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“Le nuove esternazioni di Musumeci  sui dipendenti  regionali, secondo cui l’80 per cento si gratterebbe la pancia, sono gravissime e lesive dell’immagine, anche di coloro, e sono la maggioranza,  che portano a compimento, con diligenza ed impegno,  il proprio lavoro.  Noi per primi condanniamo senza nessuna attenuante i fannulloni, che vanno sanzionati come meritano e, se è il caso, messi alla porta, ma non si può sparare nel mucchio. Musumeci avvii precise indagini in tal senso e prenda provvedimenti nei confronti di chi è responsabile di comportamenti censurabili”.

Lo afferma il deputato M5S all’Ars, Giovanni Di Caro, in relazione alle ultime uscite del presidente della Regione. “Già nel 2018 – ricorda Di Caro – Musumeci  parlò di funzionari regionali che si comportano da criminali. A questa generica affermazione non ci risulta che sia seguita un’azione particolare da parte del presidente, né è mai arrivata risposta ad una mia interrogazione presentata all’Ars su questo tema.  I fannulloni vanno condannati senza se e senza ma, ma non è certo sparando nel mucchio che si risolvono i problemi, a meno che ciò non serva a creare alibi all’ormai cronaca improduttività di questo governo che sarà ricordato solo per la sua insipienza e improduttività”.

“Quando lorsignori di Anas e di Roma vogliono, le cose si fanno. Si doveva arrivare alla scommessa sulle mie dimissioni per smascherarli? Si doveva arrivare a tanto? A giudicare dagli ultimi annunci sul viadotto Imera, è proprio così. Quando Anas vuole, le opere si possono fare anche in Sicilia. Gli ultimi tre mesi hanno dimostrato che, anche da noi, i cantieri possono essere completati rispettando le previsioni. Serviva dunque una sfida su un’opera che languiva vergognosamente da cinque anni, praticamente ferma nell’ultimo anno, tra lo spreco di cinque milioni per una bretella che si è rivelata inutile, una serie infinita di ritardi e rinvii, e l’autostrada Palermo-Catania spezzata in due. Oggi, di fatto, cade la maschera di Anas”.

Interviene così l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, a proposito degli ultimi annunci sulla ricostruzione del viadotto Imera, sull’autostrada Palermo-Catania.

“L’Anas – prosegue Falcone – grazie anche a complicità politiche precise, ha tenuto per decenni la Sicilia in condizioni di sottosviluppo palese sulla viabilità in tutta l’Isola. Sono decine i cantieri sulla Palermo-Catania che si trascinano desolati, senza particolari progressi, da anni. Finalmente, negli ultimi tre mesi, si è dimostrato che i costanti moniti del Governo Musumeci sui ritmi dei cantieri e, soprattutto, sulle lavorazioni notturne possono portare a significativi risultati, se ascoltati.

C’è voluto, inoltre, l’avvio di una vertenza destinata a fare la storia e a diventare un precedente per le altre Regioni d’Italia, cioè la nostra richiesta di risarcimento danni all’Anas, nonché gli imponenti definanziamenti che abbiamo deciso, per costringere Anas a fare quei lavori che, invece, dovrebbero essere la normalità. È arrivato il momento – conclude l’assessore regionale alle Infrastrutture – che Anas riconosca l’assoluta mancanza di rispetto nei confronti di un’intera Regione e chieda scusa”.

Altri quattro casi di Coronavirus in Sicilia. Stando al bollettino diramato dal ministero della Salute per il 18 luglio, oltre ai nuovi contagiati, un paziente è stato trasferito da casa in ospedale: 14 in tutto i pazienti positivi con sintomi, nessuno in terapia intensiva. Sono invece 148 i soggetti sott’osservazione in isolamento domiciliare. Resta a 283 il numero dei decessi. Sono 1.942 i tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, 247.379 i totali.

Il bollettino di oggi conferma in Italia il trend in aumento con 249 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore. Sono 14 i morti (ieri ne erano deceduti 11), le vittime salgono a 35.042. Male la Lombardia con 88 casi e il Lazio con 20. Situazione da monitorare anche in Emilia Romagna (+40 positivi) e Veneto (+34). Il totale dei casi arriva 244.216 (+ 249), gli attuali positivi sono 12.368 (-88).

“Arriva la Lega, tornano gli squallidi  giochetti di partito: le elezioni senza preferenze sono un abominio e uno schiaffo in faccia ai cittadini. Faremo di tutto perché ciò non accada in Sicilia”.

Lo affermano i deputati del M5S all’Ars in relazione alla proposta shock del segretario della Lega in Sicilia Candiani che propone di abolire le preferenze per le elezioni regionali nell’isola.

“Sarebbe – dicono i deputati 5 stelle –un ulteriore calcio alle legittime aspettative dei cittadini. Si darebbe il via ai soliti giochetti di partito, nel chiuso delle  segreterie, riducendo il ruolo dei cittadini a semplice notai che non possono che prendere atto di quanto deciso altrove e in base a criteri che quasi mai vanno nella stessa direzione degli interessi degli elettori”.

«Rimango stupito, ai limiti dello sconcerto, per l’iniziativa del senatore leghista Candiani, che propone per la Sicilia una formula elettorale che minerebbe le basi della democrazia in favore di una sorta di dittatura dei nominati». Così il deputato di Ora Sicilia, Totò Lentini, che commenta le dichiarazioni del commissario della Lega in Sicilia, Stefano Candiani, secondo cui bisognerebbe ragionare sull’eliminazione delle preferenze e giocoforza sulla modifica della legge elettorale attualmente in vigore su base regionale. «Un’idea anacronistica e fuori dal tempo, totalmente scollegata da un momento storico in cui, peraltro, anche su scala nazionale si va verso la reintroduzione del meccanismo delle preferenze: una rotta che verrà certamente intrapresa per abbattere storture e criticità di un sistema elettorale che gli italiani hanno detto senza mezzi termini di non volere, rivendicando il diritto di scegliere i propri rappresentanti all’interno dei palazzi istituzionali. Dunque, mentre il paese guarda avanti – prosegue Lentini – Candiani propone per la Sicilia una sorta di salto all’indietro che trasformerebbe l’organo legislativo più antico d’Europa in un parlamento di nominati, sbriciolando le fondamenta della sovranità popolare per assecondare il principio secondo cui i cittadini siciliani dovrebbero rinunciare ad una concreta partecipazione nel processo di selezione della classe politica, sottomettendosi a forme di leadership chiuse e oligarchiche. Ci sono decine di sondaggi dai quali emerge inequivocabilmente la netta propensione degli italiani per le preferenze. Per il sottoscritto e per i miei colleghi Luigi Genovese, Luisa Lantieri e Daniela Ternullo, non ci sono altre vie. Ecco perché Ora Sicilia, sempre nel rispetto della libertà di espressione di ognuno, ritiene inopportuna la proposta del senatore Candiani. Se dovesse mai concretizzarsi – conclude il deputato – sarebbe un attacco al voto popolare che produrrebbe solo un ulteriore scollamento tra le istituzioni e il territorio, rafforzando l’astensionismo e la distanza tra i cittadini e la politica. Noi ci opporremo senza mezzi termini».

Si sono spente le speranze per Giovanni Albamonte, il ragazzo di 26 anni che domenica scorsa 12 luglio ha subito gravi ferite in un incidente all’Acquapark di Monreale. A seguito dei traumi cranico e cervicale è entrato in coma. E’ stato ricoverato nel reparto di Neuro-rianimazione di Villa Sofia. I medici oggi, dopo l’iter che prevede un’osservazione di sei ore, hanno accertato la morte cerebrale. A rivelarsi fatale è stato un tuffo da uno dei giochi del parco acquatico, un enorme pallone galleggiante da cui, però, è vietato gettarsi. Dalla struttura è stato precisato che gli assistenti ai bagnanti avrebbero più volte ripetuto al giovane che per scendere dal gonfiabile avrebbe dovuto utilizzare le corde, e non tuffarsi dato il fondale basso.

Provoca parecchie polemiche e commenti indignati sui social un fotomontaggio del presidente della Regione, Nello Musumeci, con delle chiazze rosse intorno. Il fotomontaggio è stato pubblicato dal deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Nuccio Di Paola, con il commento: “Appena ritirato il materiale informativo per la mozione di sfiducia al Presidente Musumeci. Contattatemi e mobilitiamoci. Tutti i siciliani devono sapere quello che ha combinato e quello che non ha fatto in questi due anni e mezzo”.

Legambiente, tramite il presidente regionale, Gianfranco Zanna, interviene a seguito del sequestro preventivo della discarica di Siculiana, e commenta: “L’unica soluzione resta quella di puntare, in modo drastico, senza contraddizioni o tentennamenti, sulla raccolta differenziata. Bisogna costruire tanti impianti di riciclo diffusi in tutta la regione a partire dai digestori anaerobici per produrre biometano e compost. Poi prevedere la chiusura di tutte le attuali discariche al completamento delle loro capacità di abbancamento, portando, eventualmente, i rifiuti fuori dalla Sicilia. Siamo contrari, ovviamente, a qualsiasi ipotesi di ampliamento delle discariche. Nel caso della discarica di Siculiana, in un eventuale processo, ci costituiremo parte civile”.

A Palermo è proseguito per tutta la notte il lavoro di Vigili del fuoco, Protezione civile ed Esercito per migliorare la situazione delle strade dopo il nubifragio di mercoledì, in particolare nel sottopasso di via Leonardo da Vinci, dove è stato necessario rimuovere i detriti e pulire la strada. Entro le ore 16 di oggi sono restituite al transito tutte le corsie di viale Regione Siciliana. Nel corso delle opere sono emersi sacchi di spazzatura sui luoghi della bomba d’acqua. I Vigili del fuoco spiegano: “La sera di mercoledì 15 luglio nel sottopasso di via Da Vinci c’erano 28.000 metri cubi d’acqua, con un’altezza di 4 – 5 metri, ora non c’è più acqua ed entro stasera dovremmo riaprire”.

Tornare progressivamente alla normalità per un ospedale significa rispondere ai bisogni della popolazione, anche se con modalità nuove, percorsi Covid free e priorità dettate dalle richieste di prestazioni urgenti e di chi nei mesi scorsi ha dovuto posticipare visite ed esami a causa della situazione sanitaria. Tutto questo nel rispetto delle più stringenti norme di sicurezza. È questo l’impegno di Maria Eleonora Hospital di Palermo, Ospedale di Alta Specialità accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale e punto di riferimento per il territorio per le specialità di Aritmologia ed Elettrofisiologia, Cardiochirurgia, Cardiologia e Chirurgia vascolare, oltre che Urologia e Oculistica.

Dalla ripresa delle attività, avvenuta il 19 giugno scorso dopo un processo di adeguamento alle normative e ai protocolli anti-Covid, la struttura ha eseguito, in poco meno di un mese,  oltre 100 interventi chirurgici, 22 interventi di Aritmologia ed Elettrofisiologia e 108 interventi di emodinamica.

“L’Ospedale ha ripreso le attività a pieno regime sin dai primi giorni dopo la riapertura – dichiara il dott. Vincenzo Sutera, Direttore Sanitario pro-tempore di Maria Eleonora Hospital –. Fino ad ora abbiamo eseguito 31 interventi di Cardiochirurgia, 22 di Chirurgia vascolare, 5 interventi di sostituzione della valvola aortica con tecnica TAVI, 1 endoprotesi vascolare aortica, 12 interventi di Urologia, 38 interventi di Oculistica. A questi si aggiungono 22 interventi di Aritmologia ed Elettrofisiologia, di cui nel dettaglio 2 sostituzioni di defibrillatore, 3 sostituzioni di pacemaker, 13 impianti di pacemaker, 4 impianti di defibrillatore, e 113 interventi di Emodinamica ripartiti in: 80 coronarografie, 7 angioplastiche coronariche, 21 angioplastiche periferiche, di cui 3 urgenze provenienti dagli ospedali pubblici. Numeri, che ribadiscono il ruolo centrale della struttura nel tessuto sanitario della città, soprattutto se si considerano le modalità operative in cui l’Ospedale e il suo personale operano a garanzia e tutela della sicurezza di pazienti e personale”.

I pazienti accedono all’Ospedale tramite percorsi Covid free e dopo un protocollo che prevede un triage telefonico e un tampone naso-faringeo 48 ore prima del ricovero e il differimento del ricovero in caso di positività. Anche per i pazienti trasferiti da altri ospedali, il ricovero avviene previo invio da parte della struttura di provenienza di tutta la documentazione e degli esiti del tampone.

“In ottemperanza alla normativa anti-Covid, al momento del ricovero i pazienti vengono accolti da un infermiere all’ingresso e, dopo un ulteriore triage, accompagnati in struttura attraverso percorsi dedicati – prosegue il dott. Sutera –. All’interno dell’Ospedale si utilizzano tutti i DPI stabiliti dal Ministero e, in caso di paziente non autosufficiente che richiede assistenza di un famigliare, si sottopone a tampone anche l’accompagnatore, che ha l’obbligo di rimanere all’interno della struttura per l’intera durata del ricovero”.

In questo fase di ripartenza, il personale della struttura si è prodigato in uno sforzo per evadere le numerose richieste di prestazioni pervenute e poter continuare a offrire alla popolazione una risposta pronta e puntuale.

 “Questi primi 100 interventi sono espressione di una efficiente riorganizzazione della struttura per rispondere alle numerose richieste arrivate non solo dal territorio ma anche dalle province limitrofe, e resa possibile grazie all’impegno di tutto il personale della struttura ma anche alla collaborazione con le istituzioni – dichiara il dott. Giuseppe Rago, AD di Maria Eleonora Hospital –. Si tratta di una grande attestazione di fiducia e stima che ci ha consentito di partire con slancio. Parallelamente a questa fase più operativa stiamo lavorando in collaborazione con l’Assessorato della Regione Sicilia per implementare alcuni progetti che interesseranno la città. Mentre con l’Università di Palermo stiamo lavorando ad un progetto di convenzione strutturale per il supporto alla didattica; un percorso già iniziato un anno fa con il finanziamento di 2 borse di studio per la Scuola di Specializzazione in Cardiologia e in Anestesia e Rianimazione”.