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Ad Agrigento una settimana addietro i Carabinieri hanno multato (300 euro) il titolare di un noto locale in via Atenea perché un suo barman è stato sorpreso a somministrare alcolici ad un minorenne. Durante lo scorso fine settimana, invece, i Carabinieri, insieme ai colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Centro Anticrimine Natura, hanno eseguito un’ispezione nello stesso locale. Sono stati sequestrati 18 chili di cibo perché scaduto o privo della necessaria tracciabilità. A carico del titolare è stata elevata un’altra sanzione amministrativa da 3800 euro, ed è stata imposta la sospensione dell’attività, con l’apposizione dei sigilli. Sul posto è anche intervenuto personale dell’Azienda sanitaria provinciale, che, a seguito di una approfondita ispezione, ha altresì rilevato la presenza di documenti di autocontrollo non conformi e varie carenze igienico-strutturali e sanitarie. L’attività condotta nel weekend dai Carabinieri è compresa in un piano di controllo a tappeto della regolarità dei numerosi esercizi pubblici del centro cittadino, sia allo scopo di tutelare la salute pubblica, sia di regolare le emissioni sonore ed il rispetto degli orari di chiusura.

A Palermo, la sera del 3 ottobre del 2015, Mirko Sciacchitano, 29 anni, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco. Adesso la Corte d’Assise di Palermo ha emesso sei condanne all’ergastolo a carico di Antonino Profeta (figlio di Salvatore, anche lui imputato e deceduto prima della sentenza), Francesco Pedalino, il figlio Gabriele Pedalino, Natale Gambino, Domenico Ilardi e Lorenzo Scarantino. Sono stati inflitti, inoltre, 22 anni per Giuseppe Greco, imputato solo di associazione mafiosa. Il collegio dei giudici, presieduto da Alfredo Montalto, ha accolto e condiviso quanto richiesto dal procuratore aggiunto Sergio Demontis. I mandanti dell’omicidio di Mirko Sciacchitano sarebbero stati Salvatore Profeta e Natale Gambino. Gli altri imputati sarebbero stati invece gli esecutori materiali del delitto. La vittima avrebbe pagato con la vita l’avere partecipato ad una spedizione punitiva contro uno spacciatore legato ai Profeta.

E’ stata eseguita l’autopsia sul cadavere di Ana Maria Lacramioara Di Piazza, 30 anni, di Giardinello, in provincia di Palermo, uccisa dall’amante, Antonio Borgia, 51 anni, di Partinico. Dall’esame autoptico è emerso che sono state scagliate 10 coltellate, e il colpo fatale alla gola. La giovane è stata in attesa di un bambino: un maschio, al terzo mese di gravidanza. Innanzi alla giudice Cristina Lo Bue, Antonio Borgia, ovviamente senza contraddittorio, ha affermato: “Lei mi ricattava dicendomi che avrebbe rivelato il tradimento a mia moglie. È stata una valanga di eventi che mi ha travolto”. Della gravidanza di Ana Maria sono state a conoscenza due amiche, che hanno rivelato: “I soldi chiesi da Ana Maria ad Antonio Borgia erano per le cure necessarie a portare avanti una gravidanza che sembrava difficile. Ana era una ragazza buona e fragile e mai avrebbe rivelato alla moglie quella relazione. Lei voleva quel bambino e aveva chiesto soldi anche a me. Glieli avevo dati, ci conoscevamo da ragazzine”.

Conclusa la tre giorni in Sicilia del ministro degli Esteri e leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio. L’intervento di ringraziamento e di prospettiva sui social.

Il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, ha concluso la tre giorni del tour in Sicilia. Lui, il ministro degli Esteri, non è stato all’estero ma poco più giù della sua terra natia. E alla domanda: “Ma come, lei è ministro degli Esteri, e visita la Sicilia?”, lui, Di Maio, ha risposto: “Sì, qualcuno mi ha criticato: sei ministro degli Esteri e vai in Sicilia? Sì, sono stato in Sicilia perché negli stessi giorni in cui si aiutava Venezia bisognava aiutare la Sicilia colpita dal maltempo. Sono venuto a chiedere scusa a nome dello Stato a molti sindaci: nel territorio siciliano ci sono stati anche morti per maltempo”. E poi, a termine del tour siciliano, lui, “Giggino da Pomigliano d’Arco”, come lo apostrofa il presidente della Regione Campania, De Luca, in un post sui social ha scritto: “Il sorriso di Giovanni, la carezza di Maria, la tenerezza di Matteo. La Sicilia è questa, è una terra piena di valori. E l’affetto della gente è davvero commovente. Sì è vero, in Sicilia ci sono anche tanti problemi. Molti dei quali legati alle infrastrutture e al lavoro. Problemi che stiamo affrontando e che intendiamo risolvere senza fare promesse, ma prendendoci tutto il tempo che ci serve per trovare reali soluzioni. Sono stato 3 giorni in una terra meravigliosa. Vado via con molte richieste che non rimarranno inascoltate. Ve lo assicuro. Grazie di tutto”. Nella Trinacria Luigi Di Maio ha percorso 15 tappe, accompagnato quasi ovunque dal suo fedelissimo vice ministro alle Infrastrutture, Giancarlo Cancelleri, leader dei 5 Stelle in Sicilia. Tra le città visitate vi sono state Castelvetrano, Sciacca, Porto Empedocle, Agrigento, Licata, Ispica, Ragusa, Rosolini, Noto, Augusta, Grammichele, Acireale, Leonforte e Valguarnera Caropepe. Tante sono state gravemente danneggiate dal maltempo, e Luigi Di Maio ha assicurato: “L’Italia intera è stata ed è tuttora sotto i colpi del maltempo. Qualcuno sembra averlo dimenticato, non noi. Io e tutto il MoVimento 5 Stelle siamo al servizio del Paese, da nord a sud, per aiutare tutti quei cittadini che in questo momento hanno subito gravi perdite o danni causati da condizioni climatiche ormai fuori controllo. Io sono d’accordo sul fatto che dobbiamo aiutare tutti i territori italiani. I veneziani hanno tutta la nostra solidarietà ma bisognava aiutare, quando l’ha chiesto all’inizio di novembre, anche la Sicilia, e non è stato fatto in tempo. Non ci sono Comuni o Regioni di serie A o di serie B. Ce la metteremo tutta”. Di Maio ha ovviamente incontrato anche gli attivisti e i portavoce del territorio del Movimento 5 Stelle, e ha ribadito: “Se il Movimento 5 Stelle è forte e compatto, il governo è forte e compatto. Noi siamo la prima forza politica in Parlamento, di maggioranza, e necessariamente abbiamo il dovere di essere forti, compatti e coesi perché in questo modo il governo è forte, compatto e coeso”.

Angelo Ruoppolo (teleacras)

Anche nell’Agrigentino da oggi lunedì 25 novembre a domenica 1 dicembre si svolge una campagna di sensibilizzazione dell’Azienda sanitaria provinciale per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Si tratta della “Settimana della prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili”. L’Azienda sanitaria di Agrigento offre alla popolazione compresa fra i 18 ed i 40 anni d’età una vasta gamma di servizi diagnostici ed informativi gratuiti e di facile accesso. In particolare, nei laboratori d’analisi degli ospedali di Agrigento, Licata, Canicattì, Sciacca e Ribera, e nel poliambulatorio di Bivona, dalle ore 11:30 alle 13:30, senza ricetta medica e prenotazione, sarà eseguito lo screening ematico per la diagnosi dell’HIV, delle epatiti virali, della sifilide ed il tampone vaginale/uretrale o esame delle urine per la ricerca di clamidia e gonorrea, ed ottenere inoltre ogni tipo di informazione per prevenire le infezioni.

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, la Questura di Agrigento aderisce alla campagna di protezione “Questo non è
amore”, e ha organizzato, in collaborazione con il Tribunale e la Procura della Repubblica di Agrigento, un evento di informazione e sensibilizzazione al piano terra del palazzo di giustizia di Agrigento. Allestito un punto informativo e distribuiti gli opuscoli “Questo non è amore”, redatti dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Partecipa personale della Questura di Agrigento, specializzato nel settore, nonché componenti della locale Rete Antiviolenza “Telefono Aiuto” e rappresentanti dell’Autorità Giudiziaria.

Le interviste

Agrigento si conferma, ancora una volta, una città difficile anche da servire. Non è passato infatti molto tempo dalla mia decisione di candidarmi a sindaco, che subito qualcuno, facilmente individuabile, forse preoccupato della mia candidatura e dal mio impegno, ha pensato bene di reagire nel modo più becero e pusillanime possibile, mettendo in giro immagini manipolate.

Un’azione indegna che offende contemporaneamente e in malo modo sia la mia persona che quella di tanti altri. Primo fra tutti l’on. Di Mauro, la seconda carica dell’Assemblea Regionale Siciliana.  Io non credo di meritare questa gratuita e umiliante insinuazione! Mi chiedo piuttosto come mai fino alla ufficializzazione della mia candidatura a sindaco di Agrigento ero un bravo medico e una persona perbene e subito dopo sono scattate infamanti accuse e insinuazioni.  Evidentemente questa candidatura a qualcuno poco corretto non piace e reagisce in questo modo becero: insinuando e offendendo.  Ma forse lui stesso non sa che non siamo stati solo noi due a venire offesi in questo modo vigliacco. La macchina del fango che si è appena messa in moto, infatti,  colpisce indirettamente e probabilmente anche inconsapevolmente anche gli altri parlamentari regionali e nazionali che hanno deciso di sostenere la mia candidatura. Per non parlare dei tanti rappresentanti del mondo delle professioni che hanno appoggiato direttamente la mia campagna elettorale mettendoci la faccia.

Ma tutto questo evidentemente ancora non è conosciuto dai gestori della macchina del fango che hanno come unica informazione quella dell’appoggio dell’on. Di Mauro.

Ma costoro devono sapere che la mia candidatura è autonoma e che  le loro offese telematiche sono già state oggetto di denuncia alle competenti autorità che ormai hanno tutti i mezzi per risalire all’autore che verrà INDIVIDUATO e reso noto. La scelta di rivolgersi alle istituzioni è stata condivisa da tutto il gruppo che mi sostiene in questa campagna elettorale e che, non avendo nulla da temere, vuole che la legge e la giustizia facciano la loro parte. Se il vostro scopo è quello di impaurirmi e spingermi a tirarmi indietro, allora devo deludervi. E’ proprio il contrario. Quello che avete fatto mi fa capire che c’è bisogno della mia discesa in campo. C’è bisogno di persone oneste e perbene che s’impegnino in prima  a protezione della città e degli agrigentini.

F.to Franco Miccichè ( anche a nome di tutti i suoi sostenitori)

Recuperati 5 cadaveri di donne dopo il naufragio e il salvataggio di 149 migranti a Lampedusa. Ocean Viking approda a Messina. In mare ancora altre due navi umanitarie spagnole.


Una barca, una come tante altre, è affondata a un miglio da Lampedusa, nei pressi dell’isolotto dei conigli, poco più di 4 ettari sul mare. E dal mare sono riemersi i cadaveri, recuperati dalla Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza. Le ricerche proseguono, difficili, l’allerta meteo arancione incombe, tra onde di 4 metri, vento con raffiche di libeccio a 23 nodi, e pioggia battente. La strage è stata scongiurata. Sono stati recuperati vivi 149 migranti, già caduti in acqua: 133 uomini, 13 donne e 3 bambini. I sopravvissuti, provenienti da Algeria, Pakistan e Tunisia, ascoltati dalla Squadra Mobile di Agrigento, hanno raccontato che a bordo vi sarebbero state altre 20 persone.

La causa del naufragio, l’ennesimo, sarebbe stata la tempesta, che ha provocato il ribaltamento del barchino, di 10 metri, avvistato e segnalato da due pescatori a terra. Infatti, i naviganti non hanno lanciato alcun allarme, e non hanno segnalato la loro posizione. L’intervento di soccorso è stato immediato: dal porto di Lampedusa sono partite subito quattro motovedette della Guardia Costiera. In volo un elicottero e un aereo della Guardia Costiera di Catania. Poi ancora altri mezzi, anche della Marina Militare.

Indaga la Procura della Repubblica di Agrigento. Il Procuratore Aggiunto, Salvatore Vella, coordina l’inchiesta per naufragio, favoreggiamento dell’immigrazione, e morte come conseguenza di altro reato. Nel frattempo, per la prima volta, Italia, Germania, Francia, Malta, applicando il pre-accordo de La Valletta, hanno congiuntamente richiesto alla Commissione Europea l’attivazione della procedura di ricollocamento dei 213 migranti a bordo della “Ocean Viking”. Dunque il porto di Messina è stato scelto come approdo. Poi dalla città dello Stretto i migranti saranno distribuiti secondo il principio auspicato della condivisione europea dei flussi migratori lungo la rotta Mediterranea che prosegue a mietere altre vittime.

In mare, in condizioni di estrema difficoltà, galleggiano ancora due navi umanitarie spagnole, la Open Arms, con 73 persone a bordo, e l’Aita Mari, con 78 migranti. Sono precariamente al riparo del maltempo a ridosso delle coste della Sicilia orientale. Hanno invocato un porto sicuro all’Italia e a Malta. Attendono riscontro e risposta.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Ieri, domenica 24 novembre, su iniziativa dei comitati di azione civile di Agrigento coordinati da Ignazio Valenza, Maurizio Saia, Massimo Muglia e Alfonso Vassallo si è tenuta la prima riunione provinciale dei comitati di azione civile di Italia Viva di Agrigento.

L’incontro molto partecipato ha visto la presenza dei coordinatori e iscritti al neo partito “Italia Viva” che fa capo a Matteo Renzi, costituiti nel territorio provinciale.

Sono intervenuti rappresentanze di Licata, Naro, Racalmuto, Canicattì, Ravanusa, Cammarata, Porto Empedocle, Realmonte, Favara, Aragona e Agrigento che si riconoscono nel progetto politico di Matteo Renzi,

La riunione, alla quale a breve seguiranno ulteriori incontri con altri comitati presenti nel territorio agrigentino, convocata con lo scopo di dare un assetto organizzativo a tutti i comitati della provincia ha avuto un esito più che soddisfacente.

I partecipanti provenienti da esperienze civili e politiche che si rifanno alla società civile, alla liberaldemocrazia e alla socialdemocrazia si sono ritrovati convinti sostenitori e aderenti al progetto politico di Italia Viva.

Nel corso dell’incontro numerosi gli interventi che hanno affrontato le questioni di tipo organizzativo e che hanno fatto emergere le diverse provenienze culturali e diverse sensibilità politiche, che hanno trovato una felice sintesi nell’idealità e nei valori portati avanti dal nuovo Partito di Matteo Renzi. Sono stati valorizzati gli elementi unificanti per il superamento delle ideologie novecentesche, verso un partito inclusivo, innovativo, moderno, ambientalista, che vede i giovani protagonisti, che sia pieno di donne attive che condividano la responsabilità della conduzione e organizzazione del partito. Superare il passato significa andare oltre gli sterili concetti di destra e sinistra, guardare avanti vuol dire lavorare per un futuro riformista e liberale.

Matteo Renzi è stato unanimemente considerato l’unico leader in grado di rappresentare questo Paese in netta antitesi ad altre formazioni razziste, estremiste e populiste.

Altri partiti politici sono guidati da leadership deboli e superate.

Italia Viva invece ha una leadership forte e determinata e uno stato maggiore di elevatissimo profilo e di forte impatto emotivo: Teresa Bellanova, Ettore Rosato, Davide Faraone. Sono solo alcuni dei dirigenti nazionali che tengono alto il profilo del partito e lo proiettano verso alte mete culturali, morali e di consenso.

La riunione è stata simbolicamente conclusa dal più giovane in sala: Giorgio Bongiorno, 19 anni, già rappresentante studentesco, che ha mosso una critica radicale a tutte le formazioni politiche che non offrono ai tanti giovani che sentono di impegnarsi per il proprio Paese, una comunicazione efficace e una proposta concreta.

Italia viva sembra essere a tanti giovani – dice Giorgio – la sola avanguardia politica che può offrire idealità e concretezza per il loro futuro. Solo in Italia Viva potranno trovare una casa e una comunità nella quale si possono identificare e contribuire ad edificare l’Italia del futuro.