazioni del passato, per scrivere insieme una nuova   pagina per questa nostra terra che profondamente amiamo.

Non possiamo che continuare nell’attuazione del modello del progetto civico che in tanti consideriamo il percorso più coraggioso, forte ed efficace che una comunità politica possa esprimere per fronteggiare questi tempi di crisi.

Auspico, infine, che si possa pervenire ad una nuova stagione nella quale il “NOI” “PREVALGA SULL’IO”  e quindi anteporre il bene della città alle legittime aspettative di ciascuno o di pochi;

Siamo aperti ad arricchire la nostra coalizione di ulteriori risorse umane per consolidare definitivamente il progetto civico che qualche mese fa abbiamo immaginato, al di là degli asfissianti schemi politici regionali e nazionali nei quali qualcuno vorrebbe imbrigliarci.

Se questi saranno i presupposti di un nuovo tipo di amministrazione e di visione futura, allora sarò il primo a metterci la faccia insieme a chi vorrà dare un valido contributo alla nostra  AGRIGENTO”.

Franco Miccichè

 

Prosegue il processo d’Appello a Caltanissetta cosiddetto “Capaci bis”. La requisitoria della Procuratore Generale, Lia Sava.

Lia Sava

A Caltanissetta, al palazzo di giustizia, innanzi alla Corte d’Assise d’Appello, è in corso il processo di secondo grado cosiddetto “Capaci bis”, ovvero il secondo troncone dell’inchiesta sull’attentato a Giovanni Falcone il 23 maggio del 1992. Gli imputati sono Salvo Madonia, Lorenzo Tinnirello, Cosimo Lo Nigro, Giorgio Pizzo, già condannati all’ergastolo in primo grado, e Vittorio Tutino, assolto. La Procuratore Generale di Caltanissetta, Lia Sava, è impegnata nella requisitoria. E nel corso della sua arringa, tra l’altro si è espressa così: “La chiave di volta di tutte le stragi del ’92 e del ’93 è il tritolo. Durante il processo abbiamo compreso dove il tritolo è stato preso, ossia dalle bombe residuati bellici della seconda guerra mondiale, e chi poi lo ha macinato. E questo grazie alla collaborazione di Cosimo D’Amato, la cui decisione di collaborare faceva paura a Cosa Nostra. Quando D’Amato iniziò la sua collaborazione, i suoi familiari gli dissero ‘non farti tentare dal diavolo’. Molto utili sono state anche le collaborazioni di Gaspare Spatuzza, Giovanni Brusca, Angelo Siino, Fabio Tranchina e Antonino Giuffrè. Le indagini per la strage di Capaci non si fermano. La prova è che in questo giudizio di appello abbiamo ascoltato altri collaboratori di giustizia e abbiamo messo a disposizione delle difese acquisizioni sul cosiddetto doppio cantiere di preparazione della strage, che sono ancora in corso di approfondimento. Ad esempio, la genetista Nicoletta Resta ha ipotizzato la presenza di una donna sul cantiere di Capaci. Tuttavia occorrono elementi di prova certi, e nessuna di queste piste allo stato attuale consente di individuare la presenza di soggetti esterni a Cosa Nostra, ma le indagini per individuare eventuali concorrenti esterni continuano e non si fermano, fermo restando che la responsabilità di Cosa Nostra è scontata: basta pensare a conferma di ciò alle risultanze dei colloqui in carcere del 2013 fra Salvatore Riina e Alberto Lorusso, in cui il capo dei capi Riina rivendica con malsano orgoglio di avere realizzato la strage di Capaci e quella di via D’Amelio. Giovanni Falcone era considerato un nemico storico di Cosa Nostra. Aveva indagato sul sistema degli appalti, sulla loro spartizione, scoprendo intrecci tra mafia e politica. Cosa Nostra aveva capito che Falcone, pur essendo a Roma, era diventato particolarmente pericoloso perché avrebbe potuto scardinare l’esito del maxi processo. Dalle dichiarazioni rese da Antonino Giuffré, abbiamo anche scoperto che Riina, prima di deliberare le stragi del ’92, aveva fatto dei sondaggi per vedere se alcuni settori malsani delle istituzioni potevano avere interesse ad eliminare Falcone. E in effetti, dopo l’attentato all’Addaura, con il quale la mafia decretò la condanna a morte del magistrato, iniziò una campagna denigratoria nei confronti del giudice anche da parte di alcuni suoi colleghi e di diversi esponenti politici”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)