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Ad Agrigento, nella Valle dei Templi, nell’area antistante il tempio di Giunone, dal 22 al 25 luglio si svolgerà la sesta edizione del “Sicilymovie – Festival del cinema di Agrigento”: quattro serate di cinema, oltre cinquanta cortometraggi, e tredici Paesi del mondo in gara. Al mattino di oggi, a Casa Sanfilippo, è stato presentato il programma dettagliato della manifestazione cinematografica. Tra gli altri sono stati presenti l’ideatore e direttore artistico dell’evento, Marco Gallo, il direttore del Parco Valle dei Templi, Roberto Sciarratta, e il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè.

Il Consiglio comunale di Agrigento ha approvato all’unanimità un atto di indirizzo politico della conferenza dei Capigruppo, Alfano, Cacciatore, Gramaglia, Alongi, Piparo nella qualità di presidente dei gruppi consiliari, e i colleghi Cirino e Bruccoleri nella qualità di vicepresidenti del consiglio. Si tratta di un invito rivolto all’Amministrazione Miccichè ad adoperarsi per il potenziamento dei controlli nel centro cittadino e a San Leone, a fronte dei ricorrenti episodi di tafferugli e risse. In Aula è intervenuto in proposito il presidente del Consiglio, Giovanni Civiltà, che ha affermato: “E’ un intervento che rappresenta un po’ quella che è la realtà agrigentina, dove si fanno emergere le responsabilità di una parte della società e in modo particolare le responsabilità della famiglia. L’azione repressiva purtroppo non può funzionare senza una prevenzione fatta dalle famiglie. Sono ragazzi senza freni ed è un problema sociale. Ringrazio l’Arma dei carabinieri della compagnia di Agrigento, coordinata dal capitano Marco La Rovere, e tutte le forze dell’ordine, per il lavoro fatto in quest’ultimo periodo”.

Il Tribunale di Sciacca ha disposto la condanna a cinque mesi di reclusione, e 6mila euro di multa, nei confronti del sindaco di Santa Margherita Belice, Franco Valenti, e del responsabile dell’ufficio tecnico comunale Aurelio Lovoy. La vicenda riguarda la discarica di contrada Isabella-Rametta oggetto di un accertamento da parte dei carabinieri del Nas nel 2016. Secondo l’accusa sarebbe sussistita una gestione illecita con il mancato smaltimento del percolato accumulato.

Sia il pubblico ministero che le difese degli imputati avevano avanzato una richiesta di assoluzione nei confronti di sindaco e responsabile dell’Utc. Il collegio difensivo, aspettando le motivazioni della sentenza, ha già annunciato ricorso in Appello.

Agrigento si porta avanti e in due dei più famosi locali dei luoghi della movida, a San Leone, si potrà entrare solo se vaccinati.

Una lezione di risolutezza e coraggio al resto di Italia, dove ancora è acceso il dibattito sull’eventualità di dover utilizzare il green pass per accedere a cinema, ristoranti, mezzi di trasporto e più in generale in luoghi con più di 50 persone.

I due locali, che solitamente richiamano nel periodo estivo migliaia di persone che arrivano da tutta la provincia e che sono spesso frequentati da turisti, hanno annunciato che dal oggi, giovedì 15 luglio, apriranno le loro porte nelle ore serali ESCLUSIVAMENTE a coloro che sono in possesso della green pass, e dunque solo a chi si è sottoposto alla vaccinazione, oppure a chi sarà in grado di dimostrare la propria negatività al coronavirus nelle ultime 48 ore. Pertanto saranno in aumento i controlli.

I locali protagonisti della coraggiosa e risoluta decisone sono:  “Borgo Santulì” e de “La Rotta”. Le due strutture, situate lungo Viale delle Dune, hanno comunicato la decisione tramite i loro canali social divenendo così i primi locali (ma altri sono pronti a seguirli) della Città dei Templi ad adottare tali misure che comunque saranno valide soltanto per le ore serali e non per accedere in spiaggia o per farsi un bagno.

La scelta di aprire soltanto a chi è in possesso del Green Pass è di carattere sanitario ed è legata all’aumento dei casi che negli ultimi giorni si sta registrando in tutta Italia e nella provincia di Agrigento (quasi cento nuovi contagi negli ultimi due giorni con “picchi” a Porto Empedocle e Palma di Montechiaro), cercando di garantire il più alto livello di sicurezza alla clientela che decide di trascorrere una serata in spensieratezza. Per serata, ovviamente, non si intende discoteca, che ad oggi ancora non sono aperte

Il gruppo consiliare di Forza Italia al Comune di Agrigento interviene a seguito della recente deliberazione della Corte dei Conti che sollecita l’Amministrazione comunale ad adottare delle misure correttive relative al rendiconto 2016 – 2018 ed al bilancio di previsione 2018 – 2020. I consiglieri di Forza Italia affermano: “Tale deliberazione impegna l’Amministrazione ad una inversione di rotta, circa le criticità emerse. In particolare, il Fondo Crediti di dubbia esigibilità va implementato con un congruo accantonamento nel bilancio di previsione 2021-2023. E il Fondo di anticipazione di liquidità, pari a 14.550.384 euro, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale 4 del 2020, obbligatoriamente procurerà un ulteriore peggioramento del saldo disponibile al 31 dicembre 2020, che dovrà essere ripianato con prima quota annuale imputata nel 2021. Inoltre, un accurato monitoraggio dei debiti fuori bilancio, e delle potenziali passività scaturenti dai contenziosi, comporterà una rideterminazione dei fondi accantonati nel rendiconto 2020 e congrui accantonamenti nel bilancio di previsione 2021 – 2023. In poche parole, gli equilibri finanziari del bilancio del Comune di Agrigento appaiono fortemente compromessi. Ogni rinvio potrebbe avere conseguenze letali per il nostro Comune. Pertanto invitiamo l’Amministrazione del sindaco Miccichè, per come abbiamo evidenziato nell’ultima conferenza dei Capigruppo, ad attenersi in modo rigido ad una strettissima gestione provvisoria, azzerando ogni impegno di spesa che non sia pertinente a spesa obbligatoria per legge. E, nelle more delle proposte di misure correttive, si inizi un dibattito in Consiglio comunale su quanto opportuno intraprendere”.

L’ex presidente regionale dell’Irsap, l’Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive, Alfonso Cicero, ribadisce la propria azione di querela nei confronti di Antonello Montante, e afferma: “L’imputato Montante non ha alcuna vergogna. Anche nelle ultime udienze, che si sono celebrate innanzi alla Corte d’Appello di Caltanissetta, Antonio Calogero Montante, già condannato in primo grado a 14 anni di reclusione, ha dimostrato, com’era scontato, di non avere nessuna vergogna. Si è esibito, come sempre, in modo goffo e grossolano, esercitando la sua attività preferita ovvero quella di fabbricare tonnellate di menzogne per calunniare e diffamare la mia persona. Questo soggetto risponderà davanti ai tribunali per le molteplici falsità proferite ai miei danni”.

L’ex assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi querela l’ex presidente di ConfIndustria Sicilia, Antonello Montante, sotto processo nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Montante”. Venturi afferma: “In relazione al contenuto delle dichiarazioni spontanee rese da Calogero Montante sabato scorso nel processo d’appello che lo riguarda, e per le circostanze assolutamente distorte e totalmente destituite di fondamento che l’imputato ha riferito, ho dato mandato al mio legale per sporgere denuncia nei suoi confronti per i reati di calunnia e diffamazione”. Montante avrebbe citato Venturi relativamente a diverse vicende tra le quali una presunta intercettazione con la moglie e un rapporto con Vincenzo Arnone, ritenuto esponente della famiglia mafiosa di Serradifalco.

“Nell’omicidio Mattarella vi era una concordia di fondo di tutta la commissione sull’eliminazione di questo personaggio, nel senso che non interessava a tutti più di tanto che rimanesse in vita; però nel momento più acuto della crisi, che poi sarebbe sfociata l’anno successivo in una guerra di mafia molto cruenta, ognuno aveva paura di fare il primo passo, e Stefano Bontade, per la parte che ci è stata riferita, aveva preferito stare alla finestra nel senso di disinteressarsi delle vicende di Cosa nostra per poter poi contestare dall’opposizione certe vicende all’interno dell’organizzazione.
Se per l’omicidio Mattarella, e questo ci è stato ampiamente confermato da Buscetta, fossero stati utilizzati killer mafiosi, in due secondi chiunque all’interno di Cosa nostra avrebbe saputo chi aveva ordinato l’omicidio del presidente Mattarella”.

Un omicidio di mafia eseguito, però, da sicari non mafiosi: era la conclusione sul delitto dell’ex presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella a cui era giunto il giudice Giovanni Falcone. Le sue rivelazioni alla commissione Antimafia il 22 giugno del 1990 sono state desecretate oggi dalla stessa commissione.

Tampone obbligatorio per chi arriva in Sicilia da Malta o per chi vi ha soggiornato nei 14 giorni precedenti. Lo prevede l’ordinanza appena firmata dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, con cui è stata prorogata la “zona rossa” a Mazzarino e istituita quella a Riesi, in provincia di Caltanissetta.

Le stesse misure di prevenzione sono già previste da una precedente ordinanza regionale per chi proviene da Spagna e Portogallo e, come disposto a livello nazionale, dai paesi extra europei India, Brasile, Bangladesh e Sri Lanka.