Confermato il carcere per la “coppia di Messina Denaro”

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Il Tribunale del Riesame di Palermo ha confermato l’arresto in carcere di Emanuele Bonafede e della moglie Lorena Lanceri, presunti vivandieri di Matteo Messina Denaro durante la latitanza.

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Emanuele Bonafede

Lo scorso 20 marzo innanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Alfredo Montalto, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Emanuele Bonafede, 50 anni, e la moglie Lorena Lanceri, 48 anni, appena arrestati perché nella loro abitazione, in via Mare 89 a Campobello di Mazara, avrebbero ospitato, soprattutto a pranzo e a cena, Matteo Messina Denaro durante la latitanza, e finanche la sera prima dell’arresto, domenica 15 gennaio, come testimoniato dai video delle telecamere di sorveglianza registrati innanzi al civico 89 di via Mare. I due coniugi si sarebbero adoperati anche come vedette prima delle entrate in casa e le uscite di Messina Denaro, per assicurarsi che non vi fossero importuni. Emanuele Bonafede e Lorena Lanceri, recandosi spontaneamente dai Carabinieri dopo l’arresto del boss, hanno dichiarato di non essere a conoscenza della sua reale identità, e che si trattasse di Francesco Salsi, un medico anestesista palermitano e in pensione che ogni tanto, una volta al mese, sarebbe andato a casa loro. Ebbene adesso il Tribunale del Riesame di Palermo ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico della coppia, che sarebbe stata in stretto rapporto con Matteo Messina Denaro almeno dal 2017, anno in cui il figlio si cresimò. Messina Denaro fu scelto come “parrino”, e lui, il “parrino”, regalò ai genitori 6.300 euro per comprare al suo “figlioccio” un prezioso orologio Rolex, poi acquistato l’11 gennaio del 2017 nella gioielleria “Matranga” a Palermo. Nei pizzini trovati nell’ultimo appartamento abitato da Messina Denaro in vicolo San Vito 4 a Campobello di Mazara, i Carabinieri hanno trovato un pizzino in cui il boss, in merito alle spese, ha appuntato: “6300 OROL”. \"\"In una foto sequestrata dai Carabinieri nel telefono cellulare del boss, Matteo Messina Denaro è seduto a casa della coppia, nel salotto, con, tra le mani, un bicchiere di cognac e un sigaro. Lorena Lanceri sarebbe, secondo nome in codice usato nei pizzini, “Diletta”, e lei, “Diletta”, sarebbe stata legata anche sentimentalmente al capomafia. \"\"Infatti, nel 2019, in un pizzino trovato a casa della sorella di lui, Rosalia Messina Denaro, gli ha scritto: “Il bello nella mia vita è stato quello di incontrarti, come se il destino decidesse di farsi perdonare facendomi un regalo in grande stile. Quel regalo sei tu. Sei un grande anche se non fossi MMD (che sarebbero le iniziali di Matteo Messina Denaro). Tua Diletta”. E poi in un altro messaggio gli avrebbe scritto: “Penso che qualsiasi donna nell’averti accanto si senta speciale, ma soprattutto tu riesci a far diventare il nulla gli altri uomini. Con te mi sento protetta, mi fai stare bene, mi fai sorridere con le tue battute, e adoro la tua ironia e la tua immensa conoscenza e intelligenza. Certo, hai anche tanti difetti, la tua ostinata precisione… ma chi ti ama, ama anche il tuo essere così. Lo sai, ti voglio bene, e, come dico sempre, un bene che viene da dentro. Spero che la vita ti regali un po’ di serenità e io farò di tutto per aiutarti”. E a testimonianza di quanto anche Messina Denaro fosse legato alla sua “Diletta”, vi sono alcuni messaggi che lui invia alla sorella Rosalia. Lui racconta le ore successive all’intervento chirurgico subito il 4 maggio del 2021 alla clinica “La Maddalena” a Palermo. E scrive: “Ero tutto bagnato dal sudore, Diletta che lavò i miei indumenti li torceva ed uscivano gocce di acqua, era senza parole”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

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