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Cosa sarà mai questo effetto nocebo che gli studiosi hanno verificato esserci nel 76% delle COMUNI reazioni avverse, riferite da utenti soggetti a regolare vaccinazione anticovid?

Prima della inoculazione del vaccino alla popolazione, durante i regolari test di studio, alcuni ricercatori e precisamente quelli della Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, hanno analizzato gli eventi avversi sia nei soggetti che avevano avuto inoculato il vaccino, sia in coloro che avevano ricevuto solo il placebo, ossia soluzione fisiologica senza esserne a conoscenza.

Ebbene, più del 35% di coloro che erano stati vaccinati con il placebo, lamentavano i comuni sintomi post vaccino e cioè astenia, mal di testa, e il 16% dolore, gonfiore e arrossamento nel punto di inoculazione. Gli studiosi hanno quindi calcolato che circa i due terzi degli effetti collaterali comuni riportati negli studi sui vaccini sono collegati all’effetto nocebo, ossia effetti uguali a quelli che possono insorgere con la somministrazione del vaccino, senza però averlo ricevuto e quindi effetti collaterali associati a una sostanza che non è in grado di produrre conseguenze.

La normale conseguenza a questo genere di effetto collaterale resta dunque ancora una volta l’ansia.

Su qualunque foglietto di istruzione di medicinali da banco e facilmente reperibili anche per l’automedicazione, troviamo sempre come reazioni avverse almeno “mal di testa e affaticamento” che molto spesso si avvertono. Pertanto questo lascia pensare che avere informazioni circa gli effetti collaterali possibili, possano spingere i soggetti ad attribuire erroneamente al vaccino, disturbi comuni e di conseguenza valutare in maniera sbagliata le proprie condizioni.

Ma non sarà certo l’effetto ansia a indurre gli scienziati a dare meno informazioni sugli effetti collaterali, perché l’onestà soprattutto sulla questione salute è fondamentale ed imprescindibile.

Certo è che può capitare di avere mal di testa o sentirsi stanchi, a prescindere se ci si è sottoposti o meno alla somministrazione del vaccino anti-covid. Meno stress, meno ansia e dosi di buonsenso, potrebbero evitare la compromissione del nostro stato fisico.

Duro sfogo di Tiziana Maniscalchi, responsabile del Pronto Soccorso Covid dell’Ospedale Cervello di Palermo. La dottoressa sulla sua pagina Facebook si lascia andare e descrive una realtà dura di un picco pandemico impressionante: “….polmoniti gravissime con poche speranze di sopravvivere in pazienti non vaccinati anche senza altre patologie….È veramente un peccato suicidarsi così. È un peccato sfibrare il nostro sistema sanitario per logiche irrazionali … Già quasi 200 ricoverati  all’ospedale Cervello. CARI NON VACCINATI IN QUESTO MOMENTO STATE A CASA PER EVITARE DI CONTRARRE UN’ INFEZIONE CHE PER VOI SAREBBE CON OGNI PROBABILITÀ MORTALE. E voi vaccinati provvedete alla terza dose che protegge e rende la malattia “sopportabile”….. IO VE L’HO DETTO….TEMPO DI RIPETERLO DENTRO IL PS NON CE NE’.”

Allo sfogo della Maniscalchi non sono mancati gli “attacchi” dei no vax che sono stati prontamente segnalati alla Polizia Postale.

La situazione epidemiologica in Sicilia è fuori controllo, i dati giornalieri parlano chiaro, soltanto ieri i nuovi positivi sono stati 7.328. I posti letto per i malati di covid cominciamo a mancare, al Cervello di Palermo nella notte appena trascorsa è stato realizzato un vero e proprio ospedale da campo per fronteggiare il numero elevato di ricoveri dei positivi. Tra l’altro anche il pronto soccorso è pieno fino a limite.

Nelle prossime ore, dovremmo conosce quali saranno le, future, direttive per arrestare il crescente numero dei contagi sull’isola, la situazione è drammatica!

Dal 20 settembre prossimo inizieranno le somministrazioni delle terze dosi di vaccino “anti-covid” a partire dai soggetti immunocompromessi.

La decisione è stata presa, nella riunione di oggi, tra  tra il Ministro della Salute, On. Roberto Speranza e il Commissario Straordinario Covid-19, Gen. C.A. Francesco Paolo Figliuolo, che hanno ricevuto parere favorevole  dalla Commissione Tecnico Scientifica dell’AIFA e del CTS.

Le somministrazione di dosi addizionali e di dosi “booster” , saranno almeno per ora, rivolte a determinate categorie maggiormente esposte o a maggior rischio di malattia grave da SARS-CoV-2/COVID-19. Verranno dunque rese disponibili dosi addizionali di vaccino a m-RNA (BioNTech/Pfizer e Moderna) per l’avvio delle somministrazioni.

Saranno di conseguenza aggiornati i sistemi informatici per l’avvio delle somministrazioni su tutto il territorio nazionale.

La situazione pandemica in Sicilia ha ottenuto la maglia nera, anzi quella gialla per numero di contagi e posti letto occupati.

Professori, politici, medici e chi più ne ha, più ne metta hanno cercato di sensibilizzare chi ancora non si è vaccinato. Loro sono gli irriducibili: i  no-vax!

Adesso tocca all’assessore regionale della Salute, Ruggero Razza, a margine di un evento in corso a Gangi, nel Palermitano esporsi:

“Ieri in Sicilia sono cresciute le prime vaccinazioni (oltre diecimila), ma ancora non basta. Il mio invito è, e resta, lo stesso: prenotarsi e proteggersi, perché non possiamo pagare il prezzo altissimo di ospedali pieni e attività economiche a rischio. Nei prossimi giorni avvieremo una nuova campagna di informazione: sono convinto che esistano persone che hanno bisogno di maggiori risposte ai loro quesiti, gente ben diversa da chi pensa di sovvertire il buon senso e le istituzioni come i troppi sedicenti no-vax/no-pass”.

“Voglio esprimere – prosegue l’esponente del governo Musumeci – la mia più viva solidarietà ai troppi che stanno ricevendo in queste ore attacchi e minacce da parte di sedicenti no-vax che, forse, pensano di intimorire chi sta in prima linea, diffondendo informazioni del tutto infondate. Vorrei che parlassero con chi vive le corsie delle intensive o con quanti oggi sono pentiti di aver ritardato la propria vaccinazione. In nessun caso la violenza, anche solo verbale, può essere tollerata”.

Lampedusa ha segnato il suo secondo decesso, dall’inizio della pandemia, a causa del covid19.  Questa volta a non avercela fatta è stata una donna, 65anni.

Dalle prime indiscrezioni la lampedusana era stata trasportata a Palermo, dove si trovava ricoverata, perchè risultata positiva al virus dalla metà di Agosto.

Da quanto si apprende le condizioni di salute della donna , non vaccinata, sono precitate fino al decesso.

Il sindaco dell’isola, Toto’ Martello, con una messaggio sui social network, nella tarda mattina di oggi aveva invitato i propri concittadini a vaccinarsi: “vi ricordiamo che vaccinarsi è necessario sia per contrastare la diffusione del Covid19 che per limitarne fortemente gli effetti su chi ne viene contagiato“.

Era il 30 ottobre scorso, quando Lampedusa, nel pieno sgomento piangeva la sua prima vittima una donna di 62anni. In quella occasione il sindaco scriveva ai suo concittadini di un dolore immenso: “Cari Concittadini, con immenso dolore vi comunico che oggi a Lampedusa abbiamo registrato il primo decesso causato dal Covid19. Si tratta di una donna, aveva 62 anni, dopo essere risultata positiva stava osservando la quarantena in isolamento ed era sotto osservazione sanitaria prevista dai protocolli.”

 

 

 

 

di Bruno Cassaro

Parole vere quelle del dott. Vincenzo Provenzano, primario del Covid hospital di Partinico, rilasciate in un intervista a qds.it, dove nel suo intervento non ha nascosto un dato oggettivo: siamo nel pieno della pandemia e vediamo un incremento giornaliero dei casi.

Parole scottanti ma sacre che aggiunge: rispetto alla ondata precedente la percentuale di pazienti ricoverata in rianimazione è superiore.

Sono dati impressionanti quelli che si evincono,  il 90% dei degenti nell’ara medica sono soggetti che non si sono volutamente vaccinati, il 10 % si tratta di degenti vaccinati anche con doppia dose ma che hanno consistenti morbilità, ma che sviluppano una patologia meno grave rispetto ai non vaccinati, continua il primario.

Secondo il dato ospedaliero, continua Provenzano,  la media di età degli infettati è intorno ai 60 anni, tra una fascia di età che varia dai 30 ai 60, e sono pazienti non vaccinati. I pazienti vaccinati hanno una media molto piu’ alta, ma con patologie concomitanti.

Le regole per combattere il virus, secondo il primario sono due: la prima regola è quella di vaccinarsi e la seconda le norme sul distanziamento sociale.

Riferendosi ai dati nazionali e alle proiezioni, quello che sta vivendo oggi la Sicilia è l’apice della curva massima di contagio che tenderà a scendere a metà settembre e a ottobre si registrerà un declino dell’infezione, afferma il primario.