Centro di accoglienza del Villaggio Mosè, residenti e commercianti chiedono la chiusura con una denuncia

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I residenti e i commercianti del fabbricato del viale Cannatello al Villaggio Mosè, da un paio di mesi utilizzato come centro per la quarantena di decine di immigrati, hanno presentato denuncia contro ignoti. Chiedono che la struttura venga sgomberata. A stilare la denuncia e inviarla agli organi competenti è stato l’avvocato Giusy Katiuscia Amato. E’ la struttura affittata alla Prefettura di Agrigento da privati che, dopo un periodo di inutilizzo come centro di accoglienza, ha trovato “nuova vita” in questa fase di emergenza non solo sanitaria. Una destinazione che non va a genio della famiglia che risiede a pochi centimetri dall’area destinata ai migranti, ma anche ai commercianti che lavorano nei magazzini al piano terra. Tutti circondati, giorno e notte, dalle camionette blindate delle forze dell’ordine, chiamate in massa a vigilare che dal fabbricato non fugga nessuno degli “ospiti”, come avvenuto diverse volte nelle scorse settimane. Fughe che da alcuni giorni pare non siano avvenute, ma che sono sempre dietro l’angolo.

Alcuni giorni fa la Prefettura decise di non sistemare nella struttura gente proveniente dalla Tunisia, ma di altre origini ritenute meno “effervescenti” dei nordafricani. La militarizzazione dell’area, il continuo rischio di imbattersi in persone dalla dubbia fedina penale, ha spinto i commercianti e i residenti a chiedere in sostanza la chiusura della struttura di accoglienza, ritenendola dannosa per le attività commerciali e per la sicurezza pubblica. C’è la parafarmacia, c’è la clinica veterinaria e altri esercizi che sono stanchi di vedere i propri clienti farsi largo in una sorta di area militare, in tempo di pace.

Sarà adesso la Procura della Repubblica a valutare la situazione, alla luce della denuncia contro ignoti presentata dai “vicini” del centro quarantena, incastonato tra supermercati, villette e negozi assortiti.

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