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Ad Agrigento, nella sala riunioni della Camera di Commercio, è stato presentato il progetto cosiddetto “VirgilioLab2110”, organizzato in collaborazione con il Distretto Rotary International 2110, l’Università di Palermo e l’incubatore di imprese Consorzio Arca. Più nel dettaglio, si tratta di un progetto finalizzato al miglioramento economico e sociale, che sostiene l’auto-imprenditorialità giovanile in collaborazione con l’Università di Palermo.

Ad Agrigento non solo Viale delle Dune, Lungomare, mezzo Villaggio Mosè, e mezzo Villaggio Peruzzo: anche al Viale Emporium, in mancanza verosimilmente di manutenzione di tombini e caditoie, e a causa anche della commistione tra acque piovane e acque fognarie, bianche e nere, quando piove si otturano i tombini e le fogne straripano in strada. Al Viale Emporium è appena accaduto, e i residenti sono avviliti, costretti a convivere nella fogna tra le fogne.

In occasione della ricorrenza internazionale contro la violenza sulle donne, il Soroptimist Club di Agrigento, presieduto da Olga Milano, da oggi, lunedì 25 novembre, fino al 10 dicembre, Giorno dei Diritti dell’Uomo, aderisce e intraprende la campagna cosiddetta “Orange the world”. Tanti siti di interesse storico si coloreranno di arancione. In particolare, grazie alla collaborazione tra Soroptimist, Comune di Agrigento ed Ente Parco dei Templi, saranno illuminate di arancione le “Case troglodite” nel centro storico, “Porta di Ponte” nel centro città, “L’ulivo patriarca” ai piedi del Tempio della Concordia, e il busto del filosofo Empedocle all’interno del Liceo Classico.

Siciliana ritiene che l’attuazione del regionalismo differenziato o asimmetrico, così come è voluto da alcune Regioni del Nord, costituirebbe un ulteriore disastro per il Mezzogiorno e la Sicilia perché aggraverebbe ancora di più lo storico divario fra nord e sud. Così è stato ribadito in occasione di un convegno di studi che si è svolto a Modica. La stessa associazione degli ex deputati all’Ars aggiunge: “Pur prendendo atto che l’attuale governo ha frenato quanto appariva in fase di approvazione, e che si è riservato di ridiscutere l’intera materia, rileviamo che si rischia di realizzare un sistema di piccole patrie, tale da minare di fatto l’unità del Paese perché si determinerebbe la sottrazione di risorse necessarie a garantire il principio di eguaglianza ed il mantenimento in capo allo Stato della funzione redistributiva. Sottoporremo ai rappresentanti dei siciliani al parlamento regionale l’opportunità di promuovere adeguate iniziative nei confronti delle forze politiche e delle istituzioni nazionali, al fine di scongiurare un’ulteriore marginalizzazione della Sicilia”.

Gli agenti della Polizia Ferroviaria di Agrigento, hanno elevato una sanzione di 7milaeuro a un anziano 85enne del luogo.
L’anziano, secondo la ricostruzione dei fatti, era alla guida del suo motociclo (senza patente) e avrebbe imboccato la via Pirandello in contro senso. Gli agenti che si trovavano nella stessa via hanno assistito all’intera dinamica, per poi intervenire. Il centauro in un primo momento ha cercato di far perdere le proprie tratte, ma il tentativo è risultato invano.
L’anziano centauro è stato denunciato a piede libero alle autorità giudiziarie

dirigente provinciale della Cisl Funzione pubblica, Floriana Russo Introito, e il coordinatore regionale del Seus 118, Ciro Marrone, intervengono a seguito dell’ennesima aggressione a danno di un operatore del Seus 118 ad Agrigento, accaduta giovedì scorso in via Genova, e affermano: “Esprimiamo la nostra solidarietà all’autista. Purtroppo non è un caso isolato. Chiediamo nuovamente che la figura dell’autista soccorritore sia finalmente riconosciuta dal contratto collettivo nazionale di lavoro. Si tratta di una figura che è esposta a rischi molto più di quanto non si immagini. Una riforma è quindi essenziale per garantire tutela e i dovuti livelli di assistenza”.

giornata internazionale contro la violenza sulle donne 2019, il Centro antiviolenza e antistalking “Telefono aiuto” di Agrigento ha attivato 6 nuovi sportelli di ascolto contro la violenza sulle donne, a Sciacca, Ribera, Bivona, Casteltermini, Canicattì e Licata. In tale iniziativa sono coinvolte due associazioni, l’Associazione “Focus Group”Onlus di volontariato, e l’Associazione Luce Centro Antiviolenza “Telefono Aiuto”. che collaborano già dal 2003 e hanno lavorato costantemente per prevenire e contrastare sul tutto il territorio della provincia di Agrigento la violenza contro le donne, promuovendo numerose iniziative per la prevenzione.

Sarà in scena al Teatro della Cometa dal 4 al 15 dicembre …FINO ALLE STELLE! scalata in musica lungo lo stivale di e con Tiziano Caputo e Agnese Fallongo, regia Raffaele Latagliata.

Dopo il clamoroso successo della passata stagione con “Letizia va alla guerra”, lo straordianario duo Fallongo – Caputo, torna al Teatro della Cometa con un nuovo imperdibile spettacolo.

 

“E mica ti cade dal cielo, sai? La felicità, quella… te la devi conquistare”!

Così Tonino, cantastorie siciliano dall’animo poetico, musicista istrionico e affabulatore, convincerà Maria, fanciulla dal temperamento apparentemente mite ancora ignara del suo straordinario talento, a seguirlo in un’impresa a dir poco improbabile: scalare l’intero stivale alla ricerca di fama e gloria per arrivare… FINO ALLE STELLE! Un sogno ardito e un po’ folle, soprattutto considerandone il punto di partenza: la strada. Soprattutto negli anni ’50. Soprattutto in Sicilia. Soprattutto senza un soldo in tasca. Ma quanto può incidere la volontà nella vita di un essere umano? Quanto è appannaggio del proprio volere e quanto invece del caso e della sua squisita sregolatezza? Ebbene, la risposta corretta è quella che ognuno sceglie di darsi. Così, Tonino e Maria, piombati casualmente l’uno nella vita dell’altra, scoprendosi legati da un’intesa artistica impossibile da ignorare, decidono di intraprendere il viaggio. Un viaggio dentro loro stessi e lungo tutta la penisola, attraverso regioni, dialetti ed eventi musicali dal sapore tipicamente nostrano; un viaggio reale e metaforico insieme fatto di momenti privati, piccoli dissapori e comiche gelosie; un viaggio alla ricerca della grande occasione che possa cambiar loro la vita, un’occasione che forse non arriverà mai o forse sì? Magari non proprio come se l’erano immaginata…

Allo Spazio Diamante dal 28 novembre al primo dicembre sarà in scena SERATA GENET da Jean Genet; due testi: Splendid’s progetto visivo e regia Gianluigi Fogacci e Stretta Sorveglianza, progetto visivo e regia di Alessandro Averone. La banda della Rafale, o banda della raffica, che al settimo piano del Grand Holtel Splendid ha sequestrato e ucciso la figlia di un miliardario americano, si è formata in carcere, e in carcere tornerà dopo che l’assedio della polizia la costringerà ad una rocambolesca resa… Protagonisti: Andrea Nicolini, Simone Ciampi, Laurence Mazzoni, Sebastian Morosini Gimelli, Domenico Macrì, Michele Maccaroni, Gianluigi Fogacci, Giovanni Longhin.

Questo progetto nasce da alcune conversazioni con il maestro Peter Stein durante le fasi preparatorie di Richard II in cui sono stato coinvolto come attore.  Dopo aver visto i miei lavori su Pirandello (“O di uno o di nessuno”) e Shakespeare (Cymbeline) affrontati con compagnie di giovani attori, il maestro ha ritenuto che io fossi in grado di condurre un laboratorio con gli attori da lui selezionati per l’allestimento di Richard ma che non avevano ruoli di primaria responsabilità e soprattutto visibilità, così importante ormai nel così detto mercato del lavoro.    La componente esclusivamente maschile del gruppo ha ovviamente ristretto la scelta del testo e la proposta di Genet è arrivata dal maestro Stein, autore a suo tempo alla Schaubuhne di una memorabile messa in scena de “I negri” , che inizialmente mi ha suggerito “Stretta sorveglianza”, dopo vari incontri si è arrivati dietro  mio suggerimento a “Splendid’s”che ha tra l’altro il numero di personaggi esattamente corrispondente al numero di attori della compagni e  ha, non solo per questo motivo  incontrato il favore del maestro.  Dopo alcune letture con la compagnia, anche di altri testi, si è aggiunta la collaborazione di Alesandro Averone che si è proposto di lavorare su “Stretta sorveglianza” e che ho accolto con gioia data la grande stima professionale che a lui mi lega.  Dividendoci il tempo per le prove si è moltiplicato lo sforzo per la compagnia ma si è ampliata la visione sulla poetica dell’autore che viene così declinata con due stili completamente diversi di messa in scena, pur mantenendo le corrispondenze e le continuità tematiche presenti nelle due opere.   Man mano che il lavoro cresceva e prendeva forma ci siamo trovati d’accordo che presentare i due testi in un’unica serata sarebbe stato giusto per garantire un’offerta singolare e articolata.

La banda della Rafale, o banda della raffica, che al settimo piano del Grand Holtel Splendid  ha sequestrato e ucciso la figlia di un miliardario americano, si è formata in carcere, e in carcere tornerà dopo che l’assedio della polizia la costringerà ad una rocambolesca resa , ed è proprio il carcere la scena dove si svolge la torbida storia di tre galeotti e un secondino in “Stretta sorveglianza”   Per quanto riguarda “Splendid’s”ciò che più mi ha colpito è la maestria del gioco teatrale che Genet mette in atto: in un clima da Vaudeville i personaggi,  che uno dopo l’altro riempiono la scena, sembrano che siano preoccupati  di recitare un ruolo e di voler essere coerenti con la loro auto rappresentazione ,  ma  via via che la vicenda si dipana e il cerchio della polizia/società si stringe intorno a loro, il senso di pericolo e di morte aumenta  ed esaspera le relazioni,  che legano i componenti della banda spingendoli a tradirsi e a rinfacciarsi vecchie ruggini.   Gli inganni, i travestimenti, La morale rovesciata, il gioco al massacro, la lotta per la leadership, i continui capovolgimenti di fronte (tutto il repertorio scenico caro a Genet insomma), sono le linee portanti del testo, e percorrerle con spregiudicata vitalità insieme alla compagnia è stata ed è la sfida che mi sono proposto.   L’incontro con quest’autore, di cui ringrazio il maestro Stein, è stato a dir poco sorprendente (ma dovrei dire a questo punto scioccante).  Non ho mai letto niente di così sconvolgente, sconveniente, violento, irriverente e scandaloso come le sue opere, soprattutto i romanzi, e non è un caso infatti che Genet si sia avvicinato alla letteratura quando era in carcere leggendo Dostoevskij.  E se dovessi condensare in solo aggettivo il carattere della sua opera non me ne verrebbe uno più appropriato che virile, ed è proprio questa virilità che pulsa nelle sue opere che ho cercato di restituire, chiedendo agli attori uno sforzo interpretativo estremamente impegnativo e complesso, facendo emergere i paradossi e gli ingredienti da commedia attraverso la verità dei personaggi e non indugiando sulle modalità convenzionali della commedia e del vaudeville”.

Gianluigi Fogacci

 

In “Stretta Sorveglianza” Genet ci porta dentro le quattro mura di una cella. Tre carcerati. Un secondino. Nessuna uscita, nessuna scelta. Soltanto la possibilità di sopravvivere aggrappandosi a ciò che ci rende vivi, che ci restituisce un senso attraverso i propri ricordi, le fantasie, i demoni mai affrontati che prendono la forma di chi ci sta vicino. Brandelli di verità e di vita che hanno un valore solo all’interno delle mura del carcere. Tre vite giocano pericolosamente sul filo sottile della follia: giochi di ruolo e di potere, la disperata vitalità della provocazione, la vicinanza eccitante e perturbante della morte. Ci siamo addentrati in questo testo cercando di dare una vivida concretezza ai legami contraddittori che uniscono e incatenano i personaggi costretti in una cella. Tre corpi. Tre universi che si confrontano, si scontrano, si mischiano di volta in volta nel tentativo di restare vivi”.

Alessandro Averone

 

A Mezzojuso, in provincia di Palermo, per la terza volta in tre mesi, una mandria di vacche ha invaso i terreni delle sorelle Napoli, che da anni lottano contro la mafia dei pascoli. Lo stesso episodio è già accaduto il 3 e il 4 settembre scorsi, alla vigilia del processo innanzi al Tribunale di Termini Imerese a carico di tre imputati per altri raid contro le sorelle Napoli risalenti agli anni scorsi. Irene Napoli commenta: “Qualcuno pensa forse di prenderci per stanchezza, ma noi non ci arrendiamo, non avranno mai le nostre terre. A Mezzojuso continuano a guardarci con indifferenza, quasi con fastidio, possiamo contare solo sull’amicizia e sul sostegno dei Carabinieri. Quante denunce ancora dovremo fare. Qualcuno forse pensa di farci paura. Ma si sbaglia di grosso”.