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La donna era ubriaca, aveva danneggiato un vaso, infastidiva i clienti di un bar nella zona del campo sportivo di Agrigento, e avrebbe anche aggredito i poliziotti intervenuti per cercare di sedare la situazione, senza troppe conseguenze.
La 45enne è stata dunque denunciata per le ipotesi di reato di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, considerato che appena gli agenti della volante sono giunti sul posto, la stessa gli si è scagliata contro.

Il questore ha poi firmato un ordine di allontanamento.

Il 22enne agrigentino aveva lasciato le sue impronte digitali, mentre tentava di svaligiare la farmacia nei locali dell’Asp 1 di Agrigento, a viale della Vittoria. E così, a distanza di 5 anni, gli agenti della sez. Volanti della Questura e gli uomini della scientifica hanno dato finalmente un nome e un volto all’autore del furto che, denunciato per furto aggravato, già si trovava in carcere per altre vicende giudiziarie.

 

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Il 70% dei siciliani apprezza la decisione prudenziale, richiesta dal Governo Musumeci, di porre dall’11 gennaio la Sicilia in zona arancione: i cittadini la ritengono oggi una scelta necessaria per prevenire un ulteriore incremento dei contagi. Poco meno di un quarto la considera sbagliata ed eccessiva”.

È quanto emerge da un’indagine condotta nelle ultime 24 ore dall’Istituto Demopolis, che ha misurato “a caldo” l’impatto sull’opinione pubblica regionale della scelta del Governo Regionale di attuare in Sicilia misure più stringenti, dopo il recente aumento della curva dei contagi a seguito delle festività di fine anno.
In termini analitici, tra i siciliani risulta alta l’adesione alla scelta prudenziale: il 40% ritiene corretta la zona arancione per l’Isola; nel timore della terza ondata tra gennaio e febbraio, un terzo degli intervistati avrebbe ulteriormente inasprito le misure di contenimento, con l’istituzione della zona rossa. Il 21% avrebbe preferito invece una Sicilia tinta di giallo, per tutelare la mobilità e le attività produttive.
“La preoccupazione dei siciliani per la diffusione del Coronavirus nell’Isola – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – è tornata a crescere negli ultimi giorni, passando dal 75% del 22 dicembre all’83% di oggi. La scelta di misure più stringenti per il contenimento del virus appaiono motivate, agli occhi dell’opinione pubblica, anche dalla necessaria tutela della campagna di vaccinazione appena iniziata: per più di 7 siciliani su 10, l’arrivo dei vaccini contro il Covid rappresenta una grande opportunità per uscire dalla pandemia nel 2021”.
Nell’opinione pubblica siciliana è alto il consenso alle scelte istituzionali assunte nelle ultime ore dal Ministero della Salute e dal Governo Regionale per contrastare l’emergenza pandemica, con l’istituzione di una zona “arancione rafforzata”.
Condivisa da quasi 8 siciliani su 10 è la linea della severità rispetto agli arrivi nell’Isola. Il 78% degli intervistati apprezza la scelta, prevista dall’ordinanza del Presidente della Regione Musumeci, di proseguire l’esperienza attuata per le festività di fine anno, mantenendo nel mese di gennaio uno screening mirato sul Covid per chi arriva in Sicilia (con l’obbligo di tracciamento e di tamponi).
Sebbene si tratti di interventi d’impatto pesante sul tessuto sociale, si dimostrano condivise anche le misure riguardanti la scuola in Sicilia, previste dal Governo Regionale. Il 60% valuta positivamente la decisione di tenere a casa i più piccoli, con la didattica a distanza fino al 16 gennaio per Elementari e Medie, prolungabile a discrezione dei Sindaci. Oltre 7 siciliani su 10, intervistati da Demopolis, concordano sul mantenimento della Dad fino al 30 gennaio per le Scuole Superiori e le Università.

Ha fatto il buon padre di famiglia, il medico e anche il sindaco questa sera il dott. Miccichè nei luoghi della Movida di San Leone. Appresa la notizia degli assembramenti, dopo aver avvertito il prefetto di quanto stava succedendo, è andato fra i giovani che in quel momento affollavano l’area di piazza Giglia. Vi ha trovato una pattuglia della Polizia Municipale e insieme a loro ha spiegato ai ragazzi i rischi di quegli assembramenti, che non sono solo le multe salate, ma la possibilità di trasmettersi inconsapevolmente il virus e di portarlo in casa ai genitori o ai nonni, che essendo più cagionevoli di salute possono finire in ospedale se non morire. Ha ricordato che oggi siamo al record assoluto con 116 contagiati e ha detto loro di evitare queste situazioni che portano solo a far aumentare il numero di persone ammalate se non decedute. Hanno la maturità per capire e adeguarsi. Ma in caso contrario si procederà con la mano pesate: blitz, multe e denunce. E questo non per punire, ma nell’interesse della popolazione.

A Canicattì i poliziotti del locale commissariato, coordinati da Cesare Castelli, e della Squadra Mobile, diretta da Giovanni Minardi, hanno arrestato Gioacchino Cigna, 21 anni, per detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di una perquisizione domiciliare, il giovane è stato sorpreso in possesso di 300 grammi di marijuana nascosti in una scatola di scarpe e in un frullatore. La marijuana sarebbe del tipo “light”, bocciata di recente come illegale dalla Cassazione.

A Lampedusa di procede a bonificare i fondali che ospitano le carcasse delle barche dei migranti inabissatesi dopo l’approdo.

E’ il sindaco Martello a confermare come “le operazioni procedono in seguito all’ordinanza che ho firmato nelle scorse settimane alla luce degli inaccettabili ritardi da parte delle autorità competenti, responsabili di non aver rimosso per tempo le imbarcazioni dei migranti dopo il sequestro che normalmente avviene una volta che queste giungono sull’isola”.

Si va dunque avanti con le operazioni di bonifica già iniziate che hanno già smaltito una grande quantità di detriti e resti di imbarcazioni. Operazioni di urgenza, nell’attesa che giungano aiuti e provvedimenti sia a livello regionale che nazionale.

Il sindaco continua dicendo che è necessario predisporre operazioni che permettano di smaltire i resti delle imbarcazioni dei migranti evitando che le stesse vengano abbandonate al porto per troppo tempo, evitando così problematiche che possano riguardare persone e ambiente.

 

 

Zona arancione, i casi di positività continuano a crescere, il sindaco di Agrigento firma l’ordinanza per chiudere le scuole, ma guardando le foto che girano in rete, sembrerebbe come se a San Leone, nei luoghi della movida, il covid non esistesse, vista la quantità di persone che si è riversata nelle piazze.

Nessuna regola anticovid, nessun distanziamento, assembramenti vari e uso scorretto delle mascherine.
E i controlli? Nessuno da parte delle forze dell’ordine. Sono giunti sul posto solo dopo ripetute segnalazioni.

 

 

Covid-19 ad Agrigento, la situazione peggiora di giorno in giorno. Sono 102, ad oggi, gli agrigentini positivi al tampone. Un record che ci pone al primo posto in provincia per numero di persone contagiate. E non sappiamo come la situazione possa evolversi nei prossimi giorni, considerando che il 24 dicembre erano 58. Per questo il sindaco di Agrigento Franco Miccichè ha deciso di appellarsi alla cittadinanza a prestare la massima attenzione al virus, che contrariamente a quello che si pensa, è molto presente nel nostro territorio. Ma ha anche emesso una nuova ordinanza, la n.4 del 10 gennaio 2021, nella quale vieta gli assembramenti sul Lungomare di San Leone, nelle piazze Caratozzolo e Giglia e in via Atenea. Un provvedimento che va ad aggiungersi a quello emesso ieri dal Governatore Musumeci. Alla Polizia Municipale viene ordinato di intensificare i controlli e ad intervenire nel caso in cui si dovessero ravvisare situazioni contrarie a quanto disposto dall’ordinanza o comunque a rischio per la salute pubblica.

Anche la scuola materna e gli asili nido resteranno chiusi, Almeno, fino a sabato 16 gennaio. Lo ha deciso questa sera il sindaco Francesco Miccichè dopo aver consultato il suo staff. L’ordinanza del Governatore della Regione Musumeci, infatti, non prevede la chiusura di asili nido e scuole materne. Ma si ritiene che non avrebbe senso lasciarle aperte mentre si chiudono le elementari, medie e le superiori. Per questo, per aumentare la sicurezza, si è deciso con una nuova ordinanza, di chiudere anche loro.

Un momento di “osservazione” viene invece riservato ai mercatini rionali, nel senso che se si potrà regimentarli e mantenere la situazione sotto controllo, allora verranno mantenuti. Altrimenti verranno chiusi. In tal senso è stata data disposizione alla Polizia Municipale, magari con l’aiuto di associazioni di volontariato, di controllare e regimentare l’accesso nelle aree del mercato. Se non si verificheranno assembramenti o situazioni di rischio contagi, si proseguirà. Altrimenti andranno sospesi anche loro. “La situazione peggiora à ha detto il sindaco Miccichè – e pur capendo le esigenze dei genitori che lavorano o degli ambulanti, dobbiamo garantire il bene supremo, ovvero la vita e la salute delle persone. Anche a rischio di risultare impopolari”

Alla domanda del giornalista di Rai 1 su che desidero avesse ora che ha sconfitto il covid, nonna Maria, di 105 anni, che che ha 4 figli, 10 nipoti e 12 pronipoti, che nel tempo libero gioca al solitario al computer ha risposto: “voglio andare a Lipari”.

E suo figlio Giorgio – anch’egli colpito dal covid che lo ha sconfitto però con molta più fatica della sua mamma – ha commentato: “Magari ci andiamo in elicottero.

La nonnina, si chiama Maria Guzzardella, donna temprata che del covid dice “è stata dura ma ce l’aviamo fatta”,  è una ex farmacista milanese, che detiene di record di essere a donna più anziana d’Europa, ed ha espresso un desiderio realizzabile. Vuole andare sull’isola a Lipari a trovare sua figlia che ha sposato un avvocato eoliano ora in pensione ma che per tanti anni ha vissuto a Milano.