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La deputata agrigentina alla Camera Rosalba Cimino ha presentato le modifiche degli emendamenti contenuti nel decreto Rilancio (D.L. 34/2020) per aumentare il cosiddetto bonus vacanze e renderlo spendibile in più strutture. La proposta nasce dopo una serrata interlocuzione con operatori del settore turistico agrigentino: nella nuova proposta la portavoce del Movimento 5 chiede una modifica della legge al fine di portare alla misura di mille euro l’importo da poter spendere nelle strutture per ogni nucleo familiare (oggi è di 500 euro) aumentando a 600 euro il bonus per nuclei composti da due persone e a 300 euro per quelli composti da un’unica persona. «In queste settimane ho ascoltato numerosi imprenditori agrigentini che lavorano nel settore turistico – afferma soddisfatta la deputata siciliana – comprendendo i loro timori di un’estate su cui gravita l’incognita Covid-19. La nuova proposta vuole dare una boccata d’ossigeno a un settore cruciale per la Sicilia, ma per tutta l’Italia che vive di turismo». L’altra proposta presentata dal deputato del Movimento 5 Stelle chiede invece che il bonus (contenuto nell’articolo 176 del testo) diventi spendibile in più strutture. «Dopo interlocuzioni con le associazioni di settore e rappresentanti del turismo, come Agriturist, ho proposto una modifica al fine di rendere possibile agli italiani di spendere il bonus in più strutture ricettive (dalle aziende di agriturismo ai bed and breakfast) in diversi periodi della stagione.

Sono in stato di agitazione anche i lavoratori agrigentini della Seus 118 che, con il recente disegno di legge 562/19, rischiano di non poter transitare in larga parte nella costituenda nuova “Areu Sicilia”.

La nuova Azienda regionale emergenza urgenza della Sicilia sarà chiamata a garantire la continuità dei servizi, l’implementazione del servizio di elisoccorso Hems regionale; la costituzione, attivazione e funzionamento del numero unico dell’emergenza (Nue 112); la riorganizzazione delle centrali operative a valenza provinciale e la loro trasformazione in sale operative regionali, oltre che la riprogettazione dell’intera infrastruttura tecnologica regionale.

Data la natura pubblica della costituenda azienda e tenuto conto dell’esperienza professionale acquisita dal personale in atto in forza alla Seus – dice la segretaria generale della Cisl Fp di Agrigento, Caltanissetta ed Enna Floriana Russo Introito -, il passaggio del personale, così come precisato dallo stesso disegno di legge, avverrebbe attraverso procedure concorsuali, compatibilmente con le risorse disponibili nell’ambito del contratto di servizio lasciando, al contempo, in capo alla Regione Siciliana la funzione di indirizzo e di controllo. Ci si domanda, comunque, perché smembrare la Seus 118 i due tronconi e se e quando, come cita la relazione sullo stesso ddl, ‘il ruolo Seus sarà destinato ad esaurirsi progressivamente nel tempo, man mano che Areu Sicilia assorbirà tutte le funzioni ed il relativo personale da Seus. Ciò che chiediamo – continua Russo Introito – dunque, è chiarezza, tanto più dopo l’emergenza Covid. Già nel giugno 2010, durante il passaggio dalla Sise alla Seus, i lavoratori, oltre ad avere ‘abbonato’ all’azienda migliaia di euro, videro il loro futuro in bilico. Oggi siamo innanzi ad altre esigenze e dopo avere dimostrato professionalità e coraggio a nessuno verrà consentito di mettere a rischio anche un solo posto di lavoro delle donne e degli uomini del 118”.

La Cisl regionale, dopo aver già incontrato i vertici dell’azienda nei giorni scorsi, ha esplicitamente formulato la richiesta di una riunione, alla presenza dell’assessore Razza, sul Ddl in questione.

I responsabili degli uffici del Dipartimento, i soprintendenti dei beni culturali, i direttori dei Parchi regionali, dei musei, delle Soprintendenze, di ogni singola struttura in cui si articola l’Assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana sono le sentinelle della bellezza del nostro territorio. Sono loro che ne conoscono le potenzialità e i problemi e ne custodiscono il valore, troppo spesso facendo i conti con la carenza di personale e di risorse economiche. Attraverso le azioni di vigilanza, tutela e valorizzazione hanno la responsabilità di custodire l’immenso patrimonio della nostra Isola e di preservarlo perché posa essere consegnato nelle migliori condizioni alle nuove generazioni.

Sono queste le parole che il neo-assessore dei Beni culturali e dell’identità siciliana Alberto Samonà ha indirizzato ai vertici dell’Assessorato dei Beni culturali che ha voluto incontrare in questi giorni per ascoltare dalla loro voce criticità, aspettative e potenzialità di ogni singola struttura.

Alla base di ogni forma di conoscenza – ha detto l’assessore Samonà – c’è l’ascolto. Un ascolto attento e reciproco è alla base di qualsiasi ragionamento costruttivo. Politica ed amministrazione vanno nella stessa direzione del perseguimento bene comune: l’amministrazione ha le chiavi tecniche per comprendere e affrontare i problemi, la politica deve svolgere il suo ruolo di sintesi. Il mio obiettivo – ha detto l’assessore Samonà – è quello di impegnarmi perché i beni culturali tornino ad essere tra le priorità dell’agenda politica della Regione. Lo sviluppo economico della Sicilia non può non passare attraverso la valorizzazione e la messa a reddito dell’immenso patrimonio culturale e ambientale che possiede”.

“Formuliamo un plauso a Trenitalia per la scelta di mantenere in vigore tariffe concorrenziali per gli InterCity Notte, malgrado le difficoltà nello sfruttamento commerciale delle vetture dove alle misure di contenimento dell’epidemia da covid-19. La possibilità di prenotare le cuccette da parte di singole persone o gruppi familiari, senza rialzi fuori portata dei biglietti, contribuisce a mantenere il treno accessibile a un’ampia platea di utenti. Per la Sicilia, di fronte alle ristrettezze sui collegamente aerei di queste settimane, i viaggi degli InterCity rappresentano una fondamentale valvola di sfogo per gli spostamenti dei siciliani, pur con tempistiche che risentono dell’assenza del ponte sullo Stretto”.

Lo dichiara l’assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti della Regione Siciliana Marco Falcone, a seguito delle novità sui viaggi in treno in sicurezza introdotte da Trenitalia. 

Si è conclusa, con il parere positivo di compatibilità ambientale da parte del Via/Vas dell’Assessorato Regionale al Territorio e all’Ambiente, la procedura autorizzativa per il definitivo recupero della spiaggia di Eraclea Minoa

Finalmente potranno iniziare i tanti agognati lavori di rifacimento che in questi ultimi anni hanno visto l’interessamento di molte istituzioni politiche, ma anche di tanti privati e associazioni, nel segno della comune consapevolezza dell’importanza del tratto di costa interessato dal fenomeno erosivo.

Un territorio denso di bellezze naturali, ricco di arte e storia che in questi anni è stato mortificato da una devastazione d’incredibile portata – dichiara Fabio Galluzzo, delegato regionale dell’associazione ambientalista Marevivo – provocando il decadimento di un’area che nel passato era una delle mete vacanziere tra le preferite della Sicilia. Ad Eraclea Minoa da anni Marevivo ha strutturato un centro di educazione ambientale “l’Oasi Marevivo” cuore pulsante dell’associazione, meta di campus naturalistici e visite didattiche da parte di migliaia di studenti provenienti da ogni luogo e anche di tanti turisti amanti della natura. Ma la perdita della spiaggia e la struttura del CEA messa in pericolo, in questo ultimo periodo ha bloccato ogni nostra attività. Ecco perché siamo estremamente contenti dell’avvio dei lavori e dell’attenzione del governo regionale al territorio quale valore fondamentale per la Comunità che vi vive e vi lavora”

Una soluzione e nuove prospettive che potranno realizzarsi, dal momento che i lavori dovrebbero cominciare nell’immediato e prevedono la realizzazione di tre pennelli composti da massi e il ripascimento del litorale danneggiato con la sabbia proveniente dal dragaggio del porto di Siculiana Marina.

L’intervento interesserà il tratto di costa che parte da Capo Bianco e che si estende per circa 2 Km verso est.

Il dialogo costruttivo con gli enti preposti tra cui e la volontà di superare i limiti di una burocrazia complessa e farraginosa – continua Fabio Galluzzo – guariranno una ferita aperta e risaneranno un’immagine che non rendeva onore a un territorio d’incredibile valenza naturale. Un ringraziamento va a Maurizio Croce, commissario dell’ufficio per il dissesto idrogeologico, per aver permesso in tempi brevi di realizzare e far finanziare il progetto di risanamento»

 

Prevista per domani, venerdì 12 giugno, la riapertura del mercato settimanale di Agrigento in via La Malfa, sospeso in seguito all’emergenza Covid-19. Nell’ambito della prevenzione di possibili ulteriori contagi, e su richiesta del Comune di Agrigento, il Commissario Straordinario dr. Girolamo Alberto di Pisa ha autorizzato il personale dell’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale di Agrigento alla collaborazione con l’Ufficio di Protezione civile del Comune di Agrigento e le forze dell’ordine nella gestione delle operazioni di prevenzione sanitaria per utenti e operatori commerciali.

In particolare domani, sin dalle prime ore di svolgimento del mercato, lo staff coordinato dal dr. Marzio Tuttolomondo, oltre a fornire informazioni ai cittadini tramite un infopoint volante, vigilerà sulla corretta attuazione delle norme di sicurezza, dal distanziamento sociale all’uso obbligatorio di mascherine e gel disinfettanti da parte del pubblico e degli operatori, ricordando che l’uso delle mascherine è sempre obbligatorio ai sensi delle vigenti norme. In dotazione agli operatori dell’Ufficio di Protezione Civile anche un termo scanner per la misurazione immediata della temperatura corporea.

Il quartiere di San Leone è in stato di abbandono cosa facilmente documentabile dalle foto e quanto denunciano i consiglieri comunali di opposizione Alessandro Sollando e Teresa Nobile in un’interrogazione rivolta all’Amministrazione comunale per poter intervenire prontamente e ripristinare uno stato di vivibilità,sicurezza,decoro e incolumità che a oggi manca nell’importante frazione agrigentina.

Gli stessi consiglieri continuano che, non è la prima volta che San Leone appare ancora una volta trascurata in ogni sua via, in ogni suo angolo e noi non ci stiamo, non vogliamo rassegnarci.

Non si può più accettare una situazione del genere,sia per quanto riguarda l’intera Città che la suddetta zona estiva, non è corretto per i tanti residenti e non lo è per i turisti presenti.

Noi cittadini, noi residenti, noi tutti, possiamo ancora accettare di vivere in mezzo alle erbacce e alle strade sempre più sporche? I marciapiedi, il cui scopo è quello di permettere ai pedoni di transitarvi in sicurezza oggi appaiono completamente impraticabili.

Noi non chiediamo, purtroppo,  una rinascita del lungomare, chiediamo SOLAMENTE una pulizia ormai non più ordinaria, ma straordinaria dell’intera zona.

 Chiediamo che questo venga fatto con urgenza, poiché siamo oramai entrati nella stagione estiva da un bel po’, questi interventi andavano fatti tempo addietro, ma adesso Basta perdere tempo.

Per tutto questo i consiglieri Sollano e Nobile chiedono all’Amministrazione di attivarsi con Urgenza, l’adozione di provvedimenti e adempimenti tesi al ripristino della Pubblica Incolumità , predisponendo con estrema urgenza un lavoro di pulizia della suddetta zona, avendo cura di rendere nuovamente percorribili i marciapiedi evitando che tale situazione possa essere causa di pericolo per i tanti cittadini che si trovano a percorrerli.

«E’ arrivato il momento di contarsi e di chiedere chiarezza e impegni certi alla politica» è la considerazione alla base della grande adunanza convocata per mercoledì 17 giugno alle ore 11,00 all’aeroporto di Trapani Birgi, all’indomani dell’abbandono dello scalo trapanese da parte della compagnia aerea Alitalia, che ha cancellato improvvisamente le sue rotte quotidiane per Roma e Milano. Nel piazzale antistante il Vincenzo Florio cittadini, rappresentanti della politica, dell’economia, delle associazioni e gli operatori turistici daranno vita ad un flash mob, facendo volare simbolicamente degli aereoplanini tricolore per affermare il proprio diritto a volare. La manifestazione si svolgerà nel pieno rispetto delle distanze anti Covid-19 e sarà trasmessa anche sulla pagina Fb dell’aeroporto https://www.facebook.com/airgest/. Ad ognuno è richiesto di portare la propria mascherina oltre ad un proprio aeroplano di carta.

Le ragioni della protesta all’aeroporto di Trapani Birgi

Un’azione di forza, a supporto del management di Airgest, società di gestione dell’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani Birgi, impegnata da tempo nel rilancio dello scalo ma «ostacolata da continui contrattempi, come quello di Alitalia, che sommati lasciano intravedere una volontà contraria affinché l’aeroporto torni a trasportare milioni di passeggeri, come è stato in passato, trasformando tutti gli sforzi fatti da chi lo guida in una lotta controcorrente» commenta il presidente di AirgestSalvatore Ombra.

E su Alitalia aggiunge: «Se da noi taglia il 100% e da altri raddoppia le rotte, esiste allora un caso Trapani, diversamente da quanto sostenuto dal vice ministro Giancarlo Cancelleri che aveva attribuito a politiche nazionali di tagli della compagnia la scelta di lasciare il nostro scalo. A Cancelleri – rilancia Ombra – chiediamo di battersi al nostro fianco, come ha fatto già raccogliendo la proposta della sospensione dell’addizionale comunale, ad Alitalia facciamo notare che avrebbe potuto rendere profittevole le tratte per Roma e Milano, spostandole da uno  scomodo orario pomeridiano, ad uno la mattina con rientro la sera, per renderlo appetibile ai professionisti oltre che ai turisti. Chiederci di restare in cambio di un enorme contributo, a fronte dei tanti già ricevuti dallo Stato, e quindi anche dalle tasse dei trapanesi, appare vampiresco e cieco, data la ben nota realtà economica dei piccoli aeroporti”.

A Porto Empedocle, in via Roma, sono in corso i lavori commissionati dal Comune all’Enel per il montaggio delle nuove lampade a led per l’efficientamento energetico, e che consentiranno un risparmio di circa il 60% rispetto al precedente consumo. In proposito la sindaca Ida Carmina afferma: “Ciò è stato possibile solo con i fondi speciali della legge Fraccaro, a cui l’Amministrazione ha avuto accesso. Si tratta di 90mila euro. Tale somma è stata spesa in diversi interventi. Nei mesi precedenti, infatti, è stato realizzato anche un impianto fotovoltaico nella scuola Vivaldi, costato circa 35mila euro, che porterà anch’esso a cospicui risparmi in bolletta. E sono stati inoltre realizzati con un costo di circa 11mila euro i tetti ed i controsoffitti dei locali comunali di via Marconi, dove era allocata la solidarietà sociale, adesso trasferitasi in via Lincoln”.