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I collaboratori del quotidiano La Sicilia hanno deciso una nuova astensione dal lavoro a tempo indeterminato.

L’agitazione è stata decisa a seguito dei precedenti impegni non mantenuti da parte dell’azienda, relativamente al pagamento di oltre un anno di spettanze arretrate.
Questa situazione, divenuta ormai non più tollerabile, ha portato i corrispondenti ad interrompere la collaborazione a cominciare da domenica 1 gennaio.
“I collaboratori – si legge in una nota dell’ Assostampa di Catania – chiedono che la Domenico Sanfilippo Editore presenti e rispetti un credibile e puntale piano di rientro, con pagamento mensile, di tutti gli arretrati”.

E’ successo tutto ieri pomeriggio, anche se la notizia si è appresa oggi.

Davanti un villaggio turistico di Capreria, frazione marittima di Palma di Montechiaro, qualcuno ha piazzato un residuato bellico con sopra un cartello con la scritta “Boom” ed una croce. Nel locale era in programma, per stasera, il veglione di capodanno.

Scattato l’allarme, sul posto sono intervenuti i carabinieri, la polizia ed i vigili del fuoco. Constatato che ci si trovava di fronte ad un residuato bellico, trovato chissà dove, sono stati avvertiti gli artificieri dei carabinieri che sono arrivati da Palermo. Non c’era certezza che l’ordigno della Seconda Guerra mondiale fosse in grado di esplodere, ma non si poteva certo correre il rischio. Così gli artificieri hanno applicato una piccola carica esplosiva, e lo hanno fatto brillare. Le forze dell’ordine hanno eseguito un controllo in tutto il villaggio, per assicurarsi che non ci fossero altri ordigni, ed il risultato per fortuna è stato negativo.

Così il veglione di Capodanno, che aveva tutte le autorizzazioni del caso, e per il quale erano stati già venduti tanti biglietti, si farà regolarmente.

Stasera il sindaco di Palma di Montechiaro Stefano Castellino, che ieri sera era intervenuto nel villaggio turistico ed aveva parlato sia con le forze dell’ordine, sia con gli imprenditori che hanno organizzato l’evento, si è congratulato con tutti coloro i quali hanno operato per riportare la sicurezza nel sito.

In un’omelia tenuta a Roma, nella parrocchia di S. Maria delle Grazie, l’11 dicembre 2011, Benedetto XVI disse: «L’Avvento è…  tempo di attesa, di speranza e di preparazione alla visita del Signore… A questo impegno ci invitano la figura e la predicazione di Giovanni Battista… Giovanni… è il precursore, semplice testimone, totalmente subordinato a Colui che annuncia; una voce nel deserto, come anche oggi, nel deserto delle grandi città di questo mondo, di grande assenza di Dio, abbiamo bisogno di voci che semplicemente ci annunciano: “Dio c’è, è sempre vicino, anche se sembra assente”. È una voce nel deserto ed è un testimone della luce». Queste parole pronunciate allora descrivono non solamente la figura di Giovanni Battista, ma delineano altresì chi è stato su questa terra la grande e umilissima figura di uno dei più raffinati e acuti teologi dei nostri tempi e Papa emerito Joseph Ratzinger – Benedetto XVI. Sì, è stato davvero un umile “testimone della luce”, di quella luce che è il Verbo incarnato, la quale – attraverso il suo magistero e il suo esempio – ha illuminato la nostra intelligenza e riscaldato i nostri cuori.

Ora Benedetto XVI è entrato definitivamente nella luce della Pasqua di Gesù Cristo. Con Papa Francesco e con tutta la Chiesa lo affidiamo al Signore della vigna, nella cui vigna ha lavorato indefessamente e umilmente fino alla fine e, nello stesso tempo, nella comunione dei santi che la morte non interrompe ma rafforza, chiediamo al Papa emerito Benedetto XVI di continuare a pregare per noi!

+ Alessandro Damiano,  Vescovo

Siamo giunti alla fine dell’anno ed è tempo di bilanci per la Fondazione Teatro Luigi Pirandello di Agrigento.

Dopo la nomina del Consiglio di Amministrazione, avvenuta il 22 novembre 2021 con l’attribuzione della carica di presidente ad Alessandro Patti e di vicepresidente ad Andrea Cirino, il CdA, composto anche da Gaetano Airò, Giuseppe Micciché e Salvatore Nocera Bracco, “chiamato ad un’ardua ma entusiasmante missione”, ha lavorato per ergersi a punto di riferimento, di formazione, produzione e sviluppo dell’arte in tutte le sue forme e per portare, altresì, a compimento il processo di autonomia e indipendenza della Fondazione.
Il presidente Alessandro Patti traccia un consuntivo del 2022 e qualche anticipazione per il nuovo anno:

“Il primo bilancio è estremamente positivo – dichiara Alessandro Patti – ne approfitto per ringraziare ancora il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, per avermi voluto alla presidenza della Fondazione e per avermi dato la possibilità di vivere un’esperienza entusiasmante e gratificante”.
“Dopo due anni di chiusura a causa della Pandemia, il CdA, fin dal suo insediamento, ha lavorato per rimettere in moto la macchina. Abbiamo, per questo motivo, cambiato immediatamente la strategia di comunicazione. Prima dell’emergenza sanitaria – sottolinea il presidente Patti- il teatro era percepito dalla città come una sorta di nicchia per un certo numero di utenti. Una macchina ben collaudata ed oleata che viaggiava da sola, consapevole di poter contare su un numero di abbonati che metteva il precedente Consiglio d’amministrazione nelle condizioni di programmare ed affrontare con serenità una stagione teatrale.

“La nuova Governance – afferma- ha dovuto, invece, fare i conti con una situazione drammatica per via dei contagi del periodo dicembre 2021– gennaio 2022. Abbiamo così dovuto cambiare strategia di comunicazione mettendo in risalto ogni singolo evento, dovendo far fronte ad un calo sensibile degli abbonati. I risultati – evidenzia – sono evidenti a tutti: la stagione è stata ricca di sorprese, di successi di critica e di pubblico e diversi i sold out”.
“Abbiamo cercato di adeguare il Teatro Pirandello ai tempi, non solo sotto il profilo della comunicazione, ma anche attivando immediatamente la biglietteria on line, per offrire alla nostra utenza un servizio diretto ed efficace. Oltre a tutto questo ci siamo anche occupati di portare avanti i nostri punti programmatici. Il nostro obiettivo – sostiene Patti – è stato quello di aprire il teatro ad un’offerta culturale ed artistica ampia e varia, per accontentare i gusti del variegato pubblico. Lo abbiamo fatto subito con eventi pilota che ci hanno dato indicazioni sui gusti del nostro pubblico. Abbiamo anche registrato un cambio dell’utenza del teatro. Si è abbassata l’età media dell’utenza, sono cambiati i gusti e questo è attestato non solo dai numeri ma anche dal sondaggio che abbiamo somministrato ai nostri utenti al termine degli spettacoli della scorsa stagione”.

“È nostro dovere adeguare l’offerta alla domanda; lo abbiamo fatto aprendo alla musica a tutto tondo con la classica, la lirica, abbiamo ospitato l’Accademia del teatro La Scala di Milano e abbiamo fatto sperimentazione: mi riferisco al concerto benefico per i profughi ucraini promosso da Lello Analfino. Questo ci ha permesso di portare in teatro gente che non era mai stata al Pirandello. Abbiamo cercato di avviare delle attività estive, se pur con delle difficoltà logistiche, con ottimi risultati. Siamo riusciti, grazie anche alla caparbietà e all’impegno del nostro direttore artistico, ad ottenere che il Pirandello assumesse a livello nazionale un ruolo di primo piano, con il riconoscimento di teatro di produzione nazionale”.
Abbiamo, così, co-prodotto “Il Caso Tandoy”, per la regia di Michele Guardì, un nome che rappresenta la storia recente del Pirandello ( Guardì è stato anche direttore artistico, ndr). La Fondazione ha portato avanti produzioni come “Ombre” di Gaetano Aronica, “Buoni se potete” di Marco Savatteri e Francesco Bellomo e “L’Onorevole” di Leonardo Sciascia. Siamo riusciti, ancora, a portare al Pirandello la grande musica d’autore, mi riferisco a Claudio Baglioni e Fabio Concato. Il Consiglio di Amministrazione ha voluto mandare un segnale ben preciso a tutte le realtà artistiche territoriali, anche a quelle “fisiche”, come il Teatro della Posta Vecchia con il quale si è instaurato un rapporto stabile di collaborazione, con un cartellone dedicato, dando così una mano a questa splendida realtà agrigentina che opera da 30 anni sul territorio. Abbiamo, infine, ripreso il rapporto con le scuole con le matinée. Un grande successo che ha già incamerato la presenza di 20 mila alunni per le tutte le manifestazioni che verranno messe in scena per le scolaresche. Si continua a portare i giovani a teatro, facendo respirare arte e cultura ai nostri ragazzi”.
Un consuntivo, dunque, esaltate per la massima istituzione teatrale agrigentina che adesso ragiona su progetti per il 2023:

“Per il futuro assicura Alessandro Patti – vogliano continuare a fare tesoro delle indicazioni che ci vengono dal nostro pubblico che sta gradendo molto il fatto che il teatro Pirandello sia un teatro poliedrico. Intendiamo, quindi, proseguire con la già programmata stagione di prosa e continuare con eventi fuori cartellone con le eccellenze del nostro territorio. In questi giorni, infatti, abbiamo avuto Osvaldo Lo Iacono e, prossimamente, avremo anche Francesco Buzzurro. Il Pirandello – conclude il Presidente della Fondazione Alessandro Patti – è un teatro fervido che apre le porte a tutte le realtà artistiche del territorio”.

La deputata agrigentina Rosellina Marchetta, esprime “commozione per il ritorno alla casa del Padre del Papa emerito, il mondo cattolico oggi vive una giornata di tristezza per  la morte di Papa Benedetto XVI, un Papa che ha segnato in modo indelebile la storia della chiesa” . “Un gigante di umanità, dottrina, fedeltà al Magistero– dìchiara Marchetta- un servo fedele della Chiesa e profondo e profetico teologo anche se non sempre pienamente compreso per la sua visione profetica. Fedele interprete del Vangelo il suo impegno è stato la lotta al relativismo etico e culturale. La sua Enciclica “Dio e’ amore” manifesta la centralità di Dio come fonte di carità.Ci mancherà la sua lucidità, la sua mitezza e profondità teologia, conclude la deputata. “A lui va la nostra riconoscenza e filiale affetto”. L’on. Marchetta da anni è impegnata sul versante dell’ associazionismo di ispirazione cristiana.

La Regione Siciliana, ed in particolare, l’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, nel 2018 aveva concesso al Comune di Siculiana un finanziamento pubblico di €. 1.377.451,01 – disposto nell’ambito della Misura 1.43 del PO FEAMP 2014-2020 (Bando 2016) – per la realizzazione del progetto relativo al “Ripristino dell’area portuale dello specchio acqueo marino di Siculiana Marina”.
Nell’estate del 2022, l’amministrazione ha però disposto la revoca del finanziamento ed il recupero delle somme già erogate a titolo di anticipo al Comune di Siculiana.
Sicchè, l’amministrazione comunale di Siculiana, in persona del suo Sindaco dott. Giuseppe Zambito, ritenendo illegittimo il provvedimento di revoca del finanziamento da parte dell’Assessorato regionale ha dato incarico all’Avv. Girolamo Rubino al fine di proporre un’azione giudiziaria volta ad impedire il recupero delle somme erogate a titolo di anticipo nonchè volta ad ottenere la prosecuzione del contratto di finanziamento.
Il comune di Siculiana, con l’assistenza dell’avv. Rubino, ha citato in giudizio l’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea innanzi la competente sezione del Tribunale di Palermo.
Con la medesima azione giudiziale, l’avv. Rubino ha chiesto al Tribunale di Palermo apposita domanda cautelare al fine di tutelare interinalmente gli interessi del Comune di Siculiana.
In particolare, l’avv. Rubino ha rilevato che, la mancata conclusione dei lavori oggetto di finanziamento entro il termine stabilito dal progetto – causa per la quale l’assessorato ha revocato il finanziamento – non era imputabile all’amministrazione comunale.
Ed infatti, l’amministrazione comunale – per l’esecuzione dei lavori di ripristino dell’area portuale – aveva attivato la necessaria procedura di valutazione di impatto ambientale, la quale non è stata esitata in tempo utile dalla competente autorità ministeriale.
Ragion per cui il ritardo nella conclusione dei lavori per il ripristino dell’area portuale di Siculiana marina non poteva essere imputato all’amministrazione comunale di Siculiana, bensì al Ministero per la Transizione Ecologica.
Il Tribunale di Palermo ha così condiviso le argomentazioni difensive proposte dall’Avv. Rubino ed ha accolto la domanda cautelare, ordinando all’amministrazione regionale di astenersi dal recupero dell’importo di oltre cinquecentomila euro ed, altresì, di concedere al Comune di Siculiana una proroga per l’ultimazione dei lavori.

Sono 11 le persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Marsala che indaga sulla morte di Gianluca Maniscalco, 32 anni, di Castelvetrano, deceduto dopo un ricovero in ospedale durato 22 giorni, e che, secondo i familiari, non è stato curato adeguatamente. E’ stata eseguita l’autopsia disposta dalla Procura. Gianluca Maniscalco è entrato in ospedale lo scorso 4 dicembre per un malore. Gli è stato diagnosticato un problema ai reni. Dopo pochi giorni è risultato positivo al Covid, ed è stato trasferito da solo in una stanza. La notte del 25 dicembre le sue condizioni si sono aggravate, ed è stato disposto il trasferimento a Marsala, dove sarebbe giunto già morto. La famiglia si è affidata ad un legale, l’avvocato Antonella Di Leo. I funerali nel pomeriggio di oggi.

In occasione della notte di Capodanno, il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, con propria ordinanza, ha imposto il divieto assoluto, in centro storico e al Viale della Vittoria, di vendita per asporto, anche mediante distributori automatici, delle bevande alcoliche e superalcoliche, dalle ore 22 di oggi 31 dicembre e fino alla chiusura degli esercizi commerciali. La somministrazione delle bevande alcoliche e superalcoliche sarà consentita solo per il consumo immediato all’interno del locale o nello spazio esterno di pertinenza regolarmente concesso.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento ha disposto il giudizio immediato a carico di C I, sono le iniziali del nome, 44 anni, di Canicattì, imputato di maltrattamenti a danno della moglie. Sarà giudicato innanzi alla prima sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato. La donna, di 36 anni, si è costituita parte civile tramite l’avvocato Salvatore Amato del foro di Caltanissetta. Lui avrebbe iniziato ad aggredirla e picchiarla nel 2015 già durante il viaggio di nozze. La condotta violenta sarebbe stata mantenuta anche dopo la nascita del figlio, e per altri 7 anni. Ed è cessata solo quando lei lo ha denunciato alla Polizia, ed è scattato il provvedimento del divieto di avvicinamento.