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“Siamo contenti che finalmente, dopo più di un anno e mezzo, i sindacati confederali abbiano espresso l’esigenza di un’interlocuzione con Roma sulla vertenza Asu, condividendo ciò che il Csa-Cisal chiede da tempo. Purtroppo constatiamo amaramente che, al di là delle belle
parole del Governo regionale, fino ad ora nulla è stato fatto per una vertenza che riguarda lavoratori che da vent’anni svolgono funzioni fondamentali in enti locali e privati per un sussidio di circa 593 euro, quindi al di sotto della soglia di povertà. Il tempo delle chiacchiere e dei tavoli è ampiamente scaduto, il Governo dica ai lavoratori se vuole procedere alla storicizzazione della spesa, consentendo così la stabilizzazione di tutti i 4.600 Asu, o se vuole perseverare nell’immobilismo”.

Lo dice Gianluca Cannella del sindacato Csa-Cisal.

Lo ha detto l’assessore regionale alle Autonomie locali Marco Zambuto, intervenendo stamane alla Camera di commercio a Palermo al corso di formazione organizzato dalla Federazione nazionale della stampa su “La riforma della legge 150/2000 e la nuova figura del giornalista pubblico”.

Presenti  all’incontro, tra gli altri, anche la vice segretaria vicaria della Fnsi Alessandra Costante con il direttore generale della Federazione Tommaso Daquanno, la presidente del Gruppo Uffici stampa nazionale Assunta Currà con quello regionale Vito Orlando e il segretario regionale dell’Assostampa Roberto Ginex.

L’occasione del confronto è stata la “direttiva Zambuto” sull’attività di informazione e comunicazione nella Pubblica amministrazione predisposta dal dipartimento regionale delle Autonomie locali, diretto da Margherita Rizza. La direttiva – inviata a tutti i sindaci, commissari e segretari generali di Città metropolitane, Liberi consorzi e Comuni dell’Isola – ribadisce che la norma “attribuisce all’ufficio stampa, prioritariamente, la gestione dell’informazione in collegamento con gli organi di informazione a mezzo stampa, radiofonici, televisivi e online, e che nelle amministrazioni locali di piccole dimensioni (inferiori a 10 mila abitanti), per meglio ottimizzare le loro funzioni, gli uffici stampa possono essere costituiti in forma consorziata e/o associata tra enti locali che raggruppino una popolazione residente non inferiore a 15 mila unità”. 

«Sono contento – ha aggiunto l’esponente del governo Musumeci – che la nostra direttiva, come sottolineato dagli interventi di stamane, abbia raccolto il plauso della categoria dei giornalisti e possa rappresentare un esempio positivo da esportare anche nelle altre regioni d’Italia. Oggi mettiamo un punto fermo, dando un indirizzo preciso alle amministrazioni comunali sulla differenza dei compiti dell’ufficio stampa e del portavoce. Adesso, invece, dobbiamo completare il ragionamento aperto con il rinnovo del contratto per il personale del comparto, riconoscendo il giusto ruolo anche ai giornalisti che lavorano nell’amministrazione regionale. In tal senso, il governo ha già dato un’apposita direttiva all’Aran. Siamo fiduciosi di poter fare riaprire il confronto con le organizzazioni sindacali per arrivare, nel più breve tempo possibile, al rinnovo del contratto per i dipendenti della Regione».

“Agitare la bandiera della legalità è uno sport con il quale da sempre la sinistra si nasconde per occultare la propria incapacità di proposta e di governo. Se poi tutto questo avviene attraverso la squallida e immorale strumentalizzazione dei morti di mafia, nel trentennale delle stragi e in piena campagna elettorale, non c’è dubbio che la sinistra è disperata. Avere innescato la macchina del fango contro Roberto Lagalla credo che oggi farebbe davvero rivoltare nelle tombe coloro che hanno testimoniato sino alle estreme conseguenze quanto sia importante prima di ogni altra cosa fare il proprio dovere, all’interno delle istituzioni e in ogni attimo della propria vita privata e pubblica. Pensare di vincere le elezioni a Palermo con l’esercizio della diffamazione contro un uomo perbene e capace qual è Lagalla, ignorando come l’ultima amministrazione Orlando, di cui Miceli è erede diretto in assoluta continuità, abbia lasciato tanti problemi irrisolti e aggravati da una ormai miope e asfittica visione politica, dai conti pubblici, alle tasse, alle bare insepolte, allo smaltimento dei rifiuti, è davvero un’ulteriore violenza che si fa ai palermitani, che grazie a Dio sanno di poter cambiare quel sistema votando Lagalla. Quanto alla questione morale, agli esponenti della sinistra vorrei ricordare cosa è stato il governo Crocetta in Sicilia sul tema, con il sistema Montante che la stessa sinistra ha difeso e nel quale era invischiata, come dicono e testimoniano le inchieste attuali e su cui mai nessuno dei cosiddetti presunti leader, Miceli compreso, si è mai espresso o preso le distanze. Troppo facile inforcare un occhiale da vista strabico che rimanda ad una doppia morale, quella che punta il dito contro l’avversario ma non sa fare autocritica chiedendo scusa ai palermitani e ai siciliani per i disastri che ha prodotto. Negare il diritto di opinione è tipico di quel orrido sistema autoritario di cui la storia anche attuale ci fa vergognare. Su questo principio valgono su tutte le parole del professore Giovanni Fiandaca, di cui ho tanta stima, e di Marco Cappato dei radicali che ha parlato di “morale becera ed ipocrita” che viene sbandierata quando fa comodo. Se davvero si vuole essere custodi della memoria e dell’eredità morale di Falcone e Borsellino si abbia il coraggio di tacere e di fare fino in fondo il proprio dovere”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

Sono adesso subito a disposizione della Regione Siciliana 211 milioni di euro, prima congelati, pari a circa la metà dell’importo relativo alle quote ordinarie di copertura del disavanzo accertato con l’approvazione del rendiconto 2018. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato lo schema di decreto legislativo sulle “Norme di attuazione dello Statuto della Regione Siciliana in materia di armonizzazione dei sistemi contabili, dei conti giudiziali e dei controlli”, già determinato dalla Commissione paritetica Stato-Regione Siciliana ed attuativo di uno dei punti dell’accordo di finanza pubblica sottoscritto lo scorso dicembre tra il presidente della Regione, Nello Musumeci, e il ministro dell’Economia, Daniele Franco. L’entrata in vigore di tale disposizione di attuazione consente di liberare ingenti risorse assegnate a capitoli che sono stati congelati, ma che adesso saranno immediatamente disponibili. Oltre a tale risparmio immediato di 200 milioni, lo Stato si è impegnato a erogare 100 milioni (formalmente per compensare i costi dovuti all’insularità) e ha autorizzato la Regione a rinviare ai prossimi anni il ripianamento di una parte del disavanzo, liberando nelle casse di Palazzo d’Orleans altri 211 milioni di euro.

Domani, sabato 28 maggio, sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia la Finanziaria approvata lo scorso 13 maggio dall’Assemblea Regionale. Tra le tabelle finali emergono sensibili tagli al settore delle associazioni antimafia e antiracket, e minori stanziamenti per i disabili. Resistono invece le spese per la propaganda turistica. Per trovare i fondi destinati a finanziare i 242 emendamenti aggiuntivi, e approvare entro il termine il documento contabile di previsione, maggioranza e opposizione hanno tagliato su voci storiche del bilancio. I contributi alle associazioni antiracket per aiutare gli imprenditori in crisi per richieste estorsive sono stati ridotti dai 320.586 euro del 2021 ai 19.910 euro del 2022. I contributi per gli orfani delle vittime della mafia sono stati del tutto cancellati, e valevano 76.645 euro l’anno scorso. Cancellati anche i fondi per assumere i parenti di vittime della mafia: nel 2021 vi sono stati 188 mila euro. Spariscono pure i fondi per gli indennizzi alle vittime della criminalità che l’anno scorso sono stati di circa 70 mila euro.

Giarrusso se ne va? Ha vinto la sua smisurata smania di protagonismo. Ora però ci aspettiamo che si dimetta da europarlamentare, un posto che si è conquistato grazie ai voti del Movimento 5 Stelle. Del resto lui è sempre stato severissimo nei confronti di coloro che hanno lasciato il Movimento, definendoli ‘traditori che provano a raccontare al mondo di essere stati traditi’: quello che praticamente sta facendo ora Giarrusso”.

Lo afferma il capogruppo del Movimento 5 stelle all’Ars, Nuccio Di Paola.

Giarrusso -continua Di Paola – dovrebbe pensare più a riflettere che ai riflettori. Se gli è rimasto un briciolo di coerenza dovrebbe lasciare il seggio in Europa in un nano-secondo. Lasci poltrona e benefit da europarlamentare e si ricordi della regola del Movimento che lui ha sempre sbattuto in faccia a quelli che sono andati via, e cioè che chi si dimette deve lasciare la poltrona e non cambiare casacca”.

“Sia chiaro – conclude Di Paola- non ci stracciamo certamente le vesti per questo abbandono. Non si può cercare di costruire con chi lavora costantemente per dividere”.

Sono stati quasi 2mila i dipendenti regionali scesi in piazza a Palermo e a Catania per i sit-in organizzati dai sindacati Cobas-Codir, Sadirs e Siad-Csa-Cisal davanti alle sedi della Presidenza della Regione Siciliana. “Un’iniziativa che, seppur molto partecipata, non ha creato disagi alla città ma ha avuto il merito di riaprire la trattativa col Governo che si è impegnato a convocare un tavolo di confronto”, dicono Dario Matranga e Marcello Minio (Cobas-Codir), Fulvio Pantano (Sadirs) e Angelo Lo Curto (Siad-Csa-Cisal) al termine dell’incontro avuto a fine mattinata con l’ufficio di Gabinetto della Funzione pubblica.
“I lavoratori scesi in piazza a Palermo e a Catania per protestare contro il mancato utilizzo dei fondi già stanziati per la riclassificazione e riqualificazione di tutto il personale della Regione Siciliana, delle partecipate e degli enti collegati – spiegano i sindacalisti – hanno ottenuto una riapertura del ragionamento sul rinnovo del contratto affinché contenga, prioritariamente, la riorganizzazione della macchina amministrativa per dare efficienza agli uffici e creare un sistema classificatorio che tenga conto di professionalità e titoli dei dipendenti. Dalla settimana prossima, ha assicurato il Governo regionale, sarà convocato un apposito tavolo di confronto per arrivare al pieno utilizzo delle risorse già stanziate per il rinnovo contrattuale coniugato al nuovo sistema classificatorio. Durante il confronto – concludono Cobas-Codir, Sadirs e Siad-Csa-Cisal – abbiamo ribadito che le nostre organizzazioni sindacali, che rappresentano oltre il 60% dei lavoratori, non accetteranno compromessi al ribasso”.

“Oggi è una giornata importante per il nostro territorio con il raggiungimento di un risultato storico: la IV Commissione Ambiente che ho l’onore di presiedere questa mattina è stata chiamata a esprimere il parere conclusivo per l’inclusione di Punta Bianca, Monte Grande e Scoglio Patella al Piano regionale dei parchi e delle riserve naturali”.

E’ il commento dell’on. Giusi Savarino a margine della seduta. Hanno partecipato tra gli altri, il Sindaco di Agrigento Franco Miccichè e di Palma di Montechiaro Stefano Castellino, Claudio Lombardo di Mareamico, Mariella Gattuso di Marevivo e Genuardi di Legambiente.
“La nostra splendida falesia di marna bianca sarà Riserva! Sono estremamente soddisfatta nel constatare i frutti di un serio lavoro di sintesi e di squadra che ho portato avanti nel corso di questa Legislatura di concerto con il Governo Musumeci e l’assessore Cordaro.
Ringrazio il Presidente Musumeci e la sua Giunta per non aver fatto mai mancare la propria attenzione verso un tema così caro al nostro territorio. Negli ultimi tempi Punta Bianca si era trovata spesso al centro delle cronache, ma finalmente possiamo dichiarare che la missione è compiuta e che quello straordinario tratto della costa agrigentina sarà finalmente soggetto alla tutela ambientale che meritava da tempo.
Ancora una volta, il buongoverno dei fatti e delle promesse concrete e mantenute ha mostrato che l’impegno, la dedizione e la caparbietà producono concreti effetti positivi volti al miglioramento della qualità della vita dei siciliani e alla salvaguardia delle bellezze paesaggistiche del nostro territorio”, ha poi concluso l’on. Savarino.

“Siamo soddisfatti che il nostro appello sia stato accolto dall’Assemblea regionale siciliana e che, nella Legge di stabilità regionale, sia stato inserito un emendamento a favore dei numerosi precari sanitari, amministrativi e tecnici, che hanno operato durante il periodo di emergenza Covid-19 e che stanno continuando a lavorare in proroga (con scadenze differenti) all’interno di Aziende sanitarie ed ospedaliere.” A salutare con piacere l’approvazione della norma, che consentirà ai quasi 3 mila lavoratori del comparto amministrativo e tecnico l’accesso a delle procedure finalizzate all’assunzione a tempo indeterminato (regolamentato da requisiti specifici e, soprattutto, in deroga alle capienze e in cui vi sia spazio per tutti), è la federazione regionale Ugl Salute Sicilia. Si andrebbe ad evitare così una doppia velocità di immissione in ruolo tra il personale sanitario che, come prevede la Legge nazionale, già può essere stabilizzato in automatico ed il resto delle categorie che invece dovranno passare da procedure selettive nelle quali non vi fisse  previsto uno spazio per tutti. “Diamo atto all’intero Parlamento regionale che ha votato a favore l’emendamento proposto e per l’attenzione che ha rivolto a questi dipendenti (molti dei quali si sono di recente costituiti ufficialmente in Comitato, per rivendicare i legittimi diritti della categoria) – dichiarano il segretario regionale Carmelo Urzi e l’aggiunto Raffaele Lanteri. Rimane solo un piccolo ulteriore passo da fare, ovvero quello di prevedere nei bandi di concorso che la formula dei 18 mesi, svolti in ambito strettamente sanitario, sia requisito per partecipare alla selezione. In alternativa, si può stabilire una forma di riconoscimento uguale per tutti in termini di punteggio aggiuntivo da andarsi a sommare alla soglia minima prevista dei 18 mesi di servizio. Ribadiamo pertanto l’impellenza di avere una cabina di regia a livello nazionale per garantire parametri uniformi per tutti. Rinnoviamo, infine, l’appello alle Aziende sanitarie ed ospedaliere affinchè, nell’impostazione delle proroghe e dei bandi, si tenga conto delle Circolari dell’Assessorato regionale della Salute del 22 e del 31 marzo 2022, per avere gli stessi criteri di prosecuzione del servizio e di concorso uguali in tutto il territorio isolano – concludono i due esponenti di Ugl Salute Sicilia.”

Sono centinaia i lavoratori regionali che stanno partecipando ai sit-in organizzati a Palermo e Catania dai sindacati Cobas-Codir, Sadirs e Siad-Csa-Cisal davanti alle sedi della Presidenza della Regione di Palazzo d’Orleans a Palermo e di via Beato Bernardo a Catania, arrivando a mille nel capoluogo isolano.
“I lavoratori oggi sono in piazza contro il mancato utilizzo dei fondi già stanziati e che i sindacati autonomi rivendicano siano utilizzati per la riclassificazione e riqualificazione di tutto il personale della Regione Siciliana, delle partecipate e degli enti collegati – dicono Dario Matranga e Marcello Minio (Cobas-Codir), Fulvio Pantano (Sadirs) e Angelo Lo Curto (Siad-Csa-Cisal) – I dipendenti sono stanchi di non veder riconosciuto dal Governo regionale il ruolo svolto. Dopo avere rifiutato la proposta di rinnovo del contratto avanzata dall’Esecutivo perché non teneva in considerazione la possibilità di un nuovo modello organizzativo che comprenda la riclassificazione e riqualificazione del personale, abbiamo voluto dare voce alla protesta”.
“È indispensabile rendere efficiente la macchina amministrativa a vantaggio di tutti i siciliani – continuano Cobas-Codir, Sadirs e Siad-Csa-Cisal – I fondi ci sono e sono già stanziati, la politica deve svegliarsi affinché tutte le somme in bilancio siano utilizzate per il nuovo ordinamento professionale; solo così il rinnovo potrà essere firmato entro giugno. Le nostre organizzazioni sindacali rappresentano oltre il 60% dei lavoratori e non accetteremo compromessi al ribasso”.