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I Carabinieri hanno denunciato alla Procura di Agrigento due uomini di Canicattì, di 34 e 37 anni, ritenuti responsabili di due rapine in abitazione. Lo scorso 14 giugno i due canicattinesi sarebbero entrati furtivamente nell’abitazione di una casalinga di 40 anni e, con minacce e violenza, avrebbero rubato un telefono cellulare e circa 200 euro in contanti. Subito dopo, i due avrebbero raggiunto la casa di un operaio di 28 anni, minacciato di morte e costretto a consegnare l’hard disk del sistema di video-sorveglianza della sua abitazione contenente, così hanno ritenuto, le immagini relative alla precedente rapina.

L’Ing. Alberto Pulizzi, originario di Cianciana, con ricorso proposto innanzi al Tribunale del Lavoro di Palermo contestava il conferimento da parte della Presidenza della Regione Siciliana dell’incarico di Dirigente Generale del Dipartimento regionale tecnico dell’Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilita’, in favore dapprima ad interim al dott. Fulvio Bellomo ed in seguito all’ing. Vincenzo Palizzolo, dirigenti entrambi appartenenti alla terza fascia del ruolo della dirigenza regionale.

Il ricorrente , difeso dagli Avv.ti Girolamo Rubino e Calogero Marino, contestava l’incarico in questione rappresentando di essere uno dei pochissimi dirigenti di seconda fascia in organico presso l’amministrazione regionale, e rilevando come i suddetti atti di conferimento dell’incarico non fossero stati preceduti dal prescritto avviso informativo nei confronti dei soggetti (come il ricorrente) interni all’amministrazione legittimati ed interessati a ricoprire il suddetto incarico, e non recasse in se alcuna motivazione specifica in ordine alle ragioni per cui l’amministrazione avesse inteso assegnare l’incarico in questione ai citati dirigenti di terza fascia, ignorando le professionalità di qualifica superiore (quali ad esempio il ricorrente, dirigente di seconda fascia) presenti proprio all’interno dell’amministrazione regionale.

Ed ancora, gli Avv. Rubino e Marino rilevavano l’illegittimità degli incarichi considerato che a mezzo degli stessi veniva conferita una posizione apicale di dirigenza generale a soggetti con qualifica di dirigenti di terza fascia, quando, di contro, secondo la normativa e la consolidata giurisprudenza in materia, l’incarico in questione poteva essere conferito solo in favore dei dirigenti di prima e seconda fascia.

La Presidenza della Regione Siciliana e l’Assessorato delle Infrastrutture e Mobilità si costituivano in giudizio con il patrocinio dell’Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo.

Il Tribunale adito, condividendo le deduzioni degli Avv.ti Rubino e Marino accoglieva il ricorso affermando che sulla scorta di una interpretazione logico-sistematica l’art. 11 co. 5 della l.r. 20/03 impedisce di attribuire l’incarico di dirigente generale ai dirigenti di terza fascia.

Inoltre a mezzo della prefata sentenza l’amministrazione regionale veniva condannata a ripetere la procedura di nomina in commento.

Frattanto, tenuto anche conto del contenuto della suddetta pronuncia l’amministrazione regionale conferiva all’Ing. Pulizzi l’incarico di Dirigente generale del Dipartimento della Pesca mediterranea dell’Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea.

La sentenza veniva comunque appellata dall’amministrazione regionale innanzi alla Corte d’appello di Palermo- Sezione Lavoro.

l’Ing. Pulizzi si costituiva nel predetto giudizio di appello, sempre con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Calogero Marino, chiedendo il rigetto del gravame proposto dall’amministrazione regionale.

All’esito del giudizio la Corte d’Appello di Palermo – sezione lavoro-, condividendo le deduzioni degli avv.ti Rubino e Marino ha rigettato l’appello proposto dall’amministrazione regionale, condannando la Presidenza della Regione Siciliana e l’Assessorato delle Infrastrutture e Mobilità anche al pagamento delle spese di lite quantificate in euro 3.300 oltre oneri.

La superiore pronuncia ha dunque confermato come gli incarichi dirigenziali generali debbano essere conferiti ai dirigenti delle prime due fasce dirigenziali del ruolo unico della dirigenza della Regione siciliana con ciò confermando di fatto l’incarico dell’Ing. Pulizzi quale Dirigente Generale del Dipartimento della Pesca mediterranea.

I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Palermo, distaccamento di Agrigento, hanno riscontrato l’illecita percezione del reddito di cittadinanza da parte di madre e figlia. Le donne, rispettivamente di 47 e 28 anni, residenti a Raffadali, sono state sorprese all’interno di un autolavaggio del posto intente a svolgere attività lavorativa in nero, nonostante la madre beneficiasse del reddito di cittadinanza. La somma illecitamente percepita è stata quantificata in circa 5mila euro ed è riferita al periodo compreso tra novembre 2020 e maggio 2021. I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, oltre a denunciare a piede libero le due donne alla Procura di Agrigento, hanno informato anche l’Inps per il recupero della somma ingiustamente percepita e per la relativa sospensione del beneficio. Inoltre, in un cantiere edile di Siculiana è stata accertata la presenza di un giovane operaio italiano a lavoro in nero. Il controllo si è concluso con la sospensione temporanea dell’attività imprenditoriale e con la contestazione di sanzioni amministrative per un importo complessivo di oltre 5mila euro.

Ad ufficializzarne la costituzione il consigliere comunale realmontino di Fratelli d’Italia, Alessandro Pietro Mallia, ed il commissario provinciale del partito, Calogero Pisano.
Il Consiglio direttivo del neonato Circolo, nominato all’unanimità da un’entusiasta e partecipata assemblea riunitasi nei primi giorni del corrente mese, sarà composto dal Presidente Emanuele Alonci, dal Tesoriere Calogero Giardina e dallo stesso consigliere comunale Mallia che assumerà la carica di Segretario.
Prosegue la crescita nel territorio di Fratelli d’Italia – commenta Calogero Pisano – oggi mettiamo radici ancora più profonde a Realmonte, dove già siamo presenti con il nostro consigliere comunale, Alessandro Pietro Mallia, che ringrazio per l’impegno profuso e per il grande lavoro svolto per il nostro partito. Un caloroso saluto ed un sentito augurio di buon lavoro al Presidente del Circolo territoriale, Emanuele Alonci, ed a tutti i membri del Circolo”.
Esprime soddisfazione il consigliere comunale Alessandro Pietro Mallia che afferma: “Sono immensamente felice e fiero di far parte in prima persona di quello che è stato creato oggi. È proprio vero, la vita è piena di avventure formidabili.
Che sia davvero l’inizio di un’avventura positiva per tutti noi, che possa portare benessere al nostro paese e, soprattutto, ai nostri compaesani.
Forza Realmonte e grazie a Fratelli d’Italia per darci l’opportunità di poter realizzare qualcosa di bello”.

In occasione delle dichiarazioni rese sotto forma di interrogatorio innanzi alla Corte d’Appello di Caltanissetta, l’ex presidente di ConfIndustria Sicilia, Antonello Montante, citando l’ex presidente dell’Irsap, Alfonso Cicero, che è parte offesa e civile nel processo, tra l’altro ha affermato: “Alfonso Cicero sa di mentire, una cosa è dire ‘non ricordo’ e un’altra è mentire. Giusto o sbagliato, mi assumo la responsabilità di avere nominato Cicero all’Irsap. Lui mi faceva tenerezza. Era come se l’Irsap appartenesse a lui, come un asset familiare a lui lasciato. Non capiva che era un incarico fiduciario, politico”. Immediata è stata la replica di Alfonso Cicero, che controbatte: “Sono soltanto sporche offese, palesi calunnie e vergognose diffamazioni quelle proferite, senza alcun ritegno e pudore, dall’imputato Antonio Calogero Montante, già condannato in primo grado a 14 anni di reclusione, contro la mia persona. L’imputato Montante risponderà davanti ai Tribunali di queste ulteriori offese, calunnie e diffamazioni. Ho già dato mandato all’avvocato Annalisa Petitto, mio difensore di fiducia, per procedere davanti l’Autorità giudiziaria. Questo soggetto non merita altro”.

“La mia ostinata fiducia nella giustizia è stata ripagata”. L’ex presidente della Regione siciliana, Totò Cuffaro, commenta la sua uscita di scena da un procedimento per voto di scambio usando le stesse parole che ha scritto a caldo su Twitter.

Il gip di Termini Imerese, Valeria Gioeli, ha chiuso il caso decretando il “non luogo a procedere” nei confronti di decine di imputati tra cui Cuffaro, il deputato della Lega Alessandro Pagano e l’assessore regionale all’Ambiente, Toto Cordaro. Il magistrato ha applicato nei loro confronti un principio affermato dalla Cassazione secondo cui non sono utilizzabili per alcune ipotesi di reato le intercettazioni effettuate in un altro procedimento. “Mi dichiaro socraticamente contento”, dice Cuffaro che è medico radiologo ma durante la detenzione per una condanna per favoreggiamento della mafia si è laureato anche in scienze giuridiche. E aggiunge: “Il gip ha fatto il suo lavoro in modo ineccepibile: ha studiato il caso, guardato le carte e ha assunto una decisione ineccepibile. Mi resta l’amarezza di essere stato per quattro anni e mezzo sotto indagine. Ma sono soddisfatto dell’esito del procedimento che ho affrontato con serenità e con il rispetto dovuto alla giustizia”. Cuffaro sottolinea ancora gli effetti della decisione del gip: “Ha evitato di incrementare con un dibattimento infondato l’ingorgo della giustizia”.
“Ne esco – conclude – più ricco di speranza e di umanità: quelle che ho vissuto nell’altra esperienza che mi è costata cinque anni di carcere”. E in carcere ha maturato, ricorda, una sensibilità per i diritti dei detenuti: un tema che domani lo porterà a Catania per partecipare a un sit in davanti al carcere di piazza Lanza.

I sindaci siciliani lanciano l’allarme sulla situazione economica di numerosi comuni e chiedono un incontro urgente al premier Draghi “per analizzare le difficoltà del sistema delle Autonomie locali e l’inadeguatezza dell’attuale quadro normativo, con riferimento ad aspetti di carattere finanziario e organizzativo”. E’ quanto è emerso nel corso dell’incontro organizzato dall’Anci Sicilia, con senatori e deputati nazionali di diverse forze politiche eletti nell’isola.

Il presidente dell’Associazione dei comuni siciliani, Leoluca Orlando, dopo aver ringraziato i parlamentari nazionali, ha esposto le maggiori criticità degli enti locali dell’Isola evidenziando come troppo spesso a livello nazionale non si conoscano compiutamente le reali esigenze, le potenzialità e le difficoltà che caratterizzano la Regione Siciliana, anche in ragione della sua speciale autonomia. Dopo aver rinnovato la richiesta di avviare un tavolo di confronto tra Stato, Regione e sistema delle Autonomie locali, il presidente Orlando ha sottolineato come le devastanti conseguenze della mancata applicazione del federalismo fiscale e di interventi perequativi abbiano penalizzato i comuni al punto da non metterli nelle condizioni di chiudere i bilanci e, di conseguenza, garantire i servizi essenziali ai cittadini. “Nei prossimi giorni – ha annunciato presidente Orlando – chiederemo un incontro al Presidente Mario Draghi sottolineando il carattere di assoluta urgenza delle misure richieste al fine di evitare il tracollo finanziario e funzionale dei comuni siciliani”.

Da lunedì 21 giugno anche la Sicilia passerà in “zona bianca”. Lo comunica il presidente della Regione Nello Musumeci, dopo aver sentito il ministro della Salute Roberto Speranza, che nel pomeriggio firmerà il relativo decreto.

“Il raggiungimento della zona bianca – commenta il governatore – non deve farci dimenticare che, ancora, in Sicilia sopravvivono alcuni focolai che ci hanno costretto a dover dichiarare quattro zone rosse. Che sia, quindi, un’estate nella massima prudenza, pensando al vaccino per chi non lo ha ancora fatto”.

Sono 170 i nuovi casi di coronavirus registrati in Sicilia nelle ultime ventiquattro ore su un totale di 14.208 tamponi processati. Il tasso di positività è 1.2%, in discesa rispetto a ieri. Attualmente ci sono 5.702 positive (-199). Le vittime sono 3 mentre i guariti/dimessi sono 366

i nuovi contagi per province:

Caltanissetta 31; Catania 26; Palermo 25; Agrigento 23; Messina 19; Siracusa 18; Trapani 15; Ragusa 12; Enna 1