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“Dalla Citta’ di Agrigento giunga un forte abbraccio alla comunità di Sciacca, colpita dalla tragedia avvenuta al Carnevale 2020. L’Amministrazione si stringe al dolore della famiglia del piccolo Salvatore che ha drammaticamente perso la vita durante la sfilata dei carri e manifesta la vicinanza dell’intera citta’ di Agrigento al sindaco Francesca Valenti e a tutta la cittadinanza”.

Così il Sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, in un messaggio fatto pervenire al Sindaco di Sciacca, Francesca Valenti.

Nella tarda serata del 19 febbraio u.s., intorno alle ore 23:30, giungeva alla Centrale Operativa della Polizia di Stato la segnalazione di un cittadino che denunciava il danneggiamento volontario della propria autovettura da parte di un soggetto, che si dava alla fuga a bordo di un’utilitaria fiat 500 di colore bianco.

Partita immediatamente una nota di segnalazione alle volanti sul territorio, pochi minuti dopo una pattuglia dell’U.P.G.e.S.P. intercettava in questo Viale Leonardo Sciascia il veicolo segnalato e procedeva al controllo del conducente L.G. classe 1980 residente a Raffadali (AG), il quale, sebbene con una versione diversa, ammetteva la condotta segnalata.

Agli Agenti non sfuggiva che il soggetto fermato mostrava sintomi tipici dello stato di alterazione psicofisica derivante da ebbrezza alcoolica; pertanto, procedevano ai prescritti accertamenti alcolemici, rilevando tassi di concentrazione ben al di sopra del consentito.

All’atto delle contestazioni di legge, l’uomo dava in escandescenza aggredendo due operatori, costretti a ricorrere alle cure dei sanitari del Pronto Soccorso. Tratto in arresto per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate. L’atto restrittivo veniva convalidato e applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora con prescrizioni.

Al fine di garantire un trattamento efficace sul territorio regionale dei pazienti con patologie di interesse cardiologico, l’Assessorato della Salute ha istituito in Sicilia la Rete per l’infarto Miocardico Acuto .

Tale rete è caratterizzata dalla presenza di centri specializzati – con sala di emodinamica, unità di Terapia Intensiva Coronarica, emodinamista h 24 – sempre connessi alla Centrale Operativa del 118.

La Società italiana Cardiologia Ospedalità Accreditata, tenuto conto che le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte, ha richiesto all’assessorato alla Salute l’ampliamento della suddetta rete per l’Infarto Miocardico Acuto e l’inserimento nella stessa del Centro Cuore Morgagni di Pedara (CT) e della struttura “Maria Eleonora Hospital” di Palermo.

Tuttavia, l’Assessorato della Salute ha autorizzato l’inserimento nella suddetta rete del “Centro clinico diagnostico GB. Morgagni s.r.l. – Morgagni Centro Cuore Pedara ” e, di contro, ha disposto di non inserire la struttura “Maria Eleonora Hospital” di Palermo.

La struttura Maria Eleonora Hospital di Palermo, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impidugia, ha impugnato – innanzi al TAR Scilia Palermo – il Decreto con il quale la stessa è stata esclusa dalla suddetta Rete per l’infarto Miocardico Acuto.

In particolare, con il ricorso, gli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia avesse negato l’inserimento nella suddetta Rete della Maria Eleonora Hospital senza tenere conto della notevole riduzione, in Provincia di Palermo, della percentuale di pazienti con infarto miocardico acuto trattati tempestivamente. Infatti, la percentuale di pazienti con infarto miocardico tempestivamente assistiti è passata dal 91,04% – dato relativo al 2018 – all’83,00% (con una riduzione superiore all’8%); ciò ha evidentemente determinato un grave pregiudizio per la salute di numerosi pazienti (quasi il 17%) che, anche a causa della mancanza di apposite strutture inserite in rete, non sono stati tempestivamente trattati con angioplastica coronarica.

Inoltre, con il ricorso è stato sostenuto che l’inserimento nella Rete per l’infarto Miocardico Acuto della Maria Eleonora Hospital sarebbe stato necessario tenuto conto del numero di abitanti dell’area di riferimento e del numero di strutture effettivamente in grado di garantire un intervento tempestivo.

Il TAR Sicilia Palermo (Presidente Calogero Ferlisi, Relatore Roberto Valenti), condividendo le tesi degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia,  ha ordinato all’Assessorato Salute di riesaminare la posizione della Maria Hospital alla luce delle censure proposte con il ricorso.

Per effetto della suddetta ordinanza, l’Assessorato Salute, – a seguito della rivalutazione della situazione – dovrà ripronunciarsi in ordine all’inserimento nella Rete per l’infarto Miocardico Acuto della  Maria Eleonora Hospital.

Dovuta premessa: l’allarme c’è, la situazione è molto seria e non è assolutamente escluso che nelle prossime ore le cose possano complicarsi ancora di più.

L’allarme coronavirus ormai è conclamato e purtroppo i numeri, specialmente (ed attualmente) al nord, continuano ad aumentare di giorno in giorno. L’Istituto Superiore della Sanità non nasconde l’allarme ma invita tutti a non creare inutili allarmismi che potrebbero alimentare la psicosi che ormai sembra allargarsi in modo smisurato ed esponenziale.

Se poi alle note preoccupazioni che può creare un allarme del genere si aggiunge anche il comportamento assolutamente becero da parte di qualcuno che, forse, ama divertirsi in questo modo, la frittata è bella e buona.

Stamattina una voce femminile ha “diramato” ad un non meglio specificato gruppo di whatsapp, la notizia che probabilmente all’ospedale di Agrigento c’era un caso sospetto di coronavirus e che la situazione al pronto soccorso era del tutto precipitata. La diffusione di quell’audio è stata micidiale: in pochi minuti tutta la Città dei Templi era in possesso di quelle memorabili parole.

La stessa voce femminile, conscia del gran casino che aveva creato, qualche ora dopo ha registrato un altro audio con il quale “rassicurava” tutti “perché il sospetto caso di Agrigento non era dovuto al coronavirus ma ad una semplice influenza; state tutti tranquilli – ha detto -, siamo fuori pericolo!”

Commentare un fatto del genere sarebbe da sciocchi. L’augurio, semmai, è che gli organi investigativi preposti possano individuare l’autrice dell’allarmante appello ma non tanto per arrestarla e rinchiuderla in carcere, ma soltanto per dirle a nome di tutta la città: signora, lei è una perfetta idiota.

Evidentemente qualche organo di stampa on line regionale, riconoscendo l’oro colato nelle parole di quella donna, ha subito impupato un articolo dal titolo: “Agrigento, sospetto caso di coronavirus”.

Facile immaginare cosa accade quando le idiozie di una donna vengono amplificate da organi di stampa. Ad Agrigento, stamattina, si è creato un allarme tanto ingiustificato quanto pericoloso. Le farmacie sono state prese d’assalto; le mascherine sono andate a ruba, tanta gente si è rivolta al proprio medico di famiglia e decine e decine di utenti hanno tempestato di telefonate l’ospedale di Agrigento per capire cosa fare. Anche la nostra redazione ha ricevuto mail da tutta la Sicilia per capire cosa stesse accadendo ad Agrigento. Addirittura qualcuno ha pensato bene di ricorrere nei supermercati per accaparrarsi derrate alimentari di prima necessità!

Non è escluso che si sia trattato di un caso, o forse di tanti altri casi che, però, rientrano nella norma quando il medico, soprattutto in queste ore, giudica una situazione sospetta. Attualmente, quanto accaduto stamattina al San Giovanni di Dio di Agrigento è di ordinaria amministrazione (o forse straordinaria…) in tutti gli ospedali italiani. Prassi impone che i sanitari mettano in atto il protocollo previsto dai casi di coronavirus e, quindi, eseguire il tampone per i relativi esami ed inviarlo all’istituto regionale di virologia che i Sicilia si trova al Policlinico di Palermo.

Dunque, quello che viene visto in un primo momento come un caso sospetto di coronavirus è molto facile che possa sfociare in una semplice influenza. E purtroppo non è escluso che simili episodi possano verificarsi d’ora in avanti in qualsiasi altra città della Sicilia e su tutto il territorio nazionale.

E quindi, che facciamo? Titoloni a nove colonne inutili e pericolosi per qualche clic in più?

Si chiama Maurizio Modica ed ha 49 anni; attualmente si trova ricoverato in ospedale a seguito dell’incidente avvenuto questa mattina alle prime luci dell’alba in via Teatro Tenda dove ha perso la vita Giuseppe Terrosi. Modica era alla guida della Peugeot che è andata a schiantarsi contro il muro di cinta che costeggia la stradina di collegamento che porta da Cannatello al Villaggio Mosè.

Il pubblico ministero Sara Varazzi ha disposto il suo arresto e adesso i carabinieri lo stanno piantonando in ospedale. Per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari.

L’uomo, durante il ricovero, è stato sottoposto agli esami ematici ed è emerso che guidava l’autovettura in stato di urbiachezza.

Quello che gli agrigentini non avrebbero mai voluto sentire: “la sagra del Mandorlo in Fiore è sospesa!”
La decisione è stata presa durante l’incontro in prefettura, avvenuto nel pomeriggio tra il sindaco Calogero Firetto, col prefetto Dario Caputo, i vertici delle Forze dell’ordine e dell’ospedale e dell’Asp.
Il sindaco al termine della riunione ha dichiarato:
“L’evoluzione sfavorevole che sta avendo la situazione sanitaria nel nostro Paese, con già due vittime in poche ore, impone un maggiore senso di responsabilità a tutela della salute pubblica anche ad Agrigento. L’Italia è ora tra le nazioni a rischio di epidemia da coronavirus (CoVid-19). L’ospedale è già in allerta. È necessario individuare e cominciare ad attrezzare da subito le strutture in grado di reagire prontamente e adeguatamente ad ogni eventuale esigenza di prevenzione e sicurezza a tutela della salute dei cittadini. Responsabilmente, valutate tutte le possibili conseguenze, sono sospese (salvo contrordine) tutte le grandi manifestazioni che attirano e aggregano gente da ogni parte della Sicilia, dell’Italia e dal mondo, come il Mandorlo in Fiore e tutte le iniziative del genere comprese nel programma delle celebrazioni dei 2600 Anni di Storia di Agrigento. È una decisione che ci costa moltissimo, dettata dal buonsenso e determinata dalla necessità di dover far fronte a qualcosa di imponderabile in questo momento. Nessuno al momento è in grado di sapere come e in quanto tempo sarà possibile contenere il contagio. La salute delle persone va salvaguardata sopra ogni altro interesse. Siamo consapevoli delle conseguenze disastrose sull’economia. Ma prima la vita delle persone. In questo momento di tensione e preoccupazione, che già tanti Comuni italiani stanno vivendo, chiediamo di contenere attività di sciacallaggio per meri fini politici o personali. Facciamo appello alla serietà di tutti. Non allarmismo, ma serietà nell’affrontare l’emergenza sanitaria”.

Dalla regione siciliana l’assessore alla sanità Ruggero Razza, durante i lavori dell’unità di crisi nell’isola sul coronavirus, ha affermato:
“Stiamo lavorando per individuare due hub, uno per la Sicilia Orientale e l’altro per quella Occidentale, per realizzare aree di quarantena se dovesse essere necessario. Al momento si sono registrati meno di dieci casi sospetti in Sicilia, ma, cosa importante, sono stati tutti immediatamente diagnosticati in 12 ore grazie ai tamponi che eseguiamo nei Policlinici di Palermo e Catania”.
e poi aggiunge:
“Sulle gite ci uniformeremo alla decisione delle scelte nazionali che al momento non mi pare che sia il caso di sospendere quelle da molto tempo programmate.”

“Anche in Sicilia è alta l’attenzione dell’assessorato per la Salute sul Coronavirus, al momento non ci sono situazioni di emergenza come in Lombardia e in Veneto ma appare quanto mai opportuno evitare allarmismi”.

Lo dichiara in una nota la presidente della commissione Salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, dopo un colloquio con l’assessore Ruggero Razza che stamane ha convocato una riunione dell’unità di crisi sul Coronavirus e che “ha già dato disponibilità ad illustrare in sesta commissione quali protocolli siano stati attivati per l’applicazione delle direttive contenute nelle linee guida del ministero della Salute”.

“Qualora qualcuno dovesse avere dei sintomi o delle preoccupazioni rispetto a un possibile contagio – aggiunge La Rocca Ruvolo – si consiglia di contattare il medico di famiglia, il numero unico di emergenza 112 o il numero di pubblica utilità 1500 attivato dal ministero per la Salute. Si raccomanda inoltre di non recarsi nei pronto soccorso senza aver fatto questi passaggi preliminari, perché in quel caso il rischio sarebbe quello di poter contagiare pazienti e personale sanitario presenti nelle strutture”.

Una tragedia quella successa a Sciacca durante i festeggiamenti del tanto rinomato carnevale.

Durante la sfilata dei carri, un bimbo di 4 anni, Salvatore Sclafani, è deceduto dopo essere stato schiacciato dalle ruote di un trattore che trainava il carro della categoria A “Volere Volare” dell’associazione “E ora li fermi tu”.

Ciò è accaduto in via Figuli, poco prima dell’ingresso nella piazza Mariano Rossi e parebbe che il bambino si trovasse sul carro, probabilmente per fare una foto e che a seguito di una improvvisa caduta sia finito sotto le ruote del trattore.

Nonostante gli immediati soccorsi e il tempestivo trasporto del piccolo nell’Ospedale Giovanni Paolo II non c’è stato nulla da fare.

Il piccolo ha esalato il suo ultimo respiro poco dopo essere arrivato in ospedale.

Sul caso sono state avviate le indagini dalla Polizia di Stato per capire la giusta dinamica della tragedia avvenuta.