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Proseguono incessanti gli sbarchi di migranti a Lampedusa. Nel corso delle ultime 36 ore una prima imbarcazione è giunta autonomamente fino a Cala Pisana, un’altra è stata agganciata e trainata dalla Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza fino al molo Favarolo, e poi sono stati trasbordati gli occupanti di altre due barche. Complessivamente si tratta di 53 persone, tutte provenienti dalla Tunisia, compresi anche dei bambini. Da ultimo, un barcone con a bordo 49 migranti subsahariani è approdato autonomamente a Cala Croce. Sono tutti ospiti del locale Centro d’accoglienza in contrada Imbriacola.

Ringraziamo Libera Espressione che documenta constantemente in diretta quanto accade a Lampedusa

“Un’attività di pulizia fuori norma della ditta incaricata del servizio avrebbe danneggiato le formazioni dunali del litorale agrigentino almeno in due punti: sulla spiaggia di Cannatello e sulla spiaggia di Maddalusa. Le informazioni che ho assunto e le foto che mi sono state inviate sembrano non lasciare dubbi: pare proprio che le dune siano state spianate. Ho chiesto all’ufficio Ecologia del Comune di verificare i fatti e di sporgere denuncia alla Procura della Repubblica se ne ravvisano gli estremi. Ho chiesto inoltre di disporre subito un’indagine interna per verificare chi ha omesso di controllare.  Mi sto recando sul posto per verificare di persona la situazione”

Su richiesta del Comune di Agrigento, il Commissario della Provincia di Agrigento, Alberto Di Pisa, ha, come venerdì scorso, nuovamente autorizzato l’Ufficio provinciale di Protezione civile a collaborare con il personale della Protezione Civile del Comune e le forze dell’ordine durante lo svolgimento del mercato settimanale di Agrigento in piazzale La Malfa, in programma domani venerdì 19 giugno. Dunque, altrettanto domani lo staff coordinato da Marzio Tuttolomondo fornirà ai cittadini informazioni utili alla prevenzione dei contagi da coronavirus, vigilando sull’attuazione di tutte le previste norme di sicurezza, tra uso obbligatorio di mascherine, distanziamento sociale, uso di gel disinfettanti. Confermata anche la dotazione di un termo scanner per la misurazione immediata della temperatura corporea.

Ad Agrigento i Carabinieri, su disposizione della Procura, hanno sequestrato l’area interessata dal violento incendio divampato la notte tra lunedì 15 e martedì 16 giugno in un magazzino in via Unità d’Italia. Proseguono nel frattempo le indagini alla ricerca della causa che ha sprigionato le fiamme che hanno bruciato interamente il contenuto di un deposito di imballaggi di circa 500 metri quadri. Sui danni alla palazzina di cinque piani soprastante sono altrettanto in corso i riscontri. Secondo le prime sommarie informazioni tecniche, quanto accaduto non avrebbe pregiudicato la stabilità dell’immobile da cui sono state sgomberate, con ordinanza del sindaco, 23 famiglie.

Prosegue a Palermo il processo di secondo grado sulla cosiddetta “Trattativa Stato – mafia”. Affrontato il giallo di Riina col telefonino a Rebibbia.

A Palermo, al processo di secondo grado sulla presunta “trattativa” tra Stato e mafia all’epoca delle stragi, la Corte d’Assise d’Appello, presieduta dal giudice Angelo Pellino, ha rievocato l’audizione dell’ex funzionario del Dap, il Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria, Andrea Calabria, oggi presidente titolare della Corte d’Assise d’Appello di Roma. Nel corso dell’audizione di Calabria è stato affrontato il giallo, emerso da una informativa, secondo cui Totò Riina, nei giorni di agosto del 1993 sarebbe stato in possesso di un telefonino cellulare durante la sua detenzione nel carcere di Rebibbia a Roma. E’ stato lo stesso Andrea Calabria a raccontare dell’esistenza di una segnalazione riservata del ministro dell’Interno, con una nota del Capo della Polizia, in cui si è ipotizzato che Riina, con l’aiuto di alcuni agenti penitenziari, avesse a disposizione un telefonino per parlare con l’esterno. E, appresa la segnalazione, Andrea Calabria relazionò sulla necessità di trasferire Riina dal carcere di Roma. La Procura Generale, tramite i sostituti Giuseppe Fici e Sergio Barbiera, ha scavato tra gli archivi e ha trovato un appunto datato 24 ottobre del 1993. E nell’appunto si legge che i primi di agosto del ‘93 Riina è stato visto telefonare servendosi di un apparecchio cellulare reso a disposizione da quattro agenti penitenziari che hanno ammesso di avere intascato 40 milioni di lire a testa. E per non pubblicizzare la vicenda, i quattro agenti sarebbero stati trasferiti omettendo la denuncia all’autorità giudiziaria di quanto accaduto. Ebbene, adesso la i magistrati impegnati nel dibattimento hanno ascoltato in aula i funzionari del Servizio di intelligence Maurizio Navarra e Franco Battaglini, autore dell’appunto in questione. Navarra, a proposito dell’appunto, ha dichiarato: “Una cosa del genere fa rumore oggi, figuriamoci all’epoca. Me lo dovrei ricordare per forza. Quello che vedo è un foglio non classificato che potrebbe essere stato scritto da chiunque. Escludo che un documento del genere possa essere passato dal mio tavolo. Viceversa ci sarebbe una lettera di trasmissione a mia firma al direttore del Servizio. Mancando la protocollazione questo appunto potrebbe averlo scritto chiunque ed infilarlo nella corrispondenza”. Invece, Franco Battaglini ha dichiarato: “Confermo di avere redatto io questo appunto appreso da fonte confidenziale. Nel 1994 sono stato convocato dalla Procura di Roma che indagava sulla vicenda. Era stata la Direzione del Servizio di intelligence, sollecitata dalla Procura, a dire che ero io l’autore dell’appunto. All’epoca opposi il segreto di Stato sulla fonte e poi non ho saputo più nulla. La fonte non avrebbe appreso in maniera diretta della vicenda, ma sarebbe stata una voce. Ha sentito una voce d’ambiente può significare molte cose. Può avere raccolto un’informazione da un detenuto o da un collega attraverso un colloquio informale. Come faccio a dirlo?” Prossima udienza il 26 giugno con altre audizioni.

(Angelo Ruoppolo Teleacras)

E’ stato annunciato, in occasione del flash mob che si è svolto all’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani Birgi, questa mattina, il ritorno del volo quotidiano per Roma Fiumicino, cancellato da Alitalia nei giorni scorsi, e riattivato tempestivamente dal management di Airgest, società di gestione dello scalo, grazie alla compagnia aerea Albastar, già presente con le rotte per Cuneo e Milano Malpensa. Le tariffe dei biglietti in vendita dal 18 giugno, saranno low cost, e ci sarà una tariffa concorrenziale per chi è stato lasciato a terra da Alitalia, che potrà chiedere il rimborso del biglietto e partire ugualmente da Trapani. La presidente della compagnia spagnola, con sede anche a Catania, oltre che a Palma Di Maiorca, Milano e Bergamo, Daniela Caruso ha anticipato che stanno lavorando per basare, a breve, un aeromobile a Trapani, un Boeing 737-800 da 189 posti in classe unica, e subentrare anche nella tratta verso Milano Linate. È, ad agosto, si potrà raggiungere Lourdes, via  Roma con lo stesso biglietto.

Nuovi orari ideali per professionisti e turisti

«La notizia è doppiamente positiva – ha affermato Salvatore Ombra – non solo perché, dopo l’abbandono di Alitalia, una importante tratta è stata subito riattivata ma anche e soprattutto perché volerà in orari più consoni per professionisti e turisti stessi, con partenza la mattina presto e rientro la sera, punto su cui avevamo esortato la vecchia compagnia, senza risposta. Adesso il territorio deve rispondere volando e acquistando i biglietti, visto che non vivono di finanziamenti statali».

Ed è stata proprio la nuova fascia oraria del Trapani-Roma ad entusiasmare le centinaia di partecipanti alla manifestazione che ha coinvolto autorità, cittadini e rappresentanti di varie associazioni trapanesi, da quelle più strettamente legate al turismo a quelle che operano nel mondo del sociale e della salute. Presente persino una delegazione di Bagheria, con tanto di bandiere della Trinacria, per esprimere la propria solidarietà all’aeroporto di Trapani per le ingiustizie subite, nel nome di una Sicilia unita.

Le richieste al governo nazionale del flash mob di Trapani Birgi

Prima del volo simbolico degli aeroplanini di carta tricolore, davanti alla sede dell’aeroporto di Trapani Birgi, durante il momento di confronto pubblico, da parte del management di Airgest sono arrivate alcune richieste rivolte al governo nazionale per aiutare lo scalo a riprendere il proprio progetto di rilancio. In generale, è stata chiesta maggiore attenzione per i piccoli aeroporti, la concretizzazione del provvedimento che sospende l’addizionale comunale, promesso dal sottosegretario Giancarlo Cancellieri, un’impostazione delle politiche di settore meno “Alitaliacentriche” e, ancora, il ristoro dei danni da chiusura.

Sarà attivo da lunedì prossimo, 22 giugno, il servizio di vigilanza antincendio lungo alcune strade provinciali ed ex consortili ed alcune statali organizzato dall’Ufficio Provinciale di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Con nota del Commissario Straordinario dr. Girolamo Alberto Di Pisa è stato infatti comunicato ai vari soggetti istituzionali l’avvio del servizio che da diversi anni offre un importante aiuto agli organi competenti in materia di prevenzione e contrasto degli incendi boschivi. Contrariamente agli anni precedenti l’impegno del Libero Consorzio di Agrigento sarà sostenuto principalmente dal personale dell’Ufficio di Protezione Civile, considerata la scarsa disponibilità di volontari delle varie associazioni iscritte nel registro di Protezione Civile, prevalentemente impegnate in appoggio ad altri enti e alla popolazione per l’emergenza Covid-19.

Il servizio sarà svolto, nelle giornate a maggiore rischio incendio, con dichiarazione del livello di allerta “ALTO” (da parte del Centro Funzionale della Regione Siciliana) dalle ore 12,00 alle ore 20,00 sino al  31 agosto. Le squadre saranno composte da due dipendenti dell’Ufficio di Protezione Civile o due volontari delle associazioni di volontariato che hanno dato la loro disponibilità. Saranno attivate postazioni dinamiche lungo le strade provinciali e alcune statali limitrofe alle aree boscate per garantire le attività di vigilanza e avvistamento dei focolai di incendio.

L’attivazione di questo importante servizio è stata comunicata dal Commissario Straordinario dott. Di Pisa alla Prefettura, al Comando dei Vigili del Fuoco, all’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, al Dipartimento Regionale della Protezione Civile, ai Comandi delle varie Forze dell’Ordine  ed ai Sindaci dei Comuni interessati.

Le postazioni di avvistamento si trovano lungo le seguenti strade:

–           SP n.34 – SP n.35 nei comuni di Bivona, Lucca Sicula e Villafranca Sicula;

–           SP n. 20 – SPC n.29 e SPC n.30 nel comune di Casteltermini;

–           SP n. 29 A – SP n.30 e SP n.28 nei comuni di Cattolica Eraclea e Montallegro;

–           SP n.63 A – SP n.05 B – SPC n.67 e SPC n.68 nei comuni di Palma di Montechiaro e  di Licata;

–           SP n.69 – SP n.70 – SP n.44A – e SP n. 43 nei comuni di Sambuca e Santa Margherita Belice;

–           SP n.3 4 – SP n.3 5A – SP n.36– SP n.47– SP n.48– SP n.86 e SS115 nei comuni di Burgio, Calamonaci, Lucca Sicula, Ribera e Villafranca Sicula;

–           SP.n.75 – SP n. 87  nei comuni di Siculiana e di Montallegro;

–           SP.n.47 – SP n.36 e SP n.37 nei comuni di Sciacca, Caltabellotta e Villafranca Sicula.

Dolore e sgomento a Piazza Armerina. Ciclista vittima di un incidente sulle strade siciliane. E’ accaduto ieri sera in contrada Frattulla. A perdere la vita è stata Laura La Malfa, 44 anni medico di famiglia del posto molto conosciuta e stimata. La sua bici è stata tamponata da una Punto, guidata da un suo concittadino. Il conducente della Punto è stato tra i primi soccorritori, assieme alla sorella della dottoressa, che si trovava anche lei in bici. Rapidamente è giunta sul posto un’ambulanza, ma il cuore della dottoressa ha cessato di battere quasi subito dopo l’arrivo all’ospedale Chiello.

Era sfuggito al controllo della mamma,allontanandosi tra le stradine di Licata. Protagonista della vicenda un bambino di 4 anni.Il fatto è avvenuto in corso Filippo Re Capriata, dove sono piombati i poliziotti della squadra Volanti del locale commissariato. Avviate le ricerche con le indicazioni della madre, gli agenti sono riusciti a rintracciare il piccolo, il quale pare fosse nei dintorni della zona dalla quale si era allontanato, senza dire nulla alla mamma.

La tassa di soggiorno e la tassa di stazionamento sono stati due balzelli imposti dal 2017 a quanti sono venuti a visitare la nostra bella città.  Un aumento dei costi che nessuno avrebbe voluto, ma che veniva accettato nel comune obiettivo di poter migliorare il servizio turistico. La tassa di soggiorno, infatti, è una tassa di scopo e può essere spesa solo per la promozione e il miglioramento di servizi e le infrastrutture turistiche.

Ma dalla sua entrata in vigore ci sono stati molti punti che non solo stati ancora risolti. Intanto l’importo incassato. Dalle notizie riportate si parla genericamente di circa 750 mila euro l’anno. Escluso il 2020, si tratterebbe di un incasso che dovrebbe, ma ripeto dovrebbe, essere di 2.250.000 euro. Di questi ne sarebbero stati “impiegati” 400 mila (sarebbe bello sapere come e perché) e 20 mila ora sarebbero stati promessi alla promozione di “Agrigento c’è”. Nessuna cifra e nessuna informazione è stata invece diffusa sulla tassa di stazionamento. Sul mancato impiego di queste somme ci sarebbe la responsabilità della mancata approvazione dei bilanci comunali.

Io sono sicuro che dietro a tutti i dubbi della cittadinanza c’è sicuramente una spiegazione più che valida dell’amministrazione in carica. Ma credo sia giusto che questa spiegazione venga fatta con il dettaglio delle cifre incassate, di quelle spese e del perché le altre non sono state impiegate.

Se dovessi venire eletto nuovo sindaco di Agrigento, m’impegno ad affrontare fra i primissimi punti la situazione della tassa di soggiorno e di stazionamento. esaminando gli atti e rendendoli noti ai cittadini. Farei di tutto per impiegarli prima possibile per migliorare il servizio turistico in città nell’interesse dei turisti e dei tanti che operano nei vari aspetti del settore turistico.