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La Quinta commissione del Csm, il Consiglio superiore della magistratura, ha votato all’unanimità Maurizio De Lucia nel ruolo di procuratore capo di Palermo. L’attuale procuratore di Messina, dove è in servizio dal luglio del 2017, sarà il sostituto di Francesco Lo Voi. Il voto per la designazione finale spetta al plenum, ovvero l’assemblea plenaria del Csm. Alla carica di procuratore capo di Palermo si sono candidati sette magistrati: Marzia Sabella, attuale reggente della Procura, Paolo Guido, Fernando Asaro, Franca Imbergamo, Francesco Puleio, Maurizio De Lucia e poi Marcello Viola, nel frattempo nominato nuovo procuratore di Milano.

Scavi clandestini, furti di beni culturali e contraffazione di opere d’arte: questi i fenomeni monitorati dai militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Palermo, nel corso del 2021.

La ricerca archeologica clandestina rappresenta la più grave forma di aggressione al patrimonio culturale siciliano. Nel 2021, l’attività del Nucleo TPC ha portato al sequestro di 11516 importanti reperti archeologici e 10 reperti paleontologici illecitamente trafugati. Per quanto concerne i furti di beni culturali sull’intero territorio siciliano, si registra un lieve decremento del numero dei reati: 20 nel 2021, a fronte dei 23 dell’anno precedente. Gli obiettivi più colpiti sono stati i luoghi privati e quelli di culto. Inoltre, nell’ambito dell’attività di contrasto al fenomeno della falsificazione delle opere d’arte, nel corso dei controlli su siti web dedicati all’e-commerce, sono state sequestrate 14 opere contraffatte.

La strategia di intervento del Nucleo si è articolata lungo due direttrici fondamentali: l’attività di prevenzione, rappresentata dalle molteplici attività ispettive, e l’azione di contrasto, sviluppata attraverso le indagini di polizia giudiziaria.

Nel corso del 2021, l’attività di prevenzione ha certificato l’esecuzione di 276 controlli finalizzati alla sicurezza dei luoghi della cultura, quali musei, archivi e biblioteche,  e delle aree archeologiche e/o tutelate da vincoli paesaggistici. Le verifiche hanno altresì riguardato gli esercizi commerciali di settore, con numerosi controlli amministrativi presso mercatini, fiere ed antiquari che rivestono un ruolo fondamentale per contrastare la ricettazione di beni rubati. Infatti, i dati acquisiti vengono successivamente incrociati con quelli presenti nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, la più grande banca dati di opere d’arte rubate al mondo.

Altrettanto incisiva è stata l’azione di contrasto, svolta attraverso indagini di polizia giudiziaria, d’iniziativa o su delega dell’Autorità Giudiziaria, finalizzate al recupero dei beni culturali trafugati e all’individuazione dei sodalizi criminali operanti nel settore. Nel 2021, sono state deferite in stato di libertà 73 persone per diversi reati (prevalentemente furto, ricettazione e contraffazione di opere d’arte) e sono stati sequestrati beni culturali illecitamente sottratti per oltre un milione e duecentomila euro. I beni recuperati sono stati riconsegnati a musei, chiese, alla Regione per garantirne la pubblica fruizione.

I risultati conseguiti sono dettagliatamente esposti nelle seguenti tabelle.

 QUADRO DI SINTESI DELL’ATTIVITÀ PREVENTIVA

Di seguito si riportano, suddivisi per settore d’intervento, i controlli effettuati nel 2021 per il cui conseguimento il Nucleo TPC di Palermo ha operato in piena sinergia con i Reparti dell’Arma territoriale di Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Trapani, il Nucleo Elicotteri CC di Palermo e le competenti Soprintendenze:

 

Verifiche alla sicurezza di musei, biblioteche e archivi 35
Controlli nelle aree archeologiche 80
Controlli alle aree tutelate da vincoli paesaggistici/monumentali 92
Controlli presso esercizi antiquariali, mercati e fieri antiquariali 69
TOTALE 276

 

QUADRO DI SINTESI DELL’AZIONE DI CONTRASTO

 

Beni recuperati 12875
Beni archeologici 11516
Beni paleontologici 10
Beni antiquariali 1349
Valore economico dei beni recuperati € 1.202.900,00

 

Falsi sequestrati 14
Valore economico falsi sequestrati € 22.500,00

 

Persone denunciate all’A.G. 73
Perquisizioni 47
Tipologia dei reati perseguiti  
Ricettazione 50
Scavo clandestino 3
Contraffazione opere d’arte 12
Illecita esportazione 1
Altri reati 60

 

OPERAZIONI DI RILIEVO

Tra le operazioni più significative, si evidenziano:

 

  • il recupero, a Favignana (TP) Località Bue Marino di importanti reperti archeologici tre anfore fittili Italiche del IV sec. a.C. e un’anfora fittile punica del III sec. a.C., verosimilmente appartenenti ad un relitto naufragato. Il recupero è avvenuto al termine di attività congiunta con la Soprintendenza del Mare, l’Arma territoriale e il Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina;

 

 

  • il sequestro di 062 (undicimilasessantadue) reperti archeologici, (frammenti fittili, acromi e a vernice rossa e nera; oscillum; pesi da telaio; elementi in pasta vitrea, elementi in bronzo di epoca greco-romana (IV sec. a.C. – III sec. d.C.) a seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Patti (ME) condotte unitamente alla dipendente Sezione TPC di Siracusa e alla Compagnia Carabinieri di Santo Stefano di Camastra (ME), su segnalazione della Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina;

 

  • il sequestro preventivo del “Teatro Greco” del sito archeologico di Eraclea Minoa, a seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Agrigento e condotte unitamente al locale Comando Provinciale Carabinieri;

 

 

  • il sequestro di una rarissima moneta in bronzo, litra della zecca di lipari, di epoca greca 425 a.C. oltre a 1000 monete archeologiche e 6 lamine in bronzo, a seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Enna e condotte unitamente al locale Comando Provinciale Carabinieri;

 

  • il sequestro di strutture abusive realizzate successivamente all’originaria costruzione “Case Valenti” all’interno del parco della Valle dei Templi di Agrigento. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P., su richiesta della locale Procura della Repubblica, a seguito di controlli eseguiti congiuntamente al Nucleo Carabinieri Antisofisticazioni e Sanità di Palermo e al Comando Stazione Carabinieri di Agrigento.

 

Infine, si segnala che, nel corso del 2021, il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Palermo ha restituito:

 

  • all’Arcidiocesi di Siena preziosissime oreficerie, di eccezionale valore storico-artistico, realizzati da orafi senesi o romani tra il XII e il XVIII sec., tra i quali il reliquiario a tabella di San Galgano, in rame dorato, con smalti traslucidi del XIV; un reliquiario a tempietto in rame dorato XIV sec.; una croce processionale astile, in rame e bronzo dorato, XII sec.; nr.7 calici in argento, sbalzato e cesellati; asportati nel mese di luglio 1989 dal Museo del Seminario di Monteriggioni (SI) e recuperati da questo Nucleo e dalla dipendente Sezione di Siracusa, al termine di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania;

 

 

  • all’Ordine dei Carmelitani di Trapani, un’importante bolla papale in pergamena, relativa a una “Richiesta d’indulgenza” concessa da Papa Benedetto XI alla Chiesa del Carmine di Messina oggi Santuario della madonna del Carmelo;

 

  • al direttore del Parco Archeologico di Himera, Solunto e Monte Jato (PA) sono stati restituiti quatto anfore ed un elemento cilindrico, fittili, acromi di epoca compresa tra il II sec. a.C. e l’XI sec. d.C.

Un pannello rosso, che simboleggia il posto che sarebbe stato occupato da una donna vittima di femminicidio, domani ad apertura dei lavori d’Aula, verrà collocato a Sala d’Ercole, in uno degli scranni occupati dai deputati. L’Assemblea regionale siciliana aderisce alla campagna nazionale “Posto occupato”, su iniziativa dell’ideatrice della campagna, Maria Andaloro e promossa dall’onorevole Valentina Zafarana e dal presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè.
“Posto occupato” nasce in Sicilia nel 2013 e si diffonde velocemente in tutto il Paese, diventando presto il simbolo di una battaglia volta a combattere la violenza di genere e i femminicidi.
Un’iniziativa per occupare fisicamente e in modo permanente una sedia, così come fatto in tutta Italia, nei cinema, teatri, scuole, consigli comunali, per ricordare che su quella sedia poteva esserci una donna che invece è stata uccisa.

Su proposta dell’assessore Razza la giunta Musumeci ha prorogato i commissari delle Aziende sanitarie fino al 31 dicembre e le Usca.

La giunta Musumeci ha approvato la delibera proposta dall’assessore alla Sanità, Ruggero Razza, per la riorganizzazione delle strutture commissariali delle Aziende sanitarie provinciali e, contestualmente, per l’istituzione delle Unità di continuità assistenziale. Il provvedimento prevede prima di tutto una proroga dell’incarico conferito ai Commissari delle Aziende sanitarie fino al 31 dicembre prossimo, al fine di garantire la continuità nell’erogazione di tutti i servizi collegati alla gestione della pandemia, tra campagna vaccinale, l’assistenza domiciliare in coordinamento con i medici di famiglia, e il tracciamento dei soggetti positivi al covid. Inoltre, in attesa che il Ministero attui il provvedimento di istituzione delle Unità di continuità assistenziali (una per ogni distretto), la delibera proroga l’attività delle attuali Usca, in quanto strutture fondamentali per l’attuazione sul territorio dei servizi assistenziali finalizzati al contrasto al covid. E l’assessore Ruggero Razza afferma: “Grazie alle Usca e alle strutture commissariali siamo riusciti, durante i momenti più cupi di questi due anni, a mettere in piedi un paradigma virtuoso di gestione della pandemia. Lo abbiamo dimostrato con i fatti e, soprattutto, con i numeri. Quest’esperienza costituisce un tesoro: un modello organizzativo fatto da buone pratiche, messe in atto da professionisti di livello. Con questo provvedimento diamo continuità a tutto questo, nel solo interesse dei cittadini siciliani e di tutti coloro che, purtroppo, si trovano ancora oggi a combattere contro il virus”.

“Il quadro politico nazionale – chiarisce Sgarbi –  impone posizioni certe e non avventurose e, per quello che mi riguarda, una coerente posizione rispetto al Centrodestra”

Il leader di “Rinascimento”, annuncia che con Cateno De Luca, l’esponente di “Sicilia Vera” candidato alla presidenza della Regione Siciliana, non ci sarà alcun accordo elettorale nonostante le interlocuzioni dei mesi scorsi e la condivisione di alcune iniziative politiche.

“Pur continuando ad avere interesse per la libera e innovativa candidatura di Cateno De Luca a Presidente della Regione Sicilia, nella originale formula “sindaco di Sicilia”, in tutta onestà – spiega Sgarbi – con l’improvvisa accelerazione della situazione politica nazionale, non posso seguirlo nella sua proposta di lista orgogliosamente solitaria per il “sindaco d’Italia”.

“Il quadro politico nazionale – chiarisce Sgarbi –  impone posizioni certe e non avventurose e, per quello che mi riguarda, una coerente posizione rispetto al Centrodestra, in ordine alla mia posizione nel gruppo misto con la componente “Noi con l’Italia – Rinascimento.

“Proprio per questo – aggiunge Sgarbi – dopo una iniziale adesione al progetto di Cateno De Luca con la lista “Sicilia Vera- Rinascimento Sgarbi”, , mi vedo costretto a ritirare la mia adesione al suo progetto, per la stessa coerenza da lui affermata  con la sua scelta solitaria.

“Rinnovo la mia stima a Cateno De Luca – conclude Sgarbi – ma il governo dell’Italia è per me prioritario sulla sua concezione commissariale del governo della Sicilia. Continuerò a sostenerlo nella sua battaglia contro le prepotenze di una giustizia politica”

Ansa

“Altra aggressione ai danni di un medico ospedaliero a Villa Sofia. Ieri sera è toccato, a un medico di guardia del Pronto Soccorso Pediatrico”. A denunciarlo è Giuseppe Bonsignore segretario regionale CIMO (Confederazione Italiana Medici Ospedali).

“Nonostante gli appelli ripetuti – sottolinea Bonsignore – non si riesce ad arginare questo crescendo di episodi di violenza nei confronti dei medici ospedalieri. Sono fatti incresciosi che meriterebbero maggiore attenzione da parte di chi è preposto alla tutela e alla incolumità del personale sanitario”.

“La dottoressa in servizio – aggiunge Bonsignore – è stata ripetutamente spintonata dai genitori di un piccolo paziente che, come accaduto altre volte, si rifiutavano di far fare il tampone nasale per escludere positività al Covid. Sono intervenuti i Vigilantes e la Polizia. Il piccolo paziente è alla fine risultato positivo al Covid e per questo trasferito al Di Cristina”.

Il medico vittima dell’aggressione ha sporto denuncia nei confronti dei genitori del paziente.

Lo scorso 26 gennaio, innanzi al Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, il pubblico ministero Pierangelo Padova, al termine della requisitoria nel giudizio abbreviato, ha chiesto 13 condanne e 3 assoluzioni nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Oro bianco” su presunte ipotesi di reato, gravanti a Palma di Montechiaro, legate all’associazione mafiosa e alle sostanze stupefacenti. Ebbene, adesso è stata emessa sentenza. Rosario Pace, 60 anni, 16 anni di reclusione. Poi 12 anni di reclusione per l’ex consigliere comunale di Palma di Montechiaro, Salvatore Montalto, 52 anni. Gioacchino Rosario Barragato, 60 anni, 12 anni di reclusione. Francesco Bonsignore, 55 anni, 5 anni e 8 mesi. Sarino Lauricella, 51 anni, 12 anni. Domenico Manganello, 47 anni, 18 anni e 8 mesi. Giuseppe Morgana, 36 anni, 10 anni e 8 mesi. Emanuele Pace, 34 anni, 10 anni. Gioacchino Pace, 41 anni, 16 anni e 8 mesi. Giuseppe Blando, 46 anni, di Favara, 11 anni e 8 mesi.

A Palermo i Carabinieri della Compagnia di Piazza Verdi hanno arrestato Davide Lecce, 40 anni, palermitano, già noto alle forze dell’ordine, per il reato di detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di una perquisizione, nel quartiere Brancaccio, sono state rinvenute oltre 150 dosi tra crack e cocaina, e quasi 400 euro in banconote di piccolo taglio. La droga recuperata è stata sequestrata e sarà smistata al Laboratorio analisi sostanze stupefacenti del Comando provinciale per le verifiche ponderali e qualitative. L’indagato risulta percettore del reddito di cittadinanza ed è stato segnalato all’INPS per la sospensione del beneficio. L’arresto è stato convalidato dal Tribunale, che ha imposto a Davide Lecce la misura cautelare dell’obbligo quotidiano di presentazione alla Polizia giudiziaria e dell’obbligo di dimora nel Comune di Palermo.

I Carabinieri hanno catturato Nicolò Di Michele, 32 anni, in una villetta a Trabia, in provincia di Palermo. E’ stato ricercato dallo scorso 6 luglio perché sfuggito agli arresti nell’ambito dell’inchiesta antimafia intitolata “Vento”, a carico di presunti esponenti del mandamento mafioso di Porta Nuova, impegnati nelle estorsioni e nello spaccio di droga. Secondo i Carabinieri Nicolò Di Michele avrebbe rifornito le piazze di spaccio con cocaina, hashish e marijuana. Le operazioni “Vento 1 e 2” sono state condotte d’urgenza, tramite l’applicazione dei fermi di indiziato di delitto, per scongiurare reazioni sanguinose all’omicidio di Giuseppe Incontrera lo scorso 30 giugno a Palermo.