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“La Polizia di Stato ha tratto in arresto L.C.A., classe ’85, in quanto colto nella flagranza dei reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina, aggravato dall’ingente quantità (1,240 kg) e di resistenza a pubblico ufficiale – si legge in  una nota della Questura – In particolare, nel corso di un’operazione di polizia finalizzata al contrasto del traffico di stupefacenti, gli uomini del Commissariato, con il supporto di pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine di Palermo, notavano un soggetto con fare sospetto nei pressi di un bar della periferia di Licata e procedevano all’immediato controllo. Intuizione rivelatasi brillante. Il soggetto all’atto del controllo degli operatori – continua la Questura di Agrigento – subito mostrava evidenti segni di nervosismo e agitazione e, improvvisamente, si dava alla fuga, tuttavia gli operatori riuscivano prontamente a raggiungerlo e bloccarlo. Nel frattempo altri agenti perlustravano la zona riuscendo a rinvenire, ai piedi di un albero, in un terreno incolto attiguo al luogo del controllo, un sacchetto di carta di colore bianco contenente due bilancini di precisione sporchi di polvere bianca, un panetto sigillato, avvolto nel cellophane e quattro involucri di cellophane contenenti sostanza bianca, successivamente accertatosi, per mezzo di narcotest, trattarsi di cocaina, per un peso complessivo di 1 kg e 240 gr. Ad inchiodare il L.C.A. le immagini del sistema di video sorveglianza del bar, che permettevano di ricostruire inconfutabilmente i movimenti del soggetto, ripreso nell’atto di nascondere il sacchetto successivamente rinvenuto e posto sotto sequestro. Attesa la flagranza di reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, si procedeva all’arresto del giovane licatese ai sensi dell’art. 73 comma 1 e 4 del DPR 309/90.
L’arrestato, su disposizione della competente A.G., dopo gli adempimenti di rito, veniva condotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari in attesa della prevista convalida. In data odierna, il G.I.P. presso il tribunale di Agrigento convalidava l’arresto e disponeva la misura degli arresti domiciliari”.

Il Comune di Agrigento informa che, in relazione al permanere dell’emergenza epidemiologica e nell’ottica di organizzare meglio i servizi per il cittadino, gli sportelli degli uffici demografici di Piazza Gallo, dal 22 giugno saranno aperti tre volte la settimana  nelle giornate di lunedì e giovedì dalle ore 9.00 alle 12.30  e nella giornata di martedì dalle ore 15.00 alle ore 17.30.

Per ogni servizio è stata attivata una linea telefonica dedicata,  attraverso la quale potere prenotarsi per accedere allo sportello o per potere richiedere direttamente la certificazione che necessita, da ritirare sempre nelle giornate di apertura.

Le modalità per fissare un appuntamento o per richiedere le certificazioni sono:

 Per certificati anagrafici, storici e cittadinanza chiamare il numero: 0922/590540 o scrivere all’indirizzo mail: carmelina.amella@comune.agrigento.it;

Per autentiche di firma: chiamare il numero – 0922/590540 o scrivere all’indirizzo mail: alfonsa.russo@comune.agrigento.it;

Per certificati elettorali, godimento diritti politici, iscrizioni nelle liste elettorali: chiamare il numero -0922/590538 – 590539 o scrivere all’indirizzo mail: ufficio.elettorale@comune.agrigento.it. Per cambi di residenza chiamare il numero: 0922/590541 – 590542 o scrivere all’indirizzo mail: rita.trapanese@comune.agrigento.it . Per cambio di domicilio chiamare il numero: 0922/590515 o scrivere all’indirizzo mail: franca.caltagirone@comune.agrigento.it; Per certificazione di archivio di stato civile chiamare il numero: 0922/590471 o scrivere all’indirizzo mail: gaspare.basile@comune.agrigento.it; Per pubblicazioni di matrimonio chiamare il numero: 0922/590512 o scrivere all’indirizzo mail: colomba.piraneo@comune.agrigento.it; Per dichiarazioni nascite chiamare il numero:0922/590528 – o scrivere all’indirizzo mail : teresa.borsellino@comune.agrigento.it ; Per denunce cittadinanza chiamare il numero :0922/590477 o scrivere all’indirizzo mail: ufficio.statocivile@comune.agrigento.it; Per denunce di morte chiamare il numero: 0922/590498 o scrivere all’indirizzo mail: ufficio.statocivile@comune.agrigento.it; Per le carte d’identità (duplicati, furto, smarrimento) chiamare il numero: 0922/590525 o scrivere all’indirizzo mail: angelo.micciche@comune.agrigento.it; Per le CIE prenotarsi sul portale del Ministero dell’Interno,con esclusione della giornata di giovedì, e per chiarimenti chiamare il numero 0922/590506 0 scrivere all’indirizzo mail: giuseppe.pirrera@comune.agrigento.it;

Le linee telefoniche saranno attive tutti i giorni della settimana dalle 8.30 alle 13.00, con esclusione di sabato e domenica. L’accesso e lo stazionamento presso le sale ove sono ubicati gli sportelli e gli uffici del servizio demografico è consentito esclusivamente ad un numero massimo di 2 persone per volta, mantenendo una distanza tra loro di almeno un metro. I cittadini dovranno recarsi presso lo sportello o l’ufficio uno per volta e mantenere una distanza di almeno un metro tra loro e l’addetto allo sportello. Non sono consentiti assembramenti davanti agli uffici.

Il candidato sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, interviene a commento di uno studio della “Fondazione Etica” secondo cui la città di Agrigento è al 106esimo posto fra i 111 capoluoghi di provincia in riferimento alla trasparenza, integrità ed efficienza delle amministrazioni pubbliche, tra gli anni 2017 e 2018.

Miccichè dichiara: “Lascia l’amaro in bocca apprendere che la nostra città risulta al 106esimo posto fra i 111 capoluoghi di provincia anche nello studio sulla trasparenza, integrità ed efficienza delle amministrazioni pubbliche. Una analisi per mappare non solo quanto, ma anche come e per cosa viene speso il denaro dei contribuenti.
Secondo gli studi eseguiti dalla Fondazione Etica, Agrigento ha ottenuto appena 28,1 punti contro i 70 incassati da Prato e Milano, ai primi due posti della classifica. Quello di Agrigento è stato il peggior risultato siciliano, seguito solo da Taranto, Salerno, Caserta, Avellino e Rieti.

Lo studio, che prende come riferimento gli anni 2017 e 2018, si basa sui dati disponibili sulla sezione “amministrazione trasparente” di ogni Comune. Tra le voci prese in considerazione, la spesa per il personale, i servizi garantiti ai cittadini, i tempi di pagamento dei fornitori, la presenza di inchieste su appalti irregolari, l’efficienza degli uffici pubblici e altro. Il Rating Pubblico valuta non le politiche, ma la macchina amministrativa che quelle politiche produce. Sei i parametri: Bilancio, Governance, Gestione del personale, Servizi e rapporto con i cittadini, Appalti e rapporto con i fornitori, Ambiente.

Evidentemente, sia nelle singole voci esaminate che nell’insieme, la macchina amministrativa di Palazzo dei Giganti non funziona come dovrebbe. Non voglio entrare nello specifico, ma ritengo che ancora ora, a livello di bilanci e di trasparenza, alcune cose andrebbero migliorate. Per questo nel mio programma elettorale ho inserito il potenziamento degli uffici comunali con la valorizzazione e l’incentivazione del personale e il completamento dell’informatizzazione dei servizi attivando anche una chat con i cittadini. Immagino una sorta di Self Service del cittadino dove la maggior parte delle richieste e delle risposte possa avvenire per via telematica. Sono loro, infatti, – conclude Miccichè – che hanno il diritto di comunicare con gli uffici e che devono avere risposte ai loro quesiti in tempi accettabili”.

Il coordinamento regionale azzurro ha nominato il presidente della Commissione Bilancio dell’Assemblea Regionale, Riccardo Savona, responsabile di Forza Italia per i rapporti con la Presidenza della Regione e il governo. In proposito, il commissario regionale di Forza Italia, Gianfranco Miccichè, commenta: “L’onorevole Savona saprà svolgere questo compito con la serietà e la professionalità che lo contraddistinguono. Il suo ruolo di presidente della commissione Bilancio gli permetterà di portare avanti un proficuo dialogo con il governo regionale, al fine di affrontare i temi di natura economico-finanziaria e i relativi negoziati tuttora in corso con lo Stato”. Lo stesso Riccardo Savona commenta: “Sono onorato e ringrazio il partito per la fiducia che ha riposto in me. Continuerò a lavorare con costanza per la causa della Sicilia, convinto come sono che grazie all’impegno del partito, riusciremo a dare una prospettiva di sviluppo e crescita all’Isola”.

Si è svolta la prima udienza preliminare a carico del minorenne alla guida dello scooter su cui ha viaggiato, come passeggera, Sofia Tedesco, 16 anni, morta il 9 agosto del 2018 in via Chimento, tra Agrigento e Favara, vittima del ribaltamento dello stesso scooter. Il giovanissimo imputato risponde di omicidio stradale. Sarebbe stato alla guida del ciclomotore senza patente e avrebbe mantenuto una condotta di guida imprudente, ad elevata velocità. E’ difeso dall’avvocato Gianluca Sprio. Prossima udienza il 26 novembre, a termine dell’indagine sulla personalità dell’imputato, prevista dal codice per i minorenni.

A Caltanissetta prima udienza del processo ordinario al “sistema Montante” dopo l’emergenza coronavirus. Ascoltato tra gli altri un sottoposto del maggiore della Finanza, Ettore Orfanello.


Quattro mesi dopo l’ultima udienza, prima dell’emergenza coronavirus, adesso è stato riavviato nell’aula bunker del Tribunale di Caltanissetta, presieduto da Francesco D’Arrigo, il processo a carico di alcuni presunti fiancheggiatori del cosiddetto “sistema Montante”. Tra i 17 imputati vi sono anche l’ex presidente del Senato, Renato Schifani, l’ex direttore dell’Aisi Servizi segreti, Arturo Esposito, l’imprenditore nisseno Massimo Romano, il maggiore in congedo della Guardia di Finanza, Ettore Orfanello, e il luogotenente della Fiamme Gialle, Mario Sanfilippo.
Nel corso dell’udienza – caratterizzata anche dall’esordio del procuratore aggiunto Gabriele Paci, sul banco dei pubblici ministeri insieme ai sostituti Maurizio Bonaccorso e Claudia Pasciuti – sono stati escussi i 5 periti che sono stati impegnati nelle trascrizioni delle intercettazioni ambientali e telefoniche durante l’indagine sull’ex presidente di Confindustria in Sicilia, Antonello Montante, giudicato in abbreviato e già condannato in primo grado a 14 anni di reclusione.

Poi è stato ascoltato il maggiore della Guardia di Finanza, Antonino Costa, attualmente in servizio a Roma, e dal 2010 al 2012 al Nucleo di polizia tributaria del Comando provinciale di Caltanissetta. All’epoca Costa è stato un sottoposto, con il grado di capitano, del maggiore Orfanello, e per tale motivo è stato citato come testimone. E Antonino Costa ha dichiarato: “Quando arrivai a Caltanissetta nel 2010, presso il nucleo di polizia tributaria, fui completamente isolato. Ero comandante della sezione tutela finanza pubblica del nucleo, nel nostro gergo. Non venivo coinvolto in nessuna attività. Per l’incarico ricoperto avrei dovuto seguire le verifiche svolte dalle pattuglie incaricate, leggere i loro verbali, approfondire la metodologia di indagine, ma per fare questo dovevo essere nominato ‘direttore di verifica’ dal maggiore Orfanello. Preciso che aveva la prerogativa di svolgere anche lui tale compito, ma a me lo ha fatto fare poche volte. Spesso chiedevo spiegazioni sul perchè non venivo coinvolto, vista la mia esperienza. Non espletavo il mo compito. Orfanello mi disse che decideva lui” – ha concluso Costa. E il difensore del maggiore Orfanello, l’avvocato Giuseppe Dacquì, ha sostenuto il contrario e, in occasione del controesame, ha replicato così: “Su circa 50 verifiche fiscali effettuate in quel periodo, è emerso che 38 verifiche fiscali erano state effettuate proprio dal maggiore Costa”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

 L’Assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità Siciliana Alberto Samonà si è recato a Racalmuto per visitare i luoghi legati a Leonardo Sciascia, di cui il prossimo anno ricorre il centenario della nascita.

Insieme al Sindaco Vincenzo Maniglia, all’assessore alla Cultura Enzo Sardo, al presidente del Consiglio Comunale, Sergio Pagliaro e alle altre autorità cittadine, ha visitato la “Fondazione Sciascia”, il teatro comunale “Regina Margherita” e Casa Sciascia, la Casa-museo dedicata all’autore delle “Parrocchie di Regalpetra“.

Nella sede della Fondazione Sciascia ha potuto ammirare la mostra fotografica che ritrae lo scrittore insieme alla famiglia e agli amici, l’interessante esposizione dei ritratti dei grandi personaggi, i testi del maestro che sono stati tradotti in 36 lingue del mondo,  le lettere che hanno riguardato la vita culturale di Leonardo Sciascia e le sue relazioni con gli intellettuali della seconda metà del Novecento, nonché la vasta biblioteca che conta circa 26 mila volumi.

È stato un vero piacere – sottolinea l’assessore Samonà – visitare Racalmuto, scrigno di saperi, luogo di riflessione e tempio della cultura, nel nome di una delle più importanti figure del Novecento italiano ed europeo. Sciascia è stato un grande interprete del nostro tempo, mai piegato alle logiche del potere o alle mode culturali, ma sempre libero nel pensiero e nelle sue scelte di vita“.

A Caltanissetta, al palazzo di giustizia, innanzi alla Corte d’Assise, è proseguita la requisitoria del pubblico ministero, Gabriele Paci, al processo a carico di Matteo Messina Denaro, imputato di essere stato uno dei mandanti della strage di Capaci. Tra l’altro, Gabriele Paci ha affermato che Messina Denaro ha partecipato anche al sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo. Le sua parole: “Anche Matteo Messina Denaro partecipa alle barbarie cui fu sottoposto il piccolo Giuseppe Di Matteo, rapito e tenuto prigioniero per tre anni per poi essere ucciso e sciolto nell’acido, autorizzando che il bambino, nel corso della lunga prigionia, resti per tre occasioni ristretto in un immobile vicino Castellammare e in uno vicino Custonaci. Giuseppe Di Matteo, figlio del mafioso Santino, fu sequestrato per tentare di bloccare la collaborazione del padre con la giustizia. Matteo Messina Denaro, oltre a organizzare e deliberare il sequestro, mette a disposizione, nel trapanese, i covi in cui il piccolo Di Matteo viene tenuto segregato”.

Si è svolto ieri un incontro telematico tra l’assessore regionale all’istruzione, Roberto Lagalla, l’Ufficio Scolastico Regionale e la viceministra dell’istruzione Anna Ascani sul tema dell’edilizia scolastica, con particolare riferimento agli interventi necessari a garantire un accesso in sicurezza agli studenti che il prossimo mese di settembre rientreranno in aula.

 «Ci siamo a lungo confrontati su quali azioni dovranno rapidamente essere intraprese per garantire le migliori condizioni di sicurezza ai nostri studenti – spiega Lagalla – e la viceministra ha espresso vivo apprezzamento per il lavoro svolto dalla Regione Siciliana attraverso il puntuale aggiornamento dell’Anagrafe Regionale dell’Edilizia Scolastica (ARES). Quest’ultima ci consentirà di modulare le azioni di adeguamento sulla scorta dei dati tecnici in essa presenti, così favorendo le relative scelte organizzative ed adeguando i processi delle specifiche realtà scolastiche. Il sistema consente, peraltro, di ottimizzare il rapporto tra metri quadri disponibili nei singoli locali e numero di studenti previsti». Si prevede che gli allievi dovranno mantenere un distanziamento di almeno 1 metro lineare e per garantire ciò potranno essere realizzate, laddove necessario, limitate opere edilizie per adeguare gli spazi disponibili. In alternativa, si potrà ricorrere all’uso di altri edifici che saranno reperiti a cura degli enti locali ed adeguati all’accoglienza in sicurezza dei discenti; per tale obiettivo, dagli uffici dell’Assessorato è già partita una nota rivolta a Sindaci, Città Metropolitane ed ex Province.

Continua Lagalla: «È chiaro che c’è molto lavoro da fare ma siamo certi che, grazie alla positiva sinergia instaurata con il governo nazionale e attraverso il contributo della task-force regionale, dell’Ufficio Scolastico Regionale e degli enti locali, si potrà agire in tempi rapidi, nell’interesse degli alunni e delle loro famiglie». Il governo nazionale ha destinato 330 milioni di euro all’edilizia scolastica leggera; in particolare, la Sicilia avrà a disposizione 50 milioni di euro, la cui ripartizione a Comuni, Province e Città Metropolitane verrà comunicata entro fine mese dal Ministero dell’Istruzione. A questi fondi si aggiungeranno i 24 milioni stanziati dalla Regione Siciliana con la recente legge di stabilità.

 “Areu Sicilia? No, grazie, la commissione Salute stoppi questa folle ipotesi. Errori nei conteggi Covid?  La prova della gestione fallimentare della pandemia”.

Lo dicono i deputati M5S della commissione Salute dell’Ars, Giorgio Pasqua, Salvatore Siragusa Francesco Capello e Antonio De Luca,  intervenendo su due dei temi sanitari più caldi del momento.

“In commissione  – dice Giorgio Pasqua – noi  del M5S stiamo conducendo da molti mesi una dura battaglia contro il teorema che il modello lombardo sul campo della emergenza-urgenza porterebbe risultati positivi al sistema sanitario della Regione Siciliana che, invece, si basa sul sistema del SEUS 118, sulle sue 4 centrali operative e sulle migliaia di professionalità acquisite nel corso di tanti anni al servizio dei pazienti siciliani. Sin dalle prime battute, infatti, non sono mancati gli scontri in commissione anche piuttosto pesanti tra il M5S e il governo”.

“Se è vero – continua Pasqua – che il sistema dell’emergenza-urgenza siciliano presenta numerose criticità,  si lavori allora per fare funzionare bene ciò che già esiste, anziché azzerare quanto di buono fatto sino a questo momento. Non è con la costituzione di una decima azienda sanitaria che si risolvono i problemi del sovraffollamento dei pronto soccorso o della mancanza di organico medico ed infermieristico in queste strutture, non è attraverso l’istituzione di una nuova azienda che si favorirebbe un migliore coordinamento tra PTE, guardie mediche e pronto soccorso. Sarebbe gravissimo se questa proposta di riforma fosse dettata da ragioni ed impegni politici assunti da questo governo fuori dall’isola”.