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Illegittima la procedura di recupero delle differenze tariffarie avviata dall’ASP. Accolto il ricorso straordinario di tre laboratori della Provincia di Agrigento.

L’ASP di Agrigento ha avviato – nei confronti dei laboratori di analisi – una procedura per il recupero di ingenti somme, sulla base dell’assunto che tali laboratori avessero applicato tariffe maggiori rispetto a quelle previste a livello nazionale.

Tre laboratori di Analisi -con sedi ad Aragona Realmonte e Palma di Montechiaro- ritenendo illegittima la suddetta procedura di recupero, hanno proposto un ricorso straordinario con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia.

In particolare, con il ricorso straordinario, gli avv.ti Rubino e Impiduglia hanno, tra l’altro, rilevato l’illegittimità dei provvedimenti di attivazione della procedura di recupero giacchè adottati senza tenere conto delle memoria procedimentali presentate dai laboratori (al fine di contestare l’esistenza del credito vantato dall’ASP e soprattutto la correttezza dei conteggio effettuati dall’Amministrazione per la determinazione dell’importo dovuto).

Il CGA, a sezioni riunite, Presidente Gabriele Carlotti, Relatore Giovanni Ardizzone, condividendo le tesi degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha espresso parere favorevole all’accoglimento del ricorso dei laboratori, rilevando che “l’Asp avrebbe dovuto valutare le memorie procedimentali presentate dai soggetti destinatari del provvedimento finale” ed evidenziando, altresì, come la P.A. non avesse tenuto conto della nota con la quale l’Assessorato regionale della Salute ha invitato tutte Aziende a procedere “avendo cura di fornire alle strutture interessate tutti i necessari chiarimenti e ragguagli onde consentire alle stesse, in un contesto che si auspica costruttivo e dialogante, di verificare l’esattezza dei conteggi ed, eventualmente, di presentare proprie osservazioni”.

Il Presidente della Regione Sicilia – preso atto del parere espresso dal CGA – ha accolto il ricorso straordinario proposto dai suddetti laboratori.

L’ASP di Agrigento, pertanto, per effetto dell’accoglimento del suddetto ricorso, in atto non potrà procedere al recupero delle somme in contestazione.

A Naro, in contrada Sciabani, lungo la statale 123, nella tarda serata di ieri è divampato un incendio in un fabbricato ad unico livello, composto da cinque capannoni per deposito. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, con squadre operative dei distaccamento di Canicattì, del distaccamento Licata e del Comando provinciale di Agrigento, con autobotti ed autoscala. Complessivamente sono state 14 le unità che hanno lavorato diverse ore per spegnere il rogo. Le fiamme, grazie al tempestivo intervento delle squadre antincendio, hanno interessato solo 2 dei 5 capannoni attigui, ad uso parcheggio di automezzi da trasporto. Ingenti danni alla struttura. Devastati dalle fiamme tre autocarri ed un’autovettura. Sul posto hanno lavorato anche i Carabinieri della locale stazione che hanno avviato le indagini.

A Partinico, in provincia di Palermo, un uomo di 41 anni, G I, sono le iniziali del nome, è stato arrestato dalla Guardia di finanza per detenzione di 2 chili e 300 grammi di cocaina. La droga è stata scoperta nell’automobile dell’uomo bloccato a Palermo nel quartiere Brancaccio perchè circolava in orario di coprifuoco per le norme anticovid. In casa dell’indagato sono stati trovati altri 13 grammi di droga.

Due barchini, con a bordo 28 tunisini, sono approdati a Lampedusa. Il primo di circa 4 metri, con 13 persone in viaggio, ha gettato l’ancora nei pressi del lungomare Luigi Rizzo. Il natante è stato sequestrato dai militari della tenenza della Guardia di finanza. Poi una motovedetta della Guardia costiera ha trasbordato al molo Madonnina altri 15 tunisini intercettati su un’imbarcazione di circa 6 metri. I due gruppi sono stati condotti all’hotspot di contrada Imbriacola che ospita 943 persone. Sono in corso i trasferimenti organizzati dalla Prefettura di Agrigento.

Sarà una Pasqua più serena per le centinaia di famiglie agrigentine che i Volontari di Strada assistono, garantendo ogni genere di prima necessità. Infatti sulle proprie tavole vi saranno anche prodotti tipicamente Made in Italy, grazie alla decisione della Coldiretti di Agrigento di destinare 13 dei 100 pacchi assegnati alla nostra provincia nell’ambito dell’iniziativa di solidarietà del sistema agroalimentare italiano, cosiddetta “Filiera Italia e Campagna Amica”. Alla cerimonia di consegna sono intervenuti i vertici provinciali della Coldiretti, il Presidente Ignazio Gibino e il Direttore Giuseppe Miccichè, il sindaco Franco Miccichè, gli assessori comunali Marco Vullo, ai Servizi Sociali, e Francesco Picarella al Turismo e Personale, e i volontari della Protezione Civile della Provincia di Agrigento. La presidente dei Volontari di Strada, Anna Marino, commenta: “Si tratta di un nuovo segnale di attenzione e di collaborazione tra le parti che consente di avere uno sguardo a tutto campo sulle necessità delle numerose famiglie agrigentine che vivono un forte disagio economico, acuito in questo periodo storico dall’emergenza Covid. Ringrazio il sindaco Miccichè per avere segnalato alla Coldiretti la nostra associazione”.

Un militare, un maresciallo dei carabinieri,  si è sentito male dopo avere fatto il vaccino AstraZeneca  Al militare è stata accertata una trombosi completa a carico di entrambe le arterie poplitee. Problematiche insorte dopo la somministrazione di una fiala facente parte del lotto “ABV2856” cui il sottufficiale dell’Arma si è sottoposto il 17 febbraio scorso, al punto vaccini dell’ospedale Sant’Isidoro di Giarre.

L’Associazione GiustItalia presenterà una querela denuncia per lesioni colpose gravi – gravissime ed una richiesta di risarcimento danni di 100 mila euro alla società farmaceutica Astrazeneca Italia a tutela di un sottufficiale dell’Arma dei carabinieri, dipendente della Compagnia di Giarre che, a seguito della somministrazione del vaccino anti-Covid, ha subìto reazioni avverse gravi.

Le complicanze si sono manifestate una decina di giorni dopo. Il 28 febbraio, infatti, il maresciallo dei carabinieri, in piena notte, ha avvertito un dolore acuto ai piedi con conseguente prurito ad entrambe le piante degli stessi arti inferiori.

Il 6 marzo scorso il militare si è poi sottoposto a delle analisi del sangue, il cui risultato ha palesato valori difformi del “D-Dimero” di 1.901 (su un massimo di 500) e “Troponina 1” di 61.5 (su un massimo di 26.9)

I successivi accertamenti clinici al pronto soccorso dell’ospedale di Taormina hanno rivelato che il sottufficiale era affetto da una grave trombosi, tanto da rendersi necessario l’urgente ricovero presso il reparto di “Chirurgia vascolare” dell’ospedale Garibaldi di Catania, per essere poi sottoposto a trattamento anticoagulante e, ad angio tac, confermando la diagnosi dell’ospedale di Taormina e, quindi, le trombosi ad entrambe le arterie puplitee delle gambe.

1.222 i nuovi positivi al Covid19 su 21.144 tamponi processati, con una incidenza di positivi del 5,8%.

La Sicilia resta nona per numero di contagi giornalieri come ormai da tempo. Le vittime sono state 15 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 4.662. Il numero degli attuali positivi è di 21.011 con 1.141 casi in più rispetto a ieri; i guariti sono 66. Negli ospedali i ricoverati sono 1.048, nove in più rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 150, sette in più rispetto sempre a ieri.

Palermo 463,

Catania 162,

Messina 132,

Trapani 113,

Caltanissetta 109

Agrigento 103,

Ragusa 80,

Enna 33,

Siracusa 27,

di Enzo Di Natali

Possiamo rinunciare a tutto ma non al Venerdì Santo, soprattutto noi siciliani, talmente questo rito è impresso nella nostra coscienza. Un giorno molto caro, e l’assenza delle pubbliche manifestazioni, per la pandemia in corso, ne fa sentire il vuoto. In questa nostra breve considerazione, soffermiamo l’attenzione sulle Sette Parole di Gesù in Croce, che, ripetute, hanno forgiato grandi personalità. Queste Sette Parole, pronunciate da Gesù Crocifisso, costituiscono il testamento spirituale d’amore del Cristo morente. Uomini di grande fede hanno reso attuali queste parole nel corso della storia:

Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Lc 23, 34)

Questo amore che perdona e non serba odio nei confronti dei carnefici durante il campo di concentramento tedesco è stato testimoniato da san Massimiliano Maria Kolbe, quando decise di offrire la propria vita in cambio di quella di un padre di famiglia condannato a morte dai nazisti come ritorsione per la fuga di un prigioniero.

“In verità Io ti dico: oggi sarai con me nel paradiso” (Lc 23, 43)

Queste stesse parole sono state fatte proprie da Maria Goretti quando, colpita per ben 14 volte da un giovane con un punteruolo che voleva stuprarla, fu trasportata sanguinante in ospedale. Si racconta che, nei momenti drammatici, il parroco, indicando il Crocifisso, chiese alla ragazza: “Marietta, vuoi perdonare Alessandro come Gesù perdonò i suoi crocifissori?”. Dopo un attimo di silenzio, rispose: “Sì, lo perdono di cuore. E lo voglio con me in Paradiso”». Alcuni anni dopo, il giovane assassino, di nome Alessandro, fu poi accolto dai Padri Cappuccini e, con sua profonda gioia, ricevette anche il perdono da parte della madre di Maria.

Donna, ecco tuo figlio!”. “Ecco tua madre!” (Gv 19, 26-27)

Sono le parole con cui Gesù affida il giovane apostolo Giovanni a sua Madre e viceversa. Chiama sua Madre con lo stesso titolo con cui Dio, nel Giardino dell’Eden, aveva chiamato Eva, la Madre di tutti i Viventi, prima della caduta: ‘Donna’. Adesso, è lei, la nuova Eva, cui viene dato in consegna Giovanni.

In relazione alla maternità di Maria, padre Comastri ricorda come la potente intercessione della Vergine a Lourdes abbia liberato dall’ateismo il chirurgo Alexis Carrel (premio Nobel per la medicina), in seguito a un miracolo accaduto a una sua paziente e di cui è stato spettatore.

 Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mc 15, 34)

Non c’è stato uomo che, nel corso della vita, non abbia fatto proprie queste parole, in special modo nei momenti in cui, come il Venerdì Santo, sul Calvario, si fece buio a mezzogiorno, quando cioè il sole dovrebbe essere nel massimo splendore della sua potenza energetica. Queste parole sono l’inizio del Salmo 21, un salmo che gli scribi e i farisei conoscevano alla perfezione. Anche se inizia con queste parole, il cantico è una fiducia piena nella risurrezione, sapendo della presenza di Dio.

 “Ho sete” (Gv 19, 28)

E’ l’unica richiesta di Gesù fatta agli uomini. Quale acqua desiderava? Madre Teresa di Calcutta la cui vita è stata una risposta a tale grido di Cristo, si rivolgeva così al Signore: «Gesù, ti disseto! Dovunque andrò, seminerò amore! E te lo porgerò per dissetare la tua insaziabile sete di amore». Un appello sempre valido, soprattutto tutt’oggi.

“Tutto è compiuto” (Gv 19, 30)

Dopo aver bevuto l’aceto, dato con una spugna inzuppata, messa sopra una canna, Gesù afferma, in modo solenne: ‘Tutto è compiuto! Tutto è finito, l’aceto, simbolo dell’odio e del male, a differenza del vino simbolo dell’amore. E per questo, Egli si è fatto uomo nel grembo di Maria, per quest’ora solenne. Bevendo l’aceto-odio, ha liberato l’umanità dal potere di Satana.

È compiuto lo svelamento del vero volto di Dio! Sulla Croce è caduto il velo di tante caricature di Dio costruite dagli uomini ed è apparso il vero e affascinante volto di Dio: Dio è Amore e la sua onnipotenza è esclusivamente Onnipotenza di Amore». Kirk Kilgour è stato un atleta, nonché assistente allenatore di pallavolo della Nazionale italiana. Nel 1976 rimase paralizzato a tutti e quattro gli arti, a seguito di una lussazione alla vertebra cervicale con lesione al midollo spinale che lo costrinse sulla sedia a rotelle. Eppure sperimentò la potenza dell’amore di Cristo. In una sua preghiera ebbe infatti il coraggio e la grazia di scrivere: «Domandai a Dio che mi desse la salute per realizzare grandi imprese: Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio».

 Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito” (Lc 23, 46)

E’ l’ultima espressione sulle labbra del Crocifisso che testimonia che «la morte non è un salto nel buio né, tantomeno, è un salto nell’abisso del niente: la morte è un abbraccio con Dio!

E’ stato così, ad esempio, per Papa Giovanni XXIII, il “Papa buono”, che alle ore undici, dopo aver ricevuto il Santo viatico, si rivolse agli astanti che erano ancora in ginocchio e pronunciò parole di fede grandissima: “Questo letto è un altare, l’altare vuole una vittima: eccomi pronto! Offro la mia vita per la Chiesa, la continuazione del Concilio, la pace del mondo, l’unione dei cristiani.

L’associazione temporanea di imprese che gestisce il servizio di nettezza urbana, quindi Iseda, Sea e Seap, informano che la raccolta differenziata dei rifiuti ad Agrigento sarà regolare e non subirà alcuna modifica in occasione della Pasqua. Dunque, domani sabato 3 aprile si conferisce l’umido e il vetro, e lunedì di Pasquetta, 5 aprile, si conferisce l’umido. Il tutto negli orari e secondo le modalità concordate.

Il deputato nazionale Michele Sodano interviene a seguito dell’approvazione da parte del ministero dell’Interno della bozza di riequilibrio finanziario del Comune di Porto Empedocle. Sodano afferma: “La proficua esperienza di Ida Carmina e Salvatore Urso, rispettivamente Sindaco ed ex assessore al Bilancio, fa storia. Il percorso che la Giunta Carmina ha tracciato per portare Porto Empedocle dal dissesto al riequilibrio finanziario è meritorio, degno di entrare a pieno titolo tra le più importanti notizie di cronaca degli ultimi anni. E’ stato un lavoro fatto nel silenzio, giorno dopo giorno, senza slogan né trionfalismi. E’ grazie al bilancio riequilibrato che il Comune di Porto Empedocle potrà ricominciare a stabilizzare i precari, e ad assumere nuovo personale per divenire un centro sempre più efficiente. Con il bilancio riequilibrato sarà possibile ricominciare a pianificare eventi, a movimentare le estati e gli inverni con iniziative culturali, a rimettere in moto l’economia del borgo marinaro e i suoi servizi”.