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Nello scorso fine settimana sono stati predisposti mirati servizi di ordine e sicurezza pubblica atti al contenimento e alla gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid -19 , nello specifico sono state controllate svariate attività del centro storico agrigentino e della zona del Villaggio Mosè. In particolare al Villaggio Mosè venivano controllati due ristoranti un bar e 73 persone presenti all’interno dei locali. Nella circostanza in un locale sito in Viale Cannatello, si accertava che uno dei clienti che consumava all’interno del locale era privo di green pass. Per tale ragione, si procedeva a contestare la relativa sanzione amministrativa sia all’avventore che al proprietario dell’esercizio pubblico, al quale peraltro si applicava immediatamente la sanzione accessoria della chiusura provvisoria del locale per la durata di giorni 3.

Il segretario aziendale della Cisl Funzione pubblica di Agrigento, Alessandro Farruggia, si è rivolto al commissario dell’Azienda sanitaria, Mario Zappia, e al direttore amministrativo, Alessandro Mazzara, nel merito del sistema premiante per l’anno 2020. Farruggia afferma: “Alcuni dirigenti di reparto sono responsabili dei ritardi nel pagamento delle premialità al personale, allorchè assecondano altri interessi a discapito del lavoro incessante del personale. Ecco perché chiediamo all’Azienda sanitaria di adottare seri provvedimenti disciplinari verso coloro che hanno provocato la mancata liquidazione delle somme dovute al personale avente diritto. Inoltre facciamo presente che sono passati due mesi dall’avviso della mobilità interna e della stabilizzazione del personale avente diritto. Ci chiediamo cosa sta facendo chi è preposto alla gestione di questi provvedimenti. Inoltre ci segnalano che per carenza di personale gli uffici preposti non caricano le indennità festive, notturne e altro. E chiediamo un confronto per avviare le procedure per la pubblicazione del bando relativo alle posizioni verticali”.

La pandemia coronavirus nella provincia agrigentina e i dati in dettaglio diffusi dall’Azienda sanitaria. Sono 9 i nuovi casi positivi a fronte di 134 tamponi processati. Un morto, a Canicattì. Due nuovi ricoverati. Nessun guarito. 18, di cui 4 in terapia intensiva, sono ricoverati all’ospedale di Ribera.

Ecco gli attuali contagiati in ciascun Comune. Agrigento 33; Alessandria della Rocca 0; Aragona 3; Bivona 0; Burgio 7; Calamonaci 0; Caltabellotta 0; Camastra 12; Cammarata 3; Campobello di Licata 5; Canicattì 64; Casteltermini 8; Castrofilippo 0; Cattolica Eraclea 7; Cianciana 0; Comitini 2; Favara 9; Grotte 15; Joppolo Giancaxio 0; Licata 80; Lucca Sicula 0; Menfi 7; Montallegro 0; Montevago 1; Naro 63; Palma di Montechiaro 2; Porto Empedocle 15; Racalmuto 3; Raffadali 49; Ravanusa 5; Realmonte 8; Ribera 8; Sambuca di Sicilia 5; San Biagio Platani 0; San Giovanni Gemini 1; Sant’Angelo Muxaro 3; Santa Elisabetta 1; Santa Margherita di Belìce 2; Santo Stefano Quisquina 0; Sciacca 28; Siculiana 0; Villafranca Sicula 0; Navi accoglienza 10.

I consiglieri comunali di Agrigento, Nello Hamel e Alessia Bongiovì, esprimono apprezzamento per il tempestivo riscontro alla loro interrogazione sul crollo nel centro storico, tra le vie Gallina e Garufo. E affermano: “Siamo grati all’Amministrazione per la messa in sicurezza del sito, e per il completamento degli adempimenti preliminari indispensabili per garantire la pubblica incolumità ed avviare l’iter amministrativo che consentirà di tutelare gli interessi dei residenti coinvolti dall’ordinanza di sgombero. Auspichiamo interventi tempestivi a rimedio anche delle altre due famiglie residenti in via Giardinello e sgomberate”.

Ad Agrigento, sabato sera, alle ore della movida, in via Crispi, un furgone e un’automobile sono entrate in collisione per cause in corso di accertamento. Su un furgone un uomo di 23 anni con la fidanzata. Sull’automobile una coppia di 42 e 40 anni con il figlio di 2 anni. Ebbene, dopo l’impatto gli incidentati hanno ritenuto “cosa buona e giusta” azzuffarsi a calci e pugni tra di loro dopo essersi scambiati insulti. Tutti, tranne il 23enne, sono stati soccorsi in ospedale. Nessun ferito gravemente. Sul posto sono giunte Polizia, Guardia di Finanza e Vigili urbani. Rilievi stradali e indagini.

Dopo Palermo e Trapani, la campagna nazionale “L’antimafia itinerante”, promossa dalla Dia, la Direzione investigativa antimafia, da oggi è ad Agrigento. Al museo archeologico “Griffo” è stata allestita e presentata una mostra a tema, visitabile fino a venerdì prossimo 26 novembre, dalle 9:30 alle 13, e dalle 15 alle 18. Giovedì 25 invece sarà visitabile solo al pomeriggio perché al mattino, alle ore 11, si svolgerà un convegno sul tema “L’influenza della religione nella lotta alla mafia”. Interverranno il direttore della Dia, Maurizio Vallone, l’arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano, il capo Dipartimento per le Libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, Michele Di Bari, il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, il presidente della Pontificia Accademia mariana internazionale, padre Stefano Cecchin, il rabbino della Comunità ebraica di Napoli, Maskil Ariel Finzi, il segretario generale della Confederazione islamica in Italia, Massimo Cozzolino, e il vice direttore amministrativo della Dia, generale Antonio Basilicata. L’evento potrà essere seguito in diretta streaming sul sito della Dia, la Direzione investigativa antimafia.

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, intervenendo a Firenze alla convention della “Leopolda”, ha lanciato la candidatura di Davide Faraone, capogruppo al Senato, a sindaco di Palermo. E così Matteo Renzi si è rivolto a Faraone: “Caro Davide Faraone abbiamo bisogno di te, e noi siamo convinti che la tua candidatura a sindaco di Palermo non sarà figlia di qualche accordicchio con qualche forza politica, ma sarà una candidatura che parlerà alla città di Palermo. Noi a Palermo non stiamo con Miccichè, stiamo con Davide Faraone che è una cosa diversa. Poi Miccichè faccia lui, poi Provenzano faccia lui, ma noi a Palermo ci candidiamo per guidare una città che negli ultimi anni non è riuscita neanche a seppellire i propri morti. Non ci mettiamo a fare gli accordi a tavolino. Diciamo a Davide Faraone: comprati un bel paio di scarpe, alte, gira per i quartieri, gira per le periferie come sai fare, fallo portando non soltanto la tua innegabile abilità tattico-politica, sulla quale ti sei anche esercitato in questi anni, ma portando la passione e anche quello che sei stato, che sei e che sarai, il ragazzo che è arrivato alla Leopolda qualche anno fa e che continua a guardare al futuro con gli occhi di Sara, tua figlia, con la voglia, il coraggio e l’orgoglio di pensare che fare politica significa pensare innanzitutto a chi ha più diritti e deve averne sempre di più”.

Sono giunti a Porto Empedocle, a bordo della nave Dattilo della Guardia costiera, 350 migranti soccorsi su un peschereccio a più di 70 miglia dalle coste siciliane, in area di responsabilità Sar italiana. L’imbarcazione era in pericolo a causa delle pessime condizioni meteo-marine e dell’elevato numero di persone presenti a bordo. Il Centro operativo nazionale della Guardia costiera, ricevuta la segnalazione, ha inviato sul posto la nave Dattilo e motovedette. I migranti, tra cui più di 40 minori, sono stati tratti in salvo a bordo delle motovedette e successivamente trasbordati sulla nave Dattilo. La Guardia costiera ha soccorso anche un barcone in difficoltà con 70 migranti a bordo. Tutti sono stati tratti in salvo e condotti in sicurezza a Lampedusa.

A Favara i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato un uomo originario della Romania, 44 anni, operaio, indagato di tentata violenza sessuale e lesioni gravissime. Lui, non rassegnandosi alla separazione, si è recato nell’abitazione dell’ex moglie, ha tentato di abusare sessualmente di lei, ma lei ha resistito, e allora lui, aggredendola con un morso, le ha strappato la punta del naso. Lei, 42 anni, badante, anche lei originaria della Romania e domiciliata a Favara, è stata trasportata in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” ad Agrigento, dove i medici le hanno diagnosticato la “mutilazione della punta del naso”. E’ ricoverata in prognosi riservata, non è in pericolo di vita, ma rischia lo sfregio permanente.

567 i nuovi casi di Covid19 registrati in Sicilia a fronte di 22.766 tamponi processati. L’incidenza scende al 2,5% ieri era al 2,6%. L’isola è al settimo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 10.382 con un aumento di 290 casi. I guariti sono 268 mentre si registrano 9 vittime, che portano il totale dei decessi a 7.146. Sul fronte ospedaliero sono adesso 379 ricoverati, in terapia intensiva sono 40.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 13 casi, Catania 195, Messina 206, Siracusa 55, Ragusa 22, Trapani 39, Caltanissetta 27, Agrigento 8, Enna, 2.