“Ha ucciso i genitori fomentato dalla cocaina”

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Reso noto l’esito della perizia psichiatrica effettuata su Salvatore Sedita, reo confesso di avere ucciso a colpi di mannaia i genitori a Racalmuto lo scorso 13 dicembre. I dettagli.

“Ha ucciso i genitori fomentato dalla cocaina”

Reso noto l’esito della perizia psichiatrica effettuata su Salvatore Sedita, reo confesso di avere ucciso a colpi di mannaia i genitori a Racalmuto lo scorso 13 dicembre. I dettagli.

Lo scorso 11 gennaio, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, accogliendo quanto sollecitato dal procuratore reggente, Salvatore Vella, e dal pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Gloria Andreoli, ha disposto la perizia psichiatrica su Salvatore Sedita, il 34enne di Racalmuto che ha confessato di avere ucciso, lo scorso 13 dicembre, nella loro abitazione in via Rosario Livatino, i genitori Giuseppe Sedita e Rosa Sardo di 66 e 62 anni, con 47 colpi di mannaia.

L’esame avrebbe inteso riscontrare la capacità di intendere e volere dell’indagato al momento del duplice omicidio. Il 18 gennaio è stato conferito l’incarico allo psichiatra Lorenzo Messina. Salvatore Sedita, dopo essere stato sottoposto a delle terapie nel reparto di Psichiatria dell’ospedale di Agrigento, è attualmente ricoverato nella Sezione psichiatrica del carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. Ebbene adesso, in occasione di un incidente probatorio, ovvero un’udienza in contraddittorio tra tutte le parti in causa per cristallizzare delle prove acquisite in modo irripetibile, è stato reso noto l’esito dell’esame, firmato da Lorenzo Messina: “Salvatore Sedita è stato capace di intendere e di volere quando ha ucciso, ma ha agito sotto la spinta disinibente e aggressiva della cocaina. Il reato non è diretta espressione di una infermità mentale ma è avvenuto sotto l’effetto della cocaina per cui Sedita va considerato capace di intendere e volere. Potrà essere processato”.

Salvatore Sedita ha già raccontato ai magistrati: “Non sono stato accettato. Dopo la separazione da mia moglie, sono tornato a vivere a casa. Ma loro mi volevano mandare via. Mio padre non mi ha più accompagnato a Canicattì per sottopormi alla somministrazione di un importante farmaco. Ho colpito prima mia madre con la mannaia conservata in una borsa frigo in camera da letto. Gliel’ho conficcata nel collo ma è rimasta viva. Ho continuato anche quando ho capito che erano morti dando dei colpi secchi alle mani”. Prima della confessione invece ha delirato: “Ho visto i demoni. L’autore dell’omicidio era un uomo con la maschera e i tatuaggi che ha bussato a casa”. All’incidente probatorio hanno partecipato il difensore dell’indagato, l’avvocato Ninni Giardina, e i legali dei familiari parti offese, gli avvocati Giuseppe Contato e Giuseppe Zucchetto. Prima del 13 dicembre Salvatore Sedita si è scatenato in altre escandescenze contro i genitori: nel 2019 ha colpito la madre con un barattolo alle spalle ed è stato sottoposto ad un Tso, il trattamento sanitario obbligatorio. Poi nel 2020 ha aggredito il padre, che è caduto a terra e ha sbattuto la testa. E – così come scrive il giudice Provenzano nell’ordinanza cautelare di convalida dell’arresto – alla sorella, Letizia Sedita, lo scorso 2 novembre ha telefonato il maresciallo della stazione dei Carabinieri di Racalmuto: “Abbiamo visto suo fratello in condizioni di alterazione psicofisica. Avvisi i genitori. Prendete provvedimenti per risolvere la situazione”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

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