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Habemus praeses et Miriam Mignemi.

Dopo le scaramuccie di ieri, che ha cristallizzato una maggioranza spaccata, oggi la fumata bianca, il civico consenso di Favara ha un presidente.

Miriam Mignemi già ex  assessore della giunta Alba e consigliere eletta nel partito Diventerà Bellissima è la prima donna presidente del civico consesso di Favara.

La sua elezione è stata sancita da una scheda bianca, che ha fatto la differenza: Mignemi 12 voti, Montaperto 11 voti e 1 scheda bianca.

Nella seduta di ieri il risultato della votazione era un netto pareggio tra i contendenti – entrambi della stessa maggioranza. Seduta poi caduta per la mancanza del numero legale e rinviata ad oggi.

Il dato di ieri, confluito a quello di oggi lascia pensare a una maggioranza consigliare alquanto traballante, nessun accordo e/o equilibrio.

Dopo l’elezione del presidente è stato eletto il vice-presidente Ignazio Sorce.

 

Alessandra Melfa, 36enne  infermiera U.S.C.A. impegnata in prima linea con pazienti Covid positivi, sposata e madre di due figli ha maturato l’idea di candidarsi al consiglio comunale di Porto Empedocle, nella lista “liberi e capaci – Salvo Iacono Sindaco”  alla prossimo tornata elettorale del 10 e 11 ottobre, per dare un contributo attivo e fattivo ad un territorio  che sta vivendo un continuo peggioramento, frutto di un’amministrazione uscente, assente ad affrontare le problematiche ordinarie e straordinarie che attanagliano il territorio.

Perchè hai deciso di candidarti al consiglio comunale?

Ho deciso di candidarmi al consiglio comunale, nella lista “liberi e capaci – Salvo Iacono Sindaco”,  perchè credo nel futuro di Porto Empedocle. Oggi gli empedoclini non hanno un interlocutore, io lavoro tra la gente e mi rapporto con loro ogni istante, li ascolto, li comprendo e li conforto. Ho un obbligo morale di rappresentarli, tutti indistintamente senza nessun colore politico.  Ho un obbligo morale nei confronti della mia città, Porto Empedocle ha bisogno di essere rappresentata da persone responsabili e impegnate, io rappresento la gente comune e sono l’amplificatore della loro voce.

Porto Empedocle e’ una città carica di problemi, in caso di elezione pensate di avere la bacchetta magica per risolverli?

Dobbiamo rimboccarci le maniche, i problemi della città sono innumerevoli, partiamo da uno stato di abbandono e degrado generalizzato, passando dalla precarietà per finire al randagismo.

Il nostro obiettivo è dare un futuro ai nostri figli, per non vederli piu’ abbandonare la loro terra natia alla ricerca, in altri posti di uno status migliore. Siamo impegnati in questo nostro obiettivo e ci crediamo fortemente.

Perchè Salvo Iacono e non gli altri?

Mi rispecchio nelle idee di Salvo Iacono, persona colta e istruita. La sua caparbietà e la conoscenza del territorio fa la differenza, non ha eguali. Grazie alle sue doti si potrà puntare su uno sviluppo del turismo locale.

Salvo, conosce minuziosamente le problematiche di Porto Empedocle e solo chi le conosce in maniera così viscerale potrà risolverle.

Qual’è il messaggio che vuoi lanciare ai tuoi concittadini?

L’impegno che ci aspetta in questa tornata elettorale segnerà le sorti di Porto Empedocle per altri 5anni, non possiamo commettere altri errori “BISOGNA AVERE IL CORAGGIO DI SCEGLIERE IL NOSTRO FUTURO”:  dateci fiducia e votate Alessandra Melfa al consiglio comunale con Salvo Iacono Sindaco

Non possiamo non iniziare questo “Filo” senza fare i complimenti alla sindaca di Favara Anna Alba, la quale, appena qualche ora fa, ha superato il primo grandissimo scoglio del suo seppur breve percorso politico.

Anna è stata strepitosa, una meraviglia. Ha vinto una battaglia che solitamente viene combattuta contro i nemici, che nel caso specifico si chiama opposizione. Ed invece no; Anna è stata maestosa nell’abbattere inesorabilmente il fuoco amico, che nel caso specifico si chiama maggioranza.

Incredibile ma vero. Ieri, fino a tarda notte, Anna ha dovuto fare i conti principalmente con i “suoi fratelli”, gli stessi che la innalzavano al cielo nel giorno della sua vittoria a primo cittadino di Favara.

Figli di un solo padre, Anna e i fratelli, con il passar del tempo, si sono ritrovati sempre più distanti; il sindaco, piano piano, ha avvertito che il cordone ombelicale cominciava a lacerarsi. Dapprima le chiacchiere, poi i fatti. I fatti che, da piccole realtà, sono diventati drammatiche verità. Verità che hanno schiacciato ogni ombra quando i “suoi fratelli” hanno chiesto la sua testa.

Ma Anna non è Abele; in memoria del primo assassinio avvenuto sulla terra qualche migliaio di anni addietro, ha preso le contromisure. Si è ribellata e non ha accettato il fratricidio che voleva consumarsi in una sola notte. Spalle larghe e via al contraccolpo finale; micidiale, istantaneo, fulminante. Anna schiaccia la testa ai suoi fratelli e li opprime in modo inesorabile. A salvare la prima cittadina è stata…l’opposizione, incredibile ma vero!

Nel frattempo, per cerare di nazionalizzare un fatto locale, un altro Giarrusso (Dino), dopo il Mario di Porto Empedocle, ha fatto parlare di se. Con una entrata a gamba tesa (che invece è stata da umile principiante) ha cercato di salvare il salvabile per tenere alta la testa di Anna.

Un vero e proprio autogol. La tragedia l’ha subita il principiante Giarrusso (Dino) al quale, tra l’altro, chiediamo scusa in anteprima se il nostro scrivere sarà di pessimo livello e non sarà, al contrario, frutto adorabile per il suo palato. L’importante e capirsi; l’importante e comprendere il significato anche se manca qualche accento; l’importante e… caro eurodeputato.

Accusa e offende un dissidente dei 5stelle, Joseph Zambito (al quale va tutta la nostra solidarietà) e fa finta di non accorgersi che sono i discepoli grillini locali che vogliono azzannare Anna Alba. Troppa vergogna per ammetterlo.

Tutto fa brodo, anche giustificare un misero attacco contro tutto e contro tutti. Più che una iena è sembrato un gattino imbranato, privo di orientamento. Il più classico dei classici comportamenti giallostellati che invece di guardare avanti (lo dicono ma non lo fanno mai) puntano il dito contro le amministrazioni precedenti.

Minaccia querele, minaccia denunce; minaccia. Ovvio che non possiede ottimo spessore politico.  Ha anche qualche dimenticanza: non ricorda, infatti, di far parte di quel numerosissimo gruppo di miracolati eletti che, approfittando del malessere e dei mal di pancia degli italiani, ha raccattato voti a destra e a manca prendendo al volo il “Frecciarossa”, che, però, adesso sembra essere di più un treno a vapore. Luciano Cadeddu ne sa qualcosa…

Tornando ad Anna. L’augurio nostro è che d’ora in avanti, dopo il fallito sgambetto, possa amministrare una città difficile come Favara, con tutte le sua problematiche che necessitano interventi urgenti.

Ma oggi, Anna ha una consapevolezza in più: quando entra in Consiglio comunale non dovrà essere lei a vergognarsi di guardare negli occhi i suoi…fratelli.

 

E questo perché la stampa, certa stampa, ha il meraviglioso difetto di scrivere la verità, di scoprire altarini e far saltare accordi disdicevoli.

Si, disdicevoli perché in quella che sembrava una normale seduta del Civico consesso di Favara è stata tirata in ballo anche la segretaria comunale, “a conoscenza” di una presunta provocazione (roba da circo Togni) discussa in anticipo con il “Salvatore”, pardon, con Tonino Scalia.

Lo so, tutto è inverosimile; basta guardare sulla pagina fb del Comune di Favara.

Dopo un volgarissimo (e nessuno si è scandalizzato…) attacco alla stampa con spiccato riferimento al collega Giuseppe Moscato, reo di non avere le p… che noi chiamiamo regolarmente palle, ad un certo punto Tonino Scalia, sgamato proprio da Moscato sulla sua proposta di aumento del gettone di presenza, si rivolge alla ignara e incredula segretaria comunale e le dice: “Segretaria, lo sapevamo già io e lei del putiferio che sarebbe scoppiato appena usciva fuori la storia dell’aumento del gettone di presenza. Ma, segretaria, per favore, lo dica che le avevo anticipato che la mia voleva essere soltanto una provocazione!”

Perdonatemi, gentili lettori, ma stiamo cazzeggiando o si cerca di fare sul serio? Che vuol dire…era una provocazione?

Noi, più che credere ad una provocazione, ci aggrappiamo ragionevolmente ad un proverbio siciliano che recita testualmente: “si ti viu ti ioco, si un ti viu t’arrobbu”.

Teniamo a precisare che il “t’arrobbu” nulla c’entra con il senso metaforico del latrocinio, ma entra in perfetta sintonia con il significato di…meglio non essere sgamato, e se mi sgami… avevo parlato già con la segretaria. Se tutto passa inosservato ho vinto io!

Detto questo, Ci chiediamo cosa vuol dire e cosa significa per Tonino Scalia amministrare una città? Un consigliere che se ne frega delle buche stradali e dei veri problemi cittadini, che invece si sofferma su una frase biblica del tipo…salverò i favaresi, come lo inquadrate voi, gentili lettori? Li salverà dalla peste, da terremoti, da gravissime epidemie?

Ma dove vive questo signore? Favara negli ultimi anni ha sfoderato centinaia e centinaia di giovani con le palle (palle, Tonino, palle…) che da soli, senza alcun aiuto e senza nessuna cravatta addosso si sono fatti un mazzo così, trasformano la Città dell’Agnello Pasquale in un centro commerciale di elevatissimo spessore dove nel suo cuore tutte le notti sono illuminate. E tutto questo senza alcun apporto né di Scalia né dell’amministrazione comunale.

Che salvi, Scalia, cosa vuoi salvare?

Semmai, se proprio devi salvare qualcosa, salva il Comune dalla tua presenza.

Un’altra esigenza immediata che si ritrova oggi Favara  è quella di liberarsi immediatamente dal vice presidente del Consiglio comunale Giuseppe Nobile. Questo signore ha scambiato le aule consiliari per il soggiorno o la cucina di casa sua. Non ha gradito la presenza di Moscato, il quale ha dovuto cedere alle pesanti provocazioni portate avanti per un’ora contro stampa e giornalisti. Moscato, in quel momento, ha solo espresso tutto il disagio che attualmente provano i cittadini favaresi , e cioè quello di avere le palle rotte (palle, Scalia, palle…). Ha fatto solo il portavoce.

E che fa Nobile? Sentendosi in pantofole e sul divano di casa sua, invita i vigili urbani a cacciare via dall’aula il giornalista che stava annotando tutto.

Lo sappiamo bene che in quell’aula nessuno degli esterni possa profferire parola, ma non si può rimanere inermi dopo una bella oretta di insulti e improperi.

Loro hanno questo modo di essere “liberi” con la stampa, insultandola prima e cacciandola via dopo; altro che diritto all’informazione, altro che trasparenza, altro che confronto.

E libertà di stampa vuol dire anche scrivere come qualcuno vuole aumentare economicamente il proprio gettone di presenza.

Ah, scusateci, era soltanto una provocazione. E la segretaria potrà confermarlo…

Ecco il video dell'”eroico” Giuseppe Nobile