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A Licata un uomo di 41 anni è stato denunciato per l’ipotesi di reato di minaccia a pubblico ufficiale allorchè in ospedale, al “San Giacomo d’Altopasso”, si sarebbe scatenato in escandescenze rivolgendo frasi minacciose ad un medico del pronto soccorso. Lui ha accompagnato il padre per accertamenti sanitari, il personale lo ha invitato ad attendere il suo turno, e lui ha iniziato a inveire. Poi si è allontanato ma è stato rintracciato e denunciato.

Come tu mi vuoi di Luigi Pirandello, per la regia di Luca De Fusco, con Lucia Lavia, andrà in scena mercoledì 01 Febbraio (ore 20,30 ) e giovedì 02 febbraio (ore 17:30).
Un capolavoro della maturità di Pirandello, forse in assoluto il meno frequentato, scelto da un regista come Luca De Fusco che ha invece molto frequentato l’autore siciliano e che decide di portarlo ora in scena con una delle stelle nascenti del panorama attoriale italiano, Lucia Lavia, certamente all’altezza della grande interpretazione che pretende un testo tanto aspro, ostico e misterioso.
Come tu mi vuoi si allontana da ogni connotazione caricaturale dei personaggi per lasciare avanzare atmosfere quasi cinematografiche, da noir anni ’40, e sottolineare la drammatica, solitaria chiusura di tutti i personaggi, a cominciare proprio dall’Ignota, con la sua ricerca sull’identità personale.


In una scenografia ispirata alla galleria degli specchi de La signora di Shangai di Orson Welles, i frammenti del proprio riflesso manderanno alla protagonista l’inquietudine fondamentale del suo personaggio: rivedersi le richiamerà all’incubo di non conoscersi.

Come tu mi vuoi di Luigi Pirandello durata 1 ora e 40 minuti, atto unico regia Luca De Fusco con Lucia Lavia, Francesco Biscione, Alessandra Costanzo, Bruno Torrisi, Pierluigi Corallo, Alessandro Balletta, Isabella Giacobbe, Paride Cicirello, Alessandra Pacifico, Nicola Costa scene e costumi Marta Crisolini Malatesta luci Gigi Saccomandi produzione Teatro Stabile di Catania, Teatro della Toscana, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Tradizione e Turismo srl – Centro di Produzione Teatrale – Teatro Sannazaro
Prevendita online sul sito ufficiale del Teatro Pirandello.

Furti a Sambuca di Sicilia, Aragona e Licata. A Sambuca due moto da cross, del valore di oltre 5 mila euro, sono state rubate da un garage. Si tratta di una Yamaha YZ250 e una Honda CRF 250.
Ad Aragona ignoti hanno forzato un ingresso del supermercato “Ard Discount” in via La Rosa, e hanno rubato un televisore e diversi generi alimentari. E poi hanno scassinato e depredato due registratori di cassa e due distributori automatici di snack. Prima di tutto ciò hanno disattivato il contatore elettrico che alimenta i sistemi di allarme e di video-sorveglianza.
A Licata, al villaggio dei fiori, allo stadio “Saporito”, seconda struttura sportiva cittadina, sono state rubate porte di ferro, attrezzi, panchine, cavi elettrici e finanche i contatori dell’energia elettrica.

Oggi si incardina la Finanziaria in Assemblea Regionale. Obiettivo: l’approvazione entro l’8 febbraio. Gli interventi di Schifani e Falcone.

Oggi lunedì 30 gennaio la Finanziaria della Regione si incardina in Aula dopo l’ok in Commissione Bilancio, dove è stata appesantita di centinaia di emendamenti. E inizia l’iter di valutazione e approvazione verso il traguardo ambito, ovvero la votazione finale entro l’8 febbraio. E l’assessore regionale all’Economia, Marco Falcone, saluta così l’avvio dei lavori nel cantiere in Assemblea: “Dopo una lunga e proficua sessione di lavoro in Commissione Bilancio, ha preso forma una legge di Stabilità dal valore complessivo di 16,5 miliardi di euro che si poggia su tre pilastri: la certezza dei conti, il sostegno all’economia e allo sviluppo, l’ascolto di tutte le forze politiche e sociali della Sicilia. Non c’è un solo settore che non sia stato toccato dall’intervento della Regione, a dimostrazione dell’attitudine servente che ispira l’azione di governo della giunta Schifani”.

Poi, più nel dettaglio, Falcone aggiunge: “La manovra garantisce l’equilibrio finanziario della Regione, abbracciando diverse iniziative dal chiaro approccio interventista, tese a favorire la ripresa economica. In primo luogo ricordiamo le misure per potenziare l’azione dell’Irfis e un utilizzo finalmente compiuto dei fondi extraregionali a nostra disposizione per avere ricadute certe nel tessuto produttivo e occupazionale dell’Isola. In un contesto di forte inflazione, la Regione ha voluto mandare un segnale anche al mondo dei dipendenti e del precariato che vede contrarsi il proprio potere d’acquisto. Per i lavoratori forestali, i Pip e i lavoratori Rmi abbiamo formalizzato l’adeguamento Istat e l’aumento dei salari, mentre introdurre le 36 ore settimanali per i lavoratori Asu significa dare dignità a una categoria bistrattata da anni, come da impegno che lo stesso presidente Schifani aveva assunto. Inoltre – conclude Falcone – una spinta decisiva arriva dalla nostra Finanziaria ai Comuni siciliani: alla certezza dei trasferimenti ordinari, di cui anticiperemo a maggio le prime tre trimestralità, affianchiamo la misura straordinaria del Fondo di progettazione da 200 milioni di euro. Le amministrazioni locali potranno così avvalersi di risorse e professionalità aggiuntive per cogliere tutte le opportunità di finanziamento che si prospettano nell’attuale congiuntura”.

E il presidente della Regione, Renato Schifani, rilancia: “Siamo chiamati a coniugare l’esigenza di garantire l’equilibrio dei conti con il dovere di far fronte alle conseguenze di una congiuntura economica e sociale particolarmente difficile a causa degli effetti della pandemia e della guerra. Questo deve richiamare tutti noi a un maggiore senso di responsabilità. Il governo regionale con questa manovra finanziaria sta facendo la propria parte. Ringrazio la Commissione Bilancio per il lavoro svolto e auspico che in Aula, con tutte le forze politiche anche di opposizione, si instauri un clima costruttivo, pur nella differenza naturale di posizioni, che miri all’esclusivo interesse dei siciliani”.

Giuliana Miccichè

Una di quelle partite che difficilmente si dimenticano, sia da una parte che dall’altra, una di quelle partite che ogni giocatore vorrebbe giocare e vincere, una partita che alla fine valeva più di due punti: è questa l’atmosfera che ha vissuto il pubblico di Milano dopo la vittoria dell’Urania contro la Fortitudo Agrigento per 127-121 dopo il secondo tempo supplementare. Un risultato degno di una gran partita di NBA, un risultato che raramente si vede nella pallacanestro italiana e le due squadre non si sono risparmiate dall’inizio alla fine.
La Fortitudo Agrigento parte subito forte con infiltrazioni in tutta la difesa avversaria, coach Villa cerca di dare la carica ai suoi giocatori ma la squadra di coach Cagnardi non sbaglia un colpo e dimostra di avere un giropalla ed una gestione del campo degna delle prime posizioni in campionato, il divario aumenta fino a 14 punti prima di una brutta palla persa e tre contropiedi che riportano Milano sul -7. Il primo parziale si chiuderà sul +11 per la Fortitudo Agrigento e questo culla un pò i siciliani. Milano rialza la testa grazie ad una prestazione superlativa di Amato al quale risponde un Lorenzo Ambrosin in formato gigante, a fine partita i punti segnati da entrambi saranno rispettivamente 41 e 37. Netta parità a metà partita, a dimostrazione del fatto che entrambe sono a pari punti in classifica ma nel terzo parziale la partita prende una svolta. Milano supera Agrigento che, con fatica, cerca di non perdere il treno per la vittoria, ma un fallo antisportivo di Montano riscalda il match e le due squadra iniziano ad innervosirsi non poco, Montano viene espulso ed Agrigento riesce a riportarsi in avanti ma nel momento decisivo sbaglia più volte il colpo del ko e Milano non perdona. Nonostante le espulsioni di Potts ed Ebeling la squadra di Cagnardi non riesce a dominare il match e con grande cuore Milano la fa sua prima del pareggio da tre punti di Alessandro Grande, prendendosi la squadra sulle spalle ancora una volta e tirando da posizioni improbabili, chiuderà il match con 22 punti. Finisce 93-93 e si va ai supplementari, la Fortitudo perde per eccesso di falli Francis, Chiarastella, Costi e Negri ed il piccolo vantaggio viene neutralizzato. Il match diventa più psicologico che fisico e la Fortitudo Agrigento paga a caro prezzo i troppi errori nei tiri liberi con un 65% di realizzazione su 52 tiri totali. Troppi. Un dato che nel finale non permette l’aggancio e le triple di Amato stendono definitivamente Agrigento che, nonostante l’ennesima tripla di Grande, non riesce più a recuperare il match e Milano vince uno storico match per 127-121. Adesso si torna al Palamoncada per il match contro la capolista Cantù ed Agrigento, dopo le due sconfitte esterne, inizia a perdere terreno dalle prime in classifica.

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cammarata hanno consegnato alla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Agrigento una fontana in pietra a forma di conchiglia, sequestrata nel 2015 a Santo Stefano Quisquina nell’ambito di un’attività investigativa che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di un soggetto classe ’64, ritenuto responsabile di reati contro la persona ed il patrimonio.

Nel 2019 il Tribunale di Sciacca ha riconosciuto la fontana in questione come bene di interesse storico e artistico e, quindi, patrimonio dello Stato; nel 2020, a conclusione del processo penale, con sentenza della Corte d’Appello di Palermo, divenuta irrevocabile nel maggio 2022, è stata disposta la confisca. Il reperto storico è stato trasportato dai Carabinieri ad Agrigento, presso il laboratorio della Soprintendenza, dove al termine di un accurato restauro, e a seguito di un futuro progetto, sarà verosimilmente reinserita nel territorio della provincia agrigentina.

La fontana presenta caratteristiche stilistiche e tecniche risalenti a tutto il XVIII secolo: forma a conchiglia, volute a “rocailles” con orlo rialzato e scanalature verticali regolari. Lo stile può ritenersi riferibile a quello del manufatto attualmente presente nella via Roma del comune di Santo Stefano Quisquina, anche se alcuni elementi di differenziazione inducono a pensare che l’esecuzione sia di matrice diversa. Il manufatto, in particolare, rappresenta una testimonianza remota legata alle vicende settecentesche della baronia dei Ventimiglia, che impressero un’indelebile impronta all’architettura e all’arredo urbano della città. In ragione di queste caratteristiche stilistiche, l’opera si colloca, seppure con dimensioni contenute e in tono minore, nel novero delle fontane monumentali settecentesche di cui altri interessanti esempi permangono nello stesso territorio, prima tra tutte la fontana di piazza Castello.

Si rafforza il personale infermieristico del Policlinico Giaccone. Il Commissario dell’azienda ospedaliera universitaria, Salvatore Iacolino, ha infatti deliberato l’immissione in servizio di 11 infermieri attingendo alla graduatoria della selezione effettuata un anno fa.

Dal primo febbraio saranno immessi in servizio 7 infermieri ai quali, dal giorno 16, se ne aggiungeranno altri quattro. Degli undici professionisti, che firmeranno un contratto di un anno, sei lavoreranno al pronto soccorso, quattro in cardiochirurgia e uno in otorinolaringoiatria.

«La carenza di infermieri è una delle maggiori criticità del nostro servizio sanitario- commenta Iacolino- Queste assunzioni colmano parzialmente alcuni vuoti. Il percorso di potenziamento del personale è una priorità del mio mandato al fine di consentire il recupero delle attività ordinarie e delle liste d’attesa e in particolare l’apertura, ormai prossima, della nuova Area di Emergenza con annesso Pronto Soccorso».

La dotazione organica approvata nel 2021 dall’assessorato regionale della Salute prevede 877 infermieri. In atto, in servizio vi sono 724 unità a tempo indeterminato e 126 a tempo determinato, a cui dal mese prossimo, si aggiungeranno gli undici nuovi assunti.

514 persone controllate, 142 bagagli ispezionati, 108 agenti impegnati in 66 scali ferroviari della Sicilia: questi sono i risultati conseguiti dal Compartimento Polizia ferroviaria per la Sicilia durante la prima giornata dell’anno dedicata a “Stazioni Sicure”, organizzata a livello nazionale dal Servizio Polizia Ferroviaria, nella giornata di ieri.

Gli operatori Polfer, anche con l’ausilio delle unità cinofile antidroga ed antiesplosivo delle Questure di Palermo e Catania, hanno effettuato controlli straordinari nei maggiori scali ferroviari della regione, sui treni ed in un deposito bagagli al fine di incrementare il livello di sicurezza in ambito ferroviario.

L’operazione si è svolta sotto il coordinamento della Sala Operativa della Polfer, che ha dislocato le pattuglie, equipaggiate con metal detector e palmari, in base al flusso dei passeggeri in transito e verso le aree maggiormente sensibili.