Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 28)

Giovedì si è svolta in commissione speciale di indagine e di studio per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi l’audizione sulla legittimità della governance della società Seus 118, successivamente alle dimissioni del Presidente del Consiglio di amministrazione dott. Ferlisi.

Sono le parole dell’onorevole di “Prima l’Italia”, Presidente della commissione speciale di indagine e di studio per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi e vice presidente della commissione sanità all’Ars Carmelo Pullara.

Dopo le recenti dimissioni del presidente della Consiglio di amministrazione della Seus 118,  – spiega Pullara – ho ritenuto opportuno convocare una audizione urgente nella commissione speciale per verificare la legittimità dei poteri di gestione, se ordinari e/o straordinari, in capo al vice presidente che in regime di assenza e/o impedimento del presidente ne assume le responsabilità di facente funzione. Per tale ragione ho convocato ed erano presenti il dott. Marchetta Vice presidente della Seus 118, la componente del consiglio di amministrazione dott.ssa Taibi, il dirigente del servizio di vigilanza e controllo dell’assessorato per la salute ed i sindacati del settore. In effetti le perplessità durante l’audizione si sono acuite in considerazione che lo statuto non prevede l’ipotesi della vacatio della presidenza della società e ne attribuisce i poteri sostitutivi in virtù della temporaneità in caso di assenza o impedimento al vice presidente. Quest’ultima situazione diversa dalla attuale in cui versa la stessa società priva di un presidente da oltre 60 giorni. Irrilevanti sono apparsi, a parere della commissione, i pareri notarili acquisiti dal vice presidente per legittimarne la posizione ovvero quelli di cui all’assemblea dei soci facenti riferimento alla norma di recente approvata cosiddetta blocca-nomine. Le perplessità che possono determinare la nullità degli atti posti in essere dall’attuale CDA, nonché le responsabilità civili, penali, amministrativi e contabili discendenti sono state evidenziate al rappresentante dell’assessorato per la sanità presente, mentre verranno notificate con la trasmissione del verbale all’assessorato all’economia perplessità condivise anche da parte sindacale.

Se il vulnus emerso durante il dibattito in commissione – conclude Pullara – fosse confermato ciò significherebbe che in questo momento gli amministratori della Seus si troverebbe di fronte la situazione di non poter svolgere a pieno il loro compito con evidenti ricadute sulla gestione della società e pertanto ribadisco i rischi che tale situazione comporta sotto il profilo della validità degli atti e delle responsabilità degli amministratori.

“La spina nel fianco sono le grandi utenze”.

Il sindaco di Agrigento , Francesco Miccichè, lo dichiara senza mezzi termini e in più afferma: “Abbiamo scoperto che in un ufficio pubblico alcuni impiegati  si portavano la spazzatura da casa.” Insomma: niente differenziazione dei rifiuti a casa, i sacchi gettati tra quelli dell’ufficio pubblico. Quella della gestione dei rifiuti nelle grandi utenze è stata sempre una nota dolente per il Comune di Agrigento.

Un Comune che stenta ancora oggi a combattere energicamente il grave fenomeno tutto “agrigentino”. Una serie di controlli molto energici, oltre a smascherare gli incivili di infimo ordine con tanto di nomi e cognomi, sarebbero davvero molto opportuni quanto urgenti.

 

«La DC nel ribadire la stima e l’apprezzamento per Francesco Cascio non presenzierà alla presentazione della sua candidatura perché ritiene utile ed opportuno continuare a prodigarsi affinché si possa giungere ad una candidatura condivisa a sindaco di Palermo».

A dichiararlo è l’ex governatore della Sicilia Totò Cuffaro, commissario regionale della Nuova Dc.

«Solo se si è uniti si potrà superare la sinistra con un risultato che ci consenta di vincere al primo turno, senza andare al ballottaggio. Pronti e convinti di festeggiare il giorno della Liberazione speriamo che dentro la coalizione ci si liberi da pregiudizi e rancori e si faccia prevalere le ragioni dello stare insieme – prosegue -. In politica è già difficile avere sentimenti, figuriamoci risentimenti».

«C’è bisogno della condivisione di un buon programma per rilanciare Palermo, organizzare la speranza e – conclude – ridare fiducia ai palermitani».

mondopalermo-gds

L’agrigentino mons. Salvatore Muratore non è più il vescovo di Nicosia per raggiunti limiti di età.

Come pastore della chiesa di Nicosia, mons. Muratore originario di Campobello di Licata, è stato il XIV vescovo emerito e amministratore apostolico e ha mantenuto la carica per 13 anni. La sua attività pastorale iniziò nel gennaio del 2009.

A prendere il suo posto è mons. Giuseppe Schillaci. A comunicarlo è stato lo stesso mons. Muratore nel corso di un incontro avvenuto nei giorni scorsi alla presenza del primio cittadino di Nicosia.

“Ci sono numerosi procedimenti penale a suo carico, e sottoposta ad inchieste per pedopornografia, siti pornografici”. Questo, grosso modo, il contenuto di diverse mail che sono arrivate ad una pensionata settantenne di Agrigento. Mail inviate da un indirizzo di posta elettronica – naturalmente fasullo – del Ministero dell’Interno. Comunicazioni – chiaramente inverosimili – con le quali veniva però richiesto alla destinataria una serie di informazioni personali e dati anagrafici. Fra le righe della pseudo lettera formale anche la ventilata ipotesi in caso di mancata risposta nel giro di 72 ore di “essere elencata come molestatrice sessuale”. E’ il quarto caso simile nel giro di poche settimane.

L’agrigentina – che si è vista recapitare queste mail – non è però caduta nel “phishing”, ossia nel tipo di truffa fatta su internet con la quale ignoti malintenzionati cercano di ingannare le vittime convincendole a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso di strumenti finanziari, fingendosi ente (nei casi della donna) è stato addirittura tirato in mezzo il Ministero dell’Interno) affidabile. Ha presentato denuncia alla polizia di Sato. Gli agenti hanno già trasmesso ai colleghi della Postale la nuova denuncia.

Per consentire alla cittadinanza di donare con generosità il proprio sangue l’A.D.A.S., effettuerà due raccolte mobili, domenica 24 aprile a Palma di Montechiaro in piazza Bonfiglio, e a Raffadali presso la sede dell’associazione ADR sita in via fiume. Tutte le raccolte saranno operative dalle ore 8.00 alle 12.00 A tutti i donatori saranno inviate a cura della stessa associazione le analisi di laboratorio effettuate in occasione della donazione.

Il Cartello Sociale, ovvero l’Ufficio di pastorale sociale della Diocesi di Agrigento, Cgil, Cisl, e Uil, svela a quanto ammontano le bollette non pagate da alcuni Comuni agrigentini per servizi idrici già ricevuti nelle proprie strutture, tra Municipi, scuole e altro. Si tratta complessivamente di 800mila euro di cui è creditrice l’Aica, l’Azienda idrica dei Comuni agrigentini. E dunque il Cartello Sociale ha scritto una lettera all’Aica per conoscere quali iniziative di riscossione intenda avviare. E commenta: “Perché un cittadino, magari disoccupato, che non paga l’acqua, è subito diffidato e si procede alla riscossione coatta? E invece ai Comuni si consente di non pagare? Tra gli altri, il Comune di Raffadali ha un debito per bollette non pagate per circa 75mila euro, il Comune di Licata circa 120mila euro, il Comune di Palma di Montechiaro 140mila euro”. E nel frattempo, il Cartello Sociale annuncia che la prossima settimana manifesterà innanzi ai Comuni che non hanno ancora deliberato la condivisione del prestito della Regione, versando la relativa somma all’Aica.

La leader nazionale di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, rilancia il sostegno alla ricandidatura di Nello Musumeci alla presidenza della Regione, e afferma: “A me Nello Musumeci pare un ottimo presidente di Regione, è un governatore uscente, quelli uscenti che hanno ben lavorato generalmente sono ricandidati, non capisco perché questo sia l’unico caso per cui ciò non accade”. E poi, in riferimento al caos candidati a sindaco a Palermo, Giorgia Meloni ha affermato: “La linea di confine è naturale, nel senso che a un certo punto c’è una scadenza e bisogna prendere decisioni. Chiaramente cerchiamo di fare il primo possibile, ormai siamo abbastanza vicini alla scadenza elettorale e tutti devono fare campagna elettorale e sapere a quali condizioni. Ora stiamo dilatando i tempi per fare qualche sforzo in più, ma non è che alla fine possiamo non prendere le decisioni. Le prenderemo in tempo utile, e se poi non ci sarà corrispondenza nei nostri intendimenti faremo le nostre scelte”

Due operai, uno dei quali forestale, di Menfi di 56 e 41 anni, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Sciacca per ricettazione. Lo hanno fatto i carabinieri della Stazione di Menfi, e i loro colleghi della Compagnia di Sciacca, a parziale conclusione delle indagini sui numerosi furti compiuti ai danni del complesso alberghiero in liquidazione “Menfi hotel resort” di contrada “Bertolino di mare”, chiuso da mesi.

Nel corso delle perquisizioni domiciliari nelle residenze dei due operai è stato trovato vario mobilio trafugato dalla struttura ricettiva: armadi, comodini, letti, sedie, tavoli ecc. La refurtiva che è stata recuperata è del valore complessivo di circa 5 mila euro. Refurtiva che è stata subito posta sotto sequestro, in attesa di essere riconsegnata al proprietario. Le indagini non sono ancora concluse.

Conclusa la prima fase della procedura di costruzione dei termo-valorizzatori in Sicilia. Scelti due progetti. L’intervento di Musumeci. La reazione di Legambiente.

Si è conclusa ufficialmente la gara di adesione all’avviso pubblico lanciata dal governo regionale per la costruzione di due termovalorizzatori, uno nella Sicilia occidentale e un altro nell’orientale. Tra i sette progetti presentati ne sono stati scelti due. Il primo progetta l’installazione di un termo-valorizzatore a Gela: costerà 647 milioni di euro. Il secondo è un impianto a Pantano D’Arci, un quartiere di Catania, del valore di 400 milioni di euro circa. Ciascuno dei due impianti sarà capace di smaltire fra le 300 mila e le 450 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati, dunque il secco residuo non differenziabile. Pertanto, non sarà costruito un impianto a Palermo, come ipotizzato un anno addietro quando è stato pubblicato il bando. E il presidente della Regione, Nello Musumeci, commenta: “Siamo convinti sia questa la soluzione, assieme all’aumento della raccolta differenziata. Tutto quello che rimane indifferenziato va nel termo-utilizzatore, che produce peraltro energia, e così ci liberiamo della schiavitù delle discariche”. Adesso inizia la seconda fase della procedura di gara, ovvero un secondo bando tramite cui la Regione raccoglierà la disponibilità ad eseguire i due progetti al prezzo più basso. La priorità sarà assegnata alle due imprese che hanno presentato gli stessi due progetti. Dal momento dell’aggiudicazione scatterà il termine di tre anni entro cui concludere l’opera. Reagisce Legambiente. Il presidente regionale, Gianfranco Zanna, tuona: “La scelta di Musumeci di volere gli inceneritori è scellerata e insostenibile, per l’ambiente e per le tasche dei siciliani. Faremo di tutto per fermarli”.