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C’è una nave madre che si è sbarazzata, a quanto pare, di 400 migranti che adesso stanno vagando (oltre a quelli che si sono nascosti e non sappiamo quanti sono e dove andranno a finire) lungo la statale 115, tra Licata, Palma e Agrigento, in cerca di acqua, di un ristoro e di un pezzo di pane perché stremati da tutto.

E’ possibile che una nave madre (non autorizzata al traffico di carne umana) possa sparire nel nulla? Ma quanto è “piccola” questa nave?

Cosa da pazzi. Sparire non in un fitto bosco ma in mare aperto!

E questa gente? La statale è presidiata da tutte le Forze dell’Ordine le quali, fra mille difficoltà, stanno cercando, stanno cercando, stanno cercando…di fare cosa? Cosa stanno cercando di fare? Qualcuno è pronto a rispondere a questa domanda?

E gli altri, i fuggitivi, quelli che riescono a scappare?

E dire che Google con le nuove app, anche a nostra insaputa, oggi riesce a vedere quante volte andiamo in bagno durante il giorno fin dentro casa nostra. E poi, dinnanzi all’occhio selvaggio riesce a sfuggire una nave…

Ed ancora. Come stanno quelli acciuffati? Tutti bene, avranno problemi di salute? In Africa si contano già centomila casi di Covid 19 e in questi mesi, luminari infettivologi mondiali ci hanno spiegato che una sola persona può contemporaneamente contagiare altre quattro persone; altri dicono due, altri dicono addirittura otto.

Una cosa è certa: contagiano, come contagia un italiano, un americano, un francese, un tedesco.

Bene o male, (forse più male che bene) in Europa tutti siamo sotto controllo. Non pensiamo proprio che a questa povera gente prima di imbarcarsi sulla “MADRE NAVE” sia stato effettuato il tampone.

La Moby Zaza è in continuo via vai da e per Lampedusa; perché nel frattempo nelle Pelagie sono sbarcati qualche centinaio di altri poveri cristi.

Non ultimo, lo sbarco di una sessantina di persone nella piccola Isola di Linosa avvenuto poche ore fa.

Questo, allo stato. Ore 15,57 di domenica 24 maggio, anno del Signore 2020.

La Moby Zaza, di fatto, fra pochissimo avrà difficoltà nere a far effettuare la quarantena a bordo dei propri salotti. Nei quattordici giorni previsti di fermo sbarcheranno altri mille migranti!

Attenzione, fra dieci giorni ne sbarcheranno altri mille e fra venti giorni ancora altri mille. E a giugno, luglio, agosto, settembre?

Pagheremo, forse, altri tre, quattro, cinque navi da crociera per dare aiuto a questa povera gente? E basteranno?

Si salvi chi può…

Una perizia psichiatrica per stabilire la capacità di intendere e di volere di Angelo Azzarello, 27 anni, di Palma di Montechiaro, accusato dell’omicidio della fidanzata, la rumena Alina Condurache, 22 anni. Azzarello, originario di Palma di Montechiaro, è stato condannato, dopo una camera di consiglio durata quasi 5 ore, dal giudice dell’udienza preliminare Alessandra Vella, del Tribunale di Agrigento, a 17 anni di carcere.
L’imprenditore palmese, aveva confessato l’omicidio, avvenuto circa due anni fa, per poi ritrattare in parte le accuse. Secondo la ricostruzione Azzarello avrebbe ucciso a ragazza, sparando due colpi di pistola che la ferirono mortalmente, perchè la stessa avrebbe manifestato l’intenzione di troncare la loro storia d’amore.
Il processo si è svolto col rito abbreviato consentendo al connannato di usufruire di uno sconto di pena.
Ora i difensori di Azzarello, gli avvocati Santo Lucia e Antonino Reina, hanno chiesto un accertamento, con perizia psichiatrica affidata al medico Domenico Micale, intesa a stabire una eventuale incapacità di intendere e di volere che, se confermata, potrebbe portare un esito diverso da quello finora manifestato dalla vicenda processuale.
Secondo i legali, il loro difeso avrebbe evidenziato problemi di natura psichica.

Nella giornata di Ieri 8 maggio u.s. a Palma di Montechiaro (AG), personale del locale Commissariato di P.S. in servizio di controllo del territorio, durante un posto di controllo eseguito in Via Pietro Nenni, fermava un’autovettura tipo Audi A4 con a bordo quattro persone. Da un controllo effettuato i quattro occupanti dell’auto L.G.M nato a Canicattì classe ’77, C.D.F. nata in Romania classe ’83, G.I. nata in Romania classe’77 e B.V. nato in Romania classe ’75, tutti residenti a Canicattì, risultavano avere precedenti di Polizia di rilievo quindi si procedeva alla perquisizione dell’autovettura, all’interno della quale si rinvenivano nr.42 bottiglie di liquore in tre capienti buste per un valore complessivo di 600 euro circa. A carico di due dei quattro fermati, G.I. e C.D.F. risultavano grossi furti di liquore commessi in danno di esercizi commerciali della provinci, mentre a carico di B.V. risultavano precedenti di polizia per sequestro di persona, lesioni personali, rapina , ricettazione, furto e furto aggravato. L.G.M e C.D.F. riferivano di essere conviventi e che il liquore trovato apparteneva a loro e che lo avevano acquistato un po’ alla volta per una festa che si sarebbe dovuta tenere la prossima settimana, senza però dare maggiori precisazioni. I due sono stati denunciati a piede libero per ricettazione e si è proceduto al sequestro delle 42 bottiglie di liquore.


La Procura di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio per quattro persone coinvolte in una vicenda che vede imputato l’ex carabiniere Andrea Mirarchi, 40 anni, originario della Calabria, ma in servizio all’epoca dei fatti presso la caserma di Palma di Montechiaro, accusato di una presunta rapina insieme a due confidenti. Le quattro persone che il pm vuole processare sono invece accusate di aver fornito, a vario titolo, delle versioni non veritiere. Nello specifico per la Procura, uno di loro, Giuseppe Federico, 48 anni, anche lui ex carabiniere, avrebbe raccontato il falso, fornendo un falso alibi al collega. Ieri era in previsione l’audizione in Tribunale di Federico, audizione che però è slittata ad altra data, precisamente l’11 luglio prossimo, per lo sciopero degli avvocati penalisti.

Un incendio, la cui origine non è ancora chiara, ha distrutto gli interni di una pizzeria di Marina di Palma, località nei pressi di Palma di Montechiaro. Sul fatto stanno indagando i carabinieri della locale Stazione che mantengono il massimo riserbo sul fatto. L’attività era rimasta chiusa alcuni giorni e proprio alla riapertura i titolari hanno fatta l’amara scoperta avvisando i Militari dell’Arma.


I vicini, intenti a demolire autonomamente una villetta abusiva, gli chiedono se può “prestare” un po’ di energia elettrica, lui, detenuto agli arresti domiciliari, si prodiga, esce di casa con il proposito di recuperare un filo elettrico e, prima viene arrestato, per evasione, poi spedito in carcere. E’ accaduto a Palma di Montechiaro ad un uomo di 47 anni, A.D.V., che è finito nei guai quando gli agenti del Commissariato di Palma di Montechiaro lo hanno sorpreso fuori dalla propria abitazione.


Ci sarà anche Rosario Bellanti tra i candidati che concorreranno alla poltrona di sindaco di Palma di Montechiaro il prossimo 11 giugno. Bellanti esponente di “Ama la tua città” si era già candidato nel 2013 alle scorse elezioni come primo cittadino ma era stato battuto da Pasquale Amato.


Il Tribunale di Agrigento ha condannato Calogero Allegro, 29 anni, di Palma di Montechiaro,  a 3 anni di reclusione. Allegro fu arrestato lo scorso agosto e posto ai domiciliari dove si trova tutt’ora in quanto ritenuto di essere il proprietario di un fondo agricolo dove insisteva una piantagione composta da 3.000 piante di canapa indiana che se essiccate e immesse sul mercato avrebbero avuto un valore di circa 2 milioni di euro. Il palmese è stato ritenuto colpevole del reato di coltivazione, produzione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio.

Demolizioni abusive in vista a Palma di Montechiaro. Si tratta degli immobili abusivi da demolire secondo l’elenco, stilato in ordine crologico, dal Comune agrigentino. La prima casa che verrà abbattuta è un immobile di prorietà di una famiglia del luogo ma non residente nella cittadina del Gattopardo. L’immobile ubicato in una località balneare sarà “buttato giù” in maniera autonoma dagli stessi proprietari. La demolizione dovrebbe avvenire entro il 2 maggio, termine ultimo fissato per l’abbattimento.

Nella serata di ieri, i Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro hanno arrestato arresto in flagranza di reato:
–           VELLA Salvatore, classe 1981, disoccupato di Palma di Montechiaro, già ben noto alle Forze dell’Ordine
poiché resosi responsabile dei reati di oltraggio, minaccia e resistenza a un Pubblico Ufficiale.
In particolare, i Militari dell’Arma intervenivano in quella Piazza Matteotti presso un noto bar del luogo, ove poco prima il 36enne palmese, senza ragionevole motivazione, si avvicinava ad un Carabiniere in servizio presso la locale Stazione, in quel momento libero dal servizio e presente all’interno del locale, profferendo al suo indirizzo esplicite minacce di morte.
A quel punto il militare tentava di bloccarlo e identificarlo ma il soggetto si divincolava dandosi alla fuga per le vie adiacenti, per poi essere immediatamente rintracciato nelle vicinanze della propria abitazione, venendo bloccato e ammanettato dai Militari dell’Arma intervenuti in ausilio.
L’arrestato, espletate le formalità di rito, veniva condotto presso la propria abitazione, in regime di arresti domiciliari,  a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida.